Ne (Italia)

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Ne
comune
Ne – Stemma Ne – Bandiera
Panorama della val Graveglia
Panorama della val Graveglia
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Sindaco Cesare Pesce (Lista civica di Centro-sinistra "Unità democratica per Ne") dal 07/06/2009
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°20′40.27″N 9°23′54.77″E / 44.344519°N 9.398547°E44.344519; 9.398547 (Ne)Coordinate: 44°20′40.27″N 9°23′54.77″E / 44.344519°N 9.398547°E44.344519; 9.398547 (Ne)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 64,14 km²
Abitanti 2 357[1] (31-12-2011)
Densità 36,75 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Borzonasca, Carasco, Casarza Ligure, Cogorno, Lavagna, Maissana (SP), Mezzanego, Sestri Levante, Varese Ligure (SP)
Altre informazioni
Cod. postale 16040
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010040
Cod. catastale F858
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 819 GG[2]
Nome abitanti neesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Ne
Posizione del comune di Ne nella provincia di Genova
Posizione del comune di Ne nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Ne ( in ligure[3]) è un comune sparso italiano di 2.357 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria. La sede comunale è ubicata presso la frazione di Conscenti.

Il Comune di Ne detiene, insieme ad altri 4 enti municipali, il record del nome di comune italiano più corto (2 lettere). Gli altri comuni sono: Lu (AL), Re (VB), Ro (FE) e Vo' (PD).

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Targa presso il municipio riproducente i borghi della val Graveglia

Il comune di Ne, il quarto per estensione nella provincia, è interamente compreso nella val Graveglia e dista circa 47 km ad est di Genova. La geologia della valle per la sua conformazione presenta aspetti geologici di notevole interesse, meta di studiosi e universitari per approfondirne gli aspetti più significativi.

Il territorio comunale è formato dalle frazioni e località di Arzeno, Caminata, Castagnola, Chiesanuova, Conscenti, Frisolino, Graveglia, Nascio, Piandifieno, Pontori, Reppia, Sambuceto, Santa Lucia, Statale, Gaggia e Zerli[4] per un totale di 64,14 km2.

Confina a nord con i comuni di Mezzanego e Borzonasca (l'exclave frazionario di Gaiette, in val di Taro), a sud con Lavagna, Sestri Levante e Casarza Ligure, ad ovest con Carasco e Cogorno e ad est con Varese Ligure e Maissana, queste ultime in provincia della Spezia.

Parte del suo territorio rientra nei confini del Parco naturale regionale dell'Aveto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antico ponte collegante il borgo di Nascio con Cassagna

Di fatto non esiste un'unica versione storica del comune, in quanto l'ente comunale neese è formato da vari borghi, frazioni e località (ognuno con una sua propria pagina storica) e successivamente riuniti ed accorpati in un unico territorio comunale.

Il territorio fu inizialmente soggetto all'abbazia di San Colombano di Bobbio con i possedimenti di Reppia, Sambuceto, Osti e forse Pontori, nella valle di Garibaldo[5] e poi ricadde nei possedimenti della Marca Obertenga.

Secondo alcune fonti locali a partire dall'VIII secolo la valle di Ne fu munita di alcuni castelli dagli Obertenghi per porre rimedio ai continui attacchi e incursioni dei Saraceni che, nonostante la non vicinanza con la costa, si protrassero fino al X secolo. A partire dall'XI secolo l'intero comprensorio neese fu sottomesso al dominio della famiglia Fieschi di Lavagna, che qui costruirono un castello presso Roccamaggiore.

Dal XIII secolo divenne parte integrante della Repubblica di Genova, seguendone le sorti fino alla sua caduta nel 1797 ad opera di Napoleone Bonaparte. Con la dominazione francese napoleonica rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dell'Entella, con capoluogo Chiavari, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 le varie municipalità del territorio di Ne rientrarono nel VI cantone, capoluogo fu Conscenti Garibaldo, della Giurisdizione dell'Entella e dal 1803 centro principale del I cantone dell'Entella nella Giurisdizione dell'Entella. Annessi nel Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 i borghi furono inseriti nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 il territorio fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel I mandamento di Borzonasca del Circondario di Chiavari facente parte della provincia di Genova.

