Lonate Pozzolo

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Lonate Pozzolo
comune
Lonate Pozzolo – Stemma Lonate Pozzolo – Bandiera
Lonate Pozzolo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Danilo Emilio Rivolta (centrodestra unificato) dal 25/05/2014 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 45°36′00″N 8°45′00″E / 45.6°N 8.75°E45.6; 8.75 (Lonate Pozzolo)Coordinate: 45°36′00″N 8°45′00″E / 45.6°N 8.75°E45.6; 8.75 (Lonate Pozzolo)
Altitudine 205 m s.l.m.
Superficie 29,12 km²
Abitanti 11 755[1] (31-10-2012)
Densità 403,67 ab./km²
Frazioni Sant'Antonino Ticino, Tornavento
Comuni confinanti Bellinzago Novarese (NO), Castano Primo (MI), Ferno, Nosate (MI), Oleggio (NO), Samarate, Vanzaghello (MI), Vizzola Ticino
Altre informazioni
Cod. postale 21015
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012090
Cod. catastale E666
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 879 GG[2]
Nome abitanti lonatesi
Patrono sant'Ambrogio
Giorno festivo 7 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lonate Pozzolo
Posizione del comune di Lonate Pozzolo nella provincia di Varese
Posizione del comune di Lonate Pozzolo nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Lonate Pozzolo (Lunà Posöl in dialetto varesotto[3]) è un comune italiano di 12.059 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il vasto territorio comunale (oltre 29 km²) è situato al confine con la Regione Piemonte (località Ponte di Oleggio) e con la Provincia di Milano, all'estremità sud ovest della Provincia di Varese. Il centro abitato di Lonate Pozzolo è situato a 205 metri di altezza, e la particolare orografia del terreno varia dai 142 metri sul livello del mare della località Ponte di Oleggio ai 210 del punto più alto. Lonate Pozzolo si trova inoltre nelle vicinanze di numerose città. Dista infatti 6 km da Busto Arsizio, 9 km da Gallarate, 27 km da Novara e 35 km da Varese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Risale al 973 la prima menzione del comune di Lonate Pozzolo in una permuta di terreni tra il vescovo di Novara, Aupaldo, ed un certo Celsone di Lonate; la presenza in periferia dell'antico oratorio di San Giovanni attesta tuttavia un'antica presenza longobarda, e nel centro storico si trovano addirittura tracce di centuriazione romana.

Già agli inizi del XIII secolo Lonate costituiva un centro di una certa rilevanza. Anche se la sua economia era fondata principalmente sull'agricoltura, disponeva già di console, statuti e notai, essendo situato nei pressi dell'importante strada Como-Novara e della derivazione dal fiume Ticino di un grande canale chiamato Naviglio Grande, scavato nel 1135. Nei secoli successivi crebbe la sua prosperità e, di conseguenza, la sua popolazione, tanto che presto nei documenti Lonate venne qualificata come "borgo", cioè piccola città.

L'età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1496 la comunità, che contava all'incirca 1500 abitanti, si dotò di nuovi statuti, e nel 1499 diede inizio alla costruzione della Chiesa di Sant'Ambrogio; l'abitato era suddiviso in due parrocchie, Sant'Ambrogio e San Nazaro e Celso, con due parroci distinti. Gli antichi ma piccoli monasteri femminili vennero accorpati da San Carlo Borromeo nei tre grandi monasteri di Sant'Agata, di San Michele e di Santa Maria, che giunsero ad ospitare, complessivamente, fino a 180 monache di clausura. Nella contrada centrale del paese si tenevano il mercato settimanale e una fiera annuale di tre giorni.

Nel 1635 venne eretta l'alta torre campanaria della chiesa di S. Ambrogio. Il 22 giugno dell'anno seguente, nei dintorni della frazione di Tornavento, fu combattuta tra gli Spagnoli (che occupavano il Milanese) e l'esercito invasore dei francesi, alleato dei Piemontesi, una sanguinosa battaglia, che provocò la fuga da Lonate della famiglie più ricche e, di conseguenza, contribuì al suo declino economico. Per due secoli Lonate visse di sola agricoltura.

Dal 1861, anno nel quale si realizzò l'unità d'Italia, riprese un rapido sviluppo, dovuto all'avvio dell'industrializzazione (filande per la trattura della seta, cotonifici). Un rapido incremento demografico, però, non consentì a tutti i giovani di trovare lavoro in paese; molti furono costretti ad emigrare in America (in Argentina, ma soprattutto in California). Quando non vi si stabilirono definitivamente, tornarono a Lonate con i soldi accantonati in anni di duro lavoro.

