Sementina

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Sementina
comune
Sementina – Stemma
Sementina vista da ovest
Sementina vista da ovest
Dati amministrativi
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Bellinzona
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°11′05″N 8°59′05″E / 46.184722°N 8.984722°E46.184722; 8.984722 (Sementina)Coordinate: 46°11′05″N 8°59′05″E / 46.184722°N 8.984722°E46.184722; 8.984722 (Sementina)
Altitudine 224 m s.l.m.
Superficie 8,4 km²
Abitanti 3 111[1] (31-12-2012)
Densità 370,36 ab./km²
Frazioni Piancalardo
Comuni confinanti Cugnasco-Gerra, Giubiasco, Gudo, Monte Carasso
Altre informazioni
Cod. postale 6514
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5019
Targa TI
Nome abitanti sementinesi
Circolo Ticino
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Svizzera
Sementina
Sementina – Mappa
Sito istituzionale

Sementina è un comune svizzero del Canton Ticino situato nel distretto di Bellinzona.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Brevi cenni storici e statistici[modifica | modifica sorgente]

Nel 1230 il comune non si chiamava ancora Sementina, ma Somentino. La vita nel comune e l'occupazione della popolazione fu per molto tempo l'agricoltura. Nell'ultimo decennio del 1800 molti uomini s'imbarcarono verso la California alla ricerca di fortuna. Un notevole cambiamento decisivo è avvenuto dopo gli anni cinquanta, quando molti flussi migratori hanno favorito un incremento della popolazione. Da questo fatto si trae che negli ultimi 50 anni la popolazione di Sementina è quintuplicata, facendo registrare uno dei tassi di crescita più alti del cantone. Così Sementina si è trasformato in un comune residenziale. Momenti significativi dell’evoluzione del comune: nel 1952, in collaborazione con Monte Carasso viene costruito il primo acquedotto, nel 1968 fu aperta la nuova scuola, nel ‘1973 venne attuato il nuovo piano regolatore, nel 1977 il nuovo asilo, nel 1985 entrò in funzione il depuratore, nel 1992 fu inaugurato il campo sportivo, nel ‘1993 fu edificata la Casa Anziani e nel 1994 fu inaugurata la Clinica di Sementina.

I ritrovamenti archeologici[modifica | modifica sorgente]

I primi ritrovamenti archeologici nel territorio di Sementina risalgono al 1911. In quell'anno furono scoperti argini del fiume e un'abside, cioè una parte antica della chiesa di Moiro (adesso una frazione di Sementina). La scoperta più grande fu fatta nel 1941 durante la bonifica del piano di Magadino quando venne alla luce un'area presso il prato della Resiga (che si trova tra l'asilo e le serre Locarnini). In quest'area si scoprì una necropoli dell'età del ferro. Nel sito furono trovate una ventina di tombe e oggetti vari sotto uno strato di detriti alluvionali spessi cinque metri. Gli oggetti ritrovati furono esposti presso il museo Civico di Bellinzona dal prof. Aldo Crivelli. Da questa scoperta si poté stabilire che i primi insediamenti umani a Sementina risalivano per l'appunto all'età del ferro.

La bonifica del piano e la correzione del fiume Ticino[modifica | modifica sorgente]

Il progetto di correzione del fiume Ticino, con inclusa la bonifica dei terreni, fu approvato dal Gran Consiglio e dall'Assemblea Federale nel 1885. Questa decisione aveva l'intenzione di promuovere un moderno sfruttamento agricolo del territorio ed eliminare le condizioni ambientali che causavano la diffusione della malaria. Quest'opera civile contribuì a trasformare lentamente una ragione povera ed emarginata verso l'era industriale.

I territori del Piano, prima della modifica, erano paludosi e pieni di zanzare che trasmettevano la malaria; da essa era difficile difendersi, anche perché la mentalità collettiva riteneva che la causa primaria del morbo fosse l'aria umida e calda; per questa ragione buona parte degli abitanti trascorreva l'estate in montagna. I lavori di bonifica durarono circa novant'anni, senza contare il periodo progettuale fra gli anni 1850-'80.

Nel corso degli anni, con molta irregolarità, si perfezionò l'incanalamento del fiume Ticino e si resero più sicuri gli argini laterali, fra i quali anche quelli della Sementina.

I fortini della fame[modifica | modifica sorgente]

I fortini della fame fanno parte di un sistema difensivo ideato da un generale di nome Dufour in un contesto influenzato dalla crisi politica attorno al 1848. Essi rappresentano la testimonianza delle vicende che hanno alimentato il risorgimento lombardo nella metà del secolo scorso; c'era un rapporto di forza tra Cantone Ticino e Lombardia. Nel 1844 il rappresentante a Berna del Consiglio di Stato ticinese chiese di fortificare la zona per difendere i valichi alpini da un'eventuale invasione da sud. Solo nel 1948 fu riconosciuta l'urgenza del pericolo.

