Cadro

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Cadro
frazione
Cadro – Stemma
Cadro visto dal San Bernardo
Cadro visto dal San Bernardo
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Lugano
Comune Lugano
Territorio
Coordinate 46°02′40″N 8°59′20″E / 46.04444°N 8.98889°E / 46.04444; 8.98889 (Cadro)Coordinate: 46°02′40″N 8°59′20″E / 46.04444°N 8.98889°E / 46.04444; 8.98889 (Cadro)
Altitudine 473 m s.l.m.
Superficie 4,5 km²
Abitanti 1 995 (2010)
Densità 443,33 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6965
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5163
Localizzazione
Cadro è posizionata in Svizzera
Cadro
Cadro – Mappa
Sito istituzionale

1leftarrow.pngVoce principale: Lugano.

Cadro[1] (Cadru in dialetto ticinese) è un ex comune del Canton Ticino, situato alla falde occidentali del Monte Boglia. Il toponimo deriverebbe da χατα ορος «catà oros», ai piedi del monte, ma più probabilmente da "quadrivium". Sviluppi successivi: Vico Cadelo, Cadolo, Càdulo, Chadrum.

Indice

[modifica] Politica amministrativa

Con votazione popolare del 20 novembre 2011 e con 660 voti favorevoli e 503 contrari, i suoi cittadini hanno accettato la fusione con la città di Lugano che sarà effettiva il 1º aprile 2013.

[modifica] Storia

Il villaggio è attestato per la prima volta il 30 gennaio 735 d.C. quando Giovanni, figlio del fu Lorenzo di Cadro, dichiara d'aver ricevuto dai fratelli Sigherardo ed Arichisso 2 soldi d'oro e 1 tremisse, qual prezzo della cessione del methium[2] sopra sua sorella Scolastica, maritatasi con Ursio, servo dei citati fratelli.[3].

Menzionato ancora il 2 agosto 774 quando Peresendo da Rogiallo venda a Totone Arochis di Campione per 50 soldi d'oro l'intiera sua proprietà di Campione, Panliana e Cadolo (Cadro)[4].

Il 3 luglio 820 l'imperatore Luigi il Pio dona alla chiesa dei Santi Abbondio e Pelagio di Como tutto il territorio che si estende da Cadro a Ponte Tresa</ref>.[5].

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[6] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[7].

Il Patriziato Ferré era una vecchia comunanza sciolta con rogito del 2 aprile 1835.

L'ufficio patriziale rieletto il 26 aprile 2009 è così composto:

  • Presidente: Tiziano Frigerio fu Angelo
  • Vicepresidente: Daniele Pedrazzi fu Giuseppe
  • Membri: Gianluigi Righini fu Arnoldo, Demis Fumasoli di Fiorello, Gianni Maggiorini di Cirillo
  • Segretaria: Fumasoli Giordana


