Cicagna

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Cicagna
comune
Cicagna – Stemma Cicagna – Bandiera
Panorama di Cicagna
Panorama di Cicagna
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Roberto Bacigalupo (Lista civica di Centro "La Cicogna") dal 16/05/2011
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°24′30.74″N 9°14′10.8″E / 44.408539°N 9.236333°E44.408539; 9.236333 (Cicagna)Coordinate: 44°24′30.74″N 9°14′10.8″E / 44.408539°N 9.236333°E44.408539; 9.236333 (Cicagna)
Altitudine 88 m s.l.m.
Superficie 11,28 km²
Abitanti 2 558[1] (31-12-2011)
Densità 226,77 ab./km²
Frazioni Monleone, Pianezza, Serra
Comuni confinanti Coreglia Ligure, Lorsica, Moconesi, Orero, Rapallo, Tribogna
Altre informazioni
Cod. postale 16044
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010016
Cod. catastale C673
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 856 GG[2]
Nome abitanti cicagnini o cicagnesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cicagna
Posizione del comune di Cicagna nella provincia di Genova
Posizione del comune di Cicagna nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Cicagna (Cicagna in ligure[3]) è un comune italiano di 2.558 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato nella media val Fontanabuona, ad est di Genova. Il territorio comunale è costituito dalle cinque frazioni di Monleone, Pianezza, Cassottana, Canivella e Serra[4] per un totale di 11,28 km2. Confina a nord con i comuni di Moconesi e Orero, a sud con Rapallo e Coreglia Ligure, ad ovest con Tribogna e ad est con Lorsica.

I principali corsi d'acqua sono il torrente Lavagna, il quale divide in due nuclei distinti il paese, e il torrente Malvaro nei pressi della frazione di Monleone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico cicagnese

Le origini del comune[5] risalgono alla diffusione del Cristianesimo da parte dei monaci dell'abate irlandese san Colombano ed all'abbazia di San Colombano di Bobbio: ne è testimonianza la costruzione di una delle prime pievi battesimali di cui fece parte anche Coreglia Ligure.

Il paese fu dominio della famiglia Malaspina fino al 1114, anno in cui fu inglobata nelle terre della Repubblica di Genova. In un antico documento risalente al 1143 è citata con il toponimo di Plicania che venne poi trasformato in Chinaglia e quindi nell'odierna Cicagna.

Da sempre punto importante della val Fontanabuona, fu inclusa nella podesteria di Rapallo e successivamente nel suo capitaneato (1608) nello storico "quartiere" di Oltremonte.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dell'Entella, con capoluogo Chiavari, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Cicagna rientrò nel III cantone, con capoluogo Carasco, della Giurisdizione dell'Entella e dal 1803 centro principale del I cantone dell'Entella nella Giurisdizione dell'Entella. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento omonimo del Circondario di Chiavari della provincia di Genova.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 è stata la sede amministrativa della Comunità montana Fontanabuona, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[6] e in vigore dal 1º maggio 2011[7].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Cicagna-Stemma.png
Cicagna-Gonfalone.png


« D'argento, al fiume d'azzurro che scorre sotto un ponte rosso ad un'arcata, murato di nero e sostenente una torre chiusa, finestrata e merlata alla guelfa. Ornamenti esteriori da comune »
(Descrizione araldica dello stemma[8])
« Drappo partito di azzurro e di bianco... »
(Descrizione araldica del gonfalone[8])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica n° 2001 datato al 30 giugno del 1976[8].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario di Nostra Signora dei Miracoli nel capoluogo. Antecedente il santuario fu costruita nella zona un'antica chiesa fondata dai monaci di San Colombano che, secondo alcune fonti, fu eletta a rettoria già nel X secolo e dedicata a san Giovanni Battista. Dal XIII secolo fu scuola con collegiata di canonici offrendo servizi di culto per altre chiese della zona. Nella sua storia l'edificio subì violenti saccheggi da parte dell'esercito napoleonico nel 1799. L'attuale edificio, oggi santuario di Nostra Signora dei Miracoli, è stato ricostruito nel 1937.
  • Chiesa di Nostra Signora degli Angeli nella frazione di Monleone.
  • Chiesa parrocchiale di San Rocco nella frazione di Pianezza. Già succursale della parrocchiale di Cicagna, la chiesa fu elevata al titolo di parrocchia il 2 luglio del 1922.
  • Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo apostolo nella frazione di Serra.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti diversi monumenti scultorei quali il "ponte della Vittoria", costruito nel 1937 a ricordo dei caduti della prima guerra mondiale e ai marinai della seconda guerra mondiale. Anticamente sullo stesso potevano passarvi solo coloro che avevano partecipato alla Grande guerra come forma di rispetto verso i caduti, in seguito fu regolato al traffico abituale.

