San Colombano Certenoli

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San Colombano Certenoli
comune
San Colombano Certenoli – Stemma San Colombano Certenoli – Bandiera
Panorama di San Colombano Certenoli
Panorama di San Colombano Certenoli
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Giovanni Solari (Lista civica "Nella continuità verso il futuro") dal 29/03/2010
Data di istituzione 1804
Territorio
Coordinate 44°22′18.33″N 9°18′41.85″E / 44.371758°N 9.311625°E44.371758; 9.311625 (San Colombano Certenoli)Coordinate: 44°22′18.33″N 9°18′41.85″E / 44.371758°N 9.311625°E44.371758; 9.311625 (San Colombano Certenoli)
Altitudine 45 m s.l.m.
Superficie 41,58 km²
Abitanti 2 705[1] (31-12-2011)
Densità 65,06 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Borzonasca, Carasco, Coreglia Ligure, Leivi, Mezzanego, Orero, Rapallo, Rezzoaglio, Zoagli
Altre informazioni
Cod. postale 16040
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010053
Cod. catastale H802
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 500 GG[2]
Nome abitanti sancolombanesi
Patrono san Colombano e la Madonna Immacolata
Giorno festivo 23 novembre e 8 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Colombano Certenoli
Posizione del comune di San Colombano Certenoli nella provincia di Genova
Posizione del comune di San Colombano Certenoli nella provincia di Genova
Sito istituzionale

San Colombano Certènoli (San Comban in ligure[3]) è un comune sparso italiano di 2.705 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria. La sede comunale è situata nella frazione di Chiesa Nuova.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ha un territorio geografico molto vasto, il più esteso della val Fontanabuona, compreso tra il passo dell'Anchetta (474 m s.l.m.) e il monte Ramaceto (1.345 m); nel territorio è compresa anche la val Cichero la quale separa il comune dalla valle Sturla. Il centro è ubicato ad est di Genova.

L'orografia del territorio comprende zone di fondovalle, dove si coltiva la vite grazie alla presenza di abbondante acqua, e zone montane come le pendici del monte Ramaceto, il più elevato dell'intera valle fontanina.

Il territorio è costituito dalle frazioni di Aveggio, Baranzuolo, Bavaggi, Calvari, Camposasco, Celesia, Certenoli, Chiesa Nuova, Cichero, Maggi, Mezzavalle, Romaggi, San Colombano, San Martino al Monte per un totale di 41,58 km²[4].

Confina a nord con i comuni di Orero, Rezzoaglio e Borzonasca, a sud con Zoagli, Leivi e Carasco, ad ovest con Orero e Coreglia Ligure, ad est con Borzonasca, Mezzanego e Carasco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte presso la frazione di Celesia

Citato già nel X secolo[5] in alcuni documenti dei monaci colombaniani di Bobbio, nei quali vengono espressamente citate le altre celle monastiche di Scaona, Bembelia (primo nome di San Colombano[5]), Monte, Vinealis, Romalio e Plecherio, il territorio odierno di San Colombano divenne feudo dei conti Fieschi di Lavagna dal 1171[5].

Gravi scontri si ebbero nelle sue terre tra il XIV e il XV secolo tra le diverse fazioni nobiliari dei Fieschi e dei Malaspina che dominarono il territorio fino al passaggio di fedeltà verso la Repubblica di Genova dal 1543[5]. Seguendone quindi le sorti storiche, le comunità certenolesi furono sottoposte dapprima nel capitaneato di Chiavari sotto la podesteria di Rapallo (quartiere d'Oltremonte) e, dal 1608, nel neo istituito capitaneato rapallese. Nel corso del 1672 la famiglia Savoia tentò di far insorgere la popolazione dell'odierna località di Càlvari contro la repubblica genovese, per poter così ottenere l'annessione del territorio al Piemonte; Genova punì i colpevoli della vicenda, ricordata dagli storici locali come la "congiura dei Torre", con l'impiccagione dei congiurati locali.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte i vari borghi e località paesane vengono costituiti in piccole municipalità (Baranzuolo, Calvari, Camposasco, Certenoli e Romaggi) rientranti dal 2 dicembre nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, San Colombano rientrò nel IV cantone, capoluogo Santa Maria di Camposasco nella Fossa dei Peirani, della Giurisdizione dell'Entella e dal 1803 centro principale del I cantone dell'Entella nella Giurisdizione dell'Entella. In questo anno vengono soppresse le municipalità di Baranzolo e Calvari aggregandole a San Colombano.

