Bellinzona

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Bellinzona
comune
Bellinzona – Stemma
Bellinzona – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Canton Ticino
Distretto Stemma Bellinzona.svg Bellinzonese
Amministrazione
Sindaco Mario Branda (PSS) dal 1 aprile 2012
Territorio
Coordinate 46°12′N 9°01′E / 46.2°N 9.016667°E46.2; 9.016667 (Bellinzona)Coordinate: 46°12′N 9°01′E / 46.2°N 9.016667°E46.2; 9.016667 (Bellinzona)
Altitudine 238 m s.l.m.
Superficie 19,15[2] km²
Abitanti 18 305[3] (31-12-2013)
Densità 955,87 ab./km²
Frazioni Daro, Carasso, Galbisio, Ravecchia, Artore
Comuni confinanti Arbedo-Castione, Giubiasco, Gorduno, Monte Carasso, Pianezzo, Sant'Antonio
Altre informazioni
Lingue italiano, ticinese[1]
Cod. postale 6500
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5002
Targa TI
Nome abitanti bellinzonesi
Patrono S.Pietro Apostolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Bellinzona
Bellinzona – Mappa
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
I tre castelli e la cinta muraria di Bellinzona
(EN) Three Castles, Defensive Wall and Ramparts of the Market-Town of Bellinzone
Castelli.JPG
Tipo Culturali
Criterio (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2000
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Bellinzona (Belinzòna in dialetto ticinese, Bellenz in tedesco desueto, Bellinzone in francese) è un comune svizzero del Canton Ticino. È la città capitale del Canton Ticino e capoluogo del distretto omonimo; conta 18.305 abitanti, mentre l'agglomerato e distretto conta oltre 48.000 abitanti. La città è attraversata da nord e in direzione ovest, marginalmente rispetto al centro cittadino, dal fiume Ticino.

È un punto di passaggio importante, infatti da qui si diramano le principali arterie stradali e autostradali sull'asse nord-sud verso i passi alpini del San Gottardo (o la galleria autostradale) del Lucomagno, del San Bernardino e della Novena.

Il nome Bellinzona deriva dal nome latino Bilitiō (accusativo Bilitiōnem). L'etimologia del nome è incerta e l'idea errata che il nome derivi dalla locuzione "zona bellica" è un esempio di etimologia popolare. Le ipotesi più accreditate sono due: la prima si richiama alla posizione geografica dell'insediamento bellinzonese originale, collocato sullo sperone di roccia di Castelgrande, e fa derivare il nome dal celtico «briga», col significato di monte o altura. L'altra ipotesi, invece, collega Bellinzona al nome personale latino Belitius o Bellitio al quale sarebbe stato aggiunto il suffisso –one, di probabile origine celtica. Il nome della Turrita significherebbe, perciò, «podere o possedimento di Bellitio».

La posizione della città, all'ingresso di valli che conducono ai valichi alpini di San Gottardo, Lucomagno e San Bernardino, e le sue imponenti fortificazioni fecero di Bellinzona lo sbarramento ideale tra Nord e Sud. Ci regala infatti una delle più significative testimonianze in fatto di architettura difensiva dell'area alpina. Conquistata nel XIV sec. dai Visconti di Milano per controllare l'importante Passo del San Gottardo, entusiasma gli ospiti moderni con castelli, merli e mura accuratamente restaurati e integrati nel suo nucleo storico.

Attrazioni[modifica | modifica sorgente]

Castelgrande (castello), Sasso Corbaro e Montebello (castello) - I musei dei tre Castelli ospitano storia locale, arte, archeologia e varie esposizioni temporanee.

Villa e Parco dei Cedri - La Galleria cittadina si trova nelle vicinanze delle chiese romaniche di San Biagio e Santa Maria delle Grazie.