Nei primi anni del secolo scorso, così, si costruirono nuove case ai margini dell'antico abitato, determinando una rapida espansione del paese. Tra le due guerre mondiali procedette rapidamente lo sviluppo delle industrie, grazie anche al sorgere di fonderie e di officine meccaniche; negli anni sessanta avvenne l'abbandono definitivo dell'agricoltura. Inoltre si verificò una forte immigrazione di forza lavoro, principalmente dal sud Italia.

Lonate odierna[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale svolse attività antifascista il parroco don Antonio Tagliabue, mentre il concittadino Annunciato Crivelli fu deportato nel campo di concentramento tedesco di Mauthausen, dove morì.

Dagli anni novanta in poi, Lonate fu direttamente coinvolta nell'ampliamento dell'aeroporto della Malpensa, con rilevanti ricadute sul territorio che ancor'oggi continuano ad essere in discussione con la SEA Aeroporti Milanesi e Comune di Lonate e con un più veloce ricambio della popolazione residente e con la aggiunta dei nuovi stranieri residenti. Del resto Malpensa non è sorta all'improvviso dal nulla, ma è la diretta conseguenza della presenza in territorio lonatese, tra il 1923 e il 1945, di uno dei più importanti aeroporti dell'aviazione italiana, il Campo della Promessa, inaugurato da Gabriele d'Annunzio.

Oggi il capoluogo conta quasi 11.000 abitanti; aggiungendo i residenti delle due frazioni di Sant'Antonino Ticino e di Tornavento, si arriva a 12.012 residenti.

Negli ultimi tempi (dal 2007) la cittadina sta conoscendo una veloce espansione e un rapido ammodernamento di ogni sua struttura, come rifacimento delle strade e dei servizi principali (poste, asilo nido, parchi, stazione ferroviaria delle Ferrovie Nord, costruzione del nuovo centro commerciale "Il Parco" nei pressi dei confini del comune di Vanzaghello...).

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Monastero di San Michele[modifica | modifica sorgente]

Era uno dei tre Monasteri più grandi del paese. Ora ne rimane, sostanzialmente, il nucleo centrale. Era un monastero femminile di clausura: le fanciulle che vi entravano, dopo l'emissione dei voti, non avevano più contatto con il mondo esterno e non ne uscivano nemmeno dopo la morte (il monastero disponeva infatti di un proprio cimitero al suo interno). Una sepoltura è stata recentemente rinvenuta nell'ala nord del monastero, durante i lavori di restauro e riuso del monumento, curati dal Politecnico di Milano e dall'Ufficio Tecnico del Comune. Solamente due uomini potevano entrare, in caso di malattia grave delle monache: il medico e il prete.

Poiché il monastero accoglieva dalle 40 alle 60 monache, le sue strutture dovevano disporre di quanto necessario alla loro sopravvivenza: diversi pozzi, l'orto, i pollai, i magazzini per la custodia delle vettovaglie (cereali, vino, ecc.) Nelle due corti laterali si aprivano le porte carraie. Al piano terra del monastero si trovavano la Chiesa, il laboratorio, le cucine, il refettorio, l'atrio e il parlatorio; al piano superiore i dormitori. Ora l'edificio che rimane è di proprietà del Comune, che ne ha già ristrutturato l'ala ovest, riutilizzando il refettorio quale sala polivalente e il piano superiore e l'ala nord quale sede della biblioteca comunale.

La parrocchiale di Sant'Ambrogio[modifica | modifica sorgente]

Sull'area oggi occupata dalla chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo, fino al secolo XIII si trovava il castello dei feudatari, che sicuramente ospitava una piccola chiesa. Dopo la distruzione del castello, sulla sua area venne costruita una piccola chiesa, frequentata dai lonatesi che abitavano nella zona nord del borgo; per quelli che abitavano a sud esisteva la chiesa di San Nazaro, sicuramente più antica di quella di Sant'Ambrogio, ma demolita a fine Settecento.

Diventata troppo piccola per il gran numero di fedeli che la frequentavano, nel 1499 venne abbattuta e ricostruita in forma di ottagono, su disegno e sotto la direzione di un architetto lonatese di nome Antonio Bodio, meglio noto con il soprannome di "Antonio da Lonate", discepolo del celebre Bramante; la sua opera più nota è il Duomo di Vigevano. Tra il 1511 e il 1520 venne aggiunta la navata, delle dimensioni attuali; net 1635 fu costruita la torre campanaria alta 48 metri, che ospita un concerto di otto campane, recentemente ripulite. Nel 1776 venne edificato il chiostrino, con la funzione di cimitero: fino ad allora i morti venivano seppelliti all'interno della chiesa (i sacerdoti e i maggiorenti) ed ai suoi lati. Nel 1997 sono state riscoperte alcune antiche sepolture sotto l'antica "cappella Carcano". Le cappelle laterali sono del sec. XIX, come il maestoso organo Prestinari.