Dopo la seconda guerra mondiale il comune di Ne subì la sorte di molti altri piccoli comuni italiani, spopolandosi progressivamente: già dalla metà degli anni cinquanta interi borghi restarono completamente abbandonati. Un fenomeno opposto si sta tuttavia registrando per Ca' di Favale, piccolo borgo situato sotto Zerli.

Il comune subì una modifica ai confini comunali nel 1937 quando, con Legge n° 81 del 18 gennaio, la frazione di Statale passò dal Comune di Maissana, in provincia della Spezia, all'odierno Comune di Ne.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Valli Aveto, Graveglia e Sturla.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Ne (Italia)-Stemma.png
Ne (Italia)-Gonfalone.png


« Di azzurro, a tre torrioni di argento, murati di nero, merlati alla guelfa, aperti del campo, fondati sulla terrazza di verde; al leone rampante di oro, coronato dello stesso, poggiato sul merlo centrale del torrione mediano. Ornamenti esterni da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[6])
« Drappo partito di bianco e azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma con l'iscrizione centrata in argento: COMUNE DI NE. Parti di metallo e cordoni argentati. Asta verticale ricoperta di velluto dai colori bianco ed azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia rappresentano lo stemma e sul gambo inciso il nome. Cravatta a nastri con il tipico tricolore nazionale frangiati di argento »
(Descrizione araldica del gonfalone[6])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nel capoluogo a Campo di Ne. Ricostruita nel 1626, aperta solo in occasione delle funzioni liturgiche, conserva al suo interno un trittico del pittore Teramo Piaggio ritraente la Madonna col Bambino tra i santi Michele Arcangelo e Bernardo; tale dipinto dovrebbe essere risalente, come afferma la sottostante iscrizione, al 1546. L'odierno posizionamento del dipinto nell'abside è risalente tra il 1867 e il 1868 quando fu incorniciato. La sua parrocchia fu già presente dall'XI secolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nella frazione di Arzeno.
  • Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di Caminata. L'attuale edificio è risalente al 1612-1626, anche se la prima benedizione della chiesa avvenne il 12 ottobre 1612. Prevostura dal 1937, la comunità parrocchiale fu istituita inglobando le soppresse parrocchie di San Martino di Adreveno e Santa Reparata di Tolcedo.
  • Chiesa parrocchiale di San Biagio nella frazione di Garibaldo. La parrocchia fu istituita con apposito decreto arcivescovile il 7 ottobre del 1604 dall'arcivescovo di Genova Orazio Spinola. Nel creare la nuova comunità parrocchiale furono soppresse le quattro parrocchie preesistenti a Montedonico, Terisso, Osti e Pontori. Arcipretura dal 30 settembre 1769 è conosciuta con il toponimo di Chiesanuova.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Maria e Michele. L'antica chiesa parrocchiale fu costruita a metà strada tra i borghi di Statale e Nascio in località denominata la Crocetta per sopperire alla richiesta delle due comunità rurali unite in origine in un'unica parrocchia. Nel 1565 con la separazione dei due borghi in due parrocchie distinte, entrambe si dotarono di due nuove chiese e Nascio ricostruì un nuovo edificio di culto dedicandolo all'antica denominazione. L'attuale aspetto della chiesa è dovuto ad un rifacimento nel corso del XX secolo. La parrocchia di Nascio passò per un lungo periodo, dal 1519, nei territori religiosi della diocesi di Brugnato fino al 1959 quando fu unita alla diocesi di Chiavari.
La chiesa di Tolceto
