Coglio

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Coglio
frazione
Coglio – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Vallemaggia
Comune Maggia
Territorio
Coordinate 46°16′08″N 8°41′05″E / 46.268889°N 8.684722°E46.268889; 8.684722 (Coglio)Coordinate: 46°16′08″N 8°41′05″E / 46.268889°N 8.684722°E46.268889; 8.684722 (Coglio)
Altitudine 357 m s.l.m.
Superficie 9,55 km²
Abitanti 99 (31 dicembre 2003)
Densità 10,37 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6678
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Büidói, cogliesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Coglio
Coglio – Mappa
Sito istituzionale

1leftarrow.pngVoce principale: Maggia (comune).

Coglio (Coi in dialetto ticinese) è un ex comune del Canton Ticino. La fusione del 4 aprile 2004 ha incorporato i comuni di Aurigeno, Giumaglio, Lodano, Moghegno, Maggia e Someo nel nuovo comune di Maggia.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Coglio è una parola longobarda e significherebbe porzione di terreno, il paese è già attestato in un documento del 1182 come una vicinia.

Nel 1237 il comune è stato indicato in un documento come Coni (da questa parola può darsi che derivi il nome in dialetto "Coi" cioè come accade con Buono che nell'idioma locale al plurale è "Boi"). Nel 1281 Convio, nel 1591 Coio e nella prima metà dell'Ottocento come Colio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il villaggio di Coglio è delimitato da elementi naturali: a nord principalmente la cresta della montagna segna il confine con Giumaglio, ad ovest il fiume lo separa da Lodano, a sud da Maggia e a est verso Brione Verzasca è delimitato dalla cresta della montagna.

Nel 1517 fra Coglio e Giumaglio vi è una vertenza territoriale e si decide quindi di fissare i confini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura ha costituito per secoli la principale risorsa per il paese assieme alla viticoltura. Infatti le due attività sopraccitate sono abbandonate salvo alcune eccezioni. Inoltre Coglio è stato uno dei più poveri paesi della Vallemaggia e nel XX secolo la popolazione è emigrata in massa in California. A conferma di questo dato la demografia che è passata dalle 195 persone del 1850 alle 73 del 1950, per poi arrivare all'attuale popolazione (2008) di circa 100 abitanti, che si registravano già nel 1591.

Nel 1528 e nel 1580 la parrocchia di Coglio tenta di staccarsi da Maggia, ma ci riuscirà solo nel 1698.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Blasonatura: "D'azzurro, alla colomba sorante d'argento, a tre foglie di verde moventi dalla punta".

Sullo stemma di Coglio vi sono due elementi naturalistici:

Quindi lo stemma rievoca la storia amministrativa e politica-religiosa del paese.

Soprannome degli abitanti[modifica | modifica wikitesto]

Büidói! La "büida" è formata da acqua e farina abbrustolita, utilizzata nei secoli scorsi quando scarseggiava il cibo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

A Coglio si contano 4 monumenti con tutela cantonale e altrettanti con tutela locale.[1]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

  • Le antiche costruzioni nel nucleo del XVII e XVIII secolo con pareti in sasso e tetti in beola.
  • Il grotto Predagiana (casa d'abitazione) in facciata reca il dipinto con Guglielmo Tell del 1933, opera di Pietro Mazzoni.
  • Il lavatoio del XVII secolo.
  • Masso con cantine a ovest del nucleo: c'erano nove cantine per conservare il vino e i prodotti del latte
  • Un dipinto murale di Giovanni Antonio Vanoni

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Il vigneto nel nucleo rinnovato nel 2004
  • Due massi cuppellari

Società[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Anno Abitanti Sesso Nazionalità Religione
Maschi Femmine Svizzeri Stranieri Cattolici Protestanti Altro
1591 100
1719 122
1801 94
1850 195 108 87 186 9 195 0 0
1860 148 60 88 143 5 148 0 0
1870 159 59 100 153 6 159 0 0
1880 160 61 99 157 3 160 0 0
1888 156 150 6 156 0 0
1900 135 52 83 113 22 135 0 0
1910 97 34 63 77 20 97 0 0
1920 102 43 59 77 25 102 0 0
1930 78 39 39 70 8 72 0 6
1941 68 36 32 53 15 68 0 0
1950 73 38 35 56 17 70 1 2
1960 84 36 48 73 11 84 0 0
1970 70 30 40 58 12 66 2 2
1980 66 29 37 64 2 55 10 1
1990 92 48 44 86 6 76 15 1
2000 96 48 48 90 6 65 14 17
2004 99

Abitanti censiti

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie patrizie attuali[3]:

  • Delnotaro - Lafranchi

Famiglie patrizie estinte:

  • Guglielmetti (emigrati in California) - Pezzaglia (emigrati in California)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale si svolge ogni anno la domenica più vicina al 16 luglio per commemorare la Madonna del Carmelo. Da anni non si fa più la processione con la statua della Madonna. L'ex corpo pompieri di montagna di Coglio assieme ai volontari organizza in serata una maccheronata con ballo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Inventario dei Beni Culturali
  2. ^ Gilardoni, 1967, 303.
  3. ^ Repertorio dei nomi di famiglia svizzeri

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Guelfi Camaiani, Dizionario araldico, Hoepli editore, Milano 1940.
  • Gastone Cambin, Armoriale dei Comuni Ticinesi, Edizioni Istituto Araldico e Genealogico, Lugano 1953.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 303.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Locarno 1969, 394-397.
  • Martino Signorelli, Storia della Val Maggia, Tipografia Stazione S.A., Locarno 1972.
  • Agostino Robertini et alii, Coglio, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 117-128.
  • Rivista informativa de Il Comune, 1978, 117-128.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 178.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Rivista informativa del Comune di Maggia; A Tu per Tu; No. 1-2
  • Rivista Patriziale Ticinese; No. 264 marzo 2007, 9-10.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 244, 246.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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