Olivone

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Olivone
comune
Olivone – Stemma
Olivone ai piedi del Sosto (2.221 m)
Olivone ai piedi del Sosto (2.221 m)
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Blenio
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°32′01″N 8°56′15″E / 46.53361°N 8.9375°E / 46.53361; 8.9375 (Olivone)Coordinate: 46°32′01″N 8°56′15″E / 46.53361°N 8.9375°E / 46.53361; 8.9375 (Olivone)
Altitudine 900 m s.l.m.
Superficie 76,16 km²
Abitanti 887 (2000)
Densità 11,65 ab./km²
Frazioni Sommascona, Scona, Lavorceno, Chiesa, Marzano, Solario, Sallo, Petullo, Camperio, Acquacalda
Comuni confinanti Acquarossa, Calpiogna, Campello, Faido, Mairengo, Medel (Lucmagn) (GR), Osco, Quinto, Vals (GR)
Altre informazioni
Cod. postale 6718
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Targa TI
Nome abitanti olivonesi
Circolo Olivone
Localizzazione
Olivone è posizionata in Svizzera
Olivone
Olivone – Mappa
Sito istituzionale

1leftarrow.pngVoce principale: Blenio.

Olivone[1] (Rivöi in dialetto ticinese[2]) è un ex comune del Canton Ticino. Il 22 ottobre 2006 si è realizzata la fusione coi comuni di Ghirone, Campo (Blenio), Aquila, e Torre nel nuovo comune di Blenio.

Indice

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale di Olivone, Campo e Largario comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[3] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane[4].

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[5].

Gli alpi Pradasca e Bovarina appartengono al Patriziato generale di Olivone, Campo e Largario e sono sfruttati dalla Società Boggese Valle di Campo. Entrambi sono stati sistemati tra il 1964 e il 1970 con una spesa complessiva di oltre 900’000 franchi; il caseificio è stato nuovamente ristrutturato nel 1997[6].

[modifica] Personalità

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

Chiesa di San Martino: campanile romanico

[modifica] Edilizia civile

  • Il Centralone[29] ai lati della strada cantonale è una notevole villa neoclassica situata in un ampio parco[30], fatta erigere da Carlo Poglia nel 1839, è un volume cubico con ali laterali di servizio chiuse sul retro da un portico; la facciata principale ha un risalto semicircolare; la torretta a base ellittica è coronata da una cupola con lanterna. Nel parco sta la casa del giardiniere e un rustico.
  • La Villa[31] nel parco del Centralone, è una residenza eclettica signorile edificata per Giovanni Piazza nel 1913, presenta una volumetria mossa da risalti, balconi e torretta poligonale.
  • La Casa Piazza all'entrata sud del borgo, di fronte al municipio. è un notevole palazzo tardoneoclassico edificato nel 1868 circa dall'architetto milanese Luigi Savoia per Vincenzo Piazza. La policromia della facciate pone in risalto le articolazioni architettoniche; verso ovest il corpo d'ampliamento reca pregevoli decorazioni pittoriche.
  • La Casa Bolla[32], l'edificio rotondo (ipotizzato per il bagno rituale ebraico) (Mikweh) di è stato individuato e descritto da Gianni Mazzuchelli[33]
  • Il pons de la Brazia o ponte di Brescia e il ponte di Samina o Stubiero[34].
  • Il cimitero con diverse tombe degne di nota.
  • La Ca' da Rivöi (Museo di San Martino)[35], di fronte alla chiesa parrocchiale, è l'antica casa del beneficio priorile, costruita in pietra e legno prima del secolo V e ampliata nel 1658; la nuova la in calcestruzzo e granito venne realizzata da Raffaele Cavadini negli anni 1998-2000. La struttura allungata, composta da uno spazio museale chiuso e da un piano polifunzionale aperto, è inserita tra la Ca' da Rivoi e la scuola elementare del 1965. Conserva un prezioso calice[36] e un antico crocifisso[37].
  • Le Scuole (Municipio)[38] è un sobrio edificio tardoneoclassico eretto dall'architetto Alessandro Agudio di Milano nel 1873 sul posto dell'antico oratorio della Santissima Trinità citato nel1454[39], ristrutturato nel 1982.
  • Sul piazzale antistante: mezzobusto bronzeo del politico Plinio Bolla (1859-1896)[40] realizzato da Antonio Soldini[41], del 1898.
  • La Casa Cerboni a Solario reca sulla facciate nord e ovest affreschi votivi di gusto popolare raffiguranti la Madonna in trono con il committente, lo stemma dei Visconti[42], della seconda metà del XV secolo, e Sant'Anna Metterza[43].
  • La Casa Dalberti[44] a Marzano è una grande casa borghese di stampo neoclassico costruita nel 1776 e forse trasformata nel 1803, situata all'interno di una vasto giardino cintato; conserva la pregiata e ricca biblioteca[45].
  • Il Pio istituto scolastico (Sede dei Samaritani)[46], sulla riva destra dell'affluente del Brenno che esce dall'orrido del Sosto presso l'oratorio di San Giacomo, venne fondato da una società costituita da patrizi di Olivone nel 1820 e commissionarono l'imponente edificio all'ingegnere milanese Andrea Rosa che lo edificò nel biennio 1823-1824. Istituto scolastico, approvato dal Governo nel 1826; nel biennio 1842-1843 vi insegnò l'abate Vincenzo Dalberti; come istituto privato funzionò a partire dal 1849, diretto dal prete Atanasio Donetti (scomunicato!) fino alla sua morte nel 1880[47].
  • La Casa Bolla[48] a Lavorceno, accanto all'oratorio di San Giacomo, è una costruzione in pietra e legno di origine forse medievale, ampliata all'inizio del XVII secolo e parzialmente trasformata nel XIX secolo. È l'antica residenza della famiglia di notai Emma e sede dei balivi confederati nel XVII secolo. La facciata nord decorata con affreschi frammentari raffiguranti gli stemmi di Blenio, degli Emma e dei Cantoni sovrani. Sul fronte est si conservano tracce di un dipinto murale seicentesco della Madonna col Bambino
  • L'Albergo Olivone e Posta costruito nel 1880 in concomitanza con l'apertura della strada del passo del Lucomagno per iniziativa di Giacomo e Vincenzo Bolla e Paolina Poglia; riattato nel 1987.
  • La casa seicentesca in legno con basamento in pietra e tetto in beole[49].
  • Il palazzo Martinali[50] a Petullo, un imponente palazzo signorile a pianta rettangolare fatto erigere nel biennio 1748-1749 da Luigi Barera, presenta finestre decorate con riquadrature dipinte; sotto la gronda vi sono mensole in legno sorrette da volute; nella facciata posteriore si aprono due logge in legno.
  • La Villa Antonietta dalle semplici linee neoclassiche[51].
  • Una stalla in pietra e legno ben conservata e riattata[52].
  • La Casa Emma a Camperio è una residenza di vacanza situata nel bosco; edificata dall'architetto Franco Ponti nel biennio 1968-1969, ha un tetto a capanna ed è caratterizzata da un'estrema semplicità di linee.
  • L'Albergo Centro Uomo Salute ad Acquacalda, edificio moderno in cemento e legno, eretto dall'architetto Rino Tami di fronte alla cappella di Sant'Anna a lato della strada cantonale che conduce al passo del Lucomagno.

