Minusio

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Minusio
comune
Minusio – Stemma
Minusio col Ghiridone sullo sfondo
Minusio col Ghiridone sullo sfondo
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Canton Ticino – stemma Canton Ticino
Distretto Locarno – stemma Locarno
Sindaco Felice Dafond
Territorio
Coordinate 46°10′40″N 8°48′53″E / 46.17775°N 8.81473°E / 46.17775; 8.81473 (Minusio)Coordinate: 46°10′40″N 8°48′53″E / 46.17775°N 8.81473°E / 46.17775; 8.81473 (Minusio)
Altitudine 246 m s.l.m.
Superficie 5,85 km²
Abitanti 7 159 (31.12.2011)
Densità 1 223,76 ab./km²
Frazioni Mappo, Mondacce, Fontile, Cadogno, Borenco, Rivapiana
Comuni confinanti Avegno Gordevio, Brione sopra Minusio, Locarno, Gambarogno, Muralto, Orselina, Tenero-Contra
Altre informazioni
Lingue italiano, ticinese [1]
Cod. postale 6648
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5118
Targa TI
Nome abitanti minusiensi
Localizzazione
Minusio è posizionata in Svizzera
Minusio
Minusio – Mappa
Sito istituzionale

Minusio[2] (Minüs in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, sul Lago Maggiore in posizione soleggiata. Il centro abitato tra i più antichi della regione con importanti necropoli dell'età del ferro e d'epoca romana, formato di diversi nuclei storici fusi negli anni cinquanta del XX secolo in un unico agglomerato urbano. Il centro principale si estende lungo la strada cantonale; i quartieri residenziali con ville signorili si sono sviluppati già nel primo quarto del secolo scorso; nella seconda metà si sono aggiunti vari palazzi di reddito multipiani nella zona a valle dell'arteria principale, quasi cancellando gli ultimi resti dei terreni agricoli.

Indice

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[3] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane[4].

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[5].

In carica dal 26 aprile 2009 dopo il rinnovo integrale degli Uffici e dei Consigli patriziali. Ufficio patriziale:

  • Presidente: Paola Marlini; membri Leandro Martinoni, Alberto Venturi, Sandra Frizzi, Andrea Paganetti; supplenti Fulvio Martinoni e Maria Meroni-Merlini.

[modifica] Avvenimenti storici

Il 30 luglio 1858 la villa Verbanella, sul limite orientale del territorio di Minusio, fu imbandierata a festa per la presenza di Angelo Brofferio, Camillo Benso conte di Cavour, Farini ed altri[6].

[modifica] Personalità legate a Minusio

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Felice Dafond dal 04/04/2004

