Morcote
| Morcote comune |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
|
|
|||||
Morcote |
|||||
| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Lugano | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°55′25″N 8°55′01″E / 45.92361°N 8.91694°ECoordinate: 45°55′25″N 8°55′01″E / 45.92361°N 8.91694°E | ||||
| Altitudine | 277 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 2,8 km² | ||||
| Abitanti | 726[1] (31-12-2011) | ||||
| Densità | 259,29 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Brusimpiano (IT-VA), Brusino Arsizio, Lugano, Porto Ceresio (IT-VA), Vico Morcote | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6922 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice OFS | 5203 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Nome abitanti | morcotesi | ||||
| Circolo | Carona | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Morcote[2] (Murcò in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino. Si trova sul Lago di Lugano.
Indice |
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Edilizia religiosa [modifica]
- La chiesa di Santa Maria del Sasso, rinascimentale. La scalinata[3], con 404 gradini, fu costruita in parte nel 1732 e in parte fra il 1861 e il 1863 da Giacomo Rossi, ritratto in una statua posta in una nicchia ai piedi di quest'ultimo tratto.
- L'oratorio di Sant'Antonio di Padova, poco lontano dalla chiesa di Santa Maria del Sasso.
- La chiesa di Sant'Antonio abate, di origine medievale.
- Il cimitero monumentale[4], costruito intorno alla metà del XVIII secolo e ampliato nel 1869 e nel 1978. Al suo interno:
- La cappella realizzata da Gaspare e Giuseppe Fossati nel 1869.
- La cappella della famiglia Paleari realizzata nel 1872 da Giuseppe Fossati.
- L'edicola monumentale della famiglia Caccia, realizzata da Augusto Guidini nel 1884[5].
- La cappella Gianini, costruita nel 1955 da Mario Chiattone
- La tomba di Carlo Bombieri, che ospita una scultura bronzea di Henry Moore.
- La cappella di Santa Teresa d'Avila, costruita prima del 1728, data riportata in un'iscrizione che cita Davide, Antonio e Giorgio Fossati come autori della scalinata.
- L'oratorio di San Rocco, eretto fra il 1548 e il 1553 su un progetto di Arturo Maspoli. La consacrazione risale al 1591.
Edilizia civile [modifica]
- Il palazzo del Municipio[6], edificio neorinascimentale costruito nella seconda metà del XIX secolo.
- Casa Tettamanti, prima nota come Casa Maspoli, la cui facciata risale al XVI secolo[7].
- Palazzo Fedele, prima noto come Palazzo Massari, risalente al XVII secolo. Al suo interno i bassorilievi Battesimo di Cristo, Annunciazione e Apparizione della Maria d'Avila[8] (1796).
- La casa in Strecia di Rüggia, con una finestra tardogotica.
- Casa Ruggia e Isella[9], costruito in stile rinascimentale. Nella facciata sono degni di nota una finestra protorinascimentale[10] e i motivi liberty.
- Casa Buzzi, realizzata nel XVI secolo. Degna di nota la facciata, animata da motivi geometrici a graffito[11].
- Palazzo Franchi, prima noto come Palazzo Paleari, costruito nel 1483 e modificato nel 1661. Degne di nota le mensole in stucco sotto il tetto[12] e la decorazione cinquecentesca sul prospetto nord-orientale.
- La "Torre del Capitano"[13], risalente al XIV secolo e costruita usando conci di pietra. Nel XVIII secolo fu ridimensionata.
- Villa Matilde, edificio eclettico.
- Villa Foglia.
- Casa Chiattone, realizzata nel 1953 ad Arbostora su progetto di Mario Chiattone.
- Villa Angela, realizzata fra il 1892 e il 1914 a Soresello su progetto di Paolito Somazzi[14].
- Il parco Scherer[15], realizzato nel 1930 su un'idea di Herrmann Arthur Scherer.
Il castello [modifica]
La costruzione del castello di Morcote[16] iniziò nel XII secolo. La costruzione, tuttavia, subì importanti modifiche nel XV secolo, anche per effetto di numerosi passaggi di mano, conquiste e riconquiste. Ad iniziare il secolo più travagliato della storia del castello fu lo scambio avvenuto il 16 settembre 1416 fra Filippo Maria Visconte e Loterio Rusca: il secondo cedette al primo la Val Chiavenna ottenendo in cambio il castello, che nel 1445 fu però espugnato da Franchino Rusca. Nel corso dello stesso anno, però, i comaschi ne ripresero il controllo e lo affidarono alla Repubblica ambrosiana. Il castello, però, fu nuovamente espugnato dai Sanseverino, che nel luglio del 1467 ne presero possesso e lo consegnarono a Bianca Maria Sforza. Un messo di Milano, nel prenderne possesso, prese nota degli armamenti: «Molto l'ha fornita de munitione et instrumenti da offendere et da difendersi», scrisse, parlando del castello come di «una superba e gagliarda fortelizia»[17]. Il Ducato di Milano ne fece il cuore della rete che difendeva la regione del Sottoceneri[18], e per renderla inespugnabile inviò l'ingegnere Benedetto Ferrini, che vi si presentò a gennaio o a febbraio del 1479. Tre anni dopo, comunque, Ettore Rusca, inviato come messo del Ducato, annotò che la fortezza era particolarmente robusta[19]. Dopo che il castello era passato di nuovo nelle disponibilità dei Sanseverino nel 1484, nel 1512 fu conquistato dalla Confederazione Elvetica, che il 9 maggio 1513 ne dispose la dismissione: «Tutto quello che si trova nel Castello di Morcò fosse da trasportarsi a Lugano e quindi lasciato diserto»[20].
