Baveno

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Baveno
comune
Baveno – Stemma Baveno – Bandiera
Baveno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbano-Cusio-Ossola
Amministrazione
Sindaco Franco Ottinetti (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°54′00″N 8°30′00″E / 45.9°N 8.5°E45.9; 8.5 (Baveno)Coordinate: 45°54′00″N 8°30′00″E / 45.9°N 8.5°E45.9; 8.5 (Baveno)
Altitudine 205 m s.l.m.
Superficie 17,1 km²
Abitanti 4 966[1] (31-12-2010)
Densità 290,41 ab./km²
Frazioni Feriolo, Loita, Oltrefiume, Romanico, Roncaro
Comuni confinanti Gravellona Toce, Stresa, Verbania
Altre informazioni
Cod. postale 28831
Prefisso 0323
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103008
Cod. catastale A725
Targa VB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bavenesi
Patrono santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo 19 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Baveno
Sito istituzionale

Baveno (Baven in piemontese e in lombardo) è un comune di 4.969 abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, situato sulla sponda occidentale del Lago Maggiore.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato tra il Lago Maggiore e la montagna, sul delta del torrente Selvaspessa e sulle pendici del Monte Camoscio e del Mottarone, Baveno unisce le caratteristiche di località turistica a quelle di centro industriale. Si trova a 11,2 km da Verbania, a 94,5 km da Milano e 143 da Torino, in un ambiente naturale di notevole bellezza paesaggistica, dove numerosi sentieri e i percorsi si prestano a rilassanti passeggiate. La pregevole posizione, affacciato sul golfo Borromeo, fa del borgo una interessante meta turistica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome

L'origine del nome è controversa, è probabile che derivi da un nome gentilizio romano, e la scoperta di alcune necropoli nel corso del secolo scorso, sia in paese che nella sua periferia testimonia la continuità dell'insediamento abitativo, anche nell'antichità.

Tra i più importanti reperti sulle sue origini, sicuramente degne di nota sono due lapidi, risalenti all'epoca romana, murate nella facciata della parrocchiale: una lastra tombale della quale è quasi impossibile leggerne la descrizione, e di una lapide dedicata all'imperatore Claudio.

Sicuramente a quel tempo il paese rivestiva nell'area un ruolo importante, tanto da giustificare la presenza di un'antica e vasta pieve, e una giurisdizione sui nuclei abitativi vicini.

In alcune documentazioni risalenti al decimo secolo appare un femminile "Bavena", probabilmente da "Villa Bavena", della quale in quello stesso periodo vennero distribuiti proprietà e diritti tra personalità e istituzioni di diversa importanza.

Ebbero qui dei possessi l'Abbazia di San Donato di Scozola di Sesto Calende, ma anche l'arcivescovado di Milano. Con il tempo, l'importanza sia sotto il profilo civile che religioso del comune andò via via scemando, e ben presto Baveno dovette abdicare al suo ruolo centrale nel Vergante in favore di Lesa, che, agli inizi del XIII secolo divenne capoluogo della giurisdizione voluta dall'arcivescovo di Milano allo scopo di raggruppare i territori della fascia costiera lacustre.

Verso la metà del XVII secolo Baveno contava circa 180 nuclei famigliari, con 14 terre sottoposte alla sua giurisdizione: Feriolo, Brughere, Oltrefiume, Creza, Corte, Domo, Romanico, Milanese, Molino di Ripa, Loita, Roncaro, Rampolino, Prevostura, Ronco vecchio o Voggini. Cinque nomi che ancora oggi hanno un riscontro nelle cinque frazioni esistenti: Romanico, Roncaro, Loita, Oltrefiume e Feriolo.

Monumenti e luoghi di interesse culturale[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei SS Antonio e Fermo. Baveno. 2007

Il Battistero[modifica | modifica wikitesto]

Il Battistero: è una costruzione risalente apparentemente al periodo rinascimentale, ma in realtà è del V secolo. Esternamente appare in pianta quadrata, ma all'interno corrisponde l'originale pianta ottagonale, con cupola affrescata intorno al XVI secolo, e nicchie alternate tra rettangolari e semicircolari, ricavate dallo spessore della muratura. Possiede un'alta volta romanica, completamente affrescata, con al centro l'Eterno con il globo crociato: davanti troviamo un porticato sorretto da quattro colonne in granito. Subì dei restauri nel 1732, nel 1795 e nel 1888. Ora le pareti esterne appaiono coperte da uno spesso strato di intonaco, con lesene aggettanti[2] e fasce orizzontali di tipo rinascimentali che ne celano le origini caratteristiche.

Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso : costruita intorno all'XI secolo, venne consacrata dal vescovo Amidano il 25 luglio 1345. Ristrutturata soprattutto nei secoli XVII e XVIII, conserva sulla facciata e in una parte del muro laterale gli aspetti caratteristici dello stile romanico. La facciata presenta un andamento a capanna, con pietre squadrate nelle quali si innestano eleganti archetti pensili e rampanti, la piccola luce a quadrifoglio e le bifore murate, sostituite successivamente dalla finestra centrale. Il portale, ad archivolto, è ampio, con capitelli decorati con motivi vegetali, davanti al quale nel 1841 fu costruito un piccolo portico, distrutto nel 1935. In origine la chiesa possedeva un'unica e ampia navata, ma le successive ristrutturazioni hanno portato alla realizzazione dei contrafforti laterali, delle cappelle, della copertura a volta, dell'abside e delle sagrestia. All'interno è presente un pregevole affresco di S.Cristoforo.

Il Porticato[modifica | modifica wikitesto]

Il lungo Porticato della Via Crucis, venne costruito nel 1839 dopo lo spostamento del cimitero, che, con le sue pregevoli arcate a tutto sesto, sorrette da colonne in granito accresce la bellezza del luogo.

Casa Morandi[modifica | modifica wikitesto]

Posizionata nell'antico quartiere Domo la casa, datata al XVIII secolo, ha quattro piani collegati all'esterno da scale e con ballatoio su ogni piano. Le aggiunte contemporanee contraffanno quello che doveva essere l'aspetto originario; resta a vista la muratura, a pietre scistose in corsi irregolari, che terminano in angoli di pietre sbozzate.

Villa Fedora[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nel 1857, Villa Fedora venne acquistata dal Giuseppe Spatz nel 1909. Dopo la morte dello Spatz, la villa venne venduta al musicista Umberto Giordano. Utilizzata poi come sede di scuole ed istituti venne ceduta alla Camera di Commercio di Novara (ora Camera di Commercio di Verbania) che l'ha attrezzata come sede distaccata. Il parco della villa è a disposizione del pubblico e all'interno del quale si possono ammirare i più tipici esemplari della flora locale.

Villa Branca[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente chiamata Villa Clara, Villa Branca venne fatta costruire tra il 1870 ed il 1872 dall'ingegnere inglese Charles Henfrey. È un edificio inconfondibile grazie al suo colore rosso dovuto ai mattoni a vista e per lo stile: il gotico inglese. All'interno dello splendido parco vi sono due cappelle per il rito anglicano e cattolico. Ospiti illustri di questa villa, non aperta al pubblico furono in passato Federico III e la Regina Vittoria

Villa Della Casa[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata nel 1875 dall'architetto svizzero Augusto Guidini per l'imprenditore Nicola Della Casa Villa Della Casa (ora villa Bionda) è realizzata in stile svizzero con bei balconi scolpiti. Sulla facciata principale è presente il motto della Premiata ditta Della Casa: Labor Prima Virtus. Lungo le facciate sono presenti tondi in terracotta raffiguranti personalità storiche e culturali. All'interno del giardino un imponente esemplare di Ginkgo biloba piantato nel 1875 e oggi tra i più grandi d'Europa. La villa non è aperta al pubblico.

Villa Mussi[modifica | modifica wikitesto]

Posizionata nella frazione di Oltrefiume, Villa mussi è una villa in stile liberty strutturata in tre ali, le due laterali avanzate e asimmetriche, con facciata su tre registri con colonne doriche. In questa villa abitò Francesco Cazzamini Mussi, poeta e studioso della storia di Milano. La villa, completamente recintata, aveva anche un grande parco al quale si poteva accedere attraversando un sottopasso: ora questo è stato ceduto al comune che ha realizzato un'area attrezzata a parco pubblico.

