Parabiago

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Parabiago
comune
Parabiago – Stemma Parabiago – Bandiera
Dall'alto in senso orario: Villa Ida Lampugnani-Gajo, torre ornamentale in una corte lombarda, una roggia con il Santuario della Madonna di Dio il Sà sullo sfondo, via San Michele con la Chiesetta omonima.
Dall'alto in senso orario: Villa Ida Lampugnani-Gajo, torre ornamentale in una corte lombarda, una roggia con il Santuario della Madonna di Dio il Sà sullo sfondo, via San Michele con la Chiesetta omonima.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Franco Borghi (PdL-LN) dal 12/04/2010
Territorio
Coordinate 45°33′29.95″N 8°56′51.68″E / 45.558319°N 8.947689°E45.558319; 8.947689 (Parabiago)Coordinate: 45°33′29.95″N 8°56′51.68″E / 45.558319°N 8.947689°E45.558319; 8.947689 (Parabiago)
Altitudine 182 m s.l.m.
Superficie 14,16 km²
Abitanti 29 874[1] (30-11-2012)
Densità 2 109,75 ab./km²
Frazioni Ravello, San Lorenzo, Villapia, Villastanza
Comuni confinanti Arluno, Busto Garolfo, Canegrate, Casorezzo, Cerro Maggiore, Nerviano, San Vittore Olona
Altre informazioni
Cod. postale 20015
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015168
Cod. catastale G324
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti parabiaghesi
Patrono santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo Festa Patronale, il 19 giugno
Fiera di San Michele, l'ultimo lunedì di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parabiago
Posizione del comune di Parabiago all'interno della provincia di Milano
Posizione del comune di Parabiago all'interno della provincia di Milano
Sito istituzionale

Parabiago (Parabiagh In dialetto milanese[2], Parablacum in latino[3]) è un comune italiano di 29.874 abitanti della provincia di Milano, in Lombardia, situato a circa 14 chilometri (in linea d'aria) a nord-ovest dal capoluogo lombardo, sull'asse del Sempione.

Il capoluogo comunale sorge tra il fiume Olona, il canale Villoresi, la Statale del Sempione e la ferrovia Treviglio-Milano-Varese.

È soprannominata La Città della Calzatura, a causa del sorgere di numerose industrie calzaturiere sul suo territorio, e della sua affermazione tra gli anni '70 e '90, assieme a Vigevano, di "principale polo calzaturiero a livelli internazionali nel nord Italia".

Grazie al D.P.R. del 27 novembre 1985 è insignita del titolo di città.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio ha una superficie di 14,17 km2 ed è distribuito su un suolo che ha un'altitudine compresa tra i 164 m ed i 185 m s.l.m.[4], con un'ambientazione tipica dell'alta Val Padana.

Secondo la Classificazione sismica la città è in zona 4 (sismicità molto bassa), come stabilito dall'ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[5].

Vi scorrono il fiume Olona ed il canale Villoresi.

Clima[modifica | modifica sorgente]

I dati provenienti dalla stazione meteorologica di Milano Malpensa indicano, in base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, che la temperatura media giornaliera del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a +0,9 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +22,0 °C. Le precipitazioni medie annue sono superiori ai 1000 mm e presentano un picco primaverile ed autunnale, con un minimo relativo invernale[6][7][8][9].

MILANO MALPENSA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 8,6 13,1 17,0 21,3 25,5 28,6 27,6 24,0 18,2 11,2 6,9 7,2 17,1 27,2 17,8 17,3
T. min. mediaC) -4,4 -2,5 0,4 4,3 9,0 12,6 15,3 14,8 11,5 6,4 0,7 -3,6 -3,5 4,6 14,2 6,2 5,4
Precipitazioni (mm) 67,5 77,1 99,7 106,3 132,0 93,3 66,8 97,5 73,2 107,4 106,3 54,6 199,2 338,0 257,6 286,9 1 081,7
Giorni di pioggia 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa media (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Vento (direzione-m/s) N
3,3
N
3,3
N
3,4
N
3,5
N
3,3
N
3,2
N
3,1
N
3,0
N
3,1
N
3,1
N
3,4
N
3,3
3,3 3,4 3,1 3,2 3,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Parabiago, Tregua di Parabiago e Battaglia di Parabiago.
La Patera, principale reperto archeologico della cittadina.
Luchino Visconti(1287-1349) "eroe" della Battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339).
Portone interno dell'ex Monastero di S.Ambrogio della Vittoria.
Stemmi dei Lampugnani (a sinistra) e dei Gajo (a destra), particolare della cappella ai caduti nel cimitero.
Scorcio di villa Gajo, dimora parabiaghese dell'industriale Felice Gajo.

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

L'etimologia è probabilmente da attribuirsi all'era preistorica o protostorica, infatti pare derivi da una parola composita, Para-blacum, Para-blacus o Para-llacus, con il significato di "vicino a terreni ammollati (o paludi)" e farebbe pensare al sorgere di alcune palafitte in prossimità dell'Olona.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Parabiago ha origini antichissime: dal primo insediamento palafitticolo della Cultura di Canegrate (XIII secolo a.C.), si è passati ad un modesto villaggio insubre (IV secolo a.C.), fino ad un abitato più sviluppato sotto la dominazione dell'Impero Romano (I secolo a.C. - V secolo d.C.), del quale sono giunti ai giorni nostri alcuni reperti archeologici, di cui il più importante è senza dubbio la Patera di Parabiago (IV secolo).

