Mosogno

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Mosogno
comune
Mosogno – Stemma
Mosogno – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Locarno
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano, Dialetto
Territorio
Coordinate 46°12′N 8°38′E / 46.2°N 8.633333°E46.2; 8.633333 (Mosogno)Coordinate: 46°12′N 8°38′E / 46.2°N 8.633333°E46.2; 8.633333 (Mosogno)
Altitudine 789 m s.l.m.
Superficie 8,6 km²
Abitanti 51[1] (31-12-2013)
Densità 5,93 ab./km²
Frazioni Chiosso, Al Bairone, Mosogno-sotto
Comuni confinanti Borgnone, Intragna, Isorno, Onsernone
Altre informazioni
Cod. postale 6611
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5119
Targa TI
Nome abitanti mosognesi (masich)
Circolo Onsernone
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Mosogno
Sito istituzionale

Mosogno è un comune svizzero di montagna del Canton Ticino, fa parte della Valle Onsernone ed è situato 17 km a nord-ovest di Locarno. Il paese è molto più movimentato durante il periodo estivo a causa di numerosi turisti provenienti da tutta l'Europa come l'Olanda, l'Inghilterra, la Germania e la Francia. In prevalenza però sono provenienti dalla Svizzera tedesca e dalla romandia. Un tempo erano presenti due ristoranti ben avviati, purtroppo oggi sono entrambi chiusi, il Ristorante Belsoggiorno all'inizio del paese che ha cessato l'attività nel 2005 e l'Osteria centrale nel nucleo.

Entrambi erano un punto di ritrovo classico dei piccoli paesi di montagna dov'era possibile assaporare ottimi piatti e vini tipici della regione, inoltre ospitavano alcune feste che si celebrano nel corso dell'anno. L'ufficio postale venne chiuso nel 2000 a causa della necessità di risparmio da parte del cantone. Esso era posto accanto all'attuale municipio ed era diretto dalla signora Miriam Sartori da più di 30 anni.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il fiume Isorno
Il nucleo del paese

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è decisamente molto vasto dal momento che comprende 3 frazioni oltre al suo nucleo per un totale di 8,6 km2:

  • Chiosso (l'inizio del paese)
  • Mosogno-sotto (raggiungibile dopo 10 min di cammino grazie ad una scalinata posta appena dopo il nucleo che scende quasi fin al fiume Isorno (torrente)).
  • Al Bairone (la frazione più ad ovest del comune e il punto abitato più elevato)

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è molto favorevole dal momento che durante il periodo estivo la calura qui non tocca livelli così elevati come nelle vicine pianure, in media la temperatura non oltrepassa la soglia dei 28 gradi centigradi. È sovente percepire una leggera brezza che dà quel senso di benessere psicofisico. Nel periodo invernale invece le nevicate sono medio-abbondanti nonostante che la temperatura non si abbassa oltre i 5 gradi sotto lo zero, di conseguenza la cura delle strade è sempre impeccabile.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ex posta e municipio

Fino al 1803 costituì una delle cinque squadre che fin dal Medioevo formavano l'antico comune di Onsernone. Con la separazione da Loco, dal 1685 costituì una parrocchia autonoma. La sua storia e e dei suoi abitanti è stata caratterizzata, come molti comuni di montagna ticinesi, da numerose migrazioni a causa delle necessità di lavoro e di vita. Molti mosognesi muratori, contadini, artigiani, prima dell'inizio della prima guerra mondiale partirono per cercar fortuna in terre lontane come la California.

Questo gli permetteva di inviare alla famiglia rimasta in valle quei pochi spiccioli spesso sufficienti solo per i viveri. Lo spopolamento avvenne molto velocemente dal momento che la popolazione residente in paese nel 1795 era di 290 abitanti per poi salire al picco di 365 nel 1870 e di seguito via via diminuendo drasticamente già nei primi decenni dello scorso secolo (141 nel 1950).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Bernardo

Il comune, come il Canton Ticino, è tradizionalmente di fede cattolica. Nel comune di Mosogno sono presenti addirittura cinque chiese cattoliche di grande antichità. Praticamente ogni frazione ha il suo santuario. Per alcune si stima una data risalente circa al primo millennio.