La chiesa cattolica di San Quirico del XIII secolo

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

[modifica] Edilizia civile

  • L'ex Pensione Belforte (casa plurifamiliare), in via San Gottardo, è un edificio del 1905 caratterizzato da una torretta belvedere neomedievale merlata in pietra a vista.
  • Il Municipio e le scuole (casa comunale) è un volume compatto tardoneoclassico edificato dal capomastro Pietro Rea.
  • La palazzina non lontana è una costruzione con belle facciate decorate a graffito nel 1920 circa da Domingo Saporiti[11], poi in parte rifatte.
  • La Villetta, casa unifamiliare con facciate interamente decorate da Pompeo Maino[12] nel 1934.
  • La Villa Streiff, edificata nel 1920 nel parco della villa La Verbanella (ora distrutta), è una costruzione in stile regionale ticinese con loggia centrale vetrata; la residenza fu poi rinnovata.
La Villa La Baronata
  • La Villa La Roccabella è una dimora signorile tardoneoclassica sorta nel 1862 all'interno di un vasto parco, ideato da Antonio Ghezzi, con edifici di servizio e rustici.
  • La Villa La Baronata costruita nel XVII secolo come residenza estiva dei baroni Marcacci. Nel 1873 fu acquistata da Michail Bakunin. L'edificio ha una torretta laterale e una loggia centrale ad archi. negli anni 1873-1875 sorse la Baronata superiore realizzata da Francesco Galli su progetto di Walerian Mroczowski per Bakunin; il volume compatto è contraddistinto da una facciata con un frontone triangolare.
  • Il Sanctuarium Artis Elisarion (centro culturale), in via Simen, costruito negli anni 1925-1927 per Elisar von Kupfer ed Eduard von Mayer come loro abitazione e tempio ispirato alla dottrina del chiarismo, teorizzata dallo stesso von Kupfer, pittore e poeta baltico. L'impianto dell'edificio è strutturato su un percorso assiale che dal cancello d'entrata e attraverso la torretta ottagonale conduce alla rotonda sul retro, aggiunta nel 1939, in origine destinata al grande dipinto di von Kupfer Il chiaro mondo dei beati, ora conservato al Monte Verità. la radicale ristrutturazione interna egli anni 1976-1981 ha distrutto uno dei rari esempi di tempio profano.
  • Le scuole elementari e la scuola media, in via Vignascia, costituiscono un vasto centro scolastico realizzato da Marco Bernasconi e Aldo Guscetti nel 1983. I corpi di fabbrica sono disposti parallelamente alla strada e la palestra ad est è l'elemento finale.
  • Le tre case a schiera, in via Navegna, sono abitazioni unifamiliari in cemento armato a vista edificate da Raffaele Cavadini nel biennio 1993-1994; La pianta a L consente la creazione di una corte privata per ogni dimora.
La Ca' di Ferro
La Ca' di Ferro
  • La Villa Chiesa, in via Alla Riva, è una residenza eclettica del 1915 a pianta articolata.
  • La Ca' di Ferro è un austero palazzo eretto dopo la metà del XVI secolo dal colonnello urano Peter A Pro[13] come caserma per i suoi mercenari, deposito di grano, vino, mercanzie e residenza privata. L'ampio quadrilatero presenta un massiccio torrione nell'angolo sud-est e una torretta incorporata nell'angolo diagonalmente opposto. Il cortile interno ha una loggia al piano m^nobile dell'ala residenziale, sul cui tetto è impostato un piccolo campanile. La facciate presentano finestre chiuse da inferriate e numerose feritoie; il portale principale è sovrastato dall'affresco con la Madonna col Bambino del 1929. Il salone del piano nobile conserva la decorazione pittorica di Bruno Nizzola, del secondo quarto del XX secolo; la sala attigua conserva dipinti del 1929. Nello studiolo che collega il salone con la torre stanno raffinati stucchi con Scene della Creazione e delle Quattro età del mondo. Il mastio, coronato da un cammino di ronda pensile, ospit al primo piano una piccola sala ornata di stucchi.; sulla volta: lo stemma A Pro circondato da San Nicolao della Flüe e da Virtù; sopra il camino: Muzio Scevola e Guglielmo Tell.
  • La Villa Margherita costruita nel 1925 da Ferdinando Fischer per il dottor Anderson è connotata da un atrio colonnato e da una loggia.
  • La Villa San Quirico, in via San Quirico, è una residenza signorile acquistata dal comune nel 2002; è contraddistinta da un portico ad archi accessibile da una scala monumentale.
  • La casa borghese di origine settecentesca, poi rimaneggiata, è un volume compatto con facciata rivolta al lago caratterizzata da logge ad archi; le decorazioni pittoriche del 1912 sono di Ugo Zaccheo[14].
  • La casa d'abitazione, in via Dei Paoli, eretta in stile regionale ticinese è appartenuta la pittore Ugo Zaccheo autore della decorazione a graffito sulle facciate.
  • Il Kinder-Erholungsheim Rivapiana (Schulinternat am Lago maggiore) è un edificio improntato allo Heimatstil, costruito nel 1909 forse da Robert Brönimann per l'Istituto evangelico. Il nuovo padiglione fu realizzato nel 1926 da Ferdinando Fischer per la città di Zurigo. La casa del personale è in stile regionale ticinese. Il complesso subì trasformazioni.
  • La Villa Richard è una residenza plurifamiliare sorta nel 1928 circa ad opera di Eugenio Cavadini con riferimenti all'Art déco.
  • La Villa orientale, in via Borenco, edificata nel 1909 è una residenza in stile neoromanico con muratura in granito e mattonelle in cotto.
  • La casa d'appartamenti realizzata da Michele Arnaboldi nel biennio 1990-1991 è connotata dalla diversità delle facciate: quella ad est monolitica, quella ad ovest segnata da ampie terrazze.
  • Il negozio Costantini, in via Brione, è un edificio costruito da Luigi Snozzi negli anni 1977-1979; la forma triangolare del terreno determina la particolare soluzione d'angolo accostato a due case esistenti, l'edificio forma una corte interna.
Villa Ginia
  • La Villa Florence, casa unifamiliare è caratterizzata da logge ad archi con facciate decorate dai fratelli Pierino e Silvio Baccaglio nel 1928.
  • La Villa Frisco, in via Solaria, fu costruita nel 1900 circa per un Perini emigrante in California, è una dimora eclettica con frontone mistilineo e decorazioni pittoriche in stile floreale, ridipinte.
  • La Villa Ginia, dimora del celebre compositore svizzero-tedesco Hans Huber.
  • Il Kurhotel Esplanade realizzato nel biennio 1912-1913 dagli architetti Henauer e Witschi per la SA Kurhotel Esplanade, promossa dal medico Luciano Bacilieri. L'imponente edificio posto in posizione panoramica all'interno di un vasto parco è caratterizzato da risalti turriti laterali.

[modifica] Gemellaggi

Il comune di Minusio è gemellato con:

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Il dialetto ticinese della lingua lombarda, parlato nell'intero cantone non è riconosciuto ufficialmente.
  2. ^ Minusio sul Dizionario storico della Svizzera
  3. ^ Annuario del Canton Ticino
  4. ^ Patriziato di Minusio.
  5. ^ Patriziati affiliati all'ALPA
  6. ^ Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991, 65.
  7. ^ Buetti, 1969, 215-218.
  8. ^ Buetti, 1969, 218.
  9. ^ Gilardoni, 1967, 430-434.
  10. ^ Sikart: Pedro Pedrazzini
  11. ^ Sikart: Domingo Saporiti
  12. ^ Sikart: Pompeo (Angelo) Maino
  13. ^ Peter a Pro sul Dizionario storico della Svizzera
  14. ^ Sikart: Ugo Zaccheo

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, (Rivapiana) 172, 214-215.
  • Giuseppe Mondada, Minusio. Note storiche, S.A. Grassi & Co., Bellinzona 1944; Idem, La «Ca' di ferro» (Minusio), Editore P. Romerio, 1946.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 430-434.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969, 215-218.
  • Giuseppe Mondada, Minusio Raccolta di memorie, Armando Dadò Editore, Locarno 1990; Idem, Quell'Oratorio del miracolo avvenuto oltre 450 anni fa, in Giornale del Popolo, 1990.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 130, 138-140.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Roland Ulmi, Stefan George nel Molino dell'Orso a Minusio, in «Bollettino della Società Storica Locarnese», Tipografia Pedrazzini, Locarno 2004, 35-50.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 151, 165-166, 168.
  • Teodoro Amadò, Una brillante carriera stroncata dalla ragion di Stato, in «Bollettino della Società Storica Locarnese», numero 14, Tipografia Pedrazzini, Locarno 2011, 70-94.

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