Giornico
| Giornico comune |
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Giornico |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Cantone | |||||
| Distretto | Leventina | ||||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°24′05″N 8°52′45″E / 46.401389°N 8.879167°ECoordinate: 46°24′05″N 8°52′45″E / 46.401389°N 8.879167°E | ||||
| Altitudine | 391 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 19,5 km² | ||||
| Abitanti | 965 (2009) | ||||
| Densità | 49,49 ab./km² | ||||
| Frazioni | Altirolo | ||||
| Comuni confinanti | Bodio, Faido, Frasco, Personico, Sobrio | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 6745 | ||||
| Prefisso | 091 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice BFS | 5073 | ||||
| Targa | TI | ||||
| Circolo | Giornico | ||||
| Localizzazione | |||||
Giornico[1] (Sgiurnì in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, posto nella bassa Val Leventina nel fondovalle percorso dal fiume Ticino.
Il nucleo antico del borgo, in cui sono ancora visibili le strutture medievali, è diviso in due settori dalla strada cantonale: la parte alta si accentra attorno alla "torre di Attone", quella bassa, compresa tra la strada cantonale e la riva del fiume, si sviluppa attorno all'antico percorso stradale che conduce ai due ponti. Lungo la strada cantonale alcuni edifici ottocenteschi di grande volume conferiscono al borgo un'impronta urbana.
Indice |
[modifica] Storia
In uno scritto della prima metà del X secolo viene indicato con il nome di de Iudicibus Giornicensis, nel 1202 Iornico e nel 1210-1258 Zurnigo: in tedesco anticamente veniva chiamato Yrnis o Girnis. La sua posizione strategica, ai piedi delle gole della Biaschina, ne ha da sempre fatto luogo di sosta e di approvvigionamento per le persone che volevano attraversare le Alpi utilizzando il passo del San Gottardo.
Nel tempo si affermò come importante centro politico e religioso della Leventina. La sua importanza politica fu nel medioevo dovuta anche al casato dei da Giornico[2], ricca famiglia feudale del luogo, con possedimenti sparsi oltre che in Leventina anche nelle altre valli Ambrosiane. Questo influente casato, che aveva la principale residenza nel borgo, nell'XI secolo si schierò con l'Imperatore contro i canonici del Duomo di Milano.
Bernardo da Giornico[3] venne nominato avogadro di Leventina dai conti von Lenzburg[4], che avevano ottenuto dall'imperatore del Sacro Romano Impero il controllo sulle alte valli ticinesi. Questo durò per poco tempo tra il 1160 e il 1176, in seguito con la sconfitta di Barbarossa nella battaglia di Legnano, la valle tornò sotto il controllo dei canonici del Duomo di Milano[5]. Questo tolse al casato il controllo sulla valle, con evidenti vantaggi per le comunità locali che mal tolleravano il controllo delle famiglie feudali. Questo non impedì a molti da Giornico di far parte del ceto dirigente locale. Già nel 1236 un Giovanni da Giornico figura come rappresentante in Leventina del podestà Obizzone Visconti.
Con la partecipazione di Antonio da Giornico[6], il 28 dicembre 1478 vi ebbe luogo la battaglia di Giornico[7] o dei "Sassi grossi", che si concluse con la vittoria delle truppe della Confederazione elvetica sull'esercito sforzesco, a seguito della quale l'intera Val Leventina passò dal dominio milanese a quello svizzero. Il 14 gennaio 1479 la Dieta elvetica ordinò l'istituzione d'una guarnigione stabile in loco[8]. A Giornico, sotto la signoria del capitolo di Milano, si tenevano le sessioni supplementari di giustizia delle Tre Valli. Luogo da sempre di passaggio tra nord e sud fu molto favorito dalla sua posizione, ma ne subì in pieno anche gli aspetti negativi. La peste[9] colpì il paese nel 1584, 1566 e nel 1629, in quell'anno le vittime furono duecentosessantacinque. La parrocchia di Giornico è autonoma dal 1567, anche se non è nota la data precisa del distacco dalla matrice di Biasca.
Rimase sotto il dominio del Canton Uri fino al 1803, anno in cui entrò a far parte del neocostituito Canton Ticino. Alla vicinia di Giornico apparteneva tutta la bassa Leventina. Il 12 marzo 1832 furono avvertite diverse scosse di terremoto[10].
Il borgo è posto sulla riva sinistra del fiume Ticino mentre il comprensorio ecclesiastico si trova sul lato destro. L'antica strada del San Gottardo si snodava da un versante all'altro attraversando due ponti arcuati in pietra e raggiungeva Chironico aggirando la Biaschina, oggi superata dalle curve della strada cantonale e dalla gallerie elicoidali ferroviarie.
[modifica] Personalità
- Nicolao Giudici, cardinale, pro prefetto del Palazzo Apostolico a Roma[11].
- Luigi Generali[12], economista, presidente del partito liberale radicale ticinese, Consigliere nazionale, presidente del consiglio d'amministrazione della SUVA, cofondatore dell'istituto di studi bancari a Vezia.
- Claudio Generali, economista, già direttore della Banca del Gottardo, vicepresidente della SRG SSR Idée suisse, presidente del comitato del consiglio regionale della CORSI (Società Cooperativa per la Radiotelevisione nella Svizzera Italiana), e membro del Consiglio della Fondazione Balzan "Fondo" e del Consiglio della Fondazione della compagnia aerea Swiss International Air Lines.
- Giorgio Giudici, architetto, esponente del partito liberale radicale ticinese, sindaco di Lugano, membro della Loggia massonica Il Dovere.
[modifica] Il patriziato
Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[13] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane[14].
Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[15].
Alpe Cristallina a 1800 m s.l.m., comprende anche i corti di Piano di Pescia e Val Torta, nel comune di Bedretto.
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Romano Rossi dal 04/04/2004
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Edilizia religiosa
Giornico è nota per le sue sette chiese evidente segno di grande devozione, ma anche di agiatezza degli abitanti del borgo nel passato.
- La chiesa di San Nicolao, in puro stile romanico, è tra le più antiche del Canton Ticino.
- La chiesa di San Pellegrino, posta fuori paese sulla strada che un tempo risaliva le gole della Biaschina verso Chironico, con gli importanti affreschi della bottega dei Tarilli del 1589.
- La chiesa di Santa Maria del Castello molto importante per i suoi affreschi quattrocenteschi che era posta all'interno della fortezza fatta distruggere dagli urani nel 1518[16], fondata nel 1329[17];
- La chiesa parrocchiale di San Michele[18] fondata nel 1256[19]; la sua Cappella di Sant'Antonio abate[20] e il suo martirologio[21];
- L'oratorio di San Carlo Borromeo, nella parte alta del borgo, è un'aula barocca eretta nel 1631 con coro poligonale e portico a colonne binate. In facciata reca l'affresco in parte ridipinto raffigurante il Martirio di san Sebastiano con san Francesco d'Assisi e Giovanni Battista, del XVII secolo. L'interno, coperto da una volta a botte lunettata, è ornato di affreschi di Pompeo Maino[22] di Lugano, del 1921. Il Crocifisso è della prima metà del XVII secolo. Il quadro votivo della Madonna con san Sebastiano, san Rocco e san Carlo Borromeo è datato 1631; l'olio su tela di Sant'Antonio abate è seicentesco;
- La chiesa di Santa Maria di Loreto venne fatta erigere nel 1682 da Pietro Pedrini;
- La chiesetta di Santa Maria Maddalena, nella frazione di Altirolo, è una costruzione barocca del 1678 con soffitto piano e coro poligonale, preceduta da un portico. Subì un restauro nel 1970. Il coro è affrescato con dipinti di gusto popolaresco raffiguranti Episodi della vita della santa titolare, del XVII secolo; sui lati: l'Ultima Cena e la Resurrezione di Lazzaro, opere della metà del XVII secolo; sulla parete di fondo sta l'affresco con la Maddalena penitente, del XVIII secolo. Nella navata è visibile un frammento di affresco seicentesco con San Maurizio (o Sant'Ambrogio ?); sulla parete opposta: San Pietro e il riquadro con San Giorgio che uccide il drago e sulla volta il dipinto con la Vergine Assunta sono opere dei fratelli Stefano e Tommaso Calgari di Osco, del 1879. Sulla chiave di volta del coro: la figura della Maddalena eseguita verso il 1800. La campana piriforme venne fusa nel 1405[23].
- La cappella dei Morti, nel cimitero, contiene affreschi del 1563.
- Le Stazioni della Via Crucis nel cimitero sono dipinte con affreschi di fra' Roberto Pasotti di Bellinzona.
- La cappelletta su un isolotto in mezzo al fiume Ticino conserva un Crocifisso del XVI secolo.
- Un tempo esisteva la scomparsa cappella dei Santi Abbondio di Como, Quirino e Nicomede di incerta fondazione medievale[24].
[modifica] Edilizia civile
- Il Museo di Leventina nella Casa Stanga[25] è un'antica locanda costruita forse nel XVI secolo dalla famiglia Stanga patrizia di Giornico. Subì restauri negli anni 1932-1934 e 1978. L'edificio su pianta a L a tre piani, con cortile, presenta una facciata gli stemmi degli ultimi ospiti che vi alloggiarono, affrescati verso il 1589 da Giovanni Battista Tarilli e Domenico Caresana[26], attivi in quel periodo nella chiesa di San Pellegrino. Sul prospetto esterno dell'ala sud il dipinto raffigura la Madonna col Bambino eseguito da Tita Pozzi di Massagno nel 1934. In una sala al primo piano lo stemma dell'alfiere Martino Stanga è del 1588; all'interno di un affresco degli inizi del Cinquecento venne aperto un camino con lo stemma in stucco della famiglia Giudici. Nello studio è visibile la figura affrescata di un gentiluomo.
- Il Museo La Congiunta, in via Alle Vigne, concepito da Peter Märkli nel 1992 per la Fondazione La Congiunta, ospita opere dello scultore Hans Josephsohn[27] di Zurigo e si presente come un'immensa scultura posta nel paesaggio. L'edificio in calcestruzzo a vista, con le facciate prive di aperture, costituito dalla sequenza di tre spazi di altezze diverse illuminati dall'alto.