  • La chiesa parrocchiale di San Bernardo di Chiaravalle, la chiesa principale edificata nel 1596, dove vengono svolte la maggior parte delle funzioni, è la più grande ed è situata nel nucleo del paese. Durante gli scavi di ristrutturazione negli anni 60 furono trovate alcune tombe, ora esposte all'entrata, di sacerdoti seppelliti fino a 1000 anni or sono. Il campanile è stato ristrutturato nel 2013.
  • A Mosogno sotto vi è la chiesa di Santa Maria Addolorata, costruita nel 1684 con una pianta rettangolare e campanile a vela. L'edificio, restaurato nel 1890 e nel 1942, è dotato di due cappelle laterali che ospitano quattro dipinti su tela del tardo Seicento[2]., forse fiamminghi: Sant'Antonio da Padova, Crocifissione, Madonna col Bambino e un angelo e San Guglielmo d'Aquitania al cospetto della Vergine Maria, donata alla chiesa nel 1692 da Guglielmo Ganzinotti. La chiesa ospita inoltre due opere di Emilio Maccagni: l'Ecce Homo sulla facciata (1946) e la Deposizione sulla parete sinistra. L'altare, decorato con una pala che rappresenta la Pietà e Scene della Passione di Cristo (realizzato da Pierre Bergaigne nel 1691 su commissione di Giovanni, Guglielmo, Gicacomo e Giuseppe Ganzinotti), è realizzato in marmi palicromi, con un paliotto in scagliola settecentesco.
  • La cappella di San Giacomo del XVII secolo, al Chiosso, è frequentata in prevalenza durante l'estate, quando si festeggia il suo patrono. È usanza portare dolci o torte per il mercatino, di cui il ricavato viene utilizzato per varie opere di ristrutturazione alla chiesetta. L'edificio, la cui prima testimonianza risale agli ultimi anni del XVII secolo, fu modificato due volte, nel 1720 e nel 1831, mantenendo comunque la pianta rettangolare. La parte superiore del portale è decorata con un dipinto murale che raffigura la Madonna col Bambino tra san Giacomo e San Giuseppe. Notevoli anche il paliotto ligneo dipinto settecentesco che decora l'altare e le tele sui muri, realizzate fra il XVII e il XIX secolo[3].
La cappella di Santa Maria della Natività, al Bairone
  • La cappella di Santa Maria della Natività si trova al confine della frazione di Bairone. Eretta nel 1657 con una pianta rettangolare, coro quadrato, due cappelle laterali e un campanile e restaurata fra il 1944 e il 1945, viene aperta una volta all'anno, in estate, per celebrare una funzione religiosa. Particolarmente ricchi di decorazioni gli interni: l'altare ligneo (1787), in stile barocco, ospita una pala con La Natività della Vergine (1791) e due reliquiari in legno (1675), mentre la cappella destra ospita la pala che raffigura La Madonna di Montaigu (1707), opera di Remy François Mignon e quella di sinistra la Madonna di Re con sant'Ignazio di Loyola e san Luigi Gonzaga e quattro dipinti su tela ispirati alle stazioni secentesche[2] della via crucis. Il soffitto della navata, a travature, è ligneo, mentre il coro ne ha uno in gesso. Sulla facciata due dipinti secenteschi: Madonna tra San Giuseppe e San Francesco d'Assisi e San Carlo Borromeo e San Cristoforo.
  • A Neveria, oltre l'Isorno, è invece presente ala chiesetta della Madonna del Carmine. La chiesa, ricostruita nel 1884 sulle rovine di un oratorio eretto nel 1778 e poi distrutto da un rogo, è dotata di pianta rettangolare. L'edificio, che ingloba un edificio più antico di quello settecentesco, ospita una statua della Madonna col Bambino risalente al 1884[4], anno nel quale fu consacrata.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

La parte antica del paese, nella quale si segnala il complesso che ospita il municipio e l'ex ufficio postale, ospita alcune residenze fatte realizzare dalla borghesia locale fra il XVII e il XIX secolo:

  • La casa Regolati, costruita nel XVII-XVIII secolo e poi modificata, si trova a ovest della chiesa di San Bernardo di Chiaravalle. La casa è dotata di un cortile interno con portico e logge nella parte posteriore.
  • La casa che si trova accanto a Casa Regolati risale allo stesso periodo. La facciata è scandita da pilastri che sostengono logge su tre ordini.