Nel 1804 vengono unite alla municipalità i centri di Camposasco, Certenoli e Romaggi; nel 1805 una nuova revisione dei confini amministrativi portarono al cedimento delle frazioni di Celesia e Cichero all'odierno comune di Orero. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Panorama della frazione di Romaggi

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Cicagna del Circondario di Chiavari della provincia di Genova.

Assunse il definitivo nome di San Colombano Certenoli a partire dal 1863[5][6] dopo diversi anni per arrivare ad un accordo tra le nove frazioni comunali. Si scelse di aggiungere la denominazione Certenoli poiché quest'ultima, conosciuta in epoca romana con la denominazione di Certinulus, è la frazione più estesa del comune.

San Colombano Certenoli è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1941, tra le località di Pian di Coreglia (Coreglia Ligure) e Calvari fu costruito il 52º campo di concentramento da parte del Genio militare della caserma di Caperana (Chiavari); nel periodo tra il 1941 e l'8 settembre 1943 il "Campo prigionieri di guerra", soprattutto soldati inglesi o del Commonwealth catturati in Africa, accolse nella struttura circa 15.000 prigionieri per una capienza massima stabilita di 4.000 persone.[7]

Il 4 luglio 1944 i due marò della Xª Flottiglia MAS Enrico Alvina ed Eugenio Cichero e i due militi della Guardia Nazionale Repubblicana Sinede Coatti e Giulio Dachà, che erano stati presi prigionieri dai partigiani furono fucilati a San Colombano Certenoli. I corpi furono poi rinvenuti alla fine della guerra in una fossa comune. Tra il 16 e il 19 luglio del 1944, specie nella val Cichero, avvenne per le formazioni partigiane un disastroso "rastrellamento" fascista che portò alla fucilazione di sette partigiani.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Fontanabuona, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale nº 23 del 29 dicembre 2010[8] e in vigore dal 1º maggio 2011[9].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

San Colombano Certenoli-Stemma.png
San Colombano Certenoli-Gonfalone.png
« D'azzurro, alla torre rossa, murata di nero, merlata con tre merli alla guelfa e aperta d'oro, sormontata da una striscia contenente la scritta "INTER VALLES AUGEO". Nella parte inferiore, una fascia verde attraversata da onde d'argento e azzurro »
(Descrizione araldica dello stemma[10])
« Drappo di bianco bordato di azzurro... »
(Descrizione araldica del gonfalone[10])

I tre torrenti simboleggiati nello stemma, quest'ultimo realizzato e ideato dall'architetto cavalier Ivon Palazzolo, rappresentano i corsi d'acqua del Lavagna, il Cicana e il Barbarasco; la torre con porta d'oro raffigura a mo' di simbolo il rapporto secolare tra la valle del Cicana, le zone alte del comune e quindi l'unione dell'intero territorio certenolese. Tale unificazione è ripresa nella soprastante citazione del motto comunale - inter valles augeo: prospero tra le valli - traducibile nella prosperità di San Colombano Certenoli tra le valli del Lavagna e Cicana e delle valli minori[11].

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica datato al 20 gennaio del 1961[10][11]; il gonfalone è stato invece concesso con decreto del Presidente della Repubblica datato al 10 luglio del 1984[10][11] e insignito, nello stesso decreto, della Croce di guerra al valor militare per la lotta di Liberazione[11].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria croce di guerra al valor militare
«San Colombano Certenoli è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione in quanto venne insignito della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Certenoli

