Vobbia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il torrente omonimo, affluente di destra dello Scrivia in Liguria, vedi Vobbia (torrente).
Vobbia
comune
Vobbia – Stemma
Panorama del borgo e del torrente omonimo in secca
Panorama del borgo e del torrente omonimo in secca
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Sindaco Andrea Apicella (Lista civica "Vobbia vuole vivere") dal 29/03/2010
Data di istituzione 1903
Territorio
Coordinate 44°35′57.76″N 9°02′24.1″E / 44.599378°N 9.040028°E44.599378; 9.040028 (Vobbia)Coordinate: 44°35′57.76″N 9°02′24.1″E / 44.599378°N 9.040028°E44.599378; 9.040028 (Vobbia)
Altitudine 477 m s.l.m.
Superficie 33,21 km²
Abitanti 458[1] (31-12-2011)
Densità 13,79 ab./km²
Frazioni Alpe, Arezzo, Noceto, Salata, Vallenzona
Comuni confinanti Busalla, Carrega Ligure (AL), Crocefieschi, Isola del Cantone, Mongiardino Ligure (AL), Valbrevenna
Altre informazioni
Cod. postale 16010
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010066
Cod. catastale M105
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 566 GG[2]
Nome abitanti vobbiesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Vobbia
Posizione del comune di Vobbia nella provincia di Genova
Posizione del comune di Vobbia nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Vobbia (Vóbia o, per dileguo della v, Óbia in ligure, pronuncia ["ubja]) è un comune italiano di 458 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune è situato nella valle omonima, minore dell'alta valle Scrivia, adiacente al torrente omonimo che è un affluente di destra del fiume Scrivia. Attraverso il valico di San Fermo, sull'Appennino ligure a 1.129 m s.l.m. presso il monte di San Fermo (1.177 m), è possibile raggiungere la val Borbera e quindi il comune di Cabella Ligure in provincia di Alessandria. Dista circa 45 km a nord est di Genova.

Il comune è costituito, oltre al capoluogo, dalle cinque frazioni di Alpe, Arezzo, Noceto, Salata e Vallenzona per un totale di 33,21 km2[3]. Fanno altresì parte del territorio le località di Caprieto, Casareggio di Salata, Costa Clavarezza, Costa di Vallenzona, Piani di Vallenzona, Poggio, Selva e Vigogna.

Confina a nord con i comuni di Isola del Cantone e Mongiardino Ligure (AL), a sud con Valbrevenna, ad ovest con Isola del Cantone, Busalla e Crocefieschi e ad est con Mongiardino Ligure e Carrega Ligure (AL).

Il suo territorio comunale fa parte del Parco naturale regionale dell'Antola e dell'Unione dei comuni dello Scrivia.

La struttura orografica del territorio è peculiare, essendo costituito da un unico ampio catino imbrifero anche con discrete zone pianeggianti e collinari (al centro), circondato da montagne; per contro il decorso torrentizio dell'unico effluente del bacino, il torrente Vobbia, dopo un percorso pianeggiante ed aperto, si sviluppa in uno stretto vallone scosceso, una gola rocciosa angusta e profonda, impervia, con cascate ed anfratti di difficile percorrenza. Anticamente la unica via ragionevole di uscita (e di accesso) dalla valle era quindi quella di risalire il bacino fino al crinale ovest dove era possibile raggiungere la Cruxe, cioè Crocefieschi, posta in posizione dominante sullo spartiacque. Più tardi la bassa valle del Vobbia, da Isola del Cantone e Vobbia, è stata percorsa dalla attuale strada, tortuosa e scavata nella roccia dell'orrido, che conserva notevoli aspetti scenografici, alcune vestigia stradali medioevali, e la possibilità di accedere al castello della Pietra, importante presidio di origine medioevale della antica Via del sale tra Genova e la Pianura Padana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Feudo di Crocefieschi[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Vobbia fu costituito solamente nel 1903, staccandosi da Crocefieschi, di cui era frazione. La costituzione del nuovo comune fu decisa sia per incomprensioni con l'amministrazione comunale del tempo, sia per tentare di arrestare lo spopolamento della zona, la cui popolazione in quegli anni migrava verso le Americhe. Fino ad allora aveva seguito le sorti dell'allora capoluogo comunale.