[modifica] Note

  1. ^ Olivone sul Dizionario storico della Svizzera
  2. ^ Studio sulla toponomastica locale
  3. ^ Annuario del Canton Ticino
  4. ^ Premio Binding per la cura del bosco.
  5. ^ Patriziati affiliati all'ALPA
  6. ^ Laghetti alpini.
  7. ^ Bruni (famiglia) sul Dizionario storico della Svizzera
  8. ^ Giovan Battista Sala sul Dizionario storico della Svizzera
  9. ^ Carlo Poglia sul Dizionario storico della Svizzera
  10. ^ Oratorio di San Giuseppe - Inventario dei beni culturali
  11. ^ Cappella mortuaria di Vincenzo Dalberti - Inventario dei beni culturali
  12. ^ Giovanni Martino Soldati sul Dizionario storico della Svizzera
  13. ^ Oratorio di Santa Maria Maddalema - Inventario dei beni culturali
  14. ^ Oratorio di San Bartolomeo - Inventario dei beni culturali
  15. ^ Oratorio di San Rocco - Inventario dei beni culturali
  16. ^ Oratorio di San Giacomo - Inventario dei beni culturali
  17. ^ Oratorio di San Colombano - Inventario dei beni culturali
  18. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 230 e nota 167, 241.
  19. ^ Oratorio di Santa Maria delle Grazie - Inventario dei beni culturali
  20. ^ La cappella Cusi - Inventario dei beni culturali
  21. ^ Oratorio di San Defendente - Inventario dei beni culturali
  22. ^ Vaccaro et alii, 2003, 232, 314, 339.
  23. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 241.
  24. ^ Borrani, 1896, 373-374.
  25. ^ Borrani, 1896, 374.
  26. ^ Oratorio di Sant'Anna - Inventario dei beni culturali
  27. ^ Oratorio di San Domenico - Inventario dei beni culturali
  28. ^ Oratorio di San Sebastiano - Inventario dei beni culturali
  29. ^ Il Centralone - Inventario dei beni culturali
  30. ^ Parco del Centralone - Inventario dei beni culturali
  31. ^ La Villa - Inventario dei beni culturali
  32. ^ La Casa Bolla - Inventario dei beni culturali
  33. ^ Il Mikweh di Olivone.
  34. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 231 e nota 180.
  35. ^ La Ca' da Rivöi - Inventario dei beni culturali
  36. ^ Prezioso calice - Inventario dei beni culturali
  37. ^ Prezioso crocifisso - Inventario dei beni culturali
  38. ^ La casa comunale - Inventario dei beni culturali
  39. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 215, 241.
  40. ^ Plinio Bolla sul Dizionario storico della Svizzera
  41. ^ Antonio Soldini sul Dizionario storico della Svizzera
  42. ^ Madonna, donatori e stemmi - Inventario dei beni culturali
  43. ^ Sant'Anna Metterza - Inventario dei beni culturali
  44. ^ La casa Dalberti - Inventario dei beni culturali
  45. ^ Biblioteca Dalberti - Inventario dei beni culturali
  46. ^ Pio Istituto Scolastico - Inventario dei beni culturali
  47. ^ Borrani, 1896, 505-506.
  48. ^ Casa Bolla - Inventario dei beni culturali
  49. ^ Casa seicentesca - Inventario dei beni culturali
  50. ^ Palazzo Martinali - Inventario dei beni culturali
  51. ^ Villa Antonietta - Inventario dei beni culturali
  52. ^ Stalla tradizionale - Inventario dei beni culturali

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 244, (Scona) 269.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Piero Bianconi, Arte in Blenio. Guida della valle, S.A. Grassi & Co. Bellinzona-Lugano 1944; Idem, Inventario delle cose d’arte e di antichità, I, S. A. Grassi & Co, Bellinzona 1948, 134-154.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 22, 38, 41, 44, 91, 179, 263, 299, 330, 407, 463-470, 482, 483, 501, 509.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 6, 69-84.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 8, 11, 12, 38, 41, 113, 149, 232, 289, 314, 339, 406.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 23, 81, 95, 98, 104, 105, 107.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 216 nota 67, 229, 231, 233, 241.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni


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