Recente è la scoperta, a seguito della rimozione di un confessionale, degli antichi affreschi delle prime due cappelle laterali, del sec. XVI: quella di sinistra rappresenta la Vergine con Gesù Bambino, tra i santi Bartolomeo e Girolamo; quella di destra rappresenta la Vergine tra i santi Pietro Martire e Agata, affiancati rispettivamente da San Gregorio e da Sant'Agostino. Negli affreschi dell'abside, risalenti alla prima metà del Cinquecento, giganteggia al centro l'effigie di Sant'Ambrogio, patrono della diocesi di Milano ed anche della Parrocchia di Lonate Pozzolo. Sono state da poco sottoposte a restauro le otto campane ed il castello della torre campanaria, data l'usura dei batacchi.

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica sorgente]

L'edificio costituisce la Chiesa esterna del monastero di Santa Maria: vi si celebrava messa ogni domenica e festa di precetto, ed era frequentata anche dai lonatesi. Dietro l'altare si trova la "chiesa Interna", riservata alle monache: esse potevano solo vedere il sacerdote e sentirne la voce, ma non potevano né vedere i fedeli presenti nella chiesa esterna né essere viste dagli stessi. Le suore potevano accostarsi all'eucaristia attraverso una piccola apertura visibile a sinistra dell'altare. La chiesa venne ricostruita con il contributo economico delle monache appartenenti a famiglie facoltose, che quando entravano in convento portavano dei beni in dote, e dalla stessa comunità lonatese: dai documenti d'archivio risulta essere stata di comproprietà del monastero e del Comune, che fino al 1930 ebbe sede a poca distanza, nella centralissima via Roma. È certamente un edificio molto suggestivo, anche perché non ha subito nessuna modifica dopo la sua costruzione, non avendo mai assolto le funzioni di chiesa parrocchiale.

Ospita due importanti dipinti su tela: sopra l'altare, la Madonna degli Angeli, della prima metà del secolo XVI, attribuito alla scuola del Procaccini; nel transetto ovest la Crocifissione di San Pietro, firmato da Johann Christoph Storer, pittore svizzero. La volta a vela è stata affrescata in stile moderno all'inizio degli anni ottanta.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Municipale[modifica | modifica sorgente]

L'edificio del municipio, in via Cavour 20, occupa l'area dell'antico monastero di Sant'Agata, citato per la prima volta in un atto del 5 giugno 1340, che reca un'investitura da parte di Caterina, "ministra" della Casa Umiliata di Sant'Agata. Esso fu soppresso nel 1784 per volere dell'imperatore austriaco Giuseppe II (le famose "leggi Giuseppine"). Nella seconda metà dell'Ottocento vi ebbe sede una filanda e, dai primi anni del novecento, la Villa Carminati, poi diventata negli anni trenta la sede del Comune. Di recente è stato ristrutturato il nucleo dell'antico monastero, che ora ospita l'ala nuova del palazzo municipale, ed è stato anche completato il restauro conservativo della recinzione e dei portali d'ingresso del Parco comunale sotto la sorveglianza della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano.

Via Roma a Lonate Pozzolo

La cascina Maggia[modifica | modifica sorgente]

La Cascina Maggia è una storica località del comune di Lonate Pozzolo; prende il nome dalla famiglia milanese Maggi, che nel cinquecento vantava proprietà in molte località dell'Alto Milanese. Tra l'altro i Maggi avevano vaste proprietà a Sant'Antonino Ticino nell'anno 1514; dal suo esponente Castellano Maggi prende il nome la Cascina Castellana, altra località in territorio di Lonate, presso il Naviglio Grande.

Nella cascina Maggia si trova il bell'oratorio della Consolata, una chiesa meno antica della cascina: nella mappa teresiana dell'anno 1722, essa figura disegnata a nord-ovest della cascina; e, vista la collocazione a margine, la cappella è da ritenersi costruzione aggiuntiva al caseggiato quadrilatero. Risulta benedetta il 20 agosto 1740 da Giovanni Repossi, cappellano lonatese, dietro delega dell'arcivescovo.

