Carasso (Bellinzona)

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Carasso
frazione
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Bellinzona
Comune Bellinzona
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°12′10.66″N 9°00′53.82″E / 46.20296°N 9.01495°E46.20296; 9.01495 (Carasso)Coordinate: 46°12′10.66″N 9°00′53.82″E / 46.20296°N 9.01495°E46.20296; 9.01495 (Carasso)
Altitudine 236 m s.l.m.
Abitanti 845 (1900)
Altre informazioni
Cod. postale 6503
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Targa TI
Nome abitanti Carassesi o "Saiotri" (cavallette)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Carasso
Carasso – Mappa

Carasso è un quartiere di Bellinzona situata a ovest del Fiume Ticino.

Fino al 1907 formava comune autonomo, poi è stato inglobato in Bellinzona assieme a Ravecchia e Daro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Andrea risale alla fine del XVI secolo ed è stata successivamente trasformata in stile barocco. L'ultimo restauro avvenne nel 1983 e comprende contributi artistici di Ivo Soldini (altare, ambone, fonte battesimale). Pregevole è l'organo Kuhn, inaugurato nel 1984 dall'organista parigino Gaston Litaize. Per oltre un decennio la chiesa ha ospitato un festival organistico di livello internazionale, con la partecipazione di interpreti quali Jean Guillou, Guy Bovet, Piet Kee, Harald Vogel.

Escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

A Carasso si trova la partenza della funivia Carasso-Monti di Baltico che porta i suoi passeggeri fino alla fermata intermedia dei monti di Marno o fino agli oltre 1000 metri s.l.m. dei Monti di Baltico da dove, in circa 2 ore, si può raggiungere la capanna Albagno. Da questa si possono effettuare interessanti escursioni, quali la Cima dell'Uomo, il Monte Gaggio o la cresta di Morisciolo. La funivia è attualmente inagibile (2015).

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del patriziato e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del quartiere.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 3, 22.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 21, 39.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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