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio da Padova nella frazione di Pontori. La chiesa fu costruita nel 1681 e in seguito restaurata ed ampliata nel corso degli anni 1756 e 1790. La sua parrocchia fu originariamente dedicata a san Vincenzo fino alla sua soppressione nel 1604 con la seguente annessione alla comunità parrocchiale di Garibaldo. Fu l'arcivescovo di Genova monsignor Giovanni Lercari che nel 1775 ricostituì l'antica parrocchia di Pontori.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Apollinare nella frazione di Reppia. Confermata al monastero di Bobbio da Ottone I (972). Verso l'anno 1000 esistevano due chiese: Sant'Apollinare, sottoposta all'arcidiocesi di Genova, e Santa Maria degli Angeli, soggetta al monastero di Bobbio[7]. Nel 1519 passò alla diocesi di Brugnato e dal 1579 fu inglobata nella comunità parrocchiale di Arzeno. Nel 1657 divenne parrocchia indipendente e nel 1757 ottenne il titolo di prioria dal vescovo e conte di Brugnato monsignor Domenico Tatis. Sottoposta nel 1903 a lavori di restauro, la chiesa e parrocchia passarono nel 1959 nei territori della diocesi di Chiavari.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Cipriano e Giustina nella frazione di Sambuceto. Secondo alcune fonti l'istituzione e la nascita della parrocchia fu voluta dai monaci benedettini della prioria di Graveglia (Carasco) e dell'abbazia di Borzone (Borzonasca), entrambe dipendenti dall'abbazia di Bobbio. A seguito della violenta pestilenza che decimò il paese, nei primi anni del XVII secolo, fu presa la decisione di sottoporre la piccola comunità alla parrocchia di Loto. Fu nel 1835 che il cardinale e arcivescovo di Genova Placido Maria Tadini ripristinò nuovamente la parrocchia nell'odierna sede presso l'oratorio.
  • Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo nella frazione di Statale. Originariamente l'intitolazione della parrocchia fu dedicata a san Michele Arcangelo e, prima dell'XI secolo, unite in un'unica comunità parrocchiale assieme a Nascio. Fu nel 1565 che le due comunità vengono separate in due parrocchie autonome e ognuno con la propria chiesa locale. Eletta al titolo di prevostura nel 1650 con l'attuale intitolazione verso san Bartolomeo.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Zerli. L'odierna chiesa fu costruita molto probabilmente nei primi anni del XVII secolo quando furono demolite nel territorio di Zerli le due antiche chiese di Santa Maria e San Pietro. Alcuni riferimenti storici riportano inoltre la presenza di un terzo edificio di culto dedicato a san Martino di Adreveno; quest'ultima fu infine accorpata nei territori dell'attuale parrocchia di Caminata. Nei pressi dell'odierna chiesa di San Pietro di Zerli, adiacente il cimitero, vi è l'antica chiesetta parrocchiale detta cappella dei Fieschi eretta verosimilmente per volere della famiglia lavagnese.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Ingresso della miniera di Gambatesa
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Siti di interesse comunitario della Liguria.
  • La miniera di Gambatesa, tra le più grandi d'Europa, è visitabile con il supporto di un trenino (utilizzato in passato dai minatori come mezzo di trasporto durante la fase attiva della miniera) con vagoni adibiti al trasporto dei passeggeri. Dal luglio 2008 la gestione della miniera è stata affidata all'Ente Parco dell'Aveto.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[9] i cittadini stranieri residenti a Ne sono 193, pari all'8,19% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La "valle dei Garibaldi"
Giuseppe Garibaldi (1866).jpg

