Ghirone
| Ghirone frazione |
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Ghirone |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Blenio | ||||
| Comune | Blenio | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°34′05″N 8°56′15″E / 46.56806°N 8.9375°ECoordinate: 46°34′05″N 8°56′15″E / 46.56806°N 8.9375°E | ||||
| Altitudine | 1.247 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 30,35 km² | ||||
| Abitanti | 44 (2000) | ||||
| Densità | 1,45 ab./km² | ||||
| Frazioni confinanti | Medel (Lucmagn) (GR), Vrin (GR) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | Italiano | ||||
| Cod. postale | 6720 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5036 | ||||
| Localizzazione | |||||
Ghirone[1] con Buttino è un ex comune del Canton Ticino, separatosi da Aquila nel 1853, situato in Val Camadra. Il 22 ottobre 2006 si è realizzata la fusione con i comuni di Aquila, Campo (Blenio), Olivone e Torre nel nuovo comune di Blenio.
Indice |
[modifica] Cenni storici
Nel 1851 una valanga si rovesciò sulla frazione di Cozzera mietendo 23 vittime[2].
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale di Buttino-Ghirone comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[3] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti, degli acquedotti e delle fontane.
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[4].
Gestisce gli alpi della val Camadra che producono un ottimo formaggio venduto nei principali supermarket del Canton Ticino.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architettura religiosa
- la Chiesa dei Santi Martino di Tours e Giorgio[5], fondata nel 1215[6].
- L'ossario sul sagrato è una cappella rettangolare in parte costruita nel 1951.
- L'oratorio di San Rocco[7] ad Aquilesco attestato nel 1567, è un'aula con soffitto piano conclusa da un coro quadrangolare. Il piccolo tabernacolo ligneo della metà del XVII secolo proviene da Campo (Blenio); la statua lignea della Madonna del 1600 circa, proviene dall'oratorio di San Bernardino da Siena di Cozzera. Subì un restauro e la ristrutturazione interna nel 1971.
- L'oratorio di San Bernardino da Siena[8] nella località di Cozzera, risalente al XVI secolo[9], menzionato nel 1567 sorse forse sul luogo di una cappella risalente al XIII secolo appartenente ad un ospizio di Umiliati soppresso nel 1570. La costruzione rettangolare ha un campanile a vela. In facciata sopra l'entrata un affresco raffigura Sant'Antonio da Padova (?). La navata è coperta da un soffitto piano; nel coro appaiono tracce di un affresco raffigurante la Crocifissione e san Bernardino da Siena, dell'inizio del secolo XVII, ridipinto. l'oratorio subì un restauro nel 1977.
[modifica] Architettura civile
- La diga del Luzzone un'imponente opera in calcestruzzo armato atta a contenere le acque per le centrali elettriche della Officine Idroelettri di Blenio SA (OFIBLE).
[modifica] Note
- ^ Ghirone sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Laura Patocchi-Zweifel, L'inverno delle valanghe, in «Azione» n. 03, 17 gennaio 2011, 5.
- ^ Annuario del Canton Ticino
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Gilardoni, 1967, 330.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 218 nota 78, 241.
- ^ Oratorio di San Rocco - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio di San Bernardino da Siena - Inventario dei beni culturali
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 215 e nota 56, 241.
[modifica] Bibliografia
- Piero Bianconi, Arte in Blenio. Guida della valle, S.A. Grassi & Co. Bellinzona-Lugano 1944; Idem, Inventario delle cose d’arte e di antichità, I, S. A. Grassi & Co, Bellinzona 1948, 80-81.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 178, 263, 330.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 67, 85.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 99, 419.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 95, 96, 109.
- Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010.
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Blenio
- Ufficio di statistica del Canton Ticino
- Elezioni comunali 2008
- Inventario delle vie di comunicazione.
- Mappa geografica.
| Frazioni di Blenio | ||
|---|---|---|
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