Settecentesco è il portico antistante la chiesa, così come la torricella delle campane che sorge nella zona dell'altare, posto verso est. Settecentesco e di fattura popolare è anche l'affresco dipinto sopra l'altare: una Madonna con Bambino seduta sopra un seggio, largo e sobrio, fra tendaggi aperti e annodati. Il dipinto evidenzia i segni lasciati dai chiodi usati un tempo per appendere i monili, regalati alla Madonna della Maggia prima dai contadini della cascina ed in seguito dagli operai della cava. Può essere raggiunta deviando verso nord all'altezza della dogana Austro-Ungarica, prima della discesa verso il Ticino ed il canale Villoresi.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[5] i cittadini stranieri residenti erano 877 persone (il 7,27% della popolazione). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Religione[modifica | modifica sorgente]

Parrocchie[modifica | modifica sorgente]

Fino alla fine del settecento, esistevano a Lonate Pozzolo le parrocchie di Sant'Ambrogio e di San Nazaro e Celso. Quest'ultima venne soppressa in seguito alle leggi giuseppine.

Dal mese di settembre 2010 è stata creata l'unità pastorale tra Lonate, Tornavento e Ferno, da cui dovrebbe venire a nascere nei prossimi anni la comunità pastorale sempre tra le tre parrocchie di Lonate, Tornavento e Ferno. Responsabile dell'unità pastorale è don Giuseppe Maggioni, già parroco di Lonate, e che fino all'arrivo del nuovo vicario di Ferno sarà amministratore parrocchiale di Ferno appunto.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Lonate Pozzolo[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio da Lonate (1456 o 1457 - dopo il 1541), architetto di scuola bramantesca, progettista del Santuario di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio
  • Monsignor Mario Spezzibottiani (1952-2006), a lungo moderator Curiae della diocesi di Milano.
  • Padre Luigi Rosa (1920-1980), illustre studioso gesuita.
  • Danilo Grassi, campione del mondo di ciclismo dilettanti inseguimento a squadre
  • Angelo Galloni pittore di arte sacra nativo di Fara d'Adda vissuto a S. Antonino. Affreschi nella parrocchiale di S.Ambrogio in Lonate Pozzolo,Busto Arsizio e in diverse chiese italiane, morto in America.
  • Luigi Brusatori nato nella frazione di S.Antonino Ticino pittore di arte sacra. Affreschi in chiese di Lombardia fra cui Busto Arsizio,Milano,Tornavento. Operò con successo in America nei primi anni del novecento
  • Gian Domenico Oltrona Visconti(1919-2000)di nobile famiglia,appassionato ricercatore di storia locale scrisse STORIA DI LONATE POZZOLO Dalle origini al seicento
  • Gian Mario Beltrami, generale di brigata aerea, pilota pluridecorato nella prima guerra mondiale, deceduto a Lonate in un incidente aereo

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Ul Cinin: ultimo giovedì di gennaio, con falò della Vecchia (Giöbia) e degustazione di salamini con fagiolini.
  • Carnevale Lonatese: pomeriggio di sabato grasso (secondo il Rito Ambrosiano), con sfilata di carri.
  • Caminaa da L'ulia: sabato precedente la domenica delle Palme, camminata notturna primaverile lungo la strada di Gaggio.
  • Rassegna Corale Lonatese: in primavera.
  • Festa dell'aquilone: inizi di giugno.
  • Fera de Sanazé: seconda domenica di giugno, via Lisenzio; hobbistica e mercatino dell'antiquariato.
  • Rievocazione della Battaglia di Tornavento: terza domenica di giugno.
  • Festa Popolare in Onore della Madonna del Carmine: detta anche "festa della terza di luglio", festa popolare della frazione di Sant’Antonino Ticino che si svolge tradizionalmente la terza domenica di luglio.
  • Festa Patronale di S. Antonino Ticino: il 13 novembre.
  • Rassegna Jazz: in piazza a Tornavento durante l'estate.
  • Festa Patronale di Tornavento: prima domenica di settembre
  • Sagra di Sant'Ambrogio: 7-8 dicembre, stand gastronomico con piatti tipici della cucina Lonatese, concerto serale con assegnazione del "Premio Sant'Ambrogio" ad associazioni e cittadini benemeriti.
  • Mercato Settimanale: venerdì a Lonate Pozzolo, mercoledì a S. Antonino Ticino

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci di Lonate Pozzolo dal 1869[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Pergiulio Gelosa (Sindaco di Lonate Pozzolo) "L’unico gemellaggio ufficiale che abbiamo è con San Rafael"[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 360.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  6. ^ fonte: Varesenews.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]