Adiacente al palazzo Cavagnari una scultura del 1892 raffigura una delle tre caravelle di Cristoforo Colombo, mentre all'emigrazione è stato dedicato, nel 1992, un monumento nella frazione di Monleone dello scultore Pietro Solari. Nella frazione di Pianezza è presente un omaggio scultoreo ai lavoratori dell'ardesia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Nostra Signora degli Angeli presso Monleone di Cicagna
L'antico ponte in pietra sovrastante il torrente Lavagna

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[10] i cittadini stranieri residenti a Cicagna sono 243, pari al 9,50% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Cicagna ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14000.[11]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Il più rinomato costruttore di pifferi fu Nicolò Bacigalupo, detto ü Grixiu (Cicagna, 1863-1937) attivo a Cicagna dal 1900, dopo il suo ritorno dal Perù, fino alla sua morte. Ciò che rimane della bottega del Grixiu (strumenti musicali semilavorati e attrezzi tra cui il tornio a pedale) è conservato nel museo etnografico "Ettore Guatelli" di Collecchio nella frazione di Ozzano Taro nel parmense.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento all'emigrante

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo storico archeologico dedicato alla storia della valle, dal Mesolitico di 9 000 anni or sono al Medioevo.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa e processione di san Giovanni Battista il 24 giugno.
  • Festa della cicogna la seconda domenica di luglio
  • Festa e processione della Madonna dei Miracoli presso il santuario omonimo il 15 - 16 - 17 settembre.
  • Sagra delle castagne ad ottobre.

Persone legate a Cicagna[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Cicagna si fonda principalmente sull'agricoltura con la coltivazione di alberi da frutta, uliveti e vitigni e sulla lavorazione dell'ardesia. Oltre alla floricoltura, fiorente è l'attività industriale con la presenza di piccole e medie aziende attive nel settore tessile e da materiali da costruzione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Cicagna è attraversato principalmente dalla strada provinciale 225 della Fontanabuona che gli permette il collegamento stradale con San Colombano Certenoli, a sud, e con Moconesi a nord.

Dall'arteria principale della SP 225 dipartono altri collegamenti provinciali quali, in prossimità del centro, la strada provinciale 23 della Scoglina - per raggiungere Favale di Malvaro e, valicando il passo della Scoglina, i centri della val d'Aveto e della val Trebbia - e al bivio di Pianezza la strada provinciale 25 di Orero per il collegamento con l'omonimo comune. Dalla SP 23 un bivio presso la località di Acqua di Sopra devia verso est lungo la strada provinciale 24 di Verzi per collegarsi con il comune di Lorsica.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dal comune di Chiavari un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Cicagna e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della "torre" del municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1975 1980 Luigi Ferrea Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Luigi Ferrea Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Luigi Ferrea Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Luigi Ferrea Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Claudio Crovo Lista civica Sindaco
1999 2004 Claudio Crovo Lista civica "Per il Futuro di Cicagna" Sindaco
2004 2009 Marco Limoncini Lista civica di Centro-destra "La Cicogna" Sindaco
2009 7 giugno 2010 Marco Limoncini Lista civica di Centro-destra "La Cicogna" Sindaco [12]
15 luglio 2010 16 maggio 2011 Mauro Bacigalupo Lista civica di Centro "La Cicogna" Vicesindaco [13]
2011 in carica Roberto Bacigalupo Lista civica di Centro "La Cicogna" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D. Santa Maria San Salvatore Fontanabuona militante nel campionato di Eccellenza di calcio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dal sito della Provincia di Genova
  5. ^ Le notizie storiche sono state confrontate con il sito Liguriaplanet.com
  6. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  7. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  8. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  11. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria
  12. ^ Si dimette dalla carica amministrativa in quanto eletto consigliere regionale della Liguria
  13. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica del 15 luglio 2010 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 185 del 10 agosto 2010

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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