[modifica] Personalità

Poznań: Palazzo municipale eretto da Giovan Battista Quadri
  • Giovanni Battista di Quadro, nato a Lugano, scultore, architetto del Palazzo municipale di Poznań (Posen) nel 1555 coi fratelli Kilian, Gabriele ed Antonio, attivo anche a Leopoli (Lwow).
  • Michele Reali stuccatore alla Corte di Spagna e nella locale chiesa di Sant'Agata.
  • Sebastiano Reali, suo nipote, pure lui stuccatore, realizzò statue per la medesima chiesa.
  • Giovanni Reali[8], suo figlio, fratello di Giuseppe, avvocato, membro del Piccolo Consiglio nel 1803, capo dei partigiani della Repubblica Cisalpina, poi Consigliere di Stato, muore nel 1846.
  • Giuseppe Reali[9], ingegnere e architetto, sindaco di Cadro dal 1831 al 1834, membro del Gran Consiglio ticinese e suo presidente nel 1838, Consigliere di Stato dal 1839 al 1848.
  • Carlo Reali, ingegnere in Russia, Romania e Panama e sulle linee ferroviarie del San Gottardo e del Sempione.
  • Giovanni Reali[10], abiatico di Giovanni, medico all'ospedale pediatrico di Zurigo, colonnello medico, deputato al Gran Consiglio ticinese e suo presidente nel 1891.
  • Luigi Reali, suo primo cugino, giornalista, fondatore del Club della Stampa della Svizzera centrale, capitano dell'esercito, benefattore della chiesa di Sant'Agata e dell'asilo infantile Manera.
  • Secondo Reali, ingegnere agronomo, dona le sue case al Canton Ticino per la realizzazione del Museo cantonale d'Arte in via Cànova. Muore nel 1958.
  • Paolo Borelli, dottore fisico, combattente nelle guerre d'indipendenza d'Italia.
  • Antonio Maria Bullani, artista, benefattore e fondatore della scuola cappellanica.
  • Giuseppe Torricelli, sacerdote, primo parroco della parrocchia autonoma di Sant'Agata.
  • Fedele Canonica, parroco di Cadro per 53 anni, cultore di storia locale e dell'arte in Sant'Agata.
  • Luigi Righini, originario di Bedigliora, capitano, comandante della Gendarmeria cantonale, deputato al Gran Consiglio.
  • Giovanni Manera, canonico della collegiata di San Lorenzo di Lugano, rettore del Ginnasio e Liceo canonale, benefattore dell'asilo infantile.
  • Stefano Notari, commercialista, primo presidente del Patriziato autonomo.
  • Giovanni Cansani senior, tranviere, amministratore delle tranvie elettriche di Lugano, segretario comunale dal 1924 al 1946, gestore della locale Cassa Raiffeisen Svizzera.
  • Luigi Cansani (Cadro, 1 ottobre 1927)[11] dopo gli studi al seminario San Carlo di Lugano, fu ordinato sacerdote, allievo di Luigi Picchi, divenne pianista, organista e compositore, continuò gli studi musicali presso il "Pontificio istituto ambrosiano di musica sacra", conseguendo la licenza "summa cum laude" in musica sacra e canto gregoriano, seguendo i corsi del professor Luigi Molfino e del professor don Luigi Agustoni; studia anche pianoforte e organo con G. Spinelli; rientrato a Lugano, dirige per vari anni la corale della cattedrale di San Lorenzo (Lugano) e successivamente la corale Santa Cecilia di Novazzano.
  • Battista Pedrazzi, municipale e sindaco, presidente della Commissione patriziale per 62 anni.
  • Santino Lironi, comandante della polizia comunale di Lugano, sindaco di Cadro.
  • Luigi Martinaglia, amministratore postale di Lugano dal 1898 al 1922.
  • Luigi Righini, professore di disegno nei Corsi per apprendisti, sindaco di Cadro dal 1928 al 1943.
  • Napoleone Pellegatta, libero pensatore, sindaco di Cadro, benefattore della chiesa di Sant'Agata.
  • Santino Fumasoli, vicedirettore del Deposito Coop di Lugano, ufficiale dell'esercito, sindaco di Cadro.
  • Enrico Ferrari, ingegnere catastale, capo dell'Ufficio cantonale bonifiche e catasto.
  • Filippo Martinaglia, sacerdote, parroco a Bidogno, Porza e Savosa, economo a Cadro, giornalista e sindacalista OCST.
  • Giovan Battista Rocchi, parroco a Sessa, Villa Luganese, Bedigliora e Ponte Capriasca.
  • Ilario Borelli, docente, vicedirettore della scuola media di Lugano viale Cattaneo, cultore di storia locale[12].
  • Pietro Borelli, sacerdote, missionario in America latina, già arciprete di Bellinzona.
  • Giovanni Cansani, docente di scuola media, operatore sociale in Ciad e in India, politico socialista, già municipale di Lugano.
  • Renzo Ferrari, pittore astrattista affermato, con atelier a Milano.
  • Lucetta Ferrari, sua sorella, licenziata in lettere italiane all'università di Friburgo, docente di ginnasio e scuola media, benefattrice.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

  • La chiesa parrocchiale di Sant'Agata[13] (monumento nazionale) è documentata dal 1366. Le indagini archeologiche condotte nel 2004 hanno portato alla luce le fondamenta del primo edificio di culto orientato con abside e di una torre campanaria con funzione di avvistamento a sud, demolita all'inizio del secolo XIII. Lavori di ristrutturazione negli anni 1914-1918. Subì restauri negli anni 1938-1940, 1974-1976, e quelli diretti da Mauro Buletti (nato nel 1940) e Paolo Fumagalli (nato nel 1941) dal 2004 al 2006.
  • La colonna votiva cimiteriale della Santa Croce nel chiosetto accanto alla chiesa è datata 1667[14].
  • L'Oratorio di San Rocco[15], cento metri più a sud della chiesa, eretto nel 1630, è un edificio a pianta a croce con vano centrale coperto da una cupola. Sopra il portale: la statua del Santo titolare è del 1901; nel campaniletto a vela sta la campanella del 1932. L'altare in stucco è attribuito a Giovanni Battista Stazio di Massagno, datato 1630, recante il quadro con San Sebastiano e san Rocco al cospetto della Madonna del Rosario proveniente dalla Cappella del Rosario nella parrocchiale. Subì un restauro nel 1964 in base alle direttive di don Agostino Robertini della Commissione diocesana d'arte sacra.
  • L'edicola comunale chiamata Cappella in Campagna[16], giù nei prati sotto il villaggio, nei pressi della scuola elementare e del centro sportivo, ha quattro facciate volte ai quattro punti cardinali, ognuna incavata con nicchia recante un affresco, fatte dipingere nel 1907 dal dottor Giovanni Reali e restaurati da Marino Gabusi negli anni ottanta del XX secolo.
  • Il cimitero comunale[17] ospita vari artistici monumenti funerari.
  • La cappella al Mulino con l'affresco della Madonna col Bambino[18],
  • la cappella alla Stazione[19] e
  • la Cappella dei Santi Pietro e Paolo all'Alpe della Bolla[20].