Il sistema militare (di cui Dufour era il generale) prevedeva la realizzazione di due linee difensive: una a Bellinzona, che era prevalentemente formata da trincee, la seconda più articolata, che sfruttava gli ostacoli naturali della valle di Sementina e l'alveo del fiume Morobbia. Sulla parte destra del Ticino furono anche costruiti dei muraglioni e, anche se mai finiti, delimitarono l'ingresso della valle di Sementina. La realizzazione dei fortini occupò circa 500 uomini per un paio di anni, creando un indotto di lavoro importante per la regione.

È per questo motivo che la gente li denominò fortini della fame, un investimento per una necessità militare, anche se l'utilità bellica ebbe scarsi risultati ma fu anche un’opportunità nel promuovere il lavoro a molte persone che erano costrette alla miseria.

La produzione di ceramica e di cartonaggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1903 nel territorio di Sementina furono scoperte delle miniere di feldspato e una di caolino. Guglielmo Mattuci fu l'artefice dello sfruttamento di queste risorse. Per il comune si trattò di un evento importante, perché, promossa da una società di azionisti, tra il 1904 e il 1905 fu creata una grande fabbrica di ceramiche, costruita a lato dei margini della valle, sfruttando l'acqua che veniva usata per la produzione di energia. L'insediamento della ceramica funse da catalizzatore per una serie d'iniziative rilevanti per lo sviluppo del comune. Nel 1905 lo Stato liberò i crediti per la costruzione di un ponte di ferro, edificato un anno dopo tra Sementina e Monte Carasso. Il ponte in ferro fu distrutto nel 1970 quando le nuove esigenze stradali imposero anche la scomparsa della porta d'arco dei fortini della fame.

Grazie alla produzione di ceramica, nel 1907 gli abitanti di Sementina e Monte Carasso ebbero per la prima volta un forno per la produzione del pane; nel 1910 arrivò pure il telefono che affiancò il telegrafo per le comunicazioni a distanza.

L'attività della ceramica cessò a causa di problemi legati alla materia prima (il caolino): le cave non garantivano più la qualità necessaria alla produzione. Altre voci, riportate dalla memoria degli anziani, sostengono invece che il fallimento fu attribuito alla concorrenza, che modificando in modo irrimediabile la consistenza del materiale, rese impossibile la fabbricazione di oggetti: questa resta un'ipotesi difficile da verificare. È comunque certo che le fabbriche di ceramica di Langenthal, durante la seconda guerra mondiale, sfruttavano le cave sementinesi, dimostrando la bontà del materiale.

Negli edifici di ceramica abbandonati, a partire dal 1928, s'insediò l'industria dei cartonaggi SAICA (società anonima industria cartonaggi). Questa iniziativa sorse riutilizzando in parte un macchinario di una fabbrica di cartone in liquidazione a Milano, di proprietà della famiglia Buzzi, emigrata nel capoluogo lombardo, che volle trasferire in patria il commercio. Negli edifici venivano prodotti diversi imballaggi per la pasticceria e per il settore alberghiero, in seguito esportati oltre Gottardo e all'estero. Diversi sementinesi lavoravano nella fabbrica, soprattutto durante la depressione economica del 1930 e nel periodo della seconda guerra mondiale.

La società si espanse progressivamente malgrado le tensioni con una ditta concorrente ubicata nello stesso stabile a partire dal 1931. Nel 1945 la produzione fu trasferita a Bellinzona; nel comune restarono solo dei magazzini e la ditta concorrente continuò l'attività fino al 1970. In seguito la struttura industriale fu occupata da alcuni artigiani.

Le società[modifica | modifica sorgente]

Le diverse società con sede a Sementina sono un riferimento importante per l'animazione e l'occupazione del tempo libero dei suoi abitanti. Alcune fra le prime società del paese sono: la squadra di calcio (anno di fondazione 1934) e la squadra di hockey (attiva dal 1940 al 1950), ma la società Tiratori La cascata è stata la prima (1924): gli appassionati si trovavano nei poligoni di tiro presso il greto della valle, ma furono distrutti nel 1948.

Oggi a Sementina sono presenti: la società federale di ginnastica, lo sci club, la società di carnevale, gli esploratori, i samaritani, la corale parrocchiale, il centro d'incontro e la società di Unihockey (che vanta più di 100 tesserati).

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Virgilio Gilardoni, Inventario delle cose d'arte e di antichità, Edizioni dello Stato. Bellinzona 1955, 277-284; Idem, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Bellinzona 1967, 194, 547.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Sementina, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 277-286.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 31.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 48, 50, 51, 52, 54.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]