Museo GraNum[modifica | modifica wikitesto]

Lo spazio museale è ricavato dal restauro dell’antico palazzo Pretorio, sito prospiciente alla monumentale Chiesa parrocchiale. L’edificio, edificato nei primi anni del Novecento su probabile impronta ottocentesca è stato restaurato con lo scopo di realizzare un museo diffuso a scala territoriale riferibile per il granito rosa di Baveno e le pietre del V.C.O.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Baveno ebbe negli anni ottanta una propria emittente radiofonica, Radio Baveno FM 103.4 MHz. All'emittente succedette la varesina Reteotto (oggi Otto FM), che trasmette ancora sulla frequenza di Radio Baveno da Alpino di Levo.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festival Umberto Giordano[modifica | modifica wikitesto]

Festival nato in occasione del centenario della prima rappresentazione di Fedora (1898) e del cinquantenario della morte del compositore Umberto Giordano (1948), che trascorreva lunghi periodi di lavoro e vacanza a Baveno. Sorto come manifestazione interamente dedicata ai musicisti del periodo a cavallo fra Ottocento e Novecento, agli autori post-verdiani e ai loro contemporanei europei e americani, in seguito il Festival ha esteso il suo interesse a tutti i generi musicali del secolo scorso, alla poesia e ad altre forme d’arte e spettacolo diventando insieme alle Settimane musicali di Stresa uno degli appuntamenti culturali più rilevanti del Verbano Cusio Ossola.

Concorso di Liuteria[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è divenuto anche sede di un importantissimo appuntamento biennale a carattere internazionale un concorso di liuteria, che sta assumendo un rilievo sempre maggiore.

Un salto nel passato[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 a Baveno si tiene, durante il periodo natalizio, la manifestazione "un Salto nel Passato". Nelle vie più caratteristiche della cittadina vengono allestite delle postazioni rappresentanti gli antichi mestieri, con figuranti vestiti a tema. Dal 2004 sono state coniati, appositamente per la manifestazione, i "franc", le monete del "salto nel passato", sulle quali è impresso il ritratto di uno dei figuranti. Per il decennale è stata riprodotta la Casa Morandi. I visitatori possono cambiare i propri Euro in franc, necessari per gustare le specialità proposte alle diverse postazioni.

Si possono trovare il fabbro, il farmacista, gli scalpellini, i boscaioli, ma anche i pastori, i cuochi e le prostitute, gli astronomi (con la riproduzione del Pendolo di Foucault) o semplicemente le dame che passeggiano per il paese. Molto caratteristica è anche l'assidua partecipazione dei bambini nelle manifestazioni: collaborano al timbrificio, alla pigiature dell'uva, cantando canzoni caratteristiche e indossando i costumi dell'epoca.

Il 16 dicembre 2007, la manifestazione ha registrato partecipazione di circa 450 figuranti e la presenza (stimata) di circa 20.000 visitatori, confermandosi sempre di più come uno degli appuntamenti più attesi e apprezzati della zona. L'ultima edizione si è tenuta il 16 dicembre 2012, dove oltre 500 figuranti hanno accolto più di 24.000 visitatori. Dal 2010 la manifestazione è biennale. La prossima edizione si terrà a dicembre 2014.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 è stato creato anche il CCR (ovvero il Consiglio Comunale dei Ragazzi). Alcuni rappresentanti dei giovani bavenesi hanno ora l'opportunità di "fare sentire la propria voce" in comune, cercando di presentare all'amministrazione comunale validi consigli a proposito della vita dei giovani del paese.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fino a tutto il XVIII secolo l'economia del luogo su basava in modo predominante sull'agricoltura e sull'attività di 11 piccoli mulini e un torchio; contemporaneamente risultava molto attivo il commercio di legna e carbone, mentre una nuova attività si stava affacciando nel panorama economico del lago: l'escavazione del granito rosa[4], che nel XIX secolo grazie all'imprenditore svizzero Nicola Della Casa assunse una dimensione industriale dovuta a un forte sviluppo tecnologico, con l'avvento delle mine e delle seghe ad acqua.

Nell'Ottocento vennero edificati i primi alberghi dove soggiornarono ospiti illustri come Schubert e Alexandre Dumas. Durante la seconda guerra mondiale l'hotel Belle Vue fu sede del presidio tedesco agli ordini del famigerato capitano Ludwig Stamm.

Con lo sviluppo di un turismo sempre più diffuso e la costruzione di diversi alberghi disseminati su tutto il territorio, Baveno si sta trasformando in importante alternativa alla crisi del settore manifatturiero.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Baveno fa parte della Comunità montana Due Laghi, Cusio Mottarone e Val Strona.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Baveno è gemellata con:

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Si dice di prominenza di un elemento architettonico sulla superficie di fondo
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Cenni storici del comprensorio, Mergozzo Graniti. URL consultato il 24 giugno 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. - Il Piemonte paese per paese - Ed. Bonechi - 1993 - Firenze
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