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Tra i secoli VI, VII Parabiago è capoluogo di un contado autonomo denominato Comitatus Parabiagi, probabilmente corrispondente alla Burgaria, retto da Conti di un ramo dei Sambonifacio; durante questo periodo la Regina longobarda Teodolinda concede il permesso di aprire un piccolo corso d'acqua artificiale detto Riale o Röngia, che attingeva le acque dal fiume Olona

Nel periodo compreso tra il XIII ed il XIV secolo i Crivelli de Parabiaco, discendenti dai Sambonifacio, reggono la Contea di Parabiago e la Contea di Burgaria; il borgo è già capopieve, elencato nel Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani dallo storico Goffredo da Bussero.

Durante i secoli successivi Parabiago ha una lenta decadenza, difatti subisce ben due saccheggi, nel 1449 ad opera di Francesco Sforza e nel 1527 per mano borbonica, oltre a due epidemie (nel 1529 e nel 1540).

Tregua di Parabiago[modifica | modifica sorgente]

Le ambizioni politiche dell'Arcivescovo Leone da Perego, e la sua volontà di escludere il popolo dal governo del Comune di Milano, portarono all'insurrezione del Commune populi nel luglio 1257, guidata da Martino della Torre, ed alla successiva cacciata del ceto nobiliare dalla città. Le tensioni giunsero al culmine nell'agosto dello stesso anno, quando tra il Seprio e la Burgaria, si mossero gli eserciti delle due fazioni. La guerra civile venne scongiurata in data 29 agosto, con la firma della Tregua di Parabiago avvenuta sul sagrato della chiesa dei Santi Gervasio e Protasio.

Battaglia di Parabiago[modifica | modifica sorgente]

Con la morte di Galeazzo I Visconti (1327), il figlio unico Azzone, gli succedette con il titolo di Vicario Imperiale di Milano, comprato dall'Imperatore Ludovico il Bavaro. Nel 1332, gli si associarono gli zii Luchino e Giovanni Arcivescovo "ambrosiano", formando così una sorta di triumvirato. L'esclusione dal governo dell'altro zio Lodrisio, Signore del Seprio, scatenò da parte di quest'ultimo un desiderio di rivalsa che, dopo una serie di inutili congiure, si allea con Mastino II della Scala, Signore di Verona ed acerrimo nemico di Azzone. La controversia giunse al culmine con lo scontro armato nella Battaglia di Parabiago (21 febbraio 1339), la quale si concluse con la vittoria dei milanesi, agevolati da un'apparizione miracolosa di Sant'Ambrogio.

Epoca Moderna[modifica | modifica sorgente]

Il periodo compreso tra il '500 ed il '600, risulta essere tempo di decadenza per la cittadina lombarda: nel 1582 San Carlo Borromeo toglie il ruolo di capopieve di Parabiago alla chiesa cittadina, declassandola in Parrocchia all'interno della Pieve di San Magno Legnano; nel 1625 Villastanza diventa Parrocchia indipendente, distaccandosi dal suo capoluogo. Dal punto di vista amministrativo, tuttavia, la Pieve di Parabiago fu mantenuta.

Sul finire del XVII secolo si registrano due eventi modestamente rilevanti: in data 26 settembre 1658, il Marchese Camillo Castelli acquista per se e per la sua discendenza il Feudo di Parabiago; mentre nel 1668 un gruppo di Monaci Cistercensi si insedia presso il Monastero di S. Ambrogio della Vittoria.

Il '700 fu nuova epoca di splendore per Parabiago sotto il governo austriaco.

Nel marzo dell'anno 1700 Don Claudio Cavalleri e suo fratello Filippo fondano il Collegio Cavalleri, rinomata scuola rivolta ai figli delle famiglie nobili milanesi.

Il medico parabiaghese Giuseppe Giannini opera sul campo e scrive saggi di medicina.

Comincia l'opera artistica di Giuseppe Maggiolini, ricordato come Maestro d'Intarsio; le sue conoscenze in campo artistico, portano nel suo paese natio l'architetto Giuseppe Piermarini, incaricato di disegnare la facciata della Chiesa dei S.S. Gervasio e Protasio.

Nel 1798, a causa della Rivoluzione francese, la Pieve civile viene soppressa e la città sottoposta al distretto di Legnano, mentre l'Ordine cistercense viene soppresso e quindi il Monastero di S. Ambrogio della Vittoria chiude.

Tra l'Ottocento ed il 1945[modifica | modifica sorgente]

Nel 1845 viene restaurata la Pieve di Parabiago.

Tra il 1850 ed il 1900, l'agricoltura diventa attività d'appoggio all'industria tessile e cotoniera, difatti le coltivazioni di cereali e viti, vengono definitivamente sostituite dal gelso e dall'allevamento dei bachi da seta.

Si risentono anche a Parabiago gli effetti della Rivoluzione industriale: si inaugurano la linea ferroviaria Milano-Gallarate (1860) ed il Canale Villoresi (1884); nel 1899 Paolo Castelnuovo fonda la prima fabbrica di scarpe, Parabiago è destinata a diventare la Città della calzatura; nel 1900 Felice Gajo acquista il Cotonificio Gadda, sul quale fonda la futura Unione Manifatture di Parabiago, assorbendo anche il Cotonificio Muggiani di Rho.

Nel 1907 nella villa di Felice Gajo viene rinvenuta la Patera di Parabiago, splendido piatto d'argento risalente alla seconda metà del IV secolo.

Nel periodo tra le due guerre la cittadina comincia a conoscere i primi cambiamenti del XX secolo: nell'anno 1923 un parabiaghese di nome Libero Ferrario, vince a Zurigo i primi Campionati del mondo di ciclismo su strada per la categoria Dilettanti; nel 1928 viene definitivamente interrato l'antico Riale, di origini longobarde, che per più di 1200 anni ha portato l'acqua potabile del fiume Olona nel centro del paese; infine durante gli anni trenta scompaiono la bachicoltura e la coltivazione del gelso, ritenute ormai obsolete.

