Rovegno

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Rovegno
comune
Rovegno – Stemma Rovegno – Bandiera
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista a Rovegno
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista a Rovegno
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Sindaco Bruno Pepi (Lista civica "Ripensiamo Rovegno") dal 07/05/2012
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°34′33.14″N 9°16′43.82″E / 44.575872°N 9.278839°E44.575872; 9.278839 (Rovegno)Coordinate: 44°34′33.14″N 9°16′43.82″E / 44.575872°N 9.278839°E44.575872; 9.278839 (Rovegno)
Altitudine 658 m s.l.m.
Superficie 42,5 km²
Abitanti 577[1] (31-12-2011)
Densità 13,58 ab./km²
Frazioni Casanova, Crescione, Foppiano, Garbarino, Isola, Loco, Moglia, Pietranera, Spescia, Valle, Ventarola
Comuni confinanti Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Ottone (PC), Rezzoaglio
Altre informazioni
Cod. postale 16028
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010052
Cod. catastale H599
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 159 GG[2]
Nome abitanti rovegnesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Rovegno
Posizione del comune di Rovegno nella provincia di Genova
Posizione del comune di Rovegno nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Rovégno (Roegno in ligure[3]) è un comune italiano di 577 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Rovegno è situato in alta val Trebbia, a circa 50 km ad est di Genova, con lo sviluppo del paese principale lungo il versante destro del fiume Trebbia, in un territorio comunale costituito, oltre al capoluogo, dalle frazioni di Casanova, Foppiano, Garbarino, Isola, Loco, Moglia, Pietranera, Spescia, Valle per un totale di 42,50 km². Le frazioni e le località furono riunite e accorpate in un'unica amministrazione comunale nel corso della dominazione francese napoleonica.

Confina a nord con i comuni di Gorreto e Ottone (PC), a sud con Fascia, Fontanigorda e Rezzoaglio, ad ovest con Gorreto, Fascia e Fontanigorda, ad est con Rezzoaglio.

Il territorio fa parte del Parco naturale regionale dell'Antola.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Circa la natura del termine, l'origine etimologicamente più convincente sembra essere quella che rimanda al sostantivo latino Ruber, designante il colore rosso; il legame deriverebbe dalle miniere di rame nelle immediate vicinanze dell'abitato, sfruttate certamente durante l'antichità, le cui terre di scarto sono di un colore rosso tendente all'arancio.

Il primo documento ufficiale in cui appare per la prima volta il nome di Rovegno è un atto notarile, datato al 19 giugno 863[4].

Diversi studi effettuati su alcuni ritrovamenti preistorici, tra cui un'ascia in pietra nella frazione di Zerbo, fanno risalire i primi insediamenti umani al periodo neolitico. Altri documenti cartacei, conservati nell'archivio parrocchiale rovegnese e atti del Comune di Rapallo, citano abitanti di Rovegno in atti datati al 17 luglio 1197 in un giuramento di fedeltà alla famiglia Malaspina di Orezzoli, quest'ultima frazione di Bobbio.

Fin dall'epoca longobarda divenne territorio dell'abbazia bobbiese di San Colombano e successivamente possedimento dei Feudi imperiali nel Contado di Ottone[5]. Dominato dai conti Fieschi di Lavagna dall'XI secolo al XIII secolo[5], a partire dalla metà di tale secolo divenne proprietà della Repubblica di Genova[5], condividendone le glorie e le sorti. Non esistono altre fonti storiche relative all'antico passato del paese, a causa della prima guerra mondiale che distrusse i documenti conservati prima del 1815.

Con la nuova dominazione francese napoleonica le varie località sparse del territorio furono riunite nella neo costituita municipalità di Rovegno che, dal 2 dicembre 1797, rientrò nel Dipartimento dei Monti Liguri Orientali, con capoluogo Ottone, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, divenne capoluogo del II cantone della Giurisdizione dei Monti Liguri Orientali e dal 1803 centro principale del IV cantone della Trebbia nella Giurisdizione dell'Entella. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova aggregandolo alla giurisdizione di Bobbio.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, sotto la provincia di Bobbio, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814; il 7 febbraio del 1819 passò sotto il controllo del Mandamento di Ottone, sempre nella provincia bobbiese. Successivamente rientrò nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1923 il territorio fu compreso nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia.

Con la soppressione del circondario bobbiese, il Decreto Reale nº 1726 datato 8 luglio 1923 stabilì il passaggio di Rovegno nella provincia di Genova[6].

Tra il 1944 e il 1945 la colonia di Rovegno, costruita in sette mesi nel 1934, venne utilizzata dalle bande partigiane come rifugio e centro di prigionia e tortura per militari italiani e tedeschi. Circa seicento militari catturati o arresisi vennero uccisi senza processo e sepolti senza croce; solo di un centinaio tra essi, a guerra finita, venne riconosciuta l'identità dai familiari. Questi fatti sono conosciuti dalla storiografia con il nome generico di "Eccidio di Rovegno"[7], sebbene si siano svolti nell'arco di un biennio.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Trebbia e con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008[8], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità montana delle Alte Valli Trebbia e Bisagno, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale nº 23 del 29 dicembre 2010[9] e in vigore dal 1º maggio 2011[10].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Rovegno-Stemma.png
Rovegno-Gonfalone.png
Rovegno-Bandiera.png
« D'azzurro, al melo verde, al naturale, con quattro frutti d'oro, poggiato sulla vetta centrale della bassa montagna composta da tre vette, verdi, e affonda le sue radici sulla cima. Sotto lo scudo, una striscia bifida e svolazzante in azzurro con il motto, in lettere maiuscole in nero: "MONTIBUS ET SILVIS" »
(Descrizione araldica dello stemma[11])
« Drappo di giallo... »
(Descrizione araldica del gonfalone)

Il riferimento all'albero di mele, il melo, trova spunto dalla principale attività agricola del comune; le tre vette corrisponderebbero alle tre montagne che circondano il territorio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Casanova

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio[12].

