Abdicazione

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L'abdicazione di Napoleone, Biblioteca Nazionale Austriaca

L'abdicazione è l'abbandono volontario del potere da parte di un sovrano (dal latino abdicatio, 'rinunciare'. Ab: 'da'; dicare: 'dichiarare'). In latino, il termine rispondeva ad un concetto molto più ampio, mentre oggi la parola si usa in caso di rinuncia al trono compiuto da un monarca. Nel caso di una carica diversa si parla oggi di dimissioni.

L'abdicazione può avere valore personale: è il caso ad esempio del re Vittorio Emanuele III, che rinunciò al trono in favore del figlio Umberto II di Savoia. In altri casi, la rinuncia vale anche per gli eredi alla corona. Così fu ad esempio per Guglielmo II di Germania. Investito non solo di poteri, ma anche di doveri, in passato il sovrano non aveva sempre il diritto di abdicare.

Famose nella storia furono le abdicazioni di:

In tempi recenti, si ricorda il caso di Jean di Lussemburgo: salito al trono in seguito all'abdicazione della madre Charlotte nel 1964, rimase sovrano fino alla propria abdicazione nel 2000 pronunciata in favore del figlio Henri. Simili considerazioni riguardano la famosa Giuliana dei Paesi Bassi, che regnò tra il 1948 ed il 1980 lasciando poi il trono a Beatrice, e rimanendo regina madre fino al 2004, anno della sua morte.

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