Stabio
| Stabio comune |
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Panorama, le colline sullo sfondo sono già in territorio italiano, a sinistra il Colle Sant'Ambrogio a dstra il Colle di San Maffeo |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Mendrisio | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°51′00″N 8°55′00″E / 45.85°N 8.933333°ECoordinate: 45°51′00″N 8°55′00″E / 45.85°N 8.933333°E | ||||
| Altitudine | 352 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 6,23 km² | ||||
| Abitanti | 4 345 (31.12.2010) | ||||
| Densità | 697,43 ab./km² | ||||
| Frazioni | Gaggiolo, San Pietro | ||||
| Comuni confinanti | Bizzarone (IT-CO), Cantello (IT-VA), Clivio (IT-VA), Ligornetto, Mendrisio, Rodero (IT-CO) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6854 (San Pietro), 6855 (Stabio) | ||||
| Prefisso | 091 004191 |
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| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5266 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Circolo | Stabio | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
Stabio[1] (Stabi in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino.
Indice |
[modifica] Storia
Il 9 maggio 1517 la pace e trattato di Ponte Tresa sancì che Stabio ed altre terre del Mendrisiotto appartenessero ai dodici Cantoni elvetici in cambio di Domodossola[2]. Il 16 maggio 1858 la municipalità vietò le riunioni religiose nelle case private[3].
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, le alpi[4] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti, degli acquedotti e delle fontane.
Famiglie patrizie: Della Casa – Ginella – Giorgetti – Gropetti – Induni – Luisoni – Pellegrini – Perucchi – Rusconi - Socchi.
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[5].
Ufficio patriziale:
- Presidente: Luciano Socchi[6]
[modifica] Personalità legate a Stabio
Alcuni personaggi figurano nel Dizionario storico della Svizzera:
- Luca Gerosa (Stabio, 19 settembre 1856 – Torino, 4 marzo 1920), scultore affermato a Torino e in varie località del Piemonte.
- Francesco Romagnoli, avvocato di Alessandria (Piemonte), liberale, esule nel Canton Ticino, segretario e azionista della Tipografia Ruggia di Lugano.
- Riccardo Rossi, avvocato, giudice del tribunale di appello, uomo politico esponente del partito popolare democratico, deputato al Gran Consiglio ticinese e al Consiglio nazionale, direttore della sede di Lugano della Banca Nazionale Svizzera.
- Antonio Ginella (Stabio 1895 - Genova 1993) ufficiale della MVSN, medico specialista in dermosifilopatia. Pittore che si ispirò al de Chirico anni '60. Più volte premiato alle Mostre Medici Pittori. Svizzero, della locale famiglia patrizia, naturalizzato italiano.
- Cadel Evans, ciclista, campione del mondo su strada nel 2009[7].
- Valon Behrami, calciatore della fiorentina e della nazionale svizzera.
- Paolo Meneguzzi, cantante svizzero di origine italiana.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Claudio Cavadini dal 26/10/2008
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Numerosi monumenti e oggetti d'arte figurano nell'Inventario dei beni culturali del Canton Ticino[8].
[modifica] Reperti archeologici
A Stabio il territorio comunale comprende, nella frazione di San Pietro, un'interessantissima zona archeologica, dov'è stata rinvenuta una necropoli romana e longobarda che testimonia l'importanza del sito quale antico centro residenziale.
All'epoca romana appartengono l'ara dedicata a Mercurio (ritrovata a Ligornetto) e la stele funeraria del notabile Caio Virio Vero[9] del secolo I d.C, esposte dietro alla Casa municipale[10]. Per quanto concerne i ritrovamenti del Regno longobardo, negli anni '30 del secolo XIX in località Alla Vigna vennero ritrovate le placche in bronzo dorato, decorate con punzonature, facenti parte della guarnizione di uno scudo da parata: nello stesso periodo in un terreno agricolo nei prati che portano al valico del Gaggiolo si trovarono la magnifica croce d'oro equilatera, un unicum non solo a livello svizzero, e gli orecchini a cestello in oro, di chiara tradizione bizantina[11]. Tali reperti sono conservati fuori Cantone poiché al momento del rinvenimento una legge di tutela cantonale non esisteva[12].
Nel 1999 il località Barico fu rinvenuta una piccola necropoli di sei tombe, di cui la centrale ricca di un corredo da riferire ad un guerriero longobardo[13]. Tale ritrovamento ha permesso un'analisi completa dei reperti che vennero radiografati e tomografati all'Ospedale di San Giovanni a Bellinzona e poi trasferiti ai laboratori del Museo Nazionale svizzero di Zurigo dove furono studiati e restaurati. Il restauro ha riconsegnato un ricco corredo completo di punta di lancia, cesoie, un coltello, un frammento di croce in oro, un frammento di pettine in osso, i resti lignei di una cassetta, un coltellino, una spatha con resti del fodero, uno scramasax, una tracolla e una cintura, un umbone, un gancio e una impugnatura dello scudo, uno sperone e delle linguette. Le analisi hanno determinato materiali vari inerenti l'abbigliamento e gli oggetti del defunto dapprima in vita e poi nel corredo funebre: lino filato, lana con disegno a punta di diamante, resti di vello di pecora o di capra (parte interna del fodero della spada) e frammenti di evonimo, ontano, quercia e pioppo[14].
