Barbengo
Coordinate: 45°57′40″N 8°55′03″E / 45.96111°N 8.9175°E
| Barbengo frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Lugano | ||||
| Comune | Lugano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°57′40″N 8°55′03″E / 45.96111°N 8.9175°ECoordinate: 45°57′40″N 8°55′03″E / 45.96111°N 8.9175°E | ||||
| Altitudine | 370 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 2,65 km² | ||||
| Abitanti | 1 988 (2010) | ||||
| Densità | 750,19 ab./km² | ||||
| Frazioni confinanti | Brusimpiano (IT-VA), Carabietta, Carona, Caslano, Collina d'Oro, Grancia, Morcote | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Lingue | Italiano | ||||
| Cod. postale | 6917 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5147 | ||||
| Localizzazione | |||||
Barbengo[1] è un ex comune svizzero del Canton Ticino, comprendente i nuclei abitati di Cadepiano, Campagnore, Casaccia, Cernesio, Garaverio e Figino; dal 21 aprile 2008 si è aggregato al comune di Lugano, diventando un quartiere della città.
Indice |
[modifica] Storia
Negli statuti di Como del 1335 si trova la prima citazione del Concilio di Agra e Premona; separatamente le due località appaiono già in documenti come l'inventario delle terre che la Cattedrale di Como possedeva in questi territori nel 1298. Nel 1422 si riunì la Vicinantia de Agra et de Premona in cui sono presenti sei vicini di Agra e due di Barbengo; il 27 agosto 1453 al Consiglio generale di Val Lugano sono presenti rappresentanti di Agra e Barbengo[2].
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
Nel territorio comunale, caratterizzato da numerosi ritrovamenti archeologici (sepolture, asce, massi coppellati), da un castello a "Premona" (antico nome del villaggio), poi distrutto prima del 1420,
- la chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio si erge in posizione isolata, su un terrazzo panoramico a sud del villaggio[3]; attestata dal 1180, fu trasformata in epoca barocca tra la visita pastorale del 1747 e quella del 1769, ma nella parte antica ancora tardomedievale. Subì restauri e ristrutturazioni negli anni 1932-1933 e 1966 (campanile)[4]. *All'angolo della facciata s'innesta il notevole edificio della Canonica[5].
- Il cimitero, realizzato da Giovan Battista Ramelli nel 1860 circa, presenta un impianto tardoneoclassico:
- La chiesa di San Carlo Borromeo, nella frazione di Cernesio, è una monumentale basilica neoromanica su pianta a croce latina, eretta negli anni 1891-1895 da Costantino Maselli per i committenti Carlo e Francesca Martinetti[6]. Subì il restauro dell'esterno nel 1982. All'interno oli su tela raffiguranti Santa Francesca Romana del 1896 e del 1871 San Carlo Borromeo durante la peste. Dietro la chiesa la cappella funeraria Martinetti[7] e circondata da un bel giardino[8].
- L'oratorio di San Francesco d'Assisi, nella frazione di Figino, è una piccola aula rettangolare databile per lo più al terzo quarto del secolo XVII; nel frontone arcuato della facciata rococò datata 1782: stemma in stucco con emblemi francescani; sulla parete di fondo del coro: Madonna coi santi Francesco d'Assisi e Lucia; ai lati Sant'Antonio abate e Sant'Andrea, dell'ultimo quarto del secolo XVIII.
- L'oratorio di Sant'Antonio abate[9], nella località di Cadepiano, appartenente alla parrocchia di Barbengo ma situato in territorio di Montagnola, è un'aula rettangolare coperta con volta a botte conclusa con un coro, eretta attorno al 1640. Poco prima del 1709 fu inserita la volta. La facciata è tardosettecentesca. All'interno gli affreschi del coro sono databili all'ultimo quarto del secolo XVII, raffiguranti i Santi Sebastiano e Rocco, l'Annunciazione e il Crocifisso tra la Madonna e santa Lucia. Sulla parete di fondo affresco della Madonna coi santi Antonio abate e Bernardo di Chiaravalle, con due statue di Sante ai lati. L'altare è marmoreo[10].