Teatro Sociale (Bellinzona) - Edificio neoclassico, unico nel suo genere in Svizzera, ha ritrovato il proprio splendore dopo 150 anni di storia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La città viene nominata, per la prima volta, in un noto passo di Gregorio di Tours che descrive la calata, nel 590 d. C., dei franchi in discesa dal Lucomagno in guerra contro i longobardi asserragliati nella fortezza di Bellinzona. Gregorio precisamente, dopo avere nominato Milano, nel descrivere il luogo dove fu ucciso il combattente franco Olone scrisse:

« Olo autem dux ad Bilitionem huius urbis castrum, in campis situm Caninis, inportunae accedens, iaculo sub papilla sauciatus, cecidit et mortuus est »

Gregorio qualificava quindi Bellinzona come una fortezza appartenente alla città di Sant'Ambrogio.

Durante il Medioevo Bellinzona viene a lungo contesa tra Como e Milano, per poi entrare stabilmente nell'orbita milanese a partire dal XV secolo. Risalgono a quest'epoca i tre stupendi castelli, simbolo stesso della città. Nel 1500, in seguito alle complesse vicende politico-militari del Ducato di Milano, Bellinzona cade in mano agli svizzeri.

La città rimarrà controllata come baliaggio (una specie di colonia) fino alla fine del '700, quando l'intervento di Napoleone e una serie di rivolgimenti interni portano alla nascita del Cantone di Bellinzona prima (1798) e, poi, nel 1803 dell'unico Cantone Ticino, di cui Bellinzona è capitale. Dopo il 1815 tale ruolo sarà attribuito invece a turno anche a Locarno e Lugano. Soltanto nel 1878 Bellinzona diventa defintivamente sede del governo cantonale ticinese.

Attualmente è in discussione la possibilità di fusione coi Comuni limitrofi del distretto, allo scopo di ottenere una realtà urbana di maggiore peso a livello nazionale e cantonale, così da poter ottenere maggiori risorse e finanziamenti per lo sviluppo di una regione in crisi economica e di idee.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000
3,6% madrelingua tedesca
87,4% madrelingua italiana
2,5% madrelingua serbo-croata

Abitanti censiti

Clima[modifica | modifica sorgente]

La regione gode di un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue[4], ma con diversi giorni di vento.

Cultura e informazione[modifica | modifica sorgente]

Villa dei Cedri
Castelgrande a Bellinzona

I suoi tre castelli, le sue fortificazioni e la sua cinta muraria sono stati iscritti nel 2000 nella lista dei patrimoni dell'umanità stilata dall'UNESCO. I tre castelli sono Castelgrande, il Castello di Montebello e il Castello di Sasso Corbaro.

La città possiede un Teatro, posto in piazza Governo, edificato nel biennio 1846-1847 su disegno dell'architetto milanese Giacomo Moraglia, uno dei maggiori architetti neoclassici lombardi della prima metà del XIX secolo, e recentemente restaurato.

Teatro Sociale

Presso la Villa dei Cedri, in piazza San Biagio nel quartiere di Ravecchia, è presente un Museo di arte moderna con un ampio parco.

Bellinzona è anche rinomata per il suo carnevale, vecchio di 150 anni, chiamato Rabadan. Esso attira ogni anno migliaia di persone da tutto il cantone, dalla Svizzera interna e da oltre confine; la città resta nelle mani del Re per ben sei giorni di festa. La tradizione indica nel 1862 la nascita del carnevale bellinzonese, ma il termine Rabadan (dal piemontese "baccano, fracasso", ma anche "uomo mal ridotto") è comparso solo nel 1874. Sempre a Bellinzona, nel 1958, è stata fondata la prima Guggenmusik ticinese: i Ciod Stonaa. Una Guggen è una banda musicale che si esibisce durante il carnevale e i cui musicisti (spesso improvvisati) sono in maschera. Si tratta di una tradizione ripresa dal sud della Germania e dalla Svizzera di lingua tedesca.

A Bellinzona hanno sede alcune scuole superiori quali:

  • la Scuola Specializzata Superiore di Tecnica (SSST),
  • la Scuola Superiore di Informatica di Gestione [1] (SSIG),
  • la Scuola Superiore Alberghiera e del Turismo [2] (SSAT),
  • il liceo cantonale [3],
  • la Scuola cantonale di commercio.

In città si stampa il quotidiano laRegione Ticino, secondo per diffusione nel Canton Ticino solo al Corriere del Ticino.

