Castello della Pietra

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Castello della Pietra
Castelli della Valle Scrivia
Castello della Pietra - Vobbia, Genoa, Italy.JPG
Mappa di localizzazione: Italia
Ubicazione
Stato Feudi imperiali
Stato attuale Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Città Vobbia
Coordinate 44°36′48.73″N 9°00′57.68″E / 44.613536°N 9.016022°E44.613536; 9.016022Coordinate: 44°36′48.73″N 9°00′57.68″E / 44.613536°N 9.016022°E44.613536; 9.016022
Informazioni generali
Tipo castello-dimora
Utilizzatore Famiglia della Pietra
Signoria degli Spinola
Signoria degli Adorno
Famiglia Cusani Visconti
Famiglia Beroldo
Comune di Vobbia
Primo proprietario Famiglia della Pietra
Funzione strategica Dimora e difesa del territorio
Termine funzione strategica 1797
Inizio costruzione XII secolo (?)
Condizione attuale in buone condizioni
Proprietario attuale Comune di Vobbia
Visitabile sì, visite guidate

[senza fonte]

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Il castello della Pietra (O Castello da Pria in genovese) è un'antica fortificazione sita nel comune ligure di Vobbia, ubicato nell'omonima valle tributaria del torrente Scrivia, in provincia di Genova. Esso è il principale e più caratteristico monumento dell'entroterra genovese, polo d'attrazione culturale e paesaggistico del Parco naturale regionale dell'Antola ed inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani.

Situato in una pittoresca posizione elevata tra due speroni di conglomerato roccioso che ne costituiscono i naturali bastioni, domina la strada che fiancheggia il torrente Vobbia risalendone il corso da Isola del Cantone. Il castello è raggiungibile soltanto a piedi tramite un sentiero nel bosco, ed una scalinata, dopo venti minuti di suggestivo cammino.

Dalla primavera del 2014 sono iniziati lavori straordinari lungo il sentiero e alla struttura con la temporanea chiusura del sito al pubblico[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

(LIJ)
« Grixio dragon chasciù pietrificoo,
ch'o tegne ancon potense de magia,
ecco da Vobbia rapida e sonante... o Castello da Pria »
(IT)
« Grigio dragone quassù pietrificato,
che ha ancora potenza di magia,
ecco da Vobbia rapida e sonante... il Castello della Pietra »
(Edoardo Firpo[2])
Il castello della Pietra incastonato fra due speroni di conglomerato roccioso

Non esistono ancora oggi sufficienti ed esaurienti documentazioni storiche in merito alla reale data di edificazione, pertanto si è ipotizzato che la costruzione possa essere risalente al 1100 o ad una data ancora precedente, ma fin d'ora rimane il mistero.

Anticamente fin dall'epoca longobarda, vi erano i monaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, a cui apparteneva la zona, che come da altre parti edificavano eremi in grotte od in posti elevati ed impervi; come avvenne per l'eremo di San Colombano.

Alcuni documenti del 1252 nominano il feudatario Opizzone della Pietra, la cui famiglia assunse tale appellativo di "della Pietra", proprio per il legame con l'ardita fortezza. Secondo i celebri Annali dello storico Caffaro di Rustico da Caschifellone già nel XIII secolo il castello presentava le stesse caratteristiche strutturali e architettoniche di quelle attuali e la sua giurisdizione comprendeva l'Alta Val Borbera travalicando il colle di San Fermo.

A seguito della morte di Guglielmo della Pietra, il maniero passò di proprietà della famiglia nobiliare Spinola fino al 1518, quando fu ceduto per disposizione testamentaria agli Adorno; il testamento è datato al 7 giugno 1518 e si specifica il volere di Tolomeo Spinola in favore dei fratelli Antoniotto e Gerolamo Adorno.

Prospero Adorno ne ottenne l'ufficiale investitura il 17 gennaio del 1565 e dieci anni dopo (1575) la proprietà passo nelle mani del fratello Gerolamo Adorno. Nel 1579 fu espugnato da alcuni malviventi, ma venne riconquistato da Giorgio Centurione su incarico del Senato della Repubblica di Genova.

