Abdicazione
L'abdicazione è l'abbandono volontario del potere da parte di un sovrano (dal latino abdicatio, 'rinunciare'. Ab: 'da'; dicare: 'dichiarare'). In latino, il termine rispondeva ad un concetto molto più ampio, mentre oggi la parola si usa in caso di rinuncia al trono compiuto da un monarca. Nel caso di una carica diversa si parla oggi di dimissioni.
L'abdicazione può avere valore personale: è il caso ad esempio del re Vittorio Emanuele III, che rinunciò al trono in favore del figlio Umberto II di Savoia. In altri casi, la rinuncia vale anche per gli eredi alla corona. Così fu ad esempio per Guglielmo II di Germania. Investito non solo di poteri, ma anche di doveri, in passato il sovrano non aveva sempre il diritto di abdicare.
Famose nella storia furono le abdicazioni di:
- Diocleziano: imperatore romano, dopo 20 anni di governo nel 305 si ritirò a vita privata dopo aver sostenuto una dura campagna di persecuzione contro il Cristianesimo, che considerava come un pericolo per lo stato. Rinunciò in seguito all'offerta di ritornare alla carica di imperatore.
- Papa Celestino V nel 1294: rimase un caso isolato. Secondo il diritto canonico, un pontefice può abdicare senza il consenso del Collegio dei Cardinali.
- Carlo V: imperatore dei romani e Re di Spagna, rinunciò al potere in seguito al terremoto diplomatico verificatosi dopo la Pace di Augusta. In seguito ai compromessi con cui era andato incontro alla religione protestante, rinunciò a diverse corone intorno al 1556.
- Cristina di Svezia: stanca del duro lavoro di collaborazione con il governo, abdicò nel 1654 a favore del cugino Carlo Gustavo, nonostante l'opposizione del senato. Considerò questa rinuncia come una liberazione.
- Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1730. Per ragioni di salute, abdicò in favore del figlio Carlo Emanuele III di Savoia, pur continuando a controllare scrupolosamente la sua politica.
- Napoleone I: imperatore dei Francesi, in seguito a sconfitte militari come quella della battaglia di Lipsia, aveva di fatto perduto molto del suo potere. Tornato nuovamente al trono, abdicherà una seconda volta.
- Vittorio Emanuele I: in seguito a una rivolta carbonara 1821 abdicò a favore del fratello Carlo Felice, ma in sua assenza il reggente Carlo Alberto concesse la Costituzione.
- Carlo X: fu l'ultimo re Borbone di Francia. Fu costretto ad abdicare il 2 agosto 1830 dai moti popolari detti delle Tre Gloriose Giornate (27, 28 e 29 luglio).
- Carlo Alberto: ai tempi dei moti del 1848, come Re di Sardegna, era impegnato in un doppio confronto contro i repubblicani e contro l'Austria Imperiale. Dopo una sconfitta dei piemontesi ad opera di Radetzky, a Novara (23 marzo 1849), abdicò e lasciò il Piemonte per recarsi in segreto ad Oporto. Profondamente amareggiato, sarebbe morto poco dopo il 28 luglio 1849.
- Nicola II: in seguito alla formazione del governo provvisorio 1917 presieduto dal principe L'vov, lo zar abdicò in favore del fratello Michele, che rinunciò al trono il giorno dopo.
- Edoardo VIII: re del Regno Unito abdicò nel 1936, fu re per meno di 12 mesi.
- Vittorio Emanuele III: re d'Italia, il 9 maggio 1946 il re abdicò a favore del figlio Umberto II, già luogotenente del Regno.
- Leopoldo III del Belgio: preferì abdicare nel 1951 in favore di Baldovino, dopo che un referendum aveva confermato la monarchia, evidenziando però una spaccatura nel paese fra i suoi sostenitori e i repubblicani.
In tempi recenti, si ricorda il caso di Jean di Lussemburgo: salito al trono in seguito all'abdicazione della madre Charlotte nel 1964, rimase sovrano fino alla propria abdicazione nel 2000 pronunciata in favore del figlio Henri. Simili considerazioni riguardano la famosa Giuliana dei Paesi Bassi, che regnò tra il 1948 ed il 1980 lasciando poi il trono a Beatrice, e rimanendo regina madre fino al 2004, anno della sua morte.
[modifica] Bibliografia
- Enciclopedia Motta, 1958.
- Abdication, enciclopedia britannica, 1911
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