Giovanni Maria Visconti

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Giovanni Maria
Giovanni Maria Visconti
Giovanni Maria Visconti
Duca di Milano
Stemma
In carica 1402 –
1412
Predecessore Gian Galeazzo Visconti
Successore Filippo Maria Visconti
Altri titoli Conte di Pavia
Nascita Abbiategrasso, 7 settembre 1388
Morte Milano, 16 maggio 1412
Casa reale Visconti
Padre Gian Galeazzo Visconti
Madre Caterina Visconti
Consorte Antonia Malatesta di Cesena
Religione Cattolico
Ducato di Milano
Visconti

Biscione.png

Gian Galeazzo (1395-1402)
Figli
Giovanni Maria (1402-1412)
Filippo Maria (1412-1447)
Figli

Giovanni Maria Visconti (Abbiategrasso, 7 settembre 1388Milano, 16 maggio 1412) fu il secondo Duca di Milano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Gian Galeazzo Visconti e di Caterina Visconti (a sua volta figlia di Bernabò Visconti) e fratello di Filippo Maria che gli succedette al titolo.

Alla morte del padre assunse il potere nel 1402 ad appena tredici anni sotto la reggenza della madre e in poco tempo il ducato si disgregò. Negli scontri fra le fazioni, guidate da capitani di ventura e mercenari, prevalse lo spregiudicato Facino Cane. Questi riuscì, facendo leva sul carattere cruento di Giovanni Maria a instillare in lui un atteggiamento di sospetto nei confronti della reggente. Caterina fu imprigionata a Monza dove morì (1404) poco dopo (forse avvelenata, forse di peste).

Nel 1408 sposò Antonia Malatesta, figlia di Andrea Malatesta, signore di Cesena; non ebbero figli.

Giovanni Maria fu celebre per la sua passione per la caccia e quando ormai era annoiato dall'uccidere bestie che comunque non potevano lamentarsi a sufficienza, per appagare il suo piacere sadico, allora fece addestrare i suoi cani mastini da certo Squarcia Giramo a inseguire e sbranare (squarciare) uomini vivi. Inizialmente si fece consegnare dai tribunali di Milano tutti i condannati per le sue battute di caccia umana, ed in seguito denunciando pure i suoi complici dei misfatti, per sopperire alla mancanza dei condannati per le proprie battute. Finirono sbranati dai suoi mastini anche uomini illustri della città di Milano, tra cui parenti suoi. Si dice che, allorquando nel maggio del 1409, mentre durava ancora la guerra, il popolo affamato invocò al suo passaggio la pace, egli scatenò su di esso le sue soldatesche; e dopo ciò proibì, vuole la leggenda, pena la forca, di pronunciare le parole "pace" e "guerra", e obbligasse perfino gli ecclesiastici di dire nella Messa dona nobis tranquillitatem, in luogo di pacem.

Alcuni congiurati, sostenitori degli eredi di Bernabò (Baggio, Pusterla, Trivulzio, Mantegazza, Aliprandi, Maino, ecc.), approfittarono del momento, in cui il più grande condottiero del duca, Facino Cane, giaceva gravemente infermo a Pavia e temendo che il Visconti, noto per la sua malvagità aumentasse ancora il proprio potere, una volta rimasto solo, si fecero coraggio e lo assassinarono davanti alla Chiesa di San Gottardo in Corte.

Il morente Facino fece giurare lo stesso giorno ai suoi ufficiali di sostenere l'erede Filippo Maria, ed egli stesso per di più propose che sua moglie, Beatrice di Tenda, si sposasse, dopo la sua morte, a quest'ultimo, ciò che, infatti, si sarebbe verificato poco dopo.

Trattamenti di
Giovanni Maria Visconti
Stemma
Duca di Milano
Trattamento di cortesia Sua Altezza Serenissima Ducale
Trattamento colloquiale Vostra Altezza Serenissima Ducale
Trattamento alternativo Eccellenza
Trattamento informale Signore
I trattamenti d'onore

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Image Stemma
Orn ext Duke.png
Biscione.png
Giovanni Maria Visconti
Duca di Milano

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Duca di Milano Successore Coat of arms of the House of Visconti (1395).svg
Gian Galeazzo Visconti 14021412 Filippo Maria Visconti
Predecessore Signore di Bologna Successore Bologna-Stemma.png
Gian Galeazzo Visconti 1402 - 1403 Giovanni XXIII

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