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Santissima Trinità nella frazione di Aveggio.
  • Chiesa parrocchiale di San Maurizio nella frazione di Baranzuolo. Dipendente della parrocchia di Cichero, la costruzione della locale chiesa risalirebbe al 1762. L'indipendenza parrocchiale l'assunse nel 1869 su decisione dell'arcivescovo di Genova Andrea Charvaz.
La chiesa parrocchiale di Santo Stefano nella frazione di Cichero
  • Cappella di San Lorenzo martire nella frazione di Calvari. Le attuali forme strutturali sono databili ad un rimaneggiamento nel XVIII secolo, ma diversi studi e scavi nei pressi dell'edificio hanno permesso il ritrovamento di un antico altare del 1564 e del pavimento originale della chiesa che, come attestano alcune fonti cartacee, potrebbe essere stata edificata nel 1464. Altro particolare dell'edificio religioso è l'antistante piazzale-sagrato in ardesia, tipica pietra di estrazione dalle cave della valle Fontanabuona.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria nella frazione di Camposasco. Le prime notizie ufficiali della chiesa e della parrocchia sono risalenti al 1143.
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo nella frazione di Celesia. Già succursale della parrocchia di Cichero fu resa autonoma il 5 aprile del 1618 dall'arcivescovo di Genova monsignor Domenico de' Marini.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Certenoli. Parrocchia dal XIII secolo è dal 1927 sede di Arcipretura. La struttura della chiesa si presenta a croce greca e conserva un crocifisso processionale del "Cristo nero".
  • Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Romaggi. Decorata in stile barocco e già sede parrocchiale dal X secolo fu in seguito soppressa e sottoposta alla parrocchia di Certenoli. Il 27 luglio del 1798 fu nuovamente resa indipendente, con il titolo di Rettoria, dall'arcivescovo genovese monsignor Giovanni Lercari.
  • Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di San Martino del Monte. La sua parrocchia è risalente al XII secolo e, a seguito della soppressione parrocchiale, fu congiunta alla comunità di Vignale. La parrocchia fu nuovamente istituita dal vescovo di Chiavari monsignor Fortunato Vinelli nel 1902. Prevostura dal 1926 ha assunto in seguito la denominazione di santuario di Nostra Signora della Guardia.
  • Cappelletta di Vignale.
  • Ruderi dell'antica abbazia della Natività di Gesù, nei pressi della località di Villa Oneto. Il sito, che si pensava di origine bizantina, potrebbe essere risalente non più indietro del XVII secolo così come certificato da una campagna di scavi effettuata tra il 1994 e il 1995.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del municipio, realizzato nel 1882 e restaurato nel 1980, nella frazione capoluogo di Chiesa Nuova.
  • Palazzetto "Lascito Cuneo" nella frazione di Calvari. Il palazzo è stato donato dalla famiglia Cuneo all'ente comunale nel 1905. Le sale sono state convertite a sala biblioteca e a spazi museali in cui sono raccolti, oltre del materiale come arredi e oggetti della famiglia, anche antichi attrezzi da lavoro agricoli ed enologici. In una sala, detta "Sala ricordi", sono altresì conservati strumenti musicali come i pifferi di fine Ottocento. Tra i libri posseduti dai Cuneo anche un volume sulla vita del navigatore Cristoforo Colombo, edito a Venezia nel 1571 e scritto dal figlio Fernando[12].
  • Ponte sul torrente nella frazione di Celesia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzetto "Lascito Cuneo" a Calvari

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[14] i cittadini stranieri residenti a San Colombano Certenoli sono 179, pari al 6,62% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Santissima Trinità nella frazione di Aveggio

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

San Colombano Certenoli è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Istituto di Istruzione Superiore Tecnica Agraria "Bernardo Marsano", sede distaccata di San Colombano Certenoli.[15].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo marinaro "Tommasino-Andreatta"[16]. La collezione, fondata dal collezionista Ernani Andreatta, ospitata presso i locali dell'Expo Fontanabuona, comprende una vasta raccolta di conchiglie di mare e di terra (circa 3.000), un buon numero di modellini navali a vela o radiocomandati, strumenti per la navigazione e apparecchiature radiofoniche di epoca marconiana.
  • Museo contadino nella frazione di Calvari.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Romaggi
  • Expò Fontanabuona[17], l'ultima settimana di agosto negli stand espositivi nella frazione di Calvari, che nel 2009 ha raggiunto la 25ª edizione.
  • Festa patronale di san Colombano, il 19 novembre, nella frazione di San Colombano.
  • Festa patronale dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, nella frazione di San Colombano.
  • Festa di Nostra Signora di Fatima, il 14 maggio, nella frazione di San Colombano.
  • Festa di san Rocco nella frazione di San Colombano.
  • Sagra della Porchetta il 25 aprile nella frazione di San Colombano.
  • Sagra delle caldarroste il 22 ottobre nella frazione di San Colombano.
  • Festa patronale della Santissima Trinità, la domenica della Santissima Trinità, nella frazione di Aveggio.
  • Festa della Madonna della Pace, la domenica dopo l'8 settembre, nella frazione di Aveggio.
  • Festa di san Pietro, il 29 giugno, nella frazione di Calvari.
  • Mercatini di Natale, nel periodo natalizio, nella frazione di Calvari.
  • Festa di Nostra Signora della Cintura, il 27 agosto, nella frazione di Camposasco.
  • Festa dei carretti nella frazione di Maggi.
  • Festa di san Fermo il 10 settembre in località Villa Oneto.

Persone legate a San Colombano Certenoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Maria Zavatteri (Termini Imerese, 1914 - San Colombano Certenoli, 2009), sindaco del comune fontanino dal 1951 al 1995. Artefice e promotore di tutte le infrastrutture di cui beneficiano anche attualmente i cittadini del comune.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di San Lorenzo a Calvari

L'economia del paese è prevalentemente legato alla coltivazione e all'allevamento del bestiame, ma vi sono anche piccole e medie attività industriali concentrate maggiormente nella frazione di Calvari.

Le piccole attività artigianali e agricole erano riunite in una cooperativa, l'unica presente nella val Fontanabuona. La "Cooperativa Agricola San Colombano Certenoli" è fallita nel 2007 con una gravissima ripercussione per l'economia del comune a causa delle inadempienze e l'immobilismo degli enti locali che non intervenendo hanno sancito la chiusura di innumerevoli aziende agricole fontanine: piccole realtà dal punto di vista economico ma che ricoprivano un'importantissima funzione sociale ed un ruolo fondamentale di presidio sul territorio.

Nel periodo estivo, solitamente l'ultima settimana di agosto, vengono organizzati nella frazione di Calvari stand espositivi e gastronomici ("Expò Fontanabuona"), utili per far conoscere ai visitatori le attività presenti nel territorio fontanino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di San Colombano Certenoli è attraversato principalmente dalla strada provinciale 225 della Fontanabuona che gli permette il collegamento stradale con Orero e Cicagna, a nord, e Carasco a sud. Ulteriori collegamenti viari del territorio sono la provinciale 32 di Leivi, per raggiungere l'omonimo comune, e la provinciale 42 di Romaggi che, passando per le frazioni collinari di Romaggi, Cichero e Celesia, si raccorda a Terrarossa, al confine tra i comuni di Carasco e Mezzanego, con la strada provinciale 586 della Valle d'Aveto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio nella sede comunale di Chiesa Nuova
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1951 1980 Filippo Maria Zavatteri Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Filippo Maria Zavatteri Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Filippo Maria Zavatteri Democrazia Cristiana Sindaco
1995 2000 Italo Seracchioli Lista civica di Centro Sindaco
2000 2005 Luisa Chiesa Lista civica "Famiglia e progresso" Sindaco
2005 2010 Luisa Chiesa Lista civica "Famiglia e progresso" Sindaco
2010 in carica Giovanni Solari Lista civica "Nella continuità verso il futuro" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  5. ^ a b c d e Fonte dal sito del Sistema Informatico Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 27 agosto 2010.
  6. ^ Regio decreto-legge 8 aprile 1863, n. 1234
  7. ^ Approfondimenti e fonti sul 52° Campo di concentramento
  8. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  9. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  10. ^ a b c d Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  11. ^ a b c d Fonte dallo Statuto Comunale
  12. ^ Fonte comunale sul "Lascito Cuneo". URL consultato il 9 giugno 2012.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  15. ^ Approfondimenti sul sito dell'Istituto scolastico Marsano
  16. ^ Approfondimenti sul sito del Museo marinaro
  17. ^ Approfondimenti sulla manifestazione Expò Fontanabuona

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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