Mastino II della Scala
| Mastino II Della Scala | |
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| Signore di Verona | |
| In carica | 1329-1351 |
| Predecessore | Cangrande I della Scala |
| Successore | Cangrande II della Scala |
| Nascita | Verona, 1308 |
| Morte | Verona, 3 giugno 1351 |
| Luogo di sepoltura | Arche Scaligere, Verona |
| Casa reale | Della Scala |
| Padre | Alboino della Scala |
| Madre | Beatrice da Correggio |
| Figli | Cangrande II (1351-1359)
Cansignorio (1359-1375) Paolo Alboino (1359-1375) Regina Altaluna Verde Veronese Guglielmo |
| Religione | Cattolica |
Mastino II della Scala (Verona, 1308 – Verona, 3 giugno 1351) è stato un condottiero italiano.
Mastino II era un membro della dinastia scaligera, una casa di Verona, fu perciò signore di Verona.
Era il figlio di Alboino della Scala e di Beatrice da Correggio. Alla morte di Cangrande I della Scala, lui e suo fratello Alberto II governarono Verona, anche se in realtà il potere era quasi totalmente nelle sue mani. Nella prima parte del suo regno, abbandonando la politica di pace del padre, riuscì a conquistare Brescia (1332), Parma (1335) e Lucca (1335).
La politica di conquista di Mastino II portò alla creazione di una Lega anti-veronese, composta di tutte le potenze locali del periodo (Firenze, Siena, Bologna, Perugia e Venezia). Il primo anno di guerra Verona riuscì a resistere, ma dal 1336 in poi, la Lega si allargò con Azzone Visconti Signore di Milano, gli Este di Ferrara, i Gonzaga di Mantova e lo Stato della Chiesa.
In particolare le inimicizie con la signoria viscontea, sfociarono a partire dal 1332, quando Lodrisio Visconti, zio di Azzone, tenta una congiura per usurpare il titolo dei Signore di Milano, la quale finita male, porta all'arresto di Lodrisio; Evaso dalle prigioni di Monza, l'usurpatore trova accoglienza presso Mastino, il quale vede in lui un importante alleato, capace di creare scompiglio all'interno del casato visconteo, uno dei più potenti nemici. La controversia giunge all'apice il 21 febbraio 1339, quando la lodrisiana Compagnia di San Giorgio, si scontra a Parabiago (attuale provincia di Milano) contro le truppe milanesi, uscendone sconfitta. Sfuma così la possibilità di indebolire dall'interno i Visconti.
Nel 1338 aveva ucciso con le proprie mai lo zio Bartolomeo della Scala, vescovo di Verona.
Mastino II, dopo altre sconfitte e trovandosi i confini circondati dalla Lega anti-veronese, non poté altro che chiedere trattative per la pace, con l'intermediazione dell'imperatore Luigi IV di Baviera. I suoi territori furono ristretti a Verona e Vicenza, mentre il resto del territorio fu spartito tra i vincitori.
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Morì a Verona nel 1351. La sua tomba si trova nelle famose arche scaligere.
[modifica] Bibliografia
- M. Carrara, Gli Scaligeri, Varese, Dell'Oglio, 1966.
- G. M. Varanini, Gli Scaligeri 1277-1387, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1988.
- A. Castagnetti e G. M. Varanini, Il veneto nel medioevo: Dai Comuni cittadini al predominio scaligero nella Marca, Verona, Banca Popolare di Verona, 1991.
- A. Castagnetti e G. M. Varanini, Il Veneto nel medioevo: Le signorie trecentesche, Verona, Banca Popolare di Verona, 1995.
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