[modifica] Edilizia religiosa
- La chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo martire è documentata[15] dal 1275, parrocchiale dal 1575, consacrata nel 1599; subì restauri dal 2006 al 2007 diretti da Tita Carloni di Rovio.
- L'Oratorio della Madonna di Caravaggio[16], a destra della chiesa parrocchiale, è un'aula tardobarocca eretta negli anni 1754-1758 dalla Confraternita del Suffragio.
- L'antica chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Lucia[17], nella frazione di San Pietro, documentata dal 1275, è di origini altomedievali, forse del secolo VII. Indagini archeologiche e restauro negli anni 1973-1977 diretti da Tita Carloni, Lorenzo Denti e Fosco Moretti.
- L'Oratorio dell'Assunta o del Castello[18], sorto forse sulle fondamenta di una torre di segnalazione medievale. Raggiungibile da una bella scalinata[19], circondato da un panoramico sagrato[20], l'alto edificio della seconda metà del secolo XVI a pianta quadrata con ottagono iscritto, volta a vela ribassata e lanterna ovale con campana. L'altare settecentesco in stucco porta una bella pala della Madonna coi santi Carlo Borromeo, Rocco e sant'Abbondio, del 1632, di provenienza romana. A sinistra dell'altare una nicchia ospita la statua lignea di San Rocco, del tardo secolo XVII. Alle pareti laterali pendono oli su tela seicenteschi con a destra San Francesco d'Assisi che riceve le stimmate e committente, a sinistra, con lo stemma dei Pusterla, San Carlo Borromeo in orazione.
- Poco distante dal tempio si vede la statua del Milite ignoto di Ruggero Larghi del 1953, posata in occasione del 150esimo dell'entrata del Canton Ticino nella Confederazione.
- La chiesa di Santa Margherita[21], di origine romanica, situata nell'estremo lembo meridionale del territorio comunale al confine con l'Italia, è documentata dal 1437.
- Il cimitero in via Ligornetto n. 10 ospita diverse tombe monumentali, tra cui quella di Natale Albisetti con il gruppo scultoreo raffigurante Arnold von Melchtal[22] assieme al padre, posato nel 1923 (il gesso del 1899 è conservato in Municipio); bassorilievo marmoreo di Vincenzo Vela con ritratto di don Giacomo Perucchi[23] (1802-1870).
[modifica] Edilizia civile
Tra gli edifici civili spiccano:
- l'ex Camiceria Realini[24] (fabbrica tessile), edificata da Giuseppe Bordonzotti di Croglios nel 1923, notevole esempio di edificio industriale in stile lombardo e pianta simmetrica con facciate ricche di dettagli e decorazioni pittoriche eseguite da Carlo Cocquio di Ligurno nel 1926, autore dei dipinti tardoliberty raffiguranti la Pace e la Giustizia, accanto all'ingresso.
- In via Ponte di mezzo la Scuola elementare[25], realizzata dall'architetto Tita Carloni negli anni 1972-1974, in sintonia con le teorie pedagogiche progressiste, il progetto propone la massima permeabilità con l'esterno, articolandosi in diversi volumi (aule, amministrazione, palestra, piscina) accessibili da portici e contraddistinti da coperture a shed.
- In Via Arca la Scuola dell'infanzia è una costruzione a base rettangolare con il tetto punteggiato da lucernari, opera di Marco Krähenbühl (nato nel 1941) e Tino Bomio (1940-1998) degli anni 1974-1975.
- In via Costera al Casa Ginella presenta in facciata dei bei loggiati[26] e all'interno una sala decorata[27].
- In Via Vignascia la Villa al Capriccio (Centro psicoeducativo) è una fantasiosa residenza eclettica edificata da Giuseppe Bordonzotti per Pietro Realini negli anni '20 del secolo XX, poi parzialmente trasformata.
- In Via dei bagni la Casa della Fondazione Realini[28] è un edificio neoclassico costruito dalla famiglia Maderni nel 1856 come stabilimento termale, rialzato di un piano nel 1955. Nel corso dell'Ottocento acquisì una certa notorietà per la sua acqua marcia, le acque termali solforose curative dei reumatismi, e in quel secolo furono erette alcune notevoli ville sul Monticello e sulla strada per Ligornetto.
- In Via dei platani spicca la Casa unifamigliare in cemento armato a vista con terreno racchiuso da un grande muro, opera di Mario Botta (nato nel 1943) degli anni 1966-1967.
- Attigua alla chiesa di San Pietro e Lucia, la Casa Ghiringhelli[29] è un edificio del Seicento con portico e loggiato colonnati.