Dopo la distruzione operata dagli elvetici rimangono le fondamenta di una torre quadrata, la cinta perimetrale, un torrione circolare, un rivellino e tracce del ponte levatoio.
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti 
Cultura [modifica]
Personalità legate a Morcote [modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Personalità legate a Morcote. |
- La famiglia Paleari[21], originaria di Morcote, ha prodotto diversi architetti di rilievo:
- Antonio Paleari, collaboratore di Andrea Palladio.
- Bernardino Paleari[22], ingegnere militare per conto di Filippo II di Spagna.
- Francesco Paleari[23], architetto ed ingegnere, cavaliere di Spagna.
- Giorgio Paleari[24], ingegnere militare.
- Giovan Francesco Paleari[25], condottiero ghibellino.
- Giovan Giacomo Paleari, ingegnere militare, menzionato da Cervantes nel Don Chisciotte della Mancia e ne Il baldo spagnolo[26].
- Pietro Paleari[27], ingegnere militare.
- Giuseppe Sardi (1624-1699), architetto.
- Domenico Rossi, architetto.
- Giorgio Domenico Fossati, architetto, scenografo, incisore e musicista.
- Carlo Giuseppe Fossati, scenografo e costumista.
- Giorgio Fossati (1670-dopo 1732), ingegnere militare e geografo.
- Giuseppe Fossati[28], avvocato, poeta e saggista.
- Davide Antonio Fossati (1705-1785), ingegnere militare, pittore e incisore.
- Giorgio Massari (1687 – 1766), architetto.
- Girolamo Ruggia[29], gesuita, professore di eloquenza sacra all'università di Bologna.
- Gaspare Fossati[30] (1809-1883), architetto, restauratore.
- Pier Angelo Aloisio Fossati[31] (1762 – 1827), ingegnere e incisore.
- Giacomo Rossi[32], commerciante e capomastro.
- Michele Raggi[33], agronomo e scrittore.
- Sergio Caratti[34], direttore della Sezione pedagogica al Dipartimento della Pubblica educazione del Canton Ticino e direttore del quotidiano Corriere del Ticino.
- Sergio Maspoli[35], commediografo.
- Pietro Martinelli[36], politico.
Note [modifica]
- ^ Statistica Svizzera - STAT-TAB: Popolazione residente permanente e temporanea per regione, sesso, nazionalità ed età
- ^ Morcote in Dizionario storico della Svizzera
- ^ La scalinata alla chiesa - Inventario dei beni culturali
- ^ Il cimitero monumentale - Inventario dei beni culturali
- ^ Augusto Guidini in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Palazzo del municipio - Inventario dei beni culturali
- ^ Facciata di Casa Tettamanti già Maspoli - Inventario dei beni culturali
- ^ Sala di Palazzo Fedele - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Ruggia - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Ruggia e Isella: finestrella protorinascimentale - Inventario dei beni culturali
- ^ La facciata di Casa Buzzi - Inventario dei beni culturali
- ^ Facciata di Palazzo Paleari Franchi - Inventario dei beni culturali
- ^ La Torre del Capitano - Inventario dei beni culturali
- ^ Paolito Somazzi in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Il parco Scherer - Inventario dei beni culturali
- ^ Rahn, 1894, 227-232.
- ^ Motta, 1882, 83
- ^ Gilardoni, 1967, 437-438.
- ^ Motta, 1892, 24, 77, 110; 1894, 222
- ^ Motta, 1991, 42.
- ^ Famiglia Paleari in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Bernardino Paleari in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Francesco Paleari in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giorgio Paleari in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giovan Francesco Paleari in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giovan Giacomo Paleari in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Pietro Paleari in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giuseppe Fossati in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Girolamo Ruggia in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Gaspare Fossati in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Famiglia Fossati in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giacomo Rossi in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Michele Raggi in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Famiglia Caratti in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Sergio Maspoli in Dizionario storico della Svizzera
- ^ Pietro Martinelli in Dizionario storico della Svizzera
Bibliografia [modifica]
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 219-232.
- Emilio Motta, I Sanseverino, Periodico della Società storica comense, v. II, Como 1882.
- Idem, Bollettino storico della Svizzera italiana, Colombi, Bellinzona, 1892.
- Elena Bassi, Architettura del Sei e del Settecento a Venezia, 1962, 207-232.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 319, 437-438, 582.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 315-319.
- Adolf K. Placzek, Macmillan Encyclopedia of Architects, 1982, 613-614.
- Piero Boccardo, Franco Boggero, Una veduta ticinese di Genova, il pittore valsoldese Domenico Pezzi e la cultura ligure del Cinquecento, in «Bollettino Storico della Svizzera Italiana», XCVI, Bellinzona 1984.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Massimo Bartoletti, Laura Damiani Cabrini, I Carlone di Rovio, Fidia, Lugano 1997, 257-258.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 350-355.
Voci correlate [modifica]
- Comuni del Canton Ticino
- Distretto di Lugano
- Lista dei comuni svizzeri di confine
- Comuni dell'Italia geografica non in Italia
- Giuseppe Sardi
- Giorgio Domenico Fossati
- Giorgio Fossati
- Davide Antonio Fossati
- Gaspare Fossati
- Pier Angelo Aloisio Fossati
- Giorgio Massari
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale del comune di Morcote
- Ufficio di statistica del Cantone Ticino: Morcote
- Inventario ISOS: Morcote
|
|