In data 2 dicembre 1940 il Decreto Reale numero 1858 autorizza il Comune di Parabiago a mutare la denominazione della frazione Tiracoda in Villapia.

Dal secondo dopoguerra ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Negli anni sessanta anche per la cittadina, come per il resto d'Italia, si ebbe il boom economico e demografico. L'industrializzazione aveva preso definitivamente piede, i piccoli calzaturieri artigianali si tramutarono in industrie, anche di medie e grandi proporzioni, sorsero grandi stabilimenti metalmeccanici e chimici e, con l'immigrazione dal Mezzogiorno, Parabiago cresceva di popolazione.

Il D.P.R. del 27 novembre 1985 porta al 26 ottobre del 1986, quando l'allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi giunge in visita con lo scopo di celebrare la cerimonia di "promozione" del comune e, con la simbolica consegna della pergamena al sindaco Renzo Fontana, sancisce la nomina di Parabiago a Città.

È anche il periodo in cui lo sport parabiaghese per eccellenza, il ciclismo, raggiunge il suo apice: nel 1972 il 55º Giro d'Italia, grazie agli sponsor Rancilio e Termozeta, arriva in paese, la 15ª tappa con arrivo e partenza da Parabiago e dopo un turno di riposo, avviene la successiva partenza della 16ª tappa; nel 1982 Giuseppe Saronni è il secondo parabiaghese Campione del mondo, questa volta per la categoria professionisti.

Negli anni novanta, Mani pulite colpisce anche la politica della cittadina, vengono arrestati alcuni degli esponenti dei governi municipali precedenti; nel frattempo circa il 70% della produzione industriale locale è rivolto nel campo calzaturiero, Parabiago è conosciuta in Italia e all'estero come la Città della calzatura.

Nell'anno 2000 all'interno del territorio comunale, viene avvistato per la prima volta in Italia ed in Europa un coleottero chiamato Anoplophora chinensis malasiaca (o comunemente Cerambice dalle lunghe antenne), originario dell'Estremo Oriente, introdotto per errore dal Giappone, che nel giro di qualche mese, ha provocato un grave disastro ecologico per la Regione Lombardia.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Stemma cittadino odierno
Gonfalone comunale

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Nel Codice Araldico Cremosano (XV secolo) lo scudo di Parabiago viene descritto come segue: "d'argento all'albero di verde nodrito nella pianura erbosa e al gallo al naturale passante sulla stessa" in questa descrizione l'albero non è ben chiaro a quale specie appartenga. Uno scudo simile, ove però il gallo è nero bargigliato con una "P" nel cantone destro del capo ed una "A" sul cantone sinistro del capo, è illustrato nello stemmario della Biblioteca Trivulziana di Milano ed è attribuito alla famiglia dei de Parabiago (probabilmente i Crivelli) feudataria del luogo, qui invece l'albero è più precisamente una quercia.

Gallo[modifica | modifica sorgente]

In araldica il gallo è simbolo di vigilanza, ordine, vittoria, e stando alla posizione strategica del borgo in antichità, ovvero sul Sempione a pochi chilometri da Milano, la vigilanza calzerebbe, come pure la vittoria (dei milanesi) se si rammenda la Battaglia di Parabiago svoltasi nel 1339.

Il gallo però potrebbe anche avere una diversa interpretazione, se si prende in considerazione l'origine celtica (insubri) del borgo.

Curioso infine è il ritrovamento nel territorio comunale, datato 1712 e ricordato negli annali, di una statuetta bronzea, probabilmente di età imperiale romana, raffigurante un soldato con il capo ricoperto da un elmo, che con una mano sostiene il proprio mantello, mentre l'altra si appoggia su di un gallo.

Elementi vegetali[modifica | modifica sorgente]

La simbologia araldica della pianura erbosa indica sicuramente la fertilità.

Per quanto riguarda l'albero, secondo il Codice Cremosano a causa dell'incertezza, non è possibile fornire una spiegazione valida del suo significato, mentre se è proprio una quercia, come illustrata nella Biblioteca Trivulziana, allora significherebbe forza, potenza, nobiltà, antico dominio, e farebbe ricondurre al ruolo di Parabiago nel Contado di Burgaria.

Bandiera[modifica | modifica sorgente]

In data 16 ottobre 2006, durante una delibera del Consiglio del Comune di Parabiago, il sindaco ha annunciato l'adozione di una bandiera per la cittadina, risultante da un'elaborazione vincitrice, tra un totale di 98, di un concorso di disegno indetto per le scuole elementari. Essa è un rettangolo "tagliato": nella metà in alto a sinistra sono rappresentati quattro rettangolini azzurri in campo giallo, che si sovrappongono negli angoli in direzione diagonale, e rappresentano le frazioni; nella metà in basso a destra vi è lo scudo dei de Parabiago (come descritto sopra) in campo azzurro, a rappresentare il capoluogo.

Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Il 21 febbraio si celebra l'Anniversario della Battaglia di Parabiago;

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Luoghi di culto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pieve di Parabiago.
Chiesa Prepositurale dei S.S. Gervasio e Protasio, con facciata del Piermarini.

All'interno del Comune di Parabiago (frazioni comprese), attualmente esistono dieci chiese consacrate al culto, di cui una prepositurale (S.S. Gervasio e Protasio) e tre parrocchiali (S.S. Lorenzo e Sebastiano, Gesù Crocifisso e S.ta Elisabetta).

