Galeazzo I Visconti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Signoria dei Visconti di Milano
(1277-1395)
Arms of the House of Visconti (1277).svg
Stemma dei Visconti dal 1277 al 1395
Ottone
Nipoti
Matteo I
Figli
Galeazzo I
Figli
Azzoneco-signore con gli zii Luchino e Giovanni
Matteo II co-signore coi fratelli Galeazzo II e Bernabò
Galeazzo II co-signore coi fratelli Matteo II e Bernabò
Figli
Bernabò co-signore coi fratelli Matto II e Galeazzo II
Gian Galeazzo
Modifica

Galeazzo I Visconti (21 gennaio 12776 agosto 1328) fu signore di Milano dal 1322 al 1327.

Figlio di Matteo Visconti e di Bonacosa Borri, nel 1300 sposò Beatrice d'Este.

Vita[modifica | modifica sorgente]

La giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Si dice che Galeazzo sia nato il giorno stesso in cui il prozio Ottone Visconti sconfisse i ghibellini della fazione dei Della Torre nella battaglia di Desio.[1]

La carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Immagine ottocentesca di fantasia di Galeazzo I Visconti

Nel 1298 Galeazzo è nominato podestà di Novara, carica che ricoprirà fino all’anno seguente.

Il 24 giugno 1300 sposa Beatrice d'Este,[2] figlia di Obizzo II d'Este, signore di Ferrara e Modena e vedova di Nino Visconti di Pisa, giudice di Gallura. In quell'occasione, lo sposo fu decorato del Cingolo Militare. Beatrice aveva 32 anni e lo sposo 23.[3][4] Del matrimonio parla Dante nella Divina Commedia (Canto VIII del Purgatorio).

Quello stesso anno il padre decise di associarlo al governo di Milano, ma proprio in quel torno di tempo i Della Torre e il partito guelfo scacciano i Visconti dalla città lombarda. Mentre il padre Matteo si rifugerà a Motteggiana presso gli Scaligeri, Galeazzo si recò presso la famiglia del suocero a Ferrara, dove nacquero i suoi figli. Nel 1310 fu podestà di Trevigi[5]. Quando nel 1311 suo padre recuperò la Signoria su Milano grazie all’appoggio dell'imperatore Enrico VII, Galeazzo fu nominato vicario imperiale in Cremona, espulso nell'anno seguente da Guglielmo Cavalcabò, capo dei guelfi quindi nominato nel 1313 vicario imperiale di Piacenza.

Il possesso di Piacenza gli permise, nel 1321, di sconfiggere i Cavalcabò, padroni di Cremona, e di riprendersi quella città.

Nel 1322 Milano lo riconosce signore succedendo al padre. Gli anni seguenti furono caratterizzati da sfibranti lotte fra le due fazioni dei Visconti e dei Della Torre, questi ultimi appoggiati dal papa e il che diede avvio a partire dal 1317 alla “guerra delle scomuniche” con il pontefice che scomunicò Matteo Visconti e l’intera sua famiglia accusandoli di eresia.

Nell’ambito di questi conflitti nel settembre 1321 Galeazzo guidò l’assedio di Crema e Cremona e, nel successivo mese di novembre, sconfisse i ghibellini di Piacenza e Lodi a Borgo Val di Taro.

Quando nel giugno Matteo, ormai settantenne, si ritira dalla vita politica attiva e chiama Galeazzo a sostituirlo, questi lascia il governo di Piacenza alla moglie Beatrice e al figlio Azzone.

Gli anni di governo[modifica | modifica sorgente]

Quando Matteo si spegne un mese più tardi, il 24 giugno 1322, nel suo ritiro vicino a Crescenzago, Galeazzo è nominato capitano del popolo per un anno. La situazione è difficile, gli eserciti fedeli al papa, di Firenze e del re di Napoli, Roberto d'Angiò, minacciano il potere dei Visconti. Dalla sua parte, ci sono i ghibellini Cangrande della Scala, signore di Verona e Castruccio Antelminelli, signore di Lucca.

Già in novembre è tuttavia costretto a lasciare Milano per una sollevazione organizzata dal cugino Lodrisio Visconti con Francesco da Garbagnate e Simone Crivelli che volevano la pace dopo undici anni di guerra devastante[5]. Galeazzo si rifugia a Lodi presso i Vistarini, mentre il governo della città è affidato al capitano il duca di Borgogna Jean de Chatillon. Lo stesso Lodrisio, temendo un ritorno dei Torriani, già il mese successivo richiamò Galeazzo a Milano e, dopo tre giorni di disordini, il 29 dicembre 1322, Galeazzo riesce a farsi proclamare dall’assemblea del popolo Signore di Milano. Dopo l'intervento del nuovo imperatore Lodovico il Bavaro ed aiutato dalle lotte intestine tra i guelfi, Galeazzo sconfisse l'esercito inviato dal papa.
Nel 1325 conquista Monza e vi fa edificare il Castello Visconteo.

Altre rivalità familiari sarebbero sorte negli anni seguenti: il fratello Marco podestà di Alessandria e signore di Lucca l’accusò presso l’imperatore Ludovico IV il Bavaro di tradimento a favore del papa.

Il 5 luglio 1327 l’imperatore destituì Galeazzo e lo fece incarcerare nella prigione dei Forni nel Castello di Monza (che egli stesso aveva fatto costruire pochi anni prima) con i fratelli Giovanni e Luciano con l’accusa di omicidio del fratello Stefano. Il 25 marzo 1328 Galeazzo è liberato e parte per Lucca dove si reca presso Castruccio Castracani. Le discordie con l'imperatore tedesco e con i fratelli ed infine il carcere fanno cadere Galeazzo in uno stato di profonda frustrazione. Egli muore a Pescia il 6 agosto dello stesso anno (la moglie Beatrice gli sopravviverà fino al 15 settembre 1334). Gli succedette il figlio Azzone che sarà nominato vicario imperiale il 15 gennaio 1329.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si pensa tuttavia che la data di nascita sia stata modificata per farla coincidere con la data della vittoria dei Visconti. Il 21 gennaio, giorno di sant’Agnese, sarà festeggiato per due secoli quale anniversario della casa dei Visconti.
  2. ^ Da non confondere con l’omonima Beatrice d'Este (1475-1497), figlia di Ercole I d'Este, che fu, 200 anni più tardi, sposa di un altro sovrano milanese, il duca Ludovico Sforza.
  3. ^ Vite dei dodeci Visconti che signoreggiarono Milano, Paolo Giovio, Giovan Battista Bidelli MDCXLV, p.50
  4. ^ Storia si Milano, Verri, Vol. II, p.97, edizione 1836
  5. ^ a b Ritratti dei Visconti Signori di Milano con le loro Vite tratte dalla storia delle Famiglie celebri Italiane, Milano, del C. Pompeo Litta, p. 21-23

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Le grandi famiglie d'Europa: i Visconti", Vol. 8, Mondadori 1972

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Signore di Milano Successore Coat of arms of the House of Visconti (1395).svg
Matteo I Visconti 13221327 Azzone Visconti

Controllo di autorità VIAF: 87122579