- In Via Pietane la Casa rotonda, tra le opere esemplari di Mario Botta degli anni 1981-1982, con la sua forma cilindrica, la casa unifamigliare si contrappone alla discutibile qualità dell'edilizia circostante.
- In Via Castello si segnala la sede del Museo della civiltà contadina del Mendrisiotto.
- Sul bivio tra via Dogana e via Ai Ronchi un antico lavatoio coperto[30] testimonia la dura fatica delle donne d'un tempo.
- In aperte campagna a ricordare la processione delle Rogazioni (ora smessa) rimangono quattro croci stazionali[31][32][33][34].
- Al confine con l'Italia sono visibili i cippi di delimitazione del territorio nazionale[35].
[modifica] Evoluzione demografica
Il comune ha 4.345 abitanti. Le donne sono 2.208, mentre gli uomini 2.122. I cittadini svizzeri sono 3.330 (76,9 %). La comunità straniera più numerosa è composta da cittadini di nazionalià italiana nel numero di 742 unità (74,2 % degli stranieri, 17,1 % della popolazione). Rispetto al 2009 la popolazione è cresciuta di 15 unità.
Abitanti censiti 
[modifica] Rarità zoologica
Nel territorio comunale vi sono dei biotopi dove vive la rana di Lataste, specie molto rara che rischia l'estinzione se non adeguatamente protetta.
[modifica] Note
- ^ Stabio sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Motta, 1991, 42.
- ^ Idem, Effemeridi ticinesi, 44.
- ^ Annuario del Canton Ticino
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Intervista a Luciano Socchi.
- ^ Tutti contro Fabian Cancellara e alla fine spunta Cadel Evans
- ^ Inventario dei beni culturali
- ^ Stele funeraria di Caio Virio Vero - Inventario dei beni culturali
- ^ Gilardoni, 1967, 563.
- ^ Bertelli, Brogiolo, Brescia, 2000.
- ^ Pastore, 2006, 41-52.
- ^ Cardani Vergani, Amrein, Boissonas, 2003, 2-17
- ^ Cardani Vergani, 2010, 19.
- ^ Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo - Inventario dei beni culturali
- ^ Oratorio della madonna di Caravaggio - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa dei Santi Pietro e Lucia - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa dell'Assunzione di Maria o del Castello - Inventario dei beni culturali
- ^ Scalinata della chiesa di Santa Maria Assunta - Inventario dei beni culturali
- ^ Sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa di Santa Margherita - Inventario dei beni culturali
- ^ Arnoldo di Melchtal sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Giacomo Perucchi sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ L'ex Camiceria Realini - Inventario dei beni culturali
- ^ La scuola elementare - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Ginella: loggiati - Inventario dei beni culturali
- ^ Casa Ginella: sala - Inventario dei beni culturali
- ^ La casa della Fondazione Realini - Inventario dei beni culturali
- ^ La casa Ghiringhelli - Inventario dei beni culturali
- ^ Lavatoio coperto - Inventario dei beni culturali
- ^ Croce stazionale - Inventario dei beni culturali
- ^ Croce stazionale - Inventario dei beni culturali
- ^ Croce stazionale - Inventario dei beni culturali
- ^ Croce stazionale - Inventario dei beni culturali
- ^ Cippi confinari - Inventario dei beni culturali
[modifica] Bibliografia
- Giovanni Sarinelli, La Diocesi di Lugano. Guida del clero, La Buona Stampa, Lugano 1931, 96-97.
- Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 18-22.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 24, 36, 37, 186, 226, 378, 435, 563-566.
- Giuseppe Martinola, Inventario d’arte del Mendrisiotto, v. I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 502-534.
- Carlo Speziali, I fatti di Stabio del 22 ottobre 1876. Commemorazione del centenario, Arti grafiche A. Salvioni e Co. S. A., Bellinzona 1977.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 351-353.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- Carlo Bertelli, Gian Pietro Brogiolo (a cura di), Il futuro del Longobardi. L?Italia e la costruzione dell'Europa di Carlo Magno, catalogo della mostra al Museo di Santa Giulia, Brescia 2000.
- Rossana Cardani Vergani, Heidi Amrein, Valentin Boissonas, L'ultimo guerriero longobardo ritrovato a Stabio TI, in Archeologia svizzera, numero 26, 2003.
- Costanza Pastore, La dispersione del patrimonio archeologico di Stabio, in Rossana Cardani Vergani, Sergio Pescia (a cura di), Stabio antica. Dal reperto alla storia, Comune di Stabio, Armando Dadò editore, Locarno 2006.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 435-438.
[modifica] Voci correlate
- Comuni del Canton Ticino
- Distretto di Mendrisio
- Lista dei comuni svizzeri di confine
- Comuni dell'Italia geografica non in Italia
- Scudo di Stabio
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Stabio
- Ufficio di statistica del Cantone Ticino
- Elezioni comunali del 26 ottobre 2008
- Elezione del giudice di pace 2009
- Inventario delle vie di comunicazione: Stabio
- Mappa geografica.