In passato la cittadina fu capopieve, come testimonia già nel 1220 Goffredo da Bussero (Liber Notitiæ Sanctorum Mediolani), e comprendeva anche Arluno, Canegrate, Cantalupo (frazione di Cerro Maggiore), Casorezzo, Cerro Maggiore, San Vittore ed Uboldo, e dal 1845 San Giorgio su Legnano; lo stesso cronista indica una lista delle chiese e degli altari presenti nella pieve, e nel territorio comunale cita come luoghi di culto S.S. Gervasio e Protasio, S. Siro (scomparsa), S. Vincenzo (scomparsa), S. Martino (scomparsa), S.ta Maria (attuale Madonna della Neve a Ravello), S. Lorenzo, S. Michele.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa Prepositurale intitolata ai Santi Gervasio e Protasio, patroni parabiaghesi: probabilmente già esistente nel V secolo, l'attuale edificio venne costruito nel 1610 su ordine del Vescovo di Milano San Carlo Borromeo, che nel 1570 visitò il borgo di Parabiago; arricchita tra il 1780 e il 1781, da una facciata in stile neoclassico progettata dall'illustre architetto Giuseppe Piermarini, conserva tutt'oggi uno splendido organo. Il campanile della parrocchiale ha 6 campane in LA2 angelo bianchi.

La Chiesa di Sant'Ambrogio della Vittoria, costruita nel 1339 in onore al Santo Patrono milanese per ricordare il suo intervento miracoloso nella Battaglia di Parabiago; durante il Seicento venne costruito al suo fianco un piccolo Convento dai Monaci di San Barnaba e Sant'Ambrogio ad Nemus ed infine tra il 1708 ed il 1713, i monaci cistercensi diedero vita ad un grandioso progetto di ricostruzione di Chiesa e Monastero, che è quello degli edifici tuttora esistenti; attualmente il campanile è privo di campane, secondo una diceria popolare sarebbero stati i soldati napoleonici, o addirittura Napoleone stesso, a portarle via durante la Campagna d'Italia, ma in realtà vennero donate al Santuario di Saronno nel 1798 alla soppressione dell'Ordine Cistercense. L'intero complesso è stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1913.

Il Santuario della Madonna di Dio il Sà, sul confine con Nerviano, risalente alla fine del Quattrocento, attribuita a Donato Bramante e dichiarata Monumento Nazionale il 4 giugno 1914, con l'annesso piccolo lazzaretto o cimitero; è particolare perché è sita all'interno del Comune di Parabiago, ma dipende dalla Parrocchia di Nerviano. Nel gennaio del 2007, si sono svolti i lavori per il restauro dell'edificio e la sostituzione della copertura, quest'ultima era precedentemente in situazione di pericolo crollo.

La Chiesetta di San Michele, dedicata all'Arcangelo "guerriero" e costruita probabilmente nella prima metà del Seicento.

Il Santuario di San Felice, molto probabilmente dedicato a San Felice martire, perché sulla facciata il Santo è rappresentato in abiti militari d'epoca romana, venne costruito nel 1940 con una mastodontica cupola quadrata, che crollò il 20 gennaio 1950, venne poi ricostruita in dimensioni più contenute.

Prima Bottega del Maggiolini
Villa Maggi-Corvini

A San Lorenzo, la Parrocchia dei Santi Lorenzo e Sebastiano, del 1929.

In frazione Ravello, la Chiesa della Madonna della Neve costruita nel Settecento su un edificio già esistente nel Trecento, la facciata fu eseguita su probabile disegno di Giuseppe Maggiolini. Festa patronale il 5 agosto.

Nel quartiere Oltre-ferrovia, la Parrocchia di Ravello intitolata al Gesù Crocifisso, di costruzione moderna e sede delle attività amministrative ecclesiastiche della frazione.

Nel quartiere Calara, è in progetto la costruzione di una nuova chiesa nell'abitato oltre il viale Lombardia, verso il confine con Casorezzo, che dipenderà dalla Parrocchia dei Santi Gervaso e Protaso.

A Villastanza, la Parrocchia di Santa Elisabetta o della Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, edificata a partire dal 1620 su decreto del Card. Federico Borromeo.

In frazione Villapia, la chiesetta di Sant'Anna, del 1938 e proprio grazie alla collaborazione popolana della sua edificazione, che nel 1940 la frazione assunse il nome attuale a sostituire l'antico Tiracoda.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Il Collegio Cavalleri per i nobili, ebbe sede nella piazza centrale cittadina (attuale Piazza Maggiolini), in un edificio settecentesco, che attualmente versa in condizioni pessime, e fu arricchito nel corso dei decenni da un salone teatro interno e da una torre astronomica tutt'oggi visibile; fu fondato nel marzo del 1700 dai fratelli Don Carlo Filippo e Don Claudio Cavalleri, rimase attivo fino al 1857.

La Prima e la Seconda Bottega dell'intarsiatore Giuseppe Maggiolini, situate anch'esse in piazza ma ai lati opposti l'una dall'altra, entrambi edifici del Settecento.

Palazzi e Ville[modifica | modifica sorgente]

Villa Maggi-Corvini o più semplicemente Villa Corvini (Víla Cùrvïn) con annesso parco, splendido edificio tardo-rinascimentale costruito nel Cinquecento, abbandonata dall'inizio del Novecento e finalmente ristrutturata negli anni novanta, oggi è sede di mostre temporanee e di un centro servizi.

Palazzo Castelli o popolarmente chiamato "la Torre" (la Tür), iniziato sul finire del Settecento e mai portato a termine a causa dell'estinzione della famiglia Castelli.