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Il Corpo civici pompieri del comune di Bellinzona è il più longevo del Cantone Ticino; è stato fondato nel 1829.
  • La Civica filarmonica di Bellinzona [4], fondata nel lontano 1785, è uno dei complessi bandistici più antichi della Svizzera.

Personaggi di spicco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Bellinzona.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architettura religiosa[modifica | modifica sorgente]

La collegiata dei Santi Pietro e Stefano
La chiesa evangelica

Il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere sud[modifica | modifica sorgente]

Ravecchia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ravecchia.

Il quartiere di San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

Quartiere di Bellinzona nord[modifica | modifica sorgente]

Carasso[modifica | modifica sorgente]

Daro[modifica | modifica sorgente]

Artore[modifica | modifica sorgente]

Prada[modifica | modifica sorgente]

  • Oratorio di San Girolamo, d'origine medievale e rimaneggiato nei secoli XV-XVI

Architettura civile[modifica | modifica sorgente]

Vista invernale della Collegiata dei Santi Pietro e Stefano e del centro storico dall'alto del Castelgrande
La Piazza del Sole

Il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Quartieri a sud e a ovest[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Stoffel (ex Curti)[9], residenza signorile neorinascimentale

Zona a nord del centro storico[modifica | modifica sorgente]

Quartiere del Portone[modifica | modifica sorgente]

Il quartiere di San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento ai ferrovieri periti nello scontro ferroviario avvenuto nella sottostazione di San Paolo ad Arbedo nel 1924

Architettura militare[modifica | modifica sorgente]

  • I castelli con le mura cittadine[10] e l'imponente murata[11], patrimonio mondiale dell'UNESCO
  • Il "Castello di Montebello", di epoca medievale (ora Museo archeologico)
  • Il "Castello di Sasso Corbaro"

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Patriziato[modifica | modifica sorgente]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[12]

Ufficio patriziale:

  • Presidente: Bruna Borsa
  • Vicepresidente: Luisetta Bon­zanigo
  • Membri: Barbara Tatti-Bellotti, Franco Ghiringhelli e Graziano Lavizzari
  • Supplenti: Silvano Tognacca, Riccardo Schlee
  • Segretario contabile: Carlo Chicherio

Patriziato di Ravecchia[modifica | modifica sorgente]

La frazione comunale è sede del locale patriziato.

Patriziato di Daro[modifica | modifica sorgente]

La frazione comunale è sede del locale patriziato[13].

Ufficio patriziale 2013-2017:

  • Presidente: Felice Zanetti
  • Vicepresidente: Franco Ferrari
  • Membri: Carlo Ponzio, Tiziano Innocenti, Ivano Beltraminelli
  • Supplenti: Renato Muggiasca, Athos Pedrazzoli
  • Segretario: Ian Rossi-Pedruzzi[14].

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

Il patriziato è padrone del rifugio Visnago, raggiungibile da Arbedo, posto a 1180 m s.l.m. con 6 posti letto[15].

Sport[modifica | modifica sorgente]

  • La squadra di pallavolo femminile milita nella 1.lega nazionale
  • La squadra di Calcio - l'AC Bellinzona - milita nel campionato di Challenge League (Serie B Svizzera).
  • La squadra di Rugby, Rugby Club Ticino
  • La squadra di Ciclismo, il Velo Club Bellinzona
  • La Società di Nuoto, www.snbellinzona.ch
  • La società di Ginnastica Federale [5]
  • Il Gruppo Atletico Bellinzona [6]
  • La società di Hockey su ghiaccio milita nella 1.Lega Svizzera (Serie C) [7]
  • La società di Pallacanestro femminile milita nel campionato di serie B nazionale [8]
  • La società di Tiro con l'Arco (ARBE, ARcieri del BEllinzonese) [9]
  • La società di Tennis, il Tennis Club Bellinzona (www.tcbellinzona.ch)
  • La società di Unihockey, Ticino unihockey (Sito internet)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il dialetto ticinese della lingua lombarda, parlato nell'intero cantone non è riconosciuto ufficialmente.
  2. ^ USTAT - Distribuzione geografica della popolazione 2011
  3. ^ Sito ufficiale della città di Bellinzona, 31 dicembre 2013.
  4. ^ Clima: precipitazioni
  5. ^ Oratorio di Santa Marta - Inventario dei beni culturali
  6. ^ Chiesa di San Rocco - Inventario dei beni culturali
  7. ^ Chiesa evangelica - Inventario dei beni culturali
  8. ^ Chiesa del Sacro Cuore - Inventario dei beni culturali
  9. ^ Villa Stoffel (ex Curti) - Inventario dei beni culturali
  10. ^ Le mura cittadine - Inventario dei beni culturali
  11. ^ La murata - Inventario dei beni culturali
  12. ^ Annuario del Canton Ticino
  13. ^ Patriziato di Daro
  14. ^ Blog Patriziato di Daro
  15. ^ Rifugio Visnago