- La palazzina, sulla strada cantonale, fu fatta erigere da I. Giudici verso la fine del XIX secolo e fu adibita temporaneamente a palazzo comunale e scolastico. Il prospetto principale è riccamente articolato da bugnato, lesene e finestre rotonde.
- L'ex Pensione Giornico (casa d'abitazione con officina), presso il ponte, è una costruzione eclettica con balconcini in cemento fatta erigere da Giacomo Romerio nel 1920 circa.
- Il monumento alla battaglia dei Sassi Grossi, al margine nord del borgo, fu commissionato dal comune per commemorare la battaglia del 1478 tra la cavalleria del ducato di Milano e le truppe dei confederati svizzeri; l'imponente scultura in granito fu realizzata da Apollonio Pessina[28] di Ligornetto negli annni 1929-1932 e inaugurata nel 1937.
- L'Acciaieria Monteforno SA (parco industriale e immobiliare), nella zona industriale di Bodio-Giornico, fondata nel 1946 dall'ingegnere Luigi Giussani e dall'avvocato Alliata di Milano, fu attiva fono al 1995. La facciata della fabbrica e il corpo direzionale vennero progettati dal pittore Carlo Basilico[29] negli anni 1948-1950, venne rialzata di un piano verso la fine degli anni '60 del secolo XX.
- Il ponte in pietra pons lapideus sul fiume Ticino sta sotto un bosco di castagni[30]
- Il moderno viadotto autostradale della Biaschina realizzato dallo studio di ingegneria Guzzi AG di Zurigo negli anni 1978-1980. Le campate che giungono fino a 160 m e a un'altezza di 100 m ne fanno l'opera più spettacolare tra i manufatti dell'autostrada A2.
[modifica] Edilizia militare
- La torre del vescovo Attone di Vercelli sorge in una piazzetta e ora la stanno ricostruendo. È una costruzione medievale a pianta quadrata, datata 1381 mediante analisi dendrocronologiche; in un locale di un edificio annesso sta l'affresco tardogotico raffigurante la Madonna in trono tra due santi vescovi (San Gottardo di Hildesheim e San Nicola).
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Note
- ^ Giornico sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Famiglia da Giornico sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Bernardo da Giornico sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Conti di Lenzburg sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Capitolo del duomo di Milano sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Antonio da Giornico sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ von Liebenau, 1879, 2-8; Ibidem, anno 1, numero 2, 25-31; Ibidem, anno 1, numero 4, 73-83; Ibidem, anno 1, numero 5, 97-104.
- ^ Motta, 1991, 9.
- ^ Peste sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Motta, 1991, 26.
- ^ Borrani, 1896, 386.
- ^ Luigi Generali sul Dizionario storico della Svizzera
- ^ Annuario del Canton Ticino
- ^ Storia del patriziato di Giornico
- ^ Patriziati affiliati all'ALPA
- ^ Gilardoni, 1967, 355-360.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 221, 241.
- ^ Gilardoni, 1967, 331-333,345.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 211 e nota 42, 241.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 217 e nota 73, 241.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 230 e nota 162, 241.
- ^ Sikart: Pompeo (Angelo) Maino
- ^ Anderes, 1980, 93.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 215, 241.
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 215 nota 59, 220, 224.
- ^ Sikart: Domenico Caresana
- ^ Sikart: Hans Josephsohn
- ^ Sikart: Apollonio Pessina
- ^ Sikart: Carlo Basilico
- ^ Bernasconi Reusser, 2010, 231 e nota 179.
[modifica] Bibliografia
- Theodor von Liebenau, La battaglia di Giornico, in Bollettino storico della Svizzera italiana, anno 1, numero 1, Carlo Colombi, Bellinzona 1879, 2-8; Ibidem, anno 1, numero 2, 25-31; Ibidem, anno 1, numero 4, 73-83; Ibidem, anno 1, numero 5.
- Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 98-113.
- Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
- Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 21, 29, 37-40, 42, 44, 91-93, 123, 125, 178, 214, 219, 221, 223, 236, 251, 255, 285, 299, 327, 330-360, 389, 402, 443, 445, 453, 468, 476, 478, 482, 502, 573, 578.
- Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 7, 88-95, 102, 135, 137.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa, Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
- Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 12, 25, 35nota, 47, 61, 69n, 83, 227, 229, 230, 256n, 283-285, 289, 376n.
- AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 113, 114, 115, 116, 117, 119, 120, 121, 122, 129, 133, 139, 170.
- Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010.
[modifica] Voci correlate
- Comuni del Canton Ticino
- Distretto di Leventina
- Comuni dell'Italia geografica non in Italia
- Rifugio Àfata
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del comune di Giornico
- Ufficio di statistica del Canton Ticino
- Elezione del giudice di pace 2009
- Le campane della chiesa parrocchiale di San Michele
- La campana di Santa Maria del castello
- Inventario delle vie di comunicazione
- Mappa geografica.