Ancora nel capoluogo comunale, le novecentesche, entrambe in stile vagamente Liberty, Villa Gajo (1907), dimora del Senatore Felice Gajo, industriale e uomo politico, all'inizio del Novecento fu sindaco di Parabiago, e Villa Castelnuovo (1922), costruita dall'industriale Paolo Castelnuovo.

In Villastanza vanno menzionati il Palazzo Mantegazza, edificato nel 1840 da un ricco signore di nome Francesco Mantegazza e dalla morte di costui, avvenuta nel 1872, di proprietà dell'Ospedale Fatebenesorelle di Milano, e l'antica Villa Gagliardi ove pare nacque Carlo Cattaneo, durante un soggiorno estivo dei genitori.

Mulini e Cascine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mulini ad acqua sul fiume Olona.

Da annoverare lungo il fiume Olona alcuni mulini, testimonianza delle attività agricole del passato, che assieme ai mulini più celebri di Canegrate e San Vittore Olona danno il nome al Parco dei mulini; da nord a sud: Mulino Rancilio o Mulino del Miglio, con la Fornace Rancilio nelle vicinanze; l'isolino sull'Olona con ruderi del Mulino Corvini e resti dell'imboccatura del Riale o Röngia; il Mulino Bongini, il Mulino Moroni già Mulino Gajo e il Mulino Bert nelle vicinanze di San Lorenzo

Importante ricordare anche le cascine presenti nel Parco del Roccolo: a Ravello, è famosa la Cascina Ravellino, attualmente sita tra il centro della frazione e i bordi del Parco del Roccolo, ma un tempo si trovava in aperta campagna e tra i suoi poderi agricoli, aveva un esteso vigneto ove si coltivava una qualità autoctona di uva per la produzione di un particolare vino locale, oggi estinta; ai bordi del Bosco della Brughierezza (al confine con Busto Garolfo) le cascine Raimondi, Santa Maria, Bocca Rosa, San Giacomo e Zanaboni; in fondo al quartiere Calara, verso il confine con Casorezzo, si trova la Cascina Rancilio; infine presso Villapia, al confine con Arluno, la Cascina Frisasca.

Luoghi naturali[modifica | modifica sorgente]

Sul fiume Olona, all'interno del territorio comunale, si possono distinguere alcuni isolini, come l'isolino con i ruderi del Mulino Corvini situato vicino alla rotonda tra via Resegone e via Filarete, che per mezzo di due ponticelli è attraversabile pedonalmente, nei suoi pressi esiste ancora il Mulino del Miglio e recentemente è stato dissotterrato il tratto iniziale del Riale (detto anche Röngia).

Aree protette[modifica | modifica sorgente]

Cascina Frisasca, nel Parco del Roccolo, al confine con Arluno

I boschi ed i prati nei pressi delle frazioni di Ravello, Villastanza e Villapia, fanno parte del Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo. Istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano (dal 1997), riconosciuto tale nel 1994 dalla Regione Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina). Attualmente è in progetto una sua estensione fino al Bosco WWF di Vanzago.

Attualmente in via di istituzione, è il nuovo Parco Agricolo Sovracomunale dei Mulini, che dal Parco Castello di Legnano scenderebbe lungo le rive del fiume Olona attraversando i Comuni di Canegrate, San Vittore Olona e Parabiago, fino al Monastero degli Olivetani di Nerviano; il parco sarà punto di slancio per il recupero e la salvaguardia delle acque del fiume.

Altro progetto interessante è rappresentato dal Parco Villoresi, una cintura di verde pubblico che attraverserebbe le province di Milano e di Monza-Brianza, lungo le rive del Canale Villoresi; per ora è in fase di realizzazione soltanto la Pista Ciclabile Villoresi, destinata a diventare la "spina dorsale" della futura area verde.

Giardini pubblici[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Parabiago è dotato anche di alcuni parchi pubblici:

  • Parco Corvini, facente parte del complesso di Villa Maggi-Corvini
  • Parco Crivelli, tra le vie Sant'Antonio, San Francesco e Crivelli, dove un tempo sorgeva la dimora della famiglia nobile
  • Giardini Pubblici di via Corridoni a San Lorenzo
  • Giardini Pubblici di via Ovidio, nei pressi del Santuario della Madonna di Dio il Sà
  • Giardini Pubblici di via Monsignor Pogliani, all'angolo con via Principe Amedeo
  • Giardini Pubblici di via Masciardi all'angolo con via Piemonte a Ravello
  • Giardini Pubblici di piazza Goldoni che si estendono fino a via Olona a Villastanza

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Provenienza della popolazione straniera residente
prime dieci posizioni per numero di individui
(dati ISTAT al 31 dicembre 2010[11])
Marocco Marocco 264
Romania Romania 221
Albania Albania 168
Ucraina Ucraina 131
Ecuador Ecuador 123
Cina Cina 121
Perù Perù 106
Bulgaria Bulgaria 68
Brasile Brasile 57
Tunisia Tunisia 53

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Parabiago con regolare permesso di soggiorno assommavano a 1837, cioè intorno al 7% della popolazione[12]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Nel comune è diffuso il dialetto lombardo occidentale, detto anche dialetto insubre, nelle varianti parabiaghese, sanlorenzino, ravellese e villastanzese, parlate situate linguisticamente tra il legnanese ed il meneghino.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La maggioranza della popolazione è cristiana cattolica. L’immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all’insediamento di minoranze di musulmani, ortodossi e buddisti.

