Linescio

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Linescio
comune
Linescio – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Vallemaggia
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°18′40″N 8°35′05″E / 46.31111°N 8.58472°E / 46.31111; 8.58472 (Linescio)Coordinate: 46°18′40″N 8°35′05″E / 46.31111°N 8.58472°E / 46.31111; 8.58472 (Linescio)
Altitudine 664 m s.l.m.
Superficie 6,6 km²
Abitanti 42 (2009)
Densità 6,36 ab./km²
Comuni confinanti Cerentino, Cevio
Altre informazioni
Cod. postale 6682
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5315
Targa TI
Circolo Rovana
Localizzazione
Linescio è posizionata in Svizzera
Linescio
Linescio – Mappa

Linescio[1] (Linesc in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, separatosi da Cevio nel 1858.

Indice

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Corrado Moretti dal 04/04/2004

[modifica] Storia

La località era saltuariamente frequentata da cacciatori nel I secolo d.C. come dimostra una tomba romana risalente a quell'epoca scoperta nel 1979. Come insediamento stabile si sviluppa nel secolo XV e una prima documentazione risale al 1479. La comunità apperteneva alla vicinia di Cevio[2].

Alla metà del XIX secolo la popolazione fu interessata dal flusso migratorio verso la California e l'Australia dovuto alla scarsità di lavoro in loco e al miraggio della febbre dell'oro, dando lauti guadagni all'agenzia di viaggio Corecco & Brivio di Bodio.

[modifica] Le cave

La prima cava aperta in loco risale agli anni Venti del XX secolo; si trovava tra Linescio e Cevio ed era sfruttata da Vincenzo Corda. La cava d'estrazione dello gneis della Corona fu aperta nel 1948, sui fianchi della montagna sotto a Prau, a circa 800 metri s.l.m. e fu anche l'ultima a chiudere nel 1992. Tra laboratorio ed estrazione occupava una decina di operai.

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale Cevio-Linescio comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[3] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[4].

[modifica] Famiglie patrizie

  • Bolla - Calanchini - Cauzza - Maurelli - Moretti - Palli - Sartori - Zanolini

[modifica] Personalità

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

[modifica] Edilizia civile

  • La casa d'abitazione a Linescio di dentro con ristorante, bell'esempio di modello di dimora diffuso nel Canton Ticino nella seconda metà del secolo XIX; il volume cubico a tre piani ha una facciata simmetrica, il tetto a padiglione; l'ingresso ad arco è affiancato da panchine; il sovrastante balcone è accompagnato da finte architetture dipinte.
  • Il villaggio fantasma di Faïd (Faedo) sul versante opposto della valle, di fronte la villaggio di Linescio, a 700 m s.l.m. conta una quarantina di edifici risalenti ai secolo XVII-XVIII costruiti su una costa della montagna che divide due vallette in modo da evitare slavine e alluvioni. Alcuni edifici sono di una certa raffinatezza borghese, comprese le case a torri con ballatoi. Da Cevio, dopo l'oratorio della Rovana, è raggiungibile con una scalinata di 106 gradini ampi e solidissimi.
  • I terrazzamenti sostenuti da muri in pietra nelle zone Gerbi e Cios per l'antica coltivazione di segale, canapa, lino e patate del pendio ripido sopra il villaggio.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 182.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 251, 252.
  • Teresio Valsesia, Restaurata la cappella di Fait, il villaggio fantasma, in «Giornale del Popolo», 2 febbraio 2012.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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