Secondo fonti ormai verificate, nella chiesa di San Biagio (Chiesanuova) fu battezzato nel 1741[10] il nonno Angelo del celebre condottiero Giuseppe Garibaldi. Ancora oggi i numerosi cognomi Garibaldi presenti in zona testimoniano la storica discendenza. Nel 1999 l'amministrazione comunale, per dare lustro alla figura del generale, installò a Conscenti un cippo in pietra locale di Iscioli raffigurante il volto giovanile dell'eroe, rivolto con lo sguardo fiero verso la Val Garibaldo. Nel 2007 si installò un nuovo cippo - sempre in pietra locale - con inciso l'atto di battesimo del nonno Angelo, per tacitare gli scetticismi riguardo alla veridicità dei suoi natali neesi.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Dal 28 maggio 1998 nella frazione di Conscenti è stata aperta la biblioteca comunale, gestita dalla direzione didattica di Cogorno, ed intitolata a Hugo Plomteux, lo studioso belga delle tradizioni locali e del territorio[11].

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa della Madonna del Carmine ad Arzeno, nel mese di luglio.
  • Festa di san Lorenzo ad Arzeno, nel mese di agosto.
  • Festa del Santo Bambino ad Arzeno, nel mese di settembre.
  • Festa di san Giovanni Battista a Botasi, nel mese di giugno.
  • Festa in allegria a Caminata, nel mese di giugno.
  • Sagra della Madonna del Carmine a Caminata, nel mese di luglio.
Il borgo di Reppia
  • Festa di san Gottardo a Campo di Ne, nel mese di maggio.
  • Sagra del buongustaio a Campo di Ne, nel mese di giugno.
  • Festa dell'Assunta a Campo di Ne, nel mese di agosto.
  • Festa della Beata Vergine Maria del Rosario a Chiesanuova, nel mese di ottobre.
  • Festa di santa Maria Maddalena a Chiesanuova, nel mese di luglio.
  • Festa della Beata Vergine Maria del Rosario a Chiesanuova, nel mese di settembre.
  • Mercatino agricolo della val Graveglia a Conscenti, si svolge tutti i sabati mattina dal mese di maggio ad ottobre.
  • Fiera dell'agricoltura a Conscenti, nel mese di luglio.
  • "Cena sotto le stelle" a Conscenti, nel mese di agosto.
  • Festa di san Lorenzo, patrono del comune, a Conscenti, il 10 agosto.
  • Mercatino di Natale a Conscenti, nel mese di dicembre.
  • Fiera dell'agricoltura a Frisolino, nel mese di luglio. Esposizione e vendita di prodotti agricoli e artigianali della val Graveglia.
  • Sagra della trota a Frisolino, nel mese di luglio.
  • Festa di Nostra Signora della Guardia a Reppia, nel mese di settembre.
  • Festa di santa Barbara alla miniera di Gambatesa, nel mese di dicembre.
  • Solennità di Maria Immacolata ad Iscioli, nel mese di luglio.
  • Festa della Madonna di Loreto a Loetto, nel mese di settembre.
  • Festa dell'Assunta a Nascio, nel mese di agosto.
  • "Concerto di musica nel Borgo" a Nascio, nel mese di luglio.
  • "Musica sul ponte" a Nascio, nel mese di luglio.
  • Festa di sant'Antonio da Padova a Ne, nel mese di giugno.
  • Festa della Natività di Maria a Ponte di Gaggia, nel mese di settembre.
  • Festa del lavoro a Pontori, nel mese di maggio.
  • Festa di sant'Antonio da Padova a Pontori, nel mese di giugno.
  • Festa di santa Maria Addolorata a Pontori, nel mese di agosto.
  • Festa della primavera a Reppia, nel mese di maggio.
  • Festa di sant'Apollinare a Reppia, nel mese di luglio.
  • Sagra dei testaieu a Reppia, nel mese di luglio.
  • Festa del Santo Cristo a Reppia, nel mese di agosto.
  • Festa di Nostra Signora della Guardia a Reppia, nel mese di agosto.
  • Festa della Madonna di Loreto a Reppia, nel mese di settembre.
  • Festa dei santi Giustina e Cipriano a Sambuceto, nel mese di agosto.
  • Festa della Santissima Trinità a Statale, nel mese di giugno.
  • Festa di san Bartolomeo apostolo a Statale, nel mese di agosto.
  • Presepe vivente a Statale, nel mese di dicembre e gennaio.
  • Festa di san Giovanni Battista a Terisso, nel mese di giugno.
  • Festa della Natività di Maria a Terisso, nel mese di settembre.
  • Festa della cipolla rossa a Zerli, nel mese di giugno.
  • Festa di san Pietro a Zerli, nel mese di luglio.
  • Festa di san Rocco a Zerli, nel mese di agosto.
  • Festa di Rinascita nel mese di agosto.