Nel Comune sono presenti 4 parrocchie cattoliche[13] appartenente all'Arcidiocesi di Milano, Zona Pastorale IV di Rho, Decanato del Villoresi. La sede parrocchiale più antica è quella dei Santi Gervasio e Protasio, nonché fino al 1972 sede della Pieve di Parabiago.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

A Parabiago l'istruzione ha avuto importanza fin dal XVIII secolo, periodo in cui era attivo il Collegio Cavalleri per Nobili, al quale e famiglie nobili milanesi "mandavano" i loro figli in età adolescenziale. L'edificio è ancora presente (in condizioni di avanzato degrado) nel centro cittadino, in Piazza Maggiolini, distinguibile dalla Torre astronomica.

Attualmente, riguardo all'istruzione infantile, primaria e secondaria, la cittadina dispone di 1 asilo nido comunale, 1 scuola materna statale e 4 scuole materne paritarie, 4 scuole elementari statali e 1 scuola elementare paritaria, 3 scuole medie statali e una scuola media paritaria. Mentre per l'istruzione di tipo superiore, viene riportato l'elenco qui sotto. Non vi sono sedi universitarie.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo storico culturale "Carla Musazzi" in centro
  • Museo del Bonsai "Crespi" in frazione San Lorenzo sul Sempione
Ecomuseo del Paesaggio[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ecomuseo del Paesaggio di Parabiago.

Il progetto Ecomuseo del Paesaggio ha avuto inizio nel 2007 grazie ai contributi della Unione Europea. L'ecomuseo è un’istituzione che si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita, delineando linee coerenti per lo sviluppo futuro. La sua titolarità è stata assunta dal Comune di Parabiago tramite l’ufficio Agenda 21 Parabiago. Al gruppo promotore hanno aderito, insieme al Comune (assessorati alle politiche ambientali, urbanistica ed istruzione) diverse associazioni di volontariato e scuole. È stato attivato un Forum di discussione e partecipazione, composto da Comune, associazioni, operatori, esperti e cittadini che hanno progettato la mappa della comunità e il piano di Azione dell’Ecomuseo.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il coro polifonico Ensemble vocale Calycanthus

A Parabiago nacque Felice Musazzi anima e fondatore della nota compagnia de "I Legnanesi" (nato tra l'altro in fraz. San Lorenzo), divenuta celebre grazie alle numerose commedie di successo recitate in dialetto locale.

Nata invece nella frazione Villastanza l'attrice Franca Rame, moglie del Premio Nobel Dario Fo. La Rame è figlia di commedianti di giro che sostavano con la compagnia in Parabiago proprio nel periodo in cui nacque.

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

In città sono presenti numerosi abitanti provenienti dalla Sardegna tanto che è stato da loro fondato un Circolo Socio Culturale Sardo il quale ogni anno organizza una "festa popolare" nel secondo fine settimana di giugno presso il Centro Sportivo Rino Venegoni tra il quartiere Calara e la frazione Ravello con la possibilità di gustare specialità gastronomiche isolane.

Musica[modifica | modifica sorgente]

In città ha sede anche il prestigioso coro polifonico Ensemble vocale Calycanthus diretto dal compositore Pietro Ferrario.

Parabiago è anche un fervido laboratorio musicale del genere Punk rock. Grazie infatti all'importanza dei due istituti statali d'istruzione superiore, ovvero il Liceo Cavalleri e l'I.T.C.G. Maggiolini, i giovani parabiaghesi possono confrontarsi con ragazzi di varie cittadine e paesi dell'Alto Milanese e scambiare così interessi ed opinioni. Grazie a ciò, nacquero negli anni novanta due Punk Band tra le più famose d'Italia: i Punkreas ed i Gasnervino.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Come in gran parte del milanese, anche a Parabiago il piatto tipico principale della cucina locale è la cassoeula, che nella variante indigena della lingua insubre si dice casoeura o casöra (pron. kasœra per entrambi i casi), consumata in feste popolari come la Sagra di San Michele.

Per "dolce tipico" parabiaghese, si può citare la rosümáda parabiaghësa (pron. rosœumáda parabiaghœsa), una sorta di bevanda a base di uova sbattute, zucchero e rhum o grappa (mentre nel resto della Lombardia il vino rosso); nella versione "soft" per i più piccoli è senza alcool, molto nutriente e ricca di calorie, da consumarsi in periodi invernali.

Persone legate a Parabiago[modifica | modifica sorgente]

Particolare di una corte lombarda nel "rione San Michele"
"Madonna dal prà", cappelletta votiva in "Costa Canegrate"
Statale del Sempione, torretta ornamentale sulla Costa di San Lorenzo, al confine con Nerviano.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • 31 maggio - Festa Parrocchiale di Villastanza;
  • 19 giugno - Festa Patronale dei Santi Gervasio e Protasio;
  • seconda di luglio - Festa Madonna della Neve a Ravello;
  • inizi di settembre - Festa Parrocchiale di Ravello e Festa Parrocchiale di San Lorenzo;
  • ultimo lunedì di settembre - Sagra di San Michele con fiera popolare (Fiéra de Sän Michël), durante la quale i bar e i ristoranti cittadini organizzano "mangiate" di casoeura o casöra (pron. kasœra in entrambi i casi), tipico piatto popolare milanese.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione storica[modifica | modifica sorgente]

Centro storico[modifica | modifica sorgente]

In centro si distiguono quattro antichi rioni che prendono il nome dalle vie principali: Sant'Antonio, tra Piazza Maggiolini e la stazione; San Michele, verso Piazza Mercato; Santa Maria, lungo la via omonima che collega con Nerviano; Sant'Ambrogio, sulla strada che conduce alla frazione San Lorenzo; ai quali si è aggiunto in secoli più recenti un quinto denominato Sant'Anna, lungo la via IV novembre e la ferrovia.