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista nel capoluogo. L'attuale struttura della chiesa parrocchiale di Rovegno fu edificata a partire dal 1821 e consacrata nel 1878.
  • Oratorio di San Rocco in località Valle, presso il capoluogo comunale, alle dipendenze della parrocchia di Rovegno.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Casanova. La parrocchia venne eretta nel 1350, mentre la chiesa, secondo alcune fonti storiche locali, fu edificata intorno al XIV secolo. La struttura fu rifatta nel XIX secolo e nella forma attuale nel 1922 grazie ai finanziamenti provenienti soprattutto dai migranti delle Americhe. Dalla parrocchia dipendono l'oratorio della Beata Vergine della Guardia nella frazione Crescione e l'oratorio di San Rocco nella frazione Ventarola
  • Oratorio di San Rocco nella frazione di Foppiano, alle dipendenze della parrocchia di Pietranera.
  • Chiesa di San Vincenzo nella frazione di Garbarino, alle dipendenze della parrocchia di Rovegno.
  • Chiesa di San Matteo nella frazione di Isola, fondato nel corso della seconda metà del XVII secolo e alle dipendenze della parrocchia di Rovegno; il campanile è risalente al 1894.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Guardia nella frazione di Loco; la parrocchia è stata eretta nel 1920.
  • Chiesa parrocchiale di San Giuseppe e Sant'Antonio di Padova nella frazione di Pietranera.
  • Oratorio del Santissimo nome di Maria nella frazione di Spescia, alle dipendenze della parrocchia di Rovegno.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Ponte sul torrente Pescia. Il ponte è ubicato nel territorio frazionario di Casanova, nei pressi del confine amministrativo con Fontanigorda, vicino ad un antico mulino lungo il torrente Pescia. Secondo alcune fonti storiche locali, il mulino pare già essere funzionante dal XIV secolo.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Ruderi del castello medievale, edificato dai marchesi Malaspina, presso la frazione di Casanova.

Società[modifica | modifica sorgente]

Monumento ad Aldo Gastaldi

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[14] i cittadini stranieri residenti a Rovegno sono 71, pari al 12,31% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, nella frazione di Casanova.
  • Festa della Madonna dell'Aiuto, il 13 agosto, nella frazione di Casanova.
  • Festa della sangria il 15 agosto, nella frazione di Casanova.
  • Sagra dell'asado, il 26 agosto, nella frazione di Casanova.
  • Sagra della salsiccia, il 17 settembre, nella frazione di Casanova.
  • Festa patronale della Madonna di Loreto, la seconda domenica di luglio, nella frazione di Isola.
  • Festa patronale di san Matteo, l'ultima e penultima domenica di settembre, nella frazione di Isola.
  • Festa dell'aquilone, il 20 agosto, nella frazione di Isola.
  • Tradizionale cinghialata di fine anno.

Persone legate a Rovegno[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Si basa principalmente sull'attività agricola, in particolar modo sulla coltivazione e raccolta delle mele, ma anche con produzioni di cereali, patate e legumi; nel territorio viene coltivata la Bianca di Rovegno una varietà della patata quarantina bianca genovese.

Al recente sviluppo del turismo di villeggiatura ed escursionistico, sono altre sì praticate l'allevamento del bestiame e lo sfruttamento del sottobosco, soprattutto nella raccolta dei funghi.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Rovegno è attraversato principalmente dalla strada statale 45 di Val Trebbia (presso la frazione di Isola) che gli permette il collegamento stradale con Gorreto, a nord, e Montebruno a sud. Ulteriori collegamenti viari del territorio sono la provinciale 17 di Fontanigorda, per raggiungere l'omonimo comune, e la provinciale 18 di Rovegno.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Giacomo Isola Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1993 Antonio Barbieri Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1993 Antonio Gioffrè Commissario prefettizio
1993 1997 Giacomo Isola Lista civica Sindaco
1997 2002 Giacomo Isola Lista civica Sindaco
2002 2007 Giuseppe Isola Lista civica Sindaco
2007 2012 Giuseppe Isola Lista civica "Uniti per Continuare" Sindaco
2012 in carica Bruno Pepi Lista civica "Ripensiamo Rovegno" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Le principali notizie storiche sono state confrontate con il sito ufficiale del Comune di Rovegno/Sezione storia
  5. ^ a b c Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 25 agosto 2010.
  6. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  7. ^ Fonti e approfondimenti sulla storia dell'Eccidio di Rovegno
  8. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  9. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  10. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  11. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  12. ^ Fonte dal sito della diocesi di Piacenza-Bobbio-Unità pastorali. URL consultato il 22 febbraio 2012.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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