Persone legate a Ne[modifica | modifica sorgente]

L'antico ponte tra Nascio e Cassagna

Lo studioso belga Hugo Plomteux fu affascinato dalle tradizioni e costumi contadini e per questo vi si trasferì negli anni sessanta del Novecento ove fu ospitato dalla famiglia Custelin in frazione Corte di Reppia. Plomteux, così a contatto diretto con le famiglie contadine del luogo, ne approfondì la conoscenza, studiandone il linguaggio, i costumi, le tradizioni, il modo di intendere la vita a contatto con i cicli della natura; si immedesimò talmente che formulò un intero volume denominato Cultura contadina in Val Graveglia, ove ancora oggi si può captare come il linguaggio locale si differenzi nettamente dalle altre vallate della provincia di Genova.

Si possono anche vedere bellissime foto del paesaggio e dei suoi personaggi che, ancora oggi, nonostante una globalizzazione che sembra annullare i valori e le diversità, resistono portando avanti le tradizioni dei loro padri. Di fatto la val Graveglia è l'unica vallata dove, nonostante la competizione dei mercati, si trovano ancora coltivazioni tipiche e modi di cucinare di antica origine, come ad esempio i famosi Testaieu, piatto poverissimo che però serviva a nutrire intere famiglie, oggi in parte trasferite oltre Oceano, specie in California e a Buenos Aires. Tuttora i discendenti degli emigranti mantengono i contatti con la terra madre, ricordando con orgoglio le loro radici neesi.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Cassagna

Basa la sua attività economica principalmente sull'agricoltura locale e dei suoi prodotti naturali. Di pregio è la coltivazione dell'ulivo, da cui si ricava un eccellente olio di oliva. L'apertura al pubblico della miniera di manganese ha permesso di incrementare il turismo e la produzione della stessa, nonostante la crisi nel settore minerario causata dalla concorrenza straniera e dalla bassa manovalanza nella valle.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Ne è attraversato principalmente dalla strada provinciale 26 della Val Graveglia che gli permette il collegamento stradale con Cogorno, ad ovest, e Varese Ligure ad est dove, valicando il passo del Biscia, prosegue nel territorio spezzino come strada provinciale 57. Ulteriore collegamento stradale è la provinciale 88 di Montedomenico per raggiungere le frazioni collinari di Sestri Levante.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dai comuni di Chiavari e Varese Ligure un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Ne e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio a Conscenti
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Antonio Parma Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Antonio Parma Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Marco Bertani Lista civica di Centro-sinistra "Unità democratica per Ne" Sindaco
1999 2004 Marco Bertani Lista civica di Centro-sinistra "Unità democratica per Ne" Sindaco
2004 2009 Cesare Pesce Lista civica di Centro-sinistra "Unità democratica per Ne" Sindaco
2009 in carica Cesare Pesce Lista civica di Centro-sinistra "Unità democratica per Ne" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

Il monumento ai caduti a Conscenti
  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Ne
  5. ^ Val Graveglia
  6. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  7. ^ Fonte dalla diocesi di Chiavari
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  10. ^ Fonte dal quotidiano Il Secolo XIX
  11. ^ Fonte dal sito del Comune di Ne-biblioteca

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hugo Plonteaux, Cultura contadina in val Graveglia, Genova, ed Sagep, 1980. .
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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