Quartieri periferici[modifica | modifica sorgente]

La periferia è idealmente divisa in quattro quartieri, prettamente residenziali: Calara dopo la ferrovia, oltre il cimitero e sulla strada per Casorezzo; Oltrestazione, talvolta confusa con Ravello, a causa della continuità urbanistica con la frazione; Madonna di Dio il sá, verso il confine nervianese; Costa Canegrate, nei pressi del confine con il comune omonimo.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ravello (Parabiago), San Lorenzo (Parabiago), Villapia e Villastanza.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Parabiago è una cittadina prevalentemente industriale, ma in passato fu un attivo borgo agricolo, si coltivavano cereali, vite, gelsi e bachi da seta; settore che era a rischio e che oggi si tenta di preservare con l'istituzione dei due Parchi Agricoli Sovracomunali del Roccolo e dei Mulini (o Media Valle Olona).

Risulta abbastanza attivo il terziario, oltre all'attività estrattiva nelle cave della frazione San Lorenzo.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Settore principale dell'economia comunale, nonché artefice del popolamento negli scorsi decenni, è senza ombra di dubbio l'Industria.

Campo maggiormente rilevante è il calzaturiero, tanto importante da darle l'appellativo di Città della calzatura; ebbe inizio nel 1899 con l'istituzione della prima fabbrica per la produzione di scarpe da donna, ad opera di Paolo Castelnuovo e soci: da allora in paese si sviluppò una sorta di Artigianato, spesso e volentieri "casalingo", che dette in tempi più recenti linfa vitale per l'Artigianato Industriale locale, portando Parabiago ai primi posti in Italia, in concorrenza con Vigevano, e nel mondo. Negli anni '90 le aziende operanti in questo settore erano il 70% circa, attualmente però il panorama artigianale specifico sente un periodo di crisi, è infatti messo in ginocchio dalla concorrenza estera (soprattutto cinese); resiste ancora il "fiore all'occhiello" della cazatura parabiaghese, la Fratelli Rossetti, specializzata in scarpe di lusso e conosciuta in tutto il mondo.

Il tessile è ancora presente sul territorio con la ReDe, specializzata nella produzione di calze. Questo settore ebbe inizio con Felice Gajo e la sua Unione Manifatture di Parabiago all'inizio del novecento fu attiva anche in altri comuni del milanese.

Da menzionare il passato glorioso di due fabbriche di elettrodomestici: la Termozeta di San Lorenzo e la Rancilio macchine per caffè di Villapia, un tempo all'avanguardia nei rispettivi campi, ed entrambe sponsor del Giro d'Italia negli anni settanta e ottanta. Delle due, soltanto la seconda ha ancora sede in loco.

Per l'industria chimica, va ricordata la multinazionale Icap-Sira di San Lorenzo, la quale ha come prodotti principali collanti, coloranti e polimeri.

La stazione ferroviaria
Il Municipio in Piazza Vittoria

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

La frazione San Lorenzo è praticamente tagliata in due dalla Strada Statale 33 Italia.svg Strada statale 33 del Sempione.

I caselli autostradali più prossimi alla cittadina sono:

La cittadina è inoltre collegata con i comuni limitrofi e con Milano tramite una rete locale di autobus di linea.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Parabiago.

La stazione di Parabiago è situata sulla relazione ferroviaria Rho-Gallarate della Domodossola-Milano. È fermata della Linea S5 Varese-Milano-Treviglio del Servizio ferroviario suburbano di Milano.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Parabiago#Elenco dei Sindaci di Parabiago.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Dal 1993 al 1995 Alessandra Padoan Lega Nord Sindaco [15]
Dal 1995 al 1995 ... ... Comm. pref. [16]
Dal1995 al 2000 Marica Mereghetti Lista Civica Per Parabiago (centrosinistra) Sindaco
Dal 2000 al 2010 Olindo Bruno Garavaglia Lista Civica Gente di Parabiago (centrodestra) Sindaco [17]
Dal 2010 in carica Franco Borghi Il Popolo della Libertà Sindaco [17]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Gemmellaggi AVIS[modifica | modifica sorgente]

La sezione AVIS locale a cavallo tra gli anni sessanta e settanta strinse i gemellaggi con la sezioni delle rispettive associazioni di donatori del sangue di[19]:

Istituzioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi U.S. Rugby Parabiago e Associazione Calcio Parabiago.
Ingresso dello Stadio in cui gioca il Parabiago.

Importante è la gloriosa squadra di rugby U.S. Parabiago attualmente militante in serie B, ma in passato anche in serie A; in città si sono anche svolte delle partite casalinghe della Nazionale Italiana Under 16 valevoli per il Torneo Sei Nazioni; nel 2007 si è svolta per la prima volta in Parabiago una partita in casa della Nazionale Italiana Under 21 per il "Sei Nazioni", al campo Rino Venegoni.

Non dimentichiamo per la pallavolo la squadra maschile che recentemente ha partecipato al campionato di serie B e C1.

Nel calcio l'A.C. Parabiago chiamato affettuosamente dagli anziani Piccolo Torino per le maglie color granata e per i successi passati nel campionato di Serie C.

Per quanto riguarda l'atletica leggera, gli atleti di Parabiago gareggiano per la Pro Sesto, società fondata nel 1957 diramata in provincia di Milano e che ha accolto nella sua rosa podi italiani, atleti azzurri e partecipazioni alla serie Oro dei Campionati italiani di società di atletica leggera.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

A Parabiago il ciclismo ha da sempre fatto "la parte del leone" degli sport locali.

