Aurigeno

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Aurigeno
frazione
Aurigeno – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Vallemaggia
Comune Maggia
Territorio
Coordinate 46°13′56″N 8°42′44″E / 46.232222°N 8.712222°E46.232222; 8.712222 (Aurigeno)Coordinate: 46°13′56″N 8°42′44″E / 46.232222°N 8.712222°E46.232222; 8.712222 (Aurigeno)
Altitudine 341 m s.l.m.
Superficie 11,04 km²
Abitanti 384 (31 dicembre 2003)
Densità 34,78 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6677
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti aurigenesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Aurigeno
Aurigeno – Mappa

1leftarrow.pngVoce principale: Maggia (comune).

Aurigeno (Aurìgen in dialetto ticinese) o 'Aurigan (dialetto aurigenese) è un ex comune del Canton Ticino. Con la fusione del 4 aprile 2004 è diventato frazione del nuovo comune di Maggia che ha incorporato i comuni di Coglio, Giumaglio, Lodano, Moghegno, Maggia e Someo.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1276 il comune è stato indicato su una mappa come Urigeno. Altre denominazioni: Aurigenum, Oerigeno, Aurizzono, Aurigano e Aurigane.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel Medioevo Aurigeno formava una comunità con Lodano e Moghegno, per poi separarsi alla fine del XVIII secolo. Gli abitanti, durante la stagione invernale, si spostavano nella frazione di Ronchini o a Dunzio, poiché ad Aurigeno non batte il sole. Ultimamente sono sorte diverse case di vacanza secondarie e c'è stata una ripresa demografica. 398 abitanti nel 1709, 300 nel 1800 e nel 1850, 127 nel 1970 e 383 nel 2000.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Blasonatura: "D'argento, alla fascia d'azzurro carica di due stelle d'argento, accompagnata in capo da un'aquila nascente di nero, in punta da tre pali di rosso"

Lo stemma riproduce quasi fedelmente l'arma della famiglia Vanoni, ad eccezione di un colore (l'argento delle due stella, originalmente d'oro). Il comune ha voluto onorare uno dei suoi cittadini più illustri e noti: il pittore Giovanni Antonio Vanoni.

La prima versione dello stemma prevedeva di inserire, nella parte inferiore al posto dei tre pali, un maiale rosso (che rappresenta il soprannome degli abitanti di Aurigeno). Ma nel 1953 si firmò per cambiare l'arma del comune.

Soprannome[modifica | modifica sorgente]

Pörsc! = Maiali, porci, può darsi che ci si riferisca all'igiene. Questo soprannome è stato attribuito agli aurigenesi dai vicini abitanti di Moghegno per un'antica disputa di terreni.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Anno Abitanti
1591 65 fuochi
1709 398
1801 302
1850 297
1860 294
1870 262
1880 224
1888 219
1900 219
1910 211
1920 212
1930 172
1941 171
1950 214
1960 172
1970 127
1980 201
1990 316
2000 372
2004 384

Abitanti censiti

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il patriziato[modifica | modifica sorgente]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[2]

Famiglie patrizie[modifica | modifica sorgente]

Barca - Dellagana - Giovanetti - Grossini - Maggini - Pisoni - Stefanazzi - Vanoni

Persone legate ad Aurigeno[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oratorio della Madonna del Carmelo su vallemaggia.ch
  2. ^ Annuario del Canton Ticino

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gastone Cambin, Armoriale dei Comuni Ticinesi, 1953.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 198, 382.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Aurigeno, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 33-34.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 176-177.
  • Rivista Patriziale Ticinese, numero 264, marzo 2007, 7-8.
  • Rivista informativa del Comune di Maggia; A Tu per Tu, No. 1-2.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 240, 241, 242, 243, 244, 245, 246.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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