Casorezzo

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Casorezzo
comune
Casorezzo – Stemma Casorezzo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Roberto Gornati (lista civica) dal 15/06/2004
Territorio
Coordinate 45°31′00″N 8°54′00″E / 45.516667°N 8.9°E45.516667; 8.9 (Casorezzo)Coordinate: 45°31′00″N 8°54′00″E / 45.516667°N 8.9°E45.516667; 8.9 (Casorezzo)
Altitudine 166 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 5 452[1] (28/2/2014)
Densità 908,67 ab./km²
Comuni confinanti Arluno, Busto Garolfo, Inveruno, Ossona, Parabiago
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015058
Cod. catastale B989
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti casorezzesi
Patrono San Giorgio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casorezzo
Posizione del comune di Casorezzo nella provincia di Milano
Posizione del comune di Casorezzo nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Casorezzo (Casuesu in dialetto locale, Casurés in dialetto milanese[2]) è un comune italiano di 5.452 abitanti[1] della provincia di Milano, in Lombardia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Casorezzo è indicata nella sua storia con il nome di Casobrecio, Caxorizio, Cosorezo o anche Coxoretio, Casourezo, Consoretio; pare derivino questi nomi dal latino "Domus Retium", ossia casa delle reti.

Intorno all'anno 1000 vi sorgeva un castello con quattro torri, circondato da un fossato, tra folti boschi (fra le cui mura sorgeva l'antica chiesa dedicata a San Giorgio), che doveva essere una costruzione utilizzata come casa di campagna per svaghi di caccia e pesca di patrizi milanesi. Da alcuni documenti si ha notizia che nel gennaio 1009 l'Arcivescovo di Milano Arnolfo operava una permuta dei beni con Giovanni, sacerdote ufficiante nella basilica di San Giorgio. L'Arcivescovo Arnolfo donava al prete edifici e terre di ragione della casa di Sant'Ambrogio e dell'Arcivescovo stesso, ricavandone in cambio beni e fondi a Casorbecio.

Esisteva anche un monastero detto delle Suore Umiliate, chiamato Domus Capucinarum o Casa delle Cappuccine: questa testimonianza ci perviene da uno scritto datato 27 febbraio 1292; Cita espressamente il documento: "...l'Arcivescovo Ottone Visconti concedeva alle suore della casa delle cappuccine di Casorezzo, d'ordine Umiliato, di permutare un sedime con Guidotto Colderarvio".

Nella matricola dei nobili fatta nel 1377 si ricordano i "Medici de Casoretio", che fecero un lascito di beneficenza: il 9 dicembre 1415 la nobile Caterina detta Donona figlia di Giovannolo de'Medici e di Aicola De'Ghezi, faceva donazione a Cristoforo de'Medici di una vigna giacente nel territorio di Coxoretio.

La vita dell'antico villaggio era dunque imperniata sulla chiesa, sul monastero delle Umiliate e sulle case dei patrizi alternatisi nel possedere le terre e i beni di Casorezzo. Nel 1497, il 24 marzo, Ambrogio de'Crivelli dichiarava di aver acquistato un messale per uso del suo altare posto nella chiesa di San Giorgio in Cosorezio. Il 24 settembre 1523 Umberto Crivelli lasciava per testamento alla fabbrica della chiesa di San Giorgio di Casorezzo 50 lire imperiali da convertirsi in riparazioni alla chiesa ed alla Cappella di Santa Maria. La nobile Margherita Crivelli, con un suo testamento del 28 ottobre 1565 lasciava agli scolari della chiesa di San Giorgio, 3 pertiche di campo al trebbiano. Il 2 ottobre 1564 "Messer Francesco De Litti" (o Litta) abitante in Sacconago sposava Caterina de Crivelli; il matrimonio fu celebrato a Casorezzo. La famiglia Crivelli possedeva dunque beni a Casorezzo e parte di questi erano alle Trebbie, sulla strada per Furato. Un'altra famiglia che abitava ed era in possesso di beni a Casorezzo, era la famiglia Gaio. Altri possidenti in Casorezzo erano il nobile Francesco Bernardino e Leandro Visconti.

Le Chiese[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Giorgio Martire[modifica | modifica sorgente]

La costruzione attuale, risalente al 1913, prende in realtà il nome dal castello locale dedicato a San Giorgio, sulle cui rovine sorge l'edificio.

Oratorio di San Salvatore[modifica | modifica sorgente]

Di origine romanica, l'Oratorio di San Salvatore presenta importanti affreschi dell'XI secolo assieme ad altre opere a fresco realizzate nel XVI secolo.

Oratorio San Luigi Gonzaga[modifica | modifica sorgente]

Tuttora ritrovo per tanti giovani che, si incontrano nei pomeriggi, dopo la scuola. Molti di questi si ritrovano per giocare a calcio. L'oratorio San Luigi Gonzaga offre 3 campi di calcio, un campo da pallacanestro e un campo da pallavolo. Durante l'estate l'oratorio organizza l'oratorio feriale, o per altri il "GREST",che si tratta di un ritrovo di circa un mese per molti bambini e adolescenti.

