Busto Garolfo

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Busto Garolfo
comune
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Milano – stemma Milano
Sindaco Angelo Pirazzini (Popolo della libertà) dal 08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°32′52″N 8°53′12″E / 45.54778°N 8.88667°E / 45.54778; 8.88667 (Busto Garolfo)Coordinate: 45°32′52″N 8°53′12″E / 45.54778°N 8.88667°E / 45.54778; 8.88667 (Busto Garolfo)
Altitudine 180 m s.l.m.
Superficie 18,33 km²
Abitanti 13 513[1] (31-12-2010)
Densità 737,21 ab./km²
Frazioni Olcella
Comuni confinanti Arconate, Canegrate, Casorezzo, Dairago, Inveruno, Parabiago, San Giorgio su Legnano, Villa Cortese
Altre informazioni
Cod. postale 20020
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015041
Cod. catastale B301
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bustesi
Patrono San Salvatore e santa Margherita
Localizzazione
Busto Garolfo è posizionata in Italia
Busto Garolfo
Sito istituzionale
« Quij mostôs - nett e s'cett e salaa...
De Bust piccol, Buscaa, Parabiagh,...
E olter milla milion - de vin bon... »
(Poesia di Carlo Porta, Brindes de Meneghin a l'ostaria, 1810)

Busto Garolfo è un comune di 13.354 abitanti della provincia di Milano.

Nel dialetto locale, appartenente al lombardo occidentale, è chiamato Büst Picul (Busto Piccola), per distinguerlo da Büsti Gràndi (letteralmente Busto Grande, che indica la città di Busto Arsizio), e da Büst Cava (attualmente Buscate/Büscàa).

Indice

[modifica] Storia

La più antica notizia storica circa Busto Garolfo risale a un documento del giugno 992 con il quale Domenico, l'arciprete di Dairago, donò ai canonici di Sant'Ambrogio a Milano un lotto di vigna ubicato in vico ed fundo qui dicitur Bustus Garulfi. Alla fine del XIII secolo a Busto Garolfo sorgevano, oltre all'antica chiesa di S. Salvatore, 3 altari in onore di San Bartolomeo, Sant'Innocenzo e Santa Margherita che la nobile famiglia Della Croce, proprietaria dal 1317 di terreni nel circondario del paese, aveva fatto erigere. Nel 1464 Stefano Della Croce nel suo testamento ordinava ai suoi eredi di erigere una cappella in onore della Vergine nella chiesa di S. Salvatore. I frati Umiliati, che già dal 1298 possedevano una casa nel territorio di Busto Arsizio, fecero costruire l'abbazia di S. Maria Elisabetta, che diventò poi la chiesa parrocchiale. Durante il Basso Medioevo, Busto Garolfo divenne feudo prima della famiglia Maggi, degli Arconati e poi dei Losetti. Infine nel 1664 Giambattista Losetti vendette il paese per 4.760 lire milanesi a Giuseppe Arconati, al quale il Re di Spagna conferì il titolo di Marchese di Busto Garolfo. Dopo più di un secolo di dominazione austriaca, il paese partecipò attivamente agli avvenimenti che portarono all'unità d'Italia, e durante le guerre d'indipendenza fu teatro di grandi spostamenti di truppe italiane ed austriache, soprattutto in occasione della Battaglia di Magenta. Il decreto regio del 1 gennaio 1870 aggregava a Busto Garolfo le frazioni di Villa Cortese e di Olcella, dando al comune la sua attuale configurazione territoriale[non chiaro]. Busto Garolfo ha partecipato attivamente anche alla prima ed alla seconda guerra mondiale pagando un pesante contributo in vite umane. Busto Garolfo nella storia più recente è famosa per avere ospitato i giochi olimpici nel 1968, forse è anche per ciò che oggi Busto Garolfo è una città molto attiva sul fronte dello sport visto che organizza attività quali una corsa campestre ed un importante tappa del giro d' Italia.