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 16-58.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Giovanni Sarinelli, La Diocesi di Lugano. Guida del clero, La Buona Stampa, Lugano 1931, 222-223.
  • Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d'arte e di antichità, Edizioni dello Stato. Bellinzona 1955.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 17, 19, 20, 26, 28-29, 36, 200, 204-205, 207, 259, 266, 368, 370, 372, 375, 396, 471, 474, 494, 512, 576, 578.
  • Adolfo Caldelari, Guida di Bellinzona, Edizioni Casagrande, Locarno-Bellinzona 1971; Idem, Arte e Storia nel Ticino, ETT, Locarno 1975.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 3-22, 26-28, 33-34, 48, 83, 107, 118, 129, 149, 254, 259.
  • Plinio Grossi, Un'altra città. Bellinzona com'era, Armando Dadò Editore, Locarno 1990.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Franco Chiesa, La zecca di Bellinzona, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1991.
  • Plinio Grossi, Ali fra le torri, Fontana Editrice, Pregassona 1995.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • Plinio Grossi, Saluti da Bellinzona. Le storie di un'epoca nelle cartoline illustrate, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2005.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 11, 12, 14, 17, 18, 19-39, 41, 42, 43, 52, 54, 55, 58, 59, 72, 65, 66, 82, 87, 134, 144, 152, 178, 184, 274, 295, 300, 302, 384, 491, carta 20.
  • AA.VV., Giù le mani dalle Officine, Fontana Print, Pregassona-Salvioni, Bellinzona, 2008.
  • Gabriele Rossi, Giù le mani dall'Officina!. Traces de grève à Bellinzone, in Vues d'archives, "Cahiers d'histoire du mouvement ouvrier", n° 24, Association pour l'étude de l'histoire du mouvement ouvrier (AEHMO) e Éditions d'en bas, Lausanne 2008.
  • Anna Lisa Galizia, Lucia Pedrini-Stanga, Noemi Angehrn, Sculture nello spazio pubblico a Bellinzona (Guide storico-artistiche della Svizzera), Società di storia dell'arte in Svizzera, Berna 2009.
  • Simona Martinoli, Cristina Palma, Lucia Pedrini-Stanga, Il cimitero di Bellinzona, (Guide storico-artistiche della Svizzera), Società di storia dell'arte in Svizzera, Berna 2009.
  • Giuseppe Chiesi, Copista e miniatore della cancelleria del ducato di Milano, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di) Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini, Officina Libraria, Milano 2010.
  • Plinio Grossi, Bellinzona e i suoi aneddoti, Salvioni, Bellinzona 2010.
  • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Pittori lombardi. Chimera; Luccio; Blasone della famiglia Muggiasca; Uomo ricurvo in atto di sorreggere con la schiena; Cinghiale; Giovane in atto di sorreggere con le braccia, Vespasiano imperatore; Animale fantastico con guinzaglio (?); Imbarcazione con due figure, Due caproni; Due cani; Due Beccacce, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
  • Paolo Ostinelli, Copista e miniatore della cancelleria del ducato di Milano. Luigi XII, re di Francia, concede privilegi a Bellinzona e Claro, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
  • Laura Pedrioli, Un inglese a Bellinzona. Le vedute della città di Bellinzona realizzate da William Turner, in «Kunst + Architektur in der Schweiz», anno 62, n. 2, SSAS, Berna, 2011, 52-57.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]