Alcune residenze signorili si trovano anche a Mosogno Sotto, e fra questi va segnalato l'edificio settecentesco con balcone in ferro battuto che si trova a ridosso dell'oratorio della Beata Vergine Addolorata. A Chiosso, invece, si segnala Casa Vanotti: costruita da Giacomo Giuseppe Gianini nel 1832, è dotata di pianta rettangolare e di un doppio loggiato centrale.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Monte Oviga

La località offre la possibilità di numerose escursioni in montagna, senza temere di perdersi poiché son tutte segnalate ben chiaramente con cartelli e segni bianco-rossi sui sassi lungo il cammino.

Panorama dal monte Piegn

Procedendo per 10 minuti sul fianco nord della valle si raggiunge un piccola collina detta Campeina, continuando verso nord per 20 minuti di cammino si arriva ad un medio-vasto monte chiamato Piègn (1000 m s.l.m.) Da qui si può ammirare una vista stupenda sul resto della valle ma soprattutto sulla vicina città di Locarno ed il Lago Maggiore. Per variare il ritorno, o per evitare la discesa ripida è possibile proseguire verso un sentiero che pian piano scendendo si arriva alla frazione Al Barione.

Il fianco sud della valle offre maggiori possibilità d'intraprendere gite in montagna. Appena superato il nucleo del paese si imbocca la scalinata che porta alla frazione di Mosogno-sotto, da qui è possibile arrivare ad un vasto monte posto sul versante a sud del fiume detto Oviga. Qui sono presenti diverse case diroccate che servono in prevalenza come stalle per il bestiame. In meno di 40 minuti anche da qui si può osservare una ssplendida vista su quasi tutta la valle. Proseguendo verso nord per una buona ora si raggiunge un altro monte chiamato Curiei in cui vi è una capanna. La vista da qui è notevolmente più ampia dal momento che ci si trova a circa 1000 metri di quota.

Sentiero che porta sul Pizzo Ruscada.

Un'altra possibilità è quella di imboccare la via di sinistra all'incrocio dopo la frazione di Mosogno-sotto, proseguendo a buon passo da questa parte entro un paio d'ore si giunge ad un famoso e vasto monte detto Monti di Comino. Come di consueto ogni anno qui viene svolta la tradizionale festa che comprende una funzione cattolica nella piccola chiesetta ed il pranzo, cucinato sul posto da numerosi volontari, che consiste in un'ottima grigliata con diverse insalate. Tuttavia, per i più pigri vi è la possibilità di raggiungere il posto mediante l'elicottero. All'andata vengono fatte diverse partenze dalle Tre cappelle, che si trovano poco prima della frazione Chiosso. Per variare la strada del ritorno è possibile intraprendere la discesa meno ripida sulla sponda sud che porta nel cumune di Verdasio (Centovalli), è pure possibile percorrere questa strada in teleferica.

L'ultima gita, forse quella più appassionante, è quella che, proseguendo per circa altre 5 ore dai Monti di Comino si giunge al Pizzo Ruscada (2004 metri). Da qui il panorama offertosi è uno di quelli mozzafiato; praticamente ci si ritrova a cavallo delle due valli Onsernone e Centovalli. Osservando verso nord si può ammirare tutta la prima mentre verso sud la seconda con parte di quella italiana Val Vigezzo. Eccezionale la vista delle cime circostanti, spesso coperte dalla neve. Se le condizioni sono ottimali si vedono chiaramente le cime innevate delle Alpi svizzere a nord e la Lombardia, Milano ed addirittura il suo Duomo a sud.

Specie animali[modifica | modifica sorgente]

Lince[modifica | modifica sorgente]

A differenza di altri comuni di montagna qui è possibile, anche se difficilmente, trovare specie animali ormai rare come la lince. È risaputo che è già stata avvistata alla fine degli anni novanta nella vicina Italia, proprio al confine con la Svizzera, presso la frazione di Comologno Spruga. La sua presenza è stata confermata nell'alto Ticino e nella Svizzera interna.

Serpenti[modifica | modifica sorgente]

Un'altra specie altrettanto affascinante è quella della vipera, comune in maggior parte del cantone, e di un altro serpente contrariamente più grosso ma innocuo Scurzon, il colubro di Esculapio.

Camoscio e Cinghiale[modifica | modifica sorgente]

Il Camoscio e il cinghiale sono ben presenti nei boschi di tutta la valle, nel mese di settembre viene aperta la caccia che permette di mantenere entro numeri ragionevoli i capi presenti, in modo da non alterare il delicato eco sistema boschivo. Le regole di caccia sono regolate dal cantone. La presenza del cinghiale è attestata anche dalle vistose buche che crea nel terreno per la ricerca di cibo.

Lupo e orso[modifica | modifica sorgente]

Non vi è alcuna prova della presenza di questi due animali in tutta la valle. Nonostante ciò però la loro presenza si sta pian piano espandendo all'interno della Svizzera e del cantone. Il lupo ha già fatto la sua comparsa nella vicina Valle Verzasca causando numerosi danni agli allevatori di bestiame. Invece l'esemplare d'orso più vicino si trova nell'area definita dal canton Grigioni e la Valtellina (Italia).

Volpe, faina e tasso[modifica | modifica sorgente]

La volpe, la faina e il tasso sono da sempre presenti nei boschi Onsernonesi. Con un pò di fortuna di notte si ha più probabilità di osserverare questi splendidi esemplari.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Decrescita demografica

Distribuzione d'alimenti[modifica | modifica sorgente]

Pane[modifica | modifica sorgente]

Tutte le mattine, da Berzona, vi era la distribuzione del pane da parte della Panetteria-Pasticceria Philipona che, sostando due o più volte in ciascun paese assicurava l'ottimo pane fresco e altre prelibatezze a tutti i vallerani. È stata pure premiata sull'arco di diversi anni con il titolo di miglior pane a livello federale. Ora il servizio è fornito da un'altra panetteria di Locarno.

Carne e latticini[modifica | modifica sorgente]

La fornitura della carne è affidata alla Macelleria Freddi di Intragna (Centovalli) e alla Macelleria-salumeria Chiesa di Verscio che, di consuetudine tutti i venerdì e rispettivamente tutti i mercoledì, raggiungono il paese mediante un furgoncino. È possibile acquistare ogni genere di salume e ottimi formaggi dal momento che gran parte dei prodotti sono di origine onsernonese o attigua.

Alimentari[modifica | modifica sorgente]

Fino alla fine degli anni novanta vi era la distribuzione degli alimenti grazie al camion della Migros che, settimanalmente, imboccava la valle per favorire quelle persone, in prevalenza anziani, che non avevano sovente la possibilità di scendere a Locarno. Tuttavia nei comuni limitrofi di Loco e Russo sono presenti due piccole botteghe in cui viene venduto il necessario per un'economia domestica.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Una delle più grandi tradizioni di Mosogno come dell'intera valle riguardava l'elaborazione della paglia con cui venivano creati splendidi accessori come cappelli e sedie. Questi prodotti venivano commerciati sia in Svizzera che all'estero con la vicina Italia. Purtroppo anche a causa dello spopolamento la produzione è cessata verso la metà dello scorso secolo, a Loco è presente il Museo Onsernonese in cui vengono esposti alcuni esempi di questo nobile lavoro praticato quasi esclusivamente dalle donne. Dal 2005 a Berzona è nato l'atelier Pagliarte che produce diversi oggetti in paglia.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Oggi non vi è nessuna scuola. Le ex scuole erano presenti nel comune fino alla fine degli anni '60; si trovava al piano superiore dell'attuale casa municipale e all'ex ufficio postale. Con il passare degli anni e con la decrescita demografica riscontrata in tutta la valle ci si è visti costretti al mantenimento di una scuola elementare nei vicini comuni di Loco e Russo ed in quest'ultimo anche di una scuola media.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

San Bernardo[modifica | modifica sorgente]

Ristorante Belsoggiorno chiuso dal 2005

La maggior parte della manifestazioni si svolgono nei mesi di luglio e agosto. La festa di maggior rilievo avviene circa 10 giorni prima della fine d'agosto poiché si festeggia San Bernardo, patrono della chiesa principale. Viene svolta una celebrazione eucaristica di consueto alle ore 10.00 della domenica mattina; ad essa partecipano numerosi coristi e un parroco che si occupa dell'organo provenienti dalla vicina cittadina di Locarno. Per tradizione il pranzo che consiste in uno squisito piatto di maccheroni al ragù, una michetta freschissima e una fetta dell'ottimo formaggio della valle, è offerto dalla parrocchia, un contributo volontario a favore di quest'ultima è comunque ben accetto. La festa viene svolta sul posteggio davanti alla casa comunale dove vengono piazzate delle tende apposite per il pranzo del mezzogiorno.

