Re (Italia)

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Re
comune
Re – Stemma
Re – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia del Verbano-Cusio-Ossola-Stemma.png Verbania
Amministrazione
Sindaco Oreste Pastore (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 46°08′00″N 8°30′00″E / 46.133333°N 8.5°E46.133333; 8.5 (Re)Coordinate: 46°08′00″N 8°30′00″E / 46.133333°N 8.5°E46.133333; 8.5 (Re)
Altitudine 710 m s.l.m.
Superficie 27,22 km²
Abitanti 765[1] (31-12-2010)
Densità 28,1 ab./km²
Frazioni Dissimo, Folsogno, Isella, Meis, Olgia, Ponte Ribellasca
Comuni confinanti Craveggia, Cursolo-Orasso, Malesco, Onsernone (CH-TI), Centovalli (CH-TI), Villette
Altre informazioni
Cod. postale 28856, 28030 (vecchio)
Prefisso 0324
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 103060
Cod. catastale H203
Targa VB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti reesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Re
Sito istituzionale

Re (così anche in piemontese e in dialetto ossolano) è un comune italiano di 783 abitanti[2] della provincia del Verbano Cusio Ossola.

Il paese è noto per la presenza di un importante santuario dedicato alla Madonna del Latte eretto a seguito del miracolo ivi avvenuto nel 1494. Da allora l'effigie della Vergine è nota come Madonna di Re.

Il comune di Re detiene, insieme ad altri quattro comuni, il record del nome di comune italiano più corto (2 lettere).
Gli altri comuni sono: Ne (GE), Lu (AL), Ro (FE) e Vo' (PD).

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dell'abitato

Re si trova a circa 700 metri s.l.m., ultimo comune della Val Vigezzo prima del confine svizzero distante circa 7 km. Oltre all'abitato principale, raccolto intorno al santuario, sulla sponda sinistra del torrente Melezzo, il comune conta altre frazioni poste ad altezze diverse. La frazione Ponte Ribellasca è sede della frontiera italiana.

Muovendosi da ovest ad est sulla SS337, superato l'abitato di Re la valle comincia a stringersi diventando quasi una gola. Dopo circa un chilometro si incontra la frazione Meis, che conta pochissimi abitanti nel periodo invernale; sul versante sud, di fronte alla frazione, si staglia l'imponente figura rocciosa di un gigante dormiente: il monte Gridone.

Le montagne circostanti sono ricoperte da boschi di faggi e pini, che nella stagione propizia sono meta di cercatori di funghi; i boschi sono rotti qua e là da prati sui quali si pratica ancora il taglio del fieno ed il suo trasporto a spalla con gerle.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Re della ferrovia Locarno-Domodossola

Nell'estate del 1978 la valle solcata dal torrente Melezzo è stata teatro di una tragica alluvione che ha distrutto tre bellissimi ponti romani, fino ad allora conservati ed utilizzati dalla popolazione locale[senza fonte]; la linea della piccola ferrovia a binario unico, che da Domodossola giunge fino a Locarno, è stata seriamente danneggiata ed in alcuni tratti si è dovuto procedere ad una completa ricostruzione, tanto che per parecchio tempo la tratta è stata coperta con pullman sostitutivi. Anche la SS337, che attraversa la valle portando ogni giorno decine di frontalieri sul posto di lavoro, ha subito importanti opere di ripristino, tra cui la costruzione di due nuovi ponti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Basilica della Madonna del Sangue

Il comune di Re ospita un grande Santuario dedicato alla Madonna del Sangue. Il Santuario sorge accanto al luogo in cui nel 1494 avvenne un miracolo: un piccolo affresco della Madonna del Latte, colpito da una pietra, iniziò a sanguinare.

Colpire immagini sacre era atto non inusuale nel XV secolo: ad esempio, un episodio analogo avvenne a Forlì, dove, a quanto narrano la cronache, un'immagine mariana, colpita da un pugnale, schizzò sangue dalla ferita, dando origine alla devozione della Madonna della ferita, oggi venerata nella Cattedrale di Santa Croce.

Per quanto riguarda Re, due documenti del tempo, firmati dai podestà della valle e da diversi notai, certificano con precisione l'accaduto.
Solo dopo molti anni, nel 1627, fu inaugurato un primo santuario a navata unica, sorto per iniziativa del vescovo di Novara Carlo Bascapè. La basilica in stile neobizantino che ha inglobato il santuario è stata inaugurata il 5 agosto 1958; progettata dall'architetto Edoardo Collamarini di Bologna, è stata costruita quasi interamente in pietra dagli scalpellini e dagli artigiani locali ed insignita da Pio XII col titolo di basilica minore.[3] Accanto al santuario, alla fine dell'Ottocento fu costruita la "Casa del pellegrino" e vi si trova anche un museo diocesano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Re esistono tre stazioni ferroviarie sulla linea Domodossola - Locarno:

  • la stazione di Re, ubicata vicino al paese;
  • la stazione di Folsogno-Dissimo, ubicata in località Meis;
  • la stazione di Ribellasca, situata presso la frontiera italo-svizzera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  3. ^ Santuario di Re
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]