Due i campioni parabiaghesi che sono entrati negli annali delle competizioni: Libero Ferrario, primo Campione del Mondo di ciclismo per dilettanti, a Zurigo nel 1924, in suo ricordo si svolge ogni anno per le vie della città una gara Memorial ed il traguardo volante della Coppa Bernocchi proprio di fronte allo Stadio Comunale a lui intitolato; più recente è Giuseppe Saronni, che vinse a Goodwood (Regno Unito) il Mondiale su strada (oltre ad altre competizioni internazionali), residente ancora oggi in città.

Varie associazioni e squadre ciclistiche, hanno sede nel territorio comunale, a sottolineare il fatto che lo sport è molto in voga nella cittadina e nelle sue frazioni.

Giro d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972, durante il 55º Giro d'Italia, si registra la 15ª tappa, con arrivo e partenza da Parabiago, un turno di riposo in città e la successiva partenza della 16ª tappa con arrivo a Livigno.

Anno Tappa Partenza Arrivo km Vincitore di tappa Maglia rosa
1972 15ª Parabiago Parabiago 168 Belgio Roger De Vlaeminck Belgio Eddy Merckx
1972 16ª Parabiago Livigno 256 Belgio Eddy Merckx Belgio Eddy Merckx

Mondiali di Handbike[modifica | modifica sorgente]

Nei giorni 15, 16 e 17 giugno 2007, si sono svolti a Parabiago, i Primi Campionati Mondiali di Handbike, ovvero le biciclette a tre ruote dove gli atleti, disabili fisici, spingono con la forza delle braccia i pedali. La cittadina risultò vincente, in quel di Londra, in data 4 settembre 2006, durante la votazione finale della Commissione della Federazione Mondiale di Handcycling, la WHF (World Hancycling Federation), battendo le altre due città candidate: Bruxelles (Belgio) e Perth (Australia).

L’importante evento sportivo, che ha portato nella cittadina circa 200 atleti disabili di ben 20 nazioni, è stato organizzato dal Gruppo Sportivo Rancilio, e per i tre giorni di durata delle gare, le vie del centro cittadino gli hanno fatto da scenario, con il "baricentro" stabilito in Piazza Mercato, ove furono posizionati arrivi e partenze, oltre ad un piccolo villaggio allestito da strutture tecniche, aree espositive e di ristoro; padrino di eccezione per la prima giornata di gare, fu l'allora c.t. della nazionale Roberto Donadoni. La manifestazione è stata anche punto culminante di una serie di avvenimenti e spettacoli programmati per i giorni precedenti il Mondiale, tra i quali è da ricordare il concerto dei Dik Dik, svoltosi nel parco di Villa Corvini.

Attrezzature sportive[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Edifici storici[modifica | modifica sorgente]

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Parabiago viene citata assieme ad altre cittadine lombarde, in una poesia dialettale di Carlo Porta intitolata Brindes de Meneghin a l'ostaria per l'entrada in Milan de Sova S. C. Maistaa I. R. A. Franzesch Primm in compagnia de Sova miee l'Imperatriz Maria Luvisa (trad. Brindisi di Meneghino all'osteria per l'entrata in Milano di Sua Maestà Francesco I in compagnia di sua moglie l'Imperatrice Maria Luisa) al verso numero 250[22], trascritta nell'opera Poesie (1815).

(DIALETTO MILANESE)
« ...
Quij mostôs - nett e s'cett e salaa
...
De Bust piccol, Buscaa, Parabiagh,
...
E olter milla milion - de vin bon,
che, s'el riva a saggiaj el PATRON,
nol né bev mai pù on gott forestee;
... »
(IT)
« ...
Quei mosti - puliti e schietti e salati
...
Di Busto Garolfo, Buscate e Parabiago,
...
E altri mille milioni - di vini buoni
che se dovesse assaggiarli il Patrono
non ne berrà mai più una goccia forestiera
... »
(Tratto dalla poesia di Carlo Porta)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2012.
  2. ^ Parabiai o Parabiá in altre varianti locali; il dialetto Parabiaghese è collocabile sull'immaginaria linea di confine tra il gruppo bustocco-legnanese ed il gruppo meneghino del dialetto lombardo occidentale
  3. ^ o anche Parallacus, Parablacus e Parabiacum
  4. ^ Da sito web "Comuni italiani"
  5. ^ Zone sismiche in Italia, dati Earth-prints. URL consultato il 21-5-2008.
  6. ^ Medie climatiche 1961-1990
  7. ^ Dati climatologici medi
  8. ^ Tabelle e grafici climatici
  9. ^ Tabella dei venti
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ DEMO ISTAT
  12. ^ DEMO ISTAT
  13. ^ Da sito dell'Arcidiocesi di Milano
  14. ^ Don Marco Ceriani, uomo di chiesa e storico parabiaghese, nel suo libro "Storia di Parabiago, vicende e sviluppi dalle origini ad oggi" (1948 - edito da Unione Tipografica di Milano), cita la nascita del Cattaneo, come evento realmente accaduto nella frazione: egli essendo un religioso, aveva libero accesso agli atti redatti e conservati negli archivi delle parrocchie parabiaghesi, un tempo unica fonte documentale, poiché la chiesa rappresentava la massima istituzione in paesi e borghi.
  15. ^ Presenta le dimissioni nel 1994
  16. ^ Nominato dopo le dimissioni di Alessandra Padoan
  17. ^ a b Due legislazioni consecutive dal 2000 al 2005 e dal 2005
  18. ^ Gemellaggio Samobor-Parabiago dal sito del comune
  19. ^ "Il foglio di Parabiago" Anno IX - numero 8 - ottobre 2008 - pagina 2
  20. ^ dal sito dell'ambasciata del Belize
  21. ^ Dal "Ministero degli Affari Esteri - Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, pagina 50
  22. ^ si veda la pagina di Wikisource dove è riportato l'intero testo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]