[modifica] Le Chiese esistenti

[modifica] Chiesa dei Santi Salvatore e Margherita

La chiesa parrocchiale avente il titolo di prepositurale, dedicata ai Santi Salvatore e Margherita, venne costruita nel Cinquecento sui resti di una chiesa medioevale risalente al XIII secolo. La facciata originaria venne progettata nel primo Seicento da Francesco Maria Richini. La struttura cinquecentesca subì interventi nel corso del Seicento e del Settecento, mentre nell'Ottocento pesanti interventi di risanamento igienico porteranno alla distruzione di alcuni affreschi dei Fiammenghini. Infine, negli anni tra le due Guerre mondiali, la struttura subirà importanti ampliamenti nella parte presbiterale e alla facciata. All'interno della struttura sono conservate alcune tele attribuite a Giovanni Battista Crespi detto il Cerano (teleri nell'abside e pala di sant'Isidoro) ed un coro ligneo la cui parte centrale venne realizzata da Carlo Garavaglia nel 1642. Altra pala d'altare raffigurante san Barnaba che protegge dal fulmine è opera tardo ottocentesca di Carlo Naymiller. La facciata, di gusto moderno, risale invece al 1961 ed è stata oggetto di aspre critiche. Negli ultimi anni la chiesa è stata ristrutturata all'interno, riportando gli affreschi ai loro colori naturali.

Nell'estate del 2008 è stato installato un sistema di teleriscaldamento sul pavimento delle chiesa, per distribuire uniformemente il calore.

[modifica] Chiesa di San Remigio

Esisteva, nel secolo XIII anche un ospedale detto dei poveri di S. Remigio, affidato a dei frati; verso la metà del XV secolo esso decadde, tanto che su richiesta dei nobili e degli abitanti di Busto Garolfo, papa Callisto III lo soppresse. Di questo antico complesso rimane la bella Chiesa di S. Remigio, restaurata negli anni Venti e successivamente negli anni Settanta del secolo scorso, e tuttora aperta al culto.

[modifica] Chiesa della Madonna della Neve

Localmente conosciuta come Madonnina, è un edificio religioso aperto al culto cristiano cattolico, di origine seicentesca. L'edificio originario era posto lungo l'attuale via Vincenzo Monti, con la facciata rivolta verso il centro abitato. Demolito nel 1934 per ampliare la strada, venne ricostruito nello stesso anno col contributo di Alpini, qualche decina di metri oltre l'originaria collocazione, con un orientamento ruotato e con fattezze simili alla precedente struttura. Al suo interno due lapidi sepolcrali della marchesa Maria Ponga Arconati (una proveniente dall'originario edificio, l'altra collocata a ricordo della riesumazione e ricollocazione dei reti mortali). Di particolare pregio (anche se in abbandono) l'originario affresco dell'altare maggiore rappresentante una Madonna con ai piedi Gesù Bambino tra i santi Rocco e Giuliana che, secondo una lunga tradizione, è attribuito a Bernardino Luini o alla sua scuola. All'esterno altre due lapidi sepolcrali provenienti dall'originario edificio demolito e l'adiacente Monumento agli Alpini.

[modifica] Le chiese scomparse

[modifica] Chiesa di San Carlo

Edificio di culto cristiano cattolico di origine seicentesca, dedicato a san Carlo Borromeo, e demolito negli anni '50 del Novecento. Sorgeva a fianco della Prepositurale del Salvatore e santa Margherita d'Antiochia di Pisidia, sopra una cripta con funzioni sepolcrali a cui si accedeva dall'attigua Prepositurale.

[modifica] Chiesa di Santa Maria Maddalena (o della Misericordia)

[modifica] Chiesa prepositurale di Santa Maria Elisabetta

Chiesa di culto cristiano cattolico originariamente annessa all'omonimo monastero dell'Ordine degli Umiliati. Alla soppressione dell'Ordine sopravvisse come luogo di culto per alcuni decenni, per poi essere trasformata in abitazione.

[modifica] Chiesa di San Carlo al Lazzaretto

Piccola cappella di culto cristiano cattolico, dedicata a san Carlo Borromeo, sorta sul luogo adibito a Lazzaretto. La sua definitiva scomparsa è da collegare alla costruzione del Cimitero avvenuta tra la fine Settecento e i primi anni dell'Ottocento, avvenuta sulla stessa area.