Il territorio si formò riunendo antichi beni[4] dell’abbazia di San Colombano di Bobbio e dei Fieschi di Lavagna, divenendo possedimento feudale dei vescovi di Tortona[5] poi, dal 1164[5], proprietà della famiglia Malaspina. I marchesi di Gavi aggiunsero la valle ai loro possedimenti fino al 1252[5], anno in cui il territorio e il locale castello passarono alle dipendenze di Opizzone della Pietra, quest'ultimo signore del feudo di Mongiardino in consorzio con gli omonimi signori locali. Un successivo documento del 1253 cita[5] inoltre il possedimento territoriale del castello sui borghi di Vobbia, Vallenzona, Arezzo, Costa di Vallenzona, Salmorra e Berga.

Una parte consistente del feudo entrò quindi in possesso di Barnaba Spinola dal 1296[5] e molto probabilmente, non esistono infatti documenti certi, acquisì completamente tutto il territorio feudale all'inizio del XIV secolo[5]. La proprietà di una parte della signoria di Mongiardino, comprendente anche Vobbia, fu ceduta per eredità della madre Tommasina Spinola, il 16 aprile 1678[5], ai figli Innocenzo e Gerolamo Fieschi, famiglia che esercitò su tutto il territorio un dominio pressoché assoluto fino al 1797[5], anno della soppressione dei Feudi Imperiali.

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dei Monti Liguri Occidentali, con capoluogo Rivarolo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, l'odierno territorio comunale di Vobbia rientrò nel I cantone della Giurisdizione dei Monti Liguri Occidentali con capoluogo La Croce (Crocefieschi). Dal 1803 centro principale dell'VIII cantone dell'Alta Valle Scrivia nella Giurisdizione del Lemmo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Unito ufficialmente alla municipalità di Crocefieschi dal 1815, il paese fu inglobato nel Regno di Sardegna, come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Nel 1866 si istituì un primo e semi-dipendente registro di stato civile.

L'indipendenza comunale[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma comunale in uso dal 1903 al 1998

Le prime avvisaglie della futura separazione di Vobbia da Crocefieschi cominciarono a prendere corpo dalla fine dell'Ottocento[6], quando incomprensioni e ostruzionismi comunali tra la frazione e il capoluogo diventarono oramai insanabili. La questione che fece scattare l'accesa protesta dei "frazionisti di Vobbia" fu la proposta per la costruzione di un rapido collegamento stradale[6] tra Crocefieschi e Savignone, strada che avrebbe, secondo i vobbiesi[6], di fatto tagliato fuori l'abitato di Vobbia e relative frazioni da un possibile sviluppo commerciale. Tra l'altro si contestò il gravoso stato di abbandono dei collegamenti stradali di alcune piccole località vobbiesi, ridotte a semplici mulattiere[6].

La situazione che si stava creando in questa parte di territorio dell'alta valle Scrivia fece ben presto eco nella stampa locale tanto che portò ad un diretto interessamento del Ministero dell'Interno[6] soprattutto dopo nuove polemiche e disordini. Lo stesso consiglio comunale di Crocefieschi, con una delibera del 17 aprile 1898[6], riconobbe oramai le tesi "separatiste" delle frazioni vobbiesi dando il benestare per l'avvio delle pratiche atte alla costituzione del nuovo comune. La proposta di legge per la "Costituzione delle frazioni di Crocefieschi in Comune autonomo" fu presentata alla Camera dei Deputati il 24 maggio 1899[6] dall'onorevole Gian Carlo Daneo. Approvato dalla Camera, il decreto legge n° 253 fu ufficialmente promulgato il 13 giugno 1901[6] dal re Vittorio Emanuele III. Il 28 gennaio 1903[6] si svolsero le prime elezioni comunali e, con seduta del 29 gennaio, fu eletto Luigi Ratto primo sindaco di Vobbia[6].

Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel IX mandamento di Savignone del Circondario di Genova della provincia di Genova.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Valle Scrivia e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[7], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[8] e in vigore dal 1º maggio 2011[9].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Vobbia-Stemma.png
« D'azzurro, al castello d'oro, murato di nero, merlato alla guelfa, con due torri merlate ognuna di sei, con il fastigio merlato di sette. Il castello chiuso di nero, finestrato di cinque in nero, due finestre nelle torri, tre ordinate in fascia sotto il fastigio. Fondamenta sulla pianura di verde, sormontato centralmente dalla lettera maiuscola "V" d'oro e lateralmente da due stelle di otto raggi ciascuna, poste sopra le torri »
(Descrizione araldica dello stemma[10])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie sovrastante l'abitato di Vobbia