Il "Grest" è un campo estivo dove tutti vengono suddivisi in 4 squadre di colori diversi e cercano di ottenere più punti possibili da ogni gioco organizzato dagli "Animatori". Alla fine del "Grest", il gruppo che avrà il maggior numero di punti vince. Ogni anno in settembre, alla Festa dell'Oratorio, viene organizzato un torneo di calcio a 7 tra i bar e le associazioni della città con persone di qualsiasi età che si scontrano per vincere il trofeo in palio imitazione del particolare campanile del paese: proprio per questo motivo, il torneo è chiamato "Trofeo Campanile".

Natura[modifica | modifica sorgente]

Alcune parti boschive ed agricole del Comune, sono state comprese nel Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo, del quale attualmente vi è la sede in paese. Esso è stato istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano (dal 1997), riconosciuto tale nel 1994 dalla Regione Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina). Attualmente è in progetto una sua estensione fino al Bosco WWF di Vanzago.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia è qui da sempre legata all'agricoltura.

L'industrializzazione iniziò con il tessile, che poteva lavorare il prodotto ottenuto dal baco da seta coltivato nel territorio. Solo più tardi entrarono in paese le industrie tessili legate, anziché al carattere agricolo del paese, al tipo di industria comune a questa parte della Lombardia; iniziò da quel momento la trasformazione da paese agricolo a paese inserito in una zona industriale.

La maggiore azienda del settore operanti in paese a quei tempi, era la filanda del Cavalier Antonio Gaio, fondata dalla famiglia nel 1830. Era nel suo campo una delle più importanti della zona, dal momento che offriva lavoro a circa 150 persone, in massima parte donne, occupando una superficie di 350 m2. La filanda del Cavalier Gaio venne chiusa nell'anno del suo centenario, nel 1930.

Inoltre nei locali ora occupati dalla società "Alfa", operava l'azienda di proprietà della famiglia Ferrario, ove erano prodotti tappeti su telai a mano. Questa attività venne terminata nel 1925. Dal 1924 al 1935 fu in attività la tessitura Colombo.

Il primo stabilimento di tessitura costruito nel paese, venne realizzato ad opera della ditta "Cappia Della Porta & C". Quando venne acquistato dal Commendator Ottorino Maderna nel 1898 era in funzione già da qualche anno. Nel 1940 la ditta Ottorino Maderna venne acquistata dai signori Vincenzo Zucchi e Grippa ed è ora la maggiore industria di Casorezzo. La produzione della ditta era ristretta esclusivamente ai tessuti di lino e misto lino per tovaglieria, lenzuola, asciugamani, ed ai tessuti di seta pura naturale ed artigianale. Nel 1942 avvenne la separazione: la sede dove era sorta la "Manifattura di Casorezzo Vincenzo Zucchi & C.S.A." diventò "Ginori & C.S.p.A." che rilevò la parte azionaria del sig. Grippa. La "Vincenzo Zucchi" si stabilì definitivamente nell'azienda ex Ottorino Maderna. Dal 2007, l'azienda ha chiuso lo stabilimento sito in Casorezzo mantenendo attivo solo il reparto legato all'outlet.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Casorezzo è stata al centro, negli anni ottanta, di un'intensa attività radiofonica. Qui sorse Radio Continental One, emittente che trasmise su FM 102.650 MHz dal 1980 al 1995 (cedette l'impianto alla bergamasca Radio Zeta). Poco tempo dopo, nella seconda metà degli anni ottanta si insediò nella cittadina Radio Jolly, stazione che irradiava programmi generalisti su FM 100,700 MHz e 96,300 MHz e che resistette in un etere molto congestionato fino al 1993, allorquando alienò i propri impianti a Radio Primarete di Legnano.

Il flm "Newest Economy" è stato girato prevalentemente a Casorezzo

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 è stata fondata l'Associazione Sportiva Casorezzo, militante in terza categoria nella stagione 2014/2015.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci durante la Repubblica Italiana Flag of Italy.svg[modifica | modifica sorgente]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Roberto Gornati sindaco 7 giugno 2009 in carica Lista civica di centro-destra Casorezzo, 15-07-1964

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 271 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 57 1,06%

Romania Romania 54 1,00%

Collegamenti e trasporti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Il comune è posto vicino alla direttrice autostradale A4 Milano-Torino raggiungibile tramite il casello autostradale di Arluno a circa 4 km e le stazioni ferroviarie più vicine solo quelle di Parabiago (4 km) e Arluno-Vittuone (6 km). Sono invece presenti numerose linee di trasporto su gomma gestite da Movibus che collegano il paese con i principali comuni del magentino, bustese, legnanese e con Milano:

  • z642 Legnano-Villa Cortese-Busto Garolfo-Casorezzo-Ossona-Arluno-Santo Stefano Ticino-Corbetta-Magenta;
  • z643 Parabiago FS-Casorezzo-Ossona-Arluno-Vittuone FS;
  • z647 Castano Primo-Buscate-Arconate-Busto Garolfo-Casorezzo-Ossona-Arluno-Pregnana-Cornaredo;
  • z648 Castano Primo-Buscate-Arconate-Busto Garolfo-Casorezzo-Ossona-Arluno-Milano (tramite autostrada);
  • z649 Busto Garolfo-Casorezzo-Ossona-Arluno-Pregnana-Cornaredo-Milano Molino Dorino.

Le linee sono state gestite da ATINOM fino a giugno 2008 e successivamente passate a MOVIBUS.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 30 luglio 2014.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 158.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.