[modifica] Edifici civili degni di nota

[modifica] Casa Donadoni (già Della Croce, poi Majno)

[modifica] Casa da Massaro (detta del Gileca)

Poderoso edificio rurale quattrocentesco (purtroppo in abbandono) costruito con ciottoli disposti a lisca di pesce e modanature in cotto.

[modifica] Palazzo Fossati

[modifica] Palazzo Comunale (già Molteni)

[modifica] Villa Arconati

[modifica] Villa Battaglia (già Castelbarco Visconti)

[modifica] Villa Comunale (già Brentano, poi Litta Modignani, Poi Sala, poi Rondanini)

La Villa oggi sede di alcuni Uffici comunali si identifica in un complesso di edifici settecenteschi con un parco oggi aperto al pubblico. La villa appartenne dapprima ai Brentano, per poi passare ai Litta Modignani e poi ai Rondanini. L'accesso principale è posto lungo la via Magenta, dove un portone, introdotto da una breve rientranza rispetto al rettifilo della via pubblica, è affiancato da rustici (oggi in parte crollati e non salvaguardati). Dal portone si accede al cortile sul cui fondo è la facciata della villa. Annessi alla villa sono alcuni rustici, tra cui la cosiddetta Filanda, oggi adibita a sede di pubblici Uffici. Durante l'ultima parte della Seconda Guerra Mondiale, quando i proprietari erano i Sala, risiedette in incognito il generale Lombar del CLN.

[modifica] Villa Lucca

[modifica] Villa Villoresi (già Rescalli, poi Beretta)

Situata in centro al paese, presso Piazza Lombardia, la villa ha origini seicentesche e presenta uno schema ad "U", introdotto un tempo da un suggestivo viale alberato oggi quasi scomparso. Il complesso della villa è costituito dal corpo di fabbrica destinato all'abitazione nobile (che si articola con uno schema ad "U" attorno al cortile principale), da corpi di fabbrica rustici addossati alle ali della villa (originariamente ospitanti le abitazioni di servizio ed i luoghi di lavoro, tra cui il locale con un grande torchio ligneo del Settecento), il cannocchiale prospettico d'ingresso (che collega la piazza col portale monumentale che introduce al cortile principale) e l'ampio parco all'inglese con adiacente serra. Secondo recenti studi l'impianto dell'edificio, probabilmente voluto dalla famiglia Rescalli (conti di San Vittore) è da attribuire all'architetto Valmagini, che ripropone soluzioni tipiche della villa piacentina.

[modifica] Geografia

Il Comune di Busto Garolfo ha una sola frazione, Olcella situata tra Arconate e Dairago, ma in passato comprendeva anche Villa Cortese; probabilmente a causa del distaccamento di quest'ultima, i bustesi coniarono il modo di dire "Vila Curtès, brüt paes, mile abitanti, tul 'gnuràanti" ("Villa Cortese, brutto paese, mille abitanti, tutti ignoranti"), che i villacortesiani in risposta modificarono in "Vila Curtès, bel paes, mile abitanti, tul insegnanti" ("Villa Cortese, bel paese, mille abitanti, tutti insegnanti").

[modifica] Natura

Le aree boschive a sud e a ovest del territorio comunale, sono parte del Parco Agricolo Sovracomunale del Roccolo. Istituito nel 1991 tra i Comuni di Parabiago, Busto Garolfo, Casorezzo, Arluno, Canegrate e Nerviano (dal 1997), riconosciuto tale nel 1994 dalla Regione Lombardia, si estende per circa 15.000.000 di m2, ed è atto alla difesa di fauna, flora e attività agricole locali. Viene caratterizzato dalla presenza di specie arboree autoctone (quercia, ciliegio, pino silvestre) ed altre specie introdotte dall'uomo (robinia, castagno, quercia rossa, prunus serotina). Attualmente è in progetto una sua estensione fino all'Oasi WWF del bosco di Vanzago.

[modifica] Istruzione

A Busto Garolfo le scuole vanno dalla Scuola materna alla Scuola media, non sono presenti istituti di istruzione superiore. Di scuole elementari in Busto Garolfo ne sono presenti due,la "A.Tarra" e la "E.Mentasti", invece come istruzione per l'istruzione media vi è la "A.Caccia"; queste scuole sono frequentate mediamente da 2000 giovani al giorno.

[modifica] Economia

Ubicato nella pianura padana a ovest di Milano, nei pressi del Ticino, il territorio di Busto Garolfo era un tempo coltivato a viti; attualmente invece le colture più diffuse sono i cereali. Notevole è lo sviluppo delle attività artigianali e anche l'industria ha conosciuto una notevole espansione nel dopoguerra, con la Rimoldi che produceva macchine da cucire, l'impresa chimica Caccia e la tessitura Pessina & Sala (risalente ai primi del 1900). Nella aree di queste ultime due aziende oggi sorgono villette a schiera e diversi appartamenti, pur rimanendo tracce del passato manifatturiero, testimoniate da un'antica ciminiera.

Ad oggi il paese può contare su una moltitudine di attività che spaziano dalle ferramenta alle agenzie turistiche, dalle cartolerie alle fattorie.

[modifica] Trasporti pubblici

Attualmente il comune di Busto garolfo è collegato con i comuni del magentino, castanese e legnanese e con il capoluogo milanese tramite numerose autolinee di trasporto su gomma assegnate in appalto a MOVIBUS le quali erano precedentemente gestite da ATINOM e sono:

  • Linea z625 Busto Arsizio - Dairago - Busto Garolfo;
  • Linea z627 Castano Primo Ferrovienord - Cuggiono - Busto Garolfo - Legnano;
  • Linea z642 Legnano - Villa Cortese - Busto Garolfo - Arluno - Magenta;
  • Linea z644 Arconate - Busto Garolfo - Parabiago;
  • Linea z647 Cornaredo - Arluno - Busto Garolfo - Castano Primo (ex corse scolastiche z649);
  • Linee per Milano:
Linea Z648 Milano-Busto Garolfo diretto
BSicon uexKBHFa.svg Milano Molino Dorino
BSicon uexSTR.svg ingresso autostrada A4 Torino-Milano
BSicon uexBHF.svg Arluno uscita casello autostradale
BSicon uexBHF.svg Ossona
BSicon uexBHF.svg Casorezzo
BSicon uexBHF.svg Busto Garolfo capolinea
BSicon uexSTR.svg proseguimento alcune corse per castano primo
BSicon uexBHF.svg Arconate
BSicon uexHST.svg Buscate
BSicon uexKBHFe.svg Castano Primo capolinea
Linea Z649 Milano-Busto Garolfo
BSicon uexKBHFa.svg Milano Molino Dorino
BSicon uexHST.svg Vighignolo
BSicon uexBHF.svg Cornaredo
BSicon uexBHF.svg Pregnana Milanese
BSicon uexBHF.svg Rogorotto
BSicon uexBHF.svg Arluno
BSicon uexBHF.svg Ossona
BSicon uexHST.svg Casorezzo
BSicon uexKBHFe.svg Busto Garolfo capolinea-deposito

[modifica] Personalità legate a Busto Garolfo

[modifica] Nati

[modifica] Eventi e Cultura

  • Primo fine settimana di marzo e lunedì successivo: Fiera primaverile - festa storica nata come fiera del bestiame, è oggi caratterizzata da un generico mercato.
  • Festa popolare: a Olcella, con fuochi d'artificio
  • Ultimo fine settimana di settembre: Festa dell'Uva a cura della Pro Loco
  • Prima domenica di ottobre: Festa Patronale della Madonna del Rosario
  • Secondo lunedì dopo l'11 novembre (San Martino): Festa autunnale
  • Prima domenica dell'Avvento Ambrosiano: Festa Patronale di Santa Geltrude a Olcella - antica quanto la festa primaverile

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Angelo Pirazzini (Popolo della libertà) dal 08/06/2009

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 836 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Albania 200 1,48%

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
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