Il salone centrale

Nel 1620 l'imperatore Mattia d'Asburgo lo annesse al feudo Pallavicino in val Borbera perdendo così ogni potere giurisdizionale autonomo, ma costituendo fino alla fine del Settecento una enclave tra i più grandi feudi dei Fieschi e degli Spinola; sotto la sua giurisdizione rientravano Torre di Vobbia, Pareto in val Brevenna e Gordena in Alta Val Borbera. In seguito divenne proprietà dei Botta Adorno. Nel 1797, le truppe francesi giunsero sull'Appennino e, per volere di Napoleone Bonaparte, vennero soppressi i Feudi Imperiali. Il maniero fu così abbandonato dall'ultimo carismatico castellano, Michele Bisio e dopo qualche anno fu dato alle fiamme decretandone così la progressiva rovina. Il bronzo dei cannoni fu prelevato dal vescovo di Tortona per essere poi utilizzato per la fusione delle campane della chiesa di Santa Croce di Crocefieschi.

I ruderi dell'antico castello restarono comunque di proprietà dei Botta Adorno fino al 1882 quando fu ceduto alla famiglia Cusani Visconti. Il 21 maggio del 1919 il proprietario Luigi Riva Cusani lo vendette a Giovanni Battista Beroldo di Vobbia. La famiglia Beroldo lo donò poi al Comune di Vobbia nel 1979.

Nel 1981, due anni dopo la cessione verso il comune vobbiese, la provincia di Genova, su stimolo del Centro Studi Storici per l'Alta Valle Scrivia (Busalla), avviò diversi interventi di restauro recuperando le antiche macerie ed effettuando rilievi per comprendere meglio l'intera struttura nel suo complesso. Il castello, dal 1994, è aperto al pubblico per visite guidate al suo interno e fino al Torrione Grande.

Dal 2008 il castello è gestito dall'Ente Parco dell'Antola che tramite la Cooperativa "Castello della Pietra" organizza visite guidate nel periodo aprile-ottobre ed un programma di manifestazioni storiche nel periodo estivo, durante il quale funziona anche un punto ristoro che promuove i prodotti tipici del Parco.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La struttura vista dal soprastante torrione ricavato dallo sperone di roccia

Il castello si articola in due corpi impostati a quote differenti. Si accede dall'avancorpo i cui tre piani di calpestio sono stati ripristinati con una struttura metallica a griglia. Dall'ultimo piano dell'avancorpo si passa all'ampio salone centrale a pianta quadrata e soffitto voltato. Con il rifacimento della copertura è stato ripristinato un sottotetto raggiungibile sia dal vano centrale sia dal cammino di ronda.

Caratteristica (fondamentale per l'autonomia del castello) è la cisterna scavata nella roccia ai piedi del "torrione" (sperone roccioso naturale) ovest, in cui erano convogliate le acque piovane dei tetti, anche per mezzo di canali di raccolta scavati nella roccia, ancora in parte visibili; la cisterna è accanto al salone centrale sotto il cui pavimento è presente una seconda cisterna.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lavori al Castello della Pietra di Vobbia. URL consultato il 10 aprile 2014.
  2. ^ Il Secolo XIX edizione Genova, 22 agosto 2011 pag. 22

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Ratto A. Schiavi, Il Castello della Pietra in Val Vobbia, Genoa Service Editore, Genova, 2001.
  • M.V. Pastorino S. Pedemonte, Le cisterne dei castelli di origine medievale in Valle Scrivia con particolare riferimento al Castello della Pietra, Quaderni della Comunità Montana Alta Valle Scrivia, Busalla, 1994.
  • AA. VV., Suggestioni, storie e Castellani della Pietra, Quaderni della Comunità Montana Alta Valle Scrivia, De Ferrari Editore, Genova, 2008.
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

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