Durante il pasto son sempre presenti i classici musicisti dialettali che intrattengono i numerosi paesani accorsi con le sempre splendide canzoni ticinesi. Inoltre viene estratta una lotteria con ricchissimi premi, sotto forma di cestoni, donati da gentili persone attaccate al comune. È possibile acquistare i biglietti (1 franco svizzero l'uno) in prevendita o anche direttamente al pranzo. Alle ore 14.30 avviene, sempre alla chiesa, la Lode Vespertina in cui vengono svolte delle preghiere. Dopo la funzione, sul piazzale all'entrata della chiesa, ci si riunisce per assistere all'incanto dei doni, che in poche parole si può paragonare ad un'asta, gestita prima dal vice-sindaco Valerio Garbani-Nerini e in seguito dall'ingegnere agronomo Nicola Sartori. All'asta vengono messi quei doni offerti dai paesani e non, di cui l'intero ricavato sarà devoluto alla parrocchia per poter sostenere in futuro quei numerosi lavori di ristrutturazione che una chiesa di quest'età e splendore merita.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La cucina è quella tradizionale Ticinese, piatti tipici sono la polenta, lenticchie, mortadella, luganiga e spezzatino. In passato la farina della polenta veniva prodotta dirattamente in valle ed è quella farina che pian piano sta riprendendo piede dal nome di farina bona. Molto apprezzati e ricercati sono gli insaccati ricavati dagli animali che possono venir cacciati nel mese di settembre quali camosci e cinghiali, i formaggi locali di pasta dura o molle, prodotti sia da capra che da mucca. Fino al 2005 un discreto commercio di formaggio a pasta dura veniva garantito dall'alpigiano signor Piergiorgio dell'alpe di Purcaresc situata all'estremo limite ovest della valle Onsernone sotto l'omonimo pizzo ad un'altezza di 1796 ms/m. Attualmente con la farina bona vengono preparati e commerciati prodotti squisiti quali gelati, birra, grissini, biscotti, mousse, torte, salse per insalata e molto altro[5].

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Nel vicino comune di Loco dal 1972 al 2014 veniva redatta la rivista Voce Onsernonese che includeva fatti curiosi presenti e passati della vita di tutta la valle, notizie attuali e necrologi[6].

Dialetto[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto di Mosogno, come quello d'Onsernone è molto diverso non solo per la pronuncia delle parole rispetto al dialetto classico lombardo che si parla nelle città come Locarno o Lugano ma anche per intere parole che differiscono completamente dagli altri dialetti o dalla lingua italiana. Spesso chi non è della valle non lo comprende completamente o per lo meno fa molta fatica. Questa grande differenza è probabilmente dovuta all'isolazione della valle durante i secoli che ha portato a un dialetto via via sempre più affascinante e distante dalla sua origine. Alcune parole che si distanziano maggiormente dal dialetto classico sono le seguenti:

Italiano Dialetto di Mosogno Dialetto lombardo
Arancia Portugal Aranz
Ceppo Sciücc Cèpp
Raffreddore Malastron Infregiòu
Lazzarone Lifroc Fagnan
Talpa Scarpusceria Talpa
Panna Spessura Panera
Letto Liecc Lett
Pavimento Stirni Paviment
Sentiero Strecia Sentèe
Richiami di montagna Schiculava ?
Scricciolare Crassava ?
Temporale Urizi Tempural
Salamandra Regusana Ròusgian
Sprecare Giubêza Spreca
Bambino Gugnign Pinin
Orecchio Arvegia Uregia
Forbice Frusetta Forbis
Occhiello Ugel Asula
Masticare Biassá Robià
Risparmiare Cumpézzá Risparmiá
Spavento Schgezz Stremìzi
Fazzoletto Panet Fazzulet

Persone legate a Mosogno[modifica | modifica sorgente]

Tommaso Rima[modifica | modifica sorgente]