[modifica] Edilizia civile

  • Una caratteristica casa colonica[21] nel nucleo abitato.
  • La casa patriziale presenta delle artistiche facciate[22], così come sono da ammirare *le facciate del Municipio[23], e pure degni di nota sono l'antico lavatoio comunale[24] e
  • un'antica nevera[25].
  • Vari tratti di sentiero acciottolato[26][27][28][29].
  • Manufatto notevole è il ponte di pietra sul torrente Franscinone[30].
  • Il roccolo[31], all'Alpe della Bolla, testimonia la passione della caccia agli uccelli di passo (ora proibita) e la locale sosta[32] per il ricovero delle bestie testimonia il perdurare dell'allevamento e della pastorizia.
  • Il recente Centro sportivo è illuminato dalle vetrate di Emilio Rissone[33] di Viganello.

[modifica] Manifestazioni

Il 13 dicembre 1897 si tenne l'inaugurazione dell'Asilo infantile Manera, che, riammodernato e completato, nel 1911 divenne definitivamente la «Casa dei bambini» oggi scuola dell'infanzia.

È abbastanza noto il "Torneo dello Scarpón", torneo di calcio amatoriale a cui chiunque può partecipare, che ha luogo in giugno. Questo avvenimento attira persone da molti paesi circostanti, poiché si tratta non solo di un torneo calcistico, ma soprattutto di una festa campestre molto movimentata e allegra.

A Cadro si tiene altresì il tradizionale torneo di apertura della stagione di skater-hockey. Della durata di quattro giorni, viene organizzato solitamente tra la prima e la seconda settimana di Marzo, e vi prendono parte squadre provenienti da tutta la Svizzera.

Il 29 giugno si svolge annualmente la Sagra dei santi Pietro e Paolo all'Alpe Bolla con la possibilità di salire in elicottero.

[modifica] Demografia

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Cadro sul Dizionario storico della Svizzera
  2. ^ Presso i longobardi chiamavasi meta o methium o mephium la dote della moglie, cui veniva aggiunto il morgincap o morgangeba o dono del mattino.
  3. ^ Motta, 1991, 13.
  4. ^ Motta, 1991, 67; Moroni Stampa, 1957.
  5. ^ Motta, 1991, 66
  6. ^ Annuario del Canton Ticino
  7. ^ Patriziati affiliati all'ALPA
  8. ^ Giovanni Reali sul Dizionario storico della Svizzera
  9. ^ Giuseppe Reali sul Dizionario storico della Svizzera
  10. ^ Giovanni Reali sul Dizionario storico della Svizzera
  11. ^ Don Lugi Cansani
  12. ^ Borelli, 1987.
  13. ^ Chiesa parrocchiale di Sant'Agata - Inventario dei beni culturali
  14. ^ Colonna votiva cemeteriale - Inventario dei beni culturali
  15. ^ Oratorio di San Rocco - Inventario dei beni culturali
  16. ^ La Cappella in Campagna - Inventario dei beni culturali
  17. ^ Cimitero comunale - Inventario dei beni culturali
  18. ^ Cappella al Mulino - Inventario dei beni culturali
  19. ^ Cappella alla Stazione - Inventario dei beni culturail
  20. ^ Cappella all'Alpe della Bolla - Inventario dei beni culturali
  21. ^ Casa colonica - Inventario dei beni culturali
  22. ^ Facciate della Casa patriziale - Inventario dei beni culturali
  23. ^ Facciate del Municipio - Inventario dei beni culturali
  24. ^ Lavatoio comunale - Inventario dei beni culturali
  25. ^ Nevera - Inventario dei beni culturali
  26. ^ Sentiero acciottolato - Inventario dei beni culturali
  27. ^ Sentiero acciottolato - Inventario dei beni culturali
  28. ^ Sentiero acciottolato - Inventario dei beni culturali
  29. ^ Sentiero acciottolato - Inventario dei beni culturali
  30. ^ Ponte sul Franscinone - Inventario dei beni culturali
  31. ^ Roccolo all'Alpe della Bolla - Inventario dei beni culturali
  32. ^ Sosta all'Alpe della Bolla - Inventario dei beni culturali
  33. ^ Sikart: Emilio Rissone

[modifica] Bibliografia

  • Luciano Moroni Stampa (a cura di), Codex paleographicus Helvetiae subalpinae, riproduzione e trascrizione diplomatica delle carte anteriori all'anno MC pertinenti alla storia delle terre costituenti la Svizzera italiana, Lugano 1951/1958.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 93, 252-253.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 275-276.
  • Ilario Borelli, Cadro con Stampa e Dassone "comuni" scomparsi, Tipografia Gaggini-Bizzozero SA, Lugano 1987.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 326-327.

[modifica] Voci correlate

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