[modifica] Edilizia civile
- La notevole casa-atelier Sciaredo, nei pressi della chiesa, costruita per sé dall'artista Georgette Klein-Tentori[11] nel 1932, costituisce uno dei rari esempi d'architettura razionalista ancora integro; di proprietà del Canton Zurigo, è gestita da una fondazione che la mette a disposizione degli artisti.
- La casa Guidini, in Piazza Guidini, è un complesso costituito da più corpi: una casa tardoneoclassica fatta erigere da Giovanni Battista Ramelli alla metà del secolo XIX, un edificio con finestre ogivali del 1851 e un'ala affacciata sul giardino con elementi decorativi neogotici, aggiunta nel 1891 circa da Augusto Guidini senior (1853-1928)[12] che, diventatone proprietario, aggiunse anche la torre eclettica. All'interno si ammirano graziosi soffitti decorati.
Nell'area tra la strada e il lago si allineano sontuose ville di inizio Novecento:
- la Villa Rosa, in Via cantonale, costruita da Ezio Somazzi (1879-1934) per l'ingegnere Maselli, è una dimora a pianta quadrata in stile eclettico], dall'espressione architettonica molto ricca, con torre belvedere angolare, entro un parco con vegetazione pregiata;
- la Villa Wellingtonia, elegante residenza signorile in stile storicistico, con giardino, fu edificata nel 1910 circa; il prospetto rivolto al lago è accentuato dalla scala monumentale e dal risalto turrito centrale con loggia ad archi e decorazioni pittoriche liberty del 1912.
- Il rudere dell'antica torre di Casoro[13] appare lungo la strada cantonale che costeggia il lago.
- Due caratteristici roccoli[14] testimoniano la passione per la caccia agli uccelli di passo (ora proibita)[15] sopra il nucleo abitato di Casoro .
[modifica] Personalità
- Carlo Morelli, ingegnere militare, capitano, esperto di fortificazioni al servizio dei duchi di Savoia.
- Michel Angelo Morelli, architetto e ingegnere militare, esperto in fortificazioni al servizio dei duchi di Savoia.
- Iacopo Morelli, abate, insigne erudito, per oltre quarant'anni 'custode' della Biblioteca Marciana di Venezia[16].
- Il pittore Attilio Balmelli[17], molto attivo nelle tre valli ambrosiane.
- Erich Warsitz (Hattingen, Vestfalia, 18 ottobre 1906 - Barbengo, 12 luglio 1983), pilota, capitano nell'aeronautica militare nazista (Luftwaffe), nel 1939 pilotò a Peenemünde West il prototipo Heinkel He 176 e l'Heinkel He 178 turbojet.
- Paolo Attivissimo, informatico e giornalista specializzato in problemi di sicurezza informatica
[modifica] Note
- ^ Barbengo sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Redaelli, 1977, 22.
- ^ Chiesa di Sant'Ambrogio - Inventario dei beni culturali
- ^ Campanile della Chiesa di Sant'Ambrogio - Inventario dei beni culturali
- ^ Canonica - Inventario dei beni culturali
- ^ Chiesa di San Carlo Borromeo - Inventario dei beni culturali
- ^ Cappella Martinetti - Inventario dei beni culturali
- ^ Giardino della Cappella Martinetti - Inventario dei beni culturalii
- ^ Oratorio di Sant'Antonio abate - Inventario dei beni culturali
- ^ Redaelli, 1977, 145-148.
- ^ Sikart: Georgette Klein-Tentori
- ^ Augusto Guidini sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Antica torre di Casoro - Inventario dei beni culturalii
- ^ Roccolo - Inventario dei beni culturali
- ^ Roccolo - Inventario dei beni culturali
- ^ Iacopo Morelli alla Marciana
- ^ Sikart: Attilio Balmelli
[modifica] Bibliografia
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 202.
- A.Mario Redaelli, Storia e storie della Collina d'Oro, Editori Gaggini-Bizzozero S.A., Lugano 1977.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Lugano-Porza 1980, 303-304.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 302.
- Sebastiano B. Brocchi Collina d'Oro - I Tesori dell'Arte, 2004.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 340-341.
[modifica] Collegamenti esterni
- Quartiere di Barbengo
- Ufficio di statistica del Cantone Ticino
- Inventario delle vie di comunicazione
- Mappa geografica.