Medico chirurgo, nato il 11.12.1775 a Mosogno, morto il 26.2.1843 a Venezia, cattolico, di Mosogno. Figlio di Giacomo Antonio e di Maria Zaveria Picchioni. 1) una Maria Antonia; 2) (1814) Teresa Lalatta, marchesa, di Parma. Divenne dottore in medicina (1796) e chirurgia (1798) a Roma. Fu chirurgo-maggiore al servizio della Francia, capochirurgo degli ospedali militari di Modena (1803) e Milano (1807), poi di tutti gli ospedali militari del Regno d'Italia (1807), professore di chirurgia a Milano (1808), capochirurgo dell'ospedale militare di Mantova (1811), medico e chirurgo a Pavia (1814), capochirurgo dell'ospedale di Ravenna (1820) e dell'ospedale provinciale di Venezia (1822). Autore di trattati sulla chirurgia, descrisse per primo il movimento inverso del sangue venoso come causa ed effetto delle varici delle gambe, che curò mediante interventi chirurgici (legatura della safena)[7].

Giuseppe Ganzinotti[modifica | modifica sorgente]

Medico, nato a Mosogno[8].

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Trasporti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Area elicottero

A Mosogno, come l'intera valle Onsernone, da Auressio a Spruga, vi è un doppio servizio autopostale. Il primo compie il tragitto verso la diramazione sud (Crana, Comologno e Spruga) mentre il secondo, più ridotto, verso quella nord (Vergeletto e Gresso).

Entrambi compiono il tratto più volte per il fabbisogno di quei vallerani sprovvisti dei mezzi privati. In occasione di eventi speciali quali feste campestri vi è la possibilità di raggiungere il luogo, spesso locato in media montagna, tramite l'elicottero che offre per queste occasioni la possibilità per bambini e anziani di raggiungere il luogo in tutta comodità.

La base di partenza è situata alle Tre cappelle, prima dell'entrata del paese dove c'è uno spiazzo apposito. Tuttavia il prezzo non è dei più vantaggiosi dal momento che per 2-5 minuti di viaggio si spendono in media 50 franchi svizzeri per adulto.

Copertura mobile[modifica | modifica sorgente]

Grazie alla nuova antenna installata alla fine degli anni novanta sul pizzo delle montagne che separano le Centovalli in tutto il comune di Mosogno vi è un'ottima copertura di telefonia mobile, attualmente fino a H+ (HSPA+).

Bed & Breakfast[modifica | modifica sorgente]

Nel comune è presente un servizio di Bed & Breakfast attivo principalmente nei mesi estivi.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del paese di Mosogno è stabile e priva di debiti. Per via di questa stabilità economica del proprio comune i cittadini sono giustamente scettici ad una fusione dell'intera valle in un comune solo, dal momento che se dovesse avvenire dovrebbero contribuire al risanamento dei molti debiti presenti nel comune della bassa valle Isorno.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il patriziato è inglobato sotto il patriziato generale d'Onsernone.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Torneo di calcio[modifica | modifica sorgente]

Ai primi di luglio in ogni paese della valle viene fatta una selezione di giocatori per la partecipazione al tradizionale torneo di calcio. Esso avviene al modesto campo da calcio situato nel comune di Crana (alta valle) e partecipa una squadra per ogni comune dell'Onsernone, dunque 9 squadre (Auressio, Loco, Berzona, Mosogno, Russo, Vergeletto, Gresso, Crana e Comologno). Al campo è presente una bouvette in cui è possibile mangiare qualcosa di caldo. Il torneo viene svolto secondo le regole classiche e cioè suddiviso in gironi che decideranno le squadre partecipanti alle semifinali e dunque alla finale.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statistica Svizzera - STAT-TAB: Popolazione residente permanente e temporanea per regione, sesso, nazionalità ed età
  2. ^ a b Buetti, 1969, 277.
  3. ^ Buetti, 1969, 278.
  4. ^ Borrani, 1896, 295-297.
  5. ^ http://www.farinabona.ch/.
  6. ^ http://www.onsernone.ch/index.php?option=com_content&view=article&id=92&Itemid=170&lang=it/.
  7. ^ http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I10290.php.
  8. ^ http://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc.do?id=10001247.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 202-203.
  • Augusto Rima, Confini minacciati. La Svizzera italiana durante la seconda guerra mondiale. Riflessioni e testimonianze di un ufficiale svizzero, Centre d'Histoire et de Prospective militaires, Pully 1992.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d’arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 224-225.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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