Biscione (araldica)

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Il biscione classico, emblema dei Visconti
Il biscione classico, emblema dei Visconti
Il biscione visconteo usato come stemma di Milano nell'androne della stazione di Milano Centrale
Il biscione visconteo usato come stemma di Milano nell'androne della stazione di Milano Centrale

Il biscione o vipera (in milanese bissa) è un simbolo araldico rappresentante un serpente ondeggiante ingollante (cioè che ingoia), secondo alcune interpretazioni, un fanciullo.

La sua origine non è nota, a volte viene accomunato alla figura mitologica del basilisco.[1]

L'iconografia che appare più comunemente, ovvero quella con un uomo fra le sue fauci, si ritrova come stemma dei Visconti a partire dall'XI secolo. Essi diventarono poi signori di Milano dal 1277, trasmettendo così il simbolo all'intera città, e quindi al Ducato. Con l'avvento degli Sforza, imparentatisi con i Visconti, che succedettero loro alla guida dello Stato milanese, il Biscione fu mantenuto come simbolo della nuova casa ducale e rimase ben oltre a rappresentare lo stato milanese anche sotto i sovrani spagnoli e del Sacro Romano Impero fino all'avvento dell'era napoleonica e alla sua soppressione. Il biscione fu poi riutilizzato nello stemma del Regno d'Italia napoleonico e, infine, inquartato al leone di San Marco, nello stemma del Regno Lombardo-Veneto.

Non si è ancora potuto dimostrare se i Visconti adottarono un simbolo che era già presente in città, forse come stemma dei Capitani del Comune, o se furono loro ad imporlo, una volta preso controllo di Milano. Alcuni lo hanno messo in relazione con il serpente di bronzo di Mosè , il Nehustan , una cui copia da molti milanesi ritenuta invece autentica, si trova su un capitello nella basilica di Sant'Ambrogio. Comunque alcune leggende affermano che il capostipite dei Visconti assunse questo stemma o strappandolo ad un infedele che aveva ucciso durante le Crociate, oppure dopo aver ucciso il drago Tarantasio.

Comunque sia l'uomo in bocca al biscione, sebbene sia araldicamente definito come "ingollato", potrebbe essere anche interpretato come una figura nascente dalla vipera, richiamando simboli più antichi di fertilità terrestre, che il serpente, essere ctonio, bene interpreta.

Nel XIV secolo, il poeta forlivese Giacomo Allegretti scrisse un carme sulla "bissa milanese".

La figura del biscione viene inoltre citata e definita da Dante Alighieri come “la vipera che il milanese accampa” (Purgatorio, c. VIII, v. 80).

Il biscione è oggi uno dei principali simboli di Milano, assieme alla Croce di San Giorgio, stemma del Comune dall'epoca medioevale, e la scrofa semilanuta). Compare inoltre anche nella bandiera Ducale milanese, inquartato con l'aquila imperiale, oggi utilizzata come vessillo storico dell'Insubria. Il biscione è anche richiamato nel logo di numerose aziende, fra le quali: Fininvest (Mediaset), la società di calcio Inter e l'Alfa Romeo.

Il biscione nell'araldica civica[modifica | modifica wikitesto]

In molti stemmi dei comuni che un tempo fecero parte del territorio del ducato Milanese visconteo/sforzesco è ancora oggi rappresentato il biscione, a testimonianza storica della loro dipendenza dallo stato milanese o per il loro antico legame feudale ad uno dei tanti rami minori della casa dei Visconti. Eccone un elenco:

A seguito delle vicende storico-dinastiche legate alle famiglie Visconti e Sforza, il biscione figura quale parte dello stemma comunale anche di città e comuni dell'Europa centro-orientale:

Baviera: Dachau;

Bielorussia: Pruzany;

Polonia: Dlutow e Sanok.

Storicamente, figurò negli stemmi dei seguenti stati: Ducato di Milano (1395-1797), Regno d’Italia napoleonico (1805-1814) e Regno Lombardo-Veneto (1815-1866).

Il biscione nell'araldica gentilizia[modifica | modifica wikitesto]

Fu in uso nelle armi araldiche di molti sovrani francesi, spagnoli e del Sacro Romano Impero, in quanto anche titolari del Ducato di Milano, tra essi:

Il biscione figura anche nelle grandi armi e in quelle medie dell’Imperatore Ferdinando I d'Austria, nella sua veste di Re del Regno Lombardo-Veneto. Anche re Giovanni II d'Ungheria usò nel suo stemma il biscione, in quanto discendente di Bona Sforza.

Numerose altre famiglie nobili utilizzarono nei loro stemmi il biscione visconteo:

Il biscione fu usato anche nelle bandiere della R. D. Brigata Estense.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'araldica della Regione Lombardia, aprile 2007.

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