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

(LIJ)
« Grixio dragon chasciù pietrificoo,
ch'o tegne ancon potense de magia,
ecco da Vobbia rapida e sonante... o Castello da Pria »
(IT)
« Grigio dragone quassù pietrificato,
che hai ancora potenza di magia,
ecco da Vobbia rapida e sonante... il Castello della Pietra »
(Edoardo Firpo[11])

Incastrato nei bastioni di pietra, su una roccia bifida, è collocato nella media val Vobbia il caratteristico castello della Pietra del XIII secolo. Antico possedimento nobiliare ed importante per la sua posizione strategica lungo il percorso per il Basso Piemonte, è stato restaurato negli anni ottanta del Novecento dalla Provincia di Genova.

Dal 2008 il castello è gestito dall'Ente Parco dell'Antola che tramite la Cooperativa "Castello della Pietra" organizza visite guidate nel periodo aprile-ottobre ed un programma di manifestazioni storiche nel periodo estivo, durante il quale funziona anche un punto ristoro che promuove i prodotti tipici del Parco.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Il sentiero che conduce al castello della Pietra

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[13] i cittadini stranieri residenti a Vobbia sono 4, pari all'0,87% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Panorama della frazione di Alpe

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa di san Fermo, il 9 agosto, nell'omonima località.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • La frazione di Alpe costituisce un interessante agglomerato montano (1.017 m slm) viva testimonianza di come vivevano i pastori dell'entroterra ligure fino alla seconda guerra mondiale. Situata in posizione panoramica, si trova a 8,5  km dal capoluogo. È raggiungibile anche da Crocefieschi, attraverso una strada di circa 5 km  km, molto panoramica ma assai dissestata.
  • Noceto è un borgo a mezza costa dall'interessante impianto urbanistico.
  • Selva è una tra le più piccole frazioni ed è situata proprio sopra Vobbia.
  • Vallenzona era, un tempo, uno dei più grandi centri del comune; aveva una sua chiesa, una scuola e perfino un piccolo albergo. Oggi si è spopolata, se non durante l'estate quando è frequentata da numerosi villeggianti nei mesi di luglio e agosto. Prima e dopo di questa vi sono anche altre frazioni minori, in ordine Vigogna, Poggio, quindi la già citata Vallenzona, e infine Costa di Vallenzona. Nei pressi di San Fermo, al confine col Piemonte, si trovano i cosiddetti Piani di Vallenzona.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Panorama della frazione di Vallenzona

Si basa principalmente sulla produzione agricola. È altresì praticata la silvicoltura, l'artigianato legato al legno e l'allevamento del bestiame.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Vobbia è situato all'intersezione tra la strada provinciale 8 di Vobbia, la quale collega il comune con Isola del Cantone e con Mongiardino Ligure in provincia di Alessandria, e la strada provinciale 9 di Crocefieschi, proveniente dal comune omonimo. Attraverso il valico di San Fermo (1.129 m s.l.m.), lungo la provinciale 81 omonima, è possibile il collegamento viario con il comune piemontese di Cabella Ligure e la val Borbera.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1993 Bruno Moretti Partito Socialista Italiano Sindaco
1993 1995 Giovanni Coiana Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 1996 Luciana Gotti Partito Democratico della Sinistra Vice sindaco
1996 2000 Ennio Beroldo Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2000 2005 Michela Ferrara Lista civica "Sent'anni de Vubbia" Sindaco
2005 2010 Ennio Beroldo Lista civica di Centro-sinistra "Sent'anni de Vubbia" Sindaco
2010 in carica Andrea Apicella Lista civica "Vobbia vuole vivere" Sindaco

Gemellaggio[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Un mulino nei pressi del confine comunale con Mongiardino Ligure in provincia di Alessandria
  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  4. ^ Vobbia - Storia antica
  5. ^ a b c d e f g h Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 3 novembre 2010.
  6. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal sito del Comune di Vobbia. URL consultato il 3 novembre 2010.
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  9. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  10. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  11. ^ Il Secolo XIX edizione Genova, 22 agosto 2011 pag. 22
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  14. ^ Fonte dal sito del comune di Vobbia-Gemellaggio con Bolton. URL consultato il 30 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Armando di Raimondo, Vobbia tra Feudo e Comune, 1987, Genova
  • Maria Ratto, Alessio Schiavi, Val Vobbia: mille anni di storia della sua gente, cento anni del suo comune, 2003, Genova
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria