Davagna

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Davagna
comune
Davagna – Stemma
Panorama di Davagna
Panorama di Davagna
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Romildo Malatesta (Lista civica "Davagna di tutti") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°28′00.97″N 9°05′23.51″E / 44.466936°N 9.089864°E44.466936; 9.089864 (Davagna)Coordinate: 44°28′00.97″N 9°05′23.51″E / 44.466936°N 9.089864°E44.466936; 9.089864 (Davagna)
Altitudine 552 m s.l.m.
Superficie 20,53 km²
Abitanti 1 926[1] (31-12-2011)
Densità 93,81 ab./km²
Frazioni Calvari, Moranego, Rosso
Comuni confinanti Bargagli, Genova, Lumarzo, Montoggio, Torriglia
Altre informazioni
Cod. postale 16022
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010021
Cod. catastale D255
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 369 GG[2]
Nome abitanti davagnesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Davagna
Posizione del comune di Davagna nella provincia di Genova
Posizione del comune di Davagna nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Davagna (Davagna in ligure, Dägna nella variante locale[3]) è un comune italiano di 1.926 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato in val Bisagno, a circa 25 km ad est di Genova, e il suo territorio è costituito da quattro ambiti territoriali quali Davagna Capoluogo, Rosso, Calvari e Moranego per un totale di 20,53 km2; tali frazioni comprendono ulteriori località quali Capenardo, Paravagna, Piancarnese, Sottana e Villamezzana (Davagna Capoluogo); Dercogna, La Presa e Meco (Rosso); Canate, Cavassolo e Marsiglia (Calvari); Bregallo, Scoffera, Sella e Sottocolle (Moranego).[4] Confina a nord con il comune di Montoggio, a nord-est con il comune di Torriglia, a sud con Bargagli, ad ovest con Genova e ad est con Lumarzo.

Attraverso il passo dello Scoffera (674 m s.l.m.) è possibile il collegamento viario tra le due valli del torrente Bisagno e lo Scrivia; il passo fu un'antica via di comunicazione tra la costa ligure e la pianura padana soprattutto per i traffici commerciali.

Il territorio comunale fa parte del Parco naturale regionale dell'Antola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Cavassolo

Le origini antiche del comune sono testimoniate dalla presenza del toponimo del capoluogo, e di diverse sue frazioni, in numerosi documenti a partire dal 916, soprattutto in alcuni atti ecclesiastici. In particolare Calvari viene spesso nominata come crocevia per il trasporto lungo il torrente Bisagno del legno di castagno verso Genova per la costruzione delle navi.

Nel periodo longobardo Davagna fu sottoposta alla giurisdizione ecclesiastica dell'abbazia di San Colombano di Bobbio.

L'importanza acquisita nei secoli dal comune è anche data dalla sua posizione: il comune, infatti, è posto lungo la via dell'antico acquedotto genovese che riforniva il capoluogo regionale.

All'inizio del XIX secolo, nell'aprile del 1800, Davagna fu teatro di una sanguinosa battaglia tra francesi e austriaci.

Nel 1797 con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Bisagno, con capoluogo San Martino d'Albaro, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, l'allora municipalità denominata Rosso divenne uno dei centri principali del V cantone (capoluogo Santa Maria di Bargagli) della Giurisdizione del Bisagno e dal 1803 centro principale del V cantone del Bisagno nella Giurisdizione del Centro. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nell'XI mandamento di Torriglia del Circondario di Genova della provincia di Genova.

Nel 1891 assunse l'odierna denominazione di Davagna[5], contemporaneamente alla costruzione di strade provinciali per il raggiungimento di tutte le frazioni e località di Davagna.

Dal 1973 fino al 1º gennaio 2009 Davagna ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Trebbia quando con la disciplina di riordino delle comunità montane, regolamentate con la Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008[6] e in vigore dal 1º gennaio 2009, il comune è stato escluso delegando alla soppressa Comunità montana delle Alte Valli Trebbia e Bisagno alle funzioni amministrative in materia di agricoltura, sviluppo rurale, foreste e antincendio boschivo.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Davagna-Stemma.png
« D'azzurro, al leone d'argento con un giglio d'oro nella zampa anteriore destra. Scudo sormontato da una corona formata da un cerchio di muro in oro, con quattro porte, sormontato da otto merli, uniti da muriccioli di colore argento. Ornamenti esteriori da comune »
(Descrizione araldica dello stemma[7])

Lo stemma è stato concesso con il Reale decreto datato al 1894[7].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Le vestigia dell'acquedotto con il ponte a schiena d'asino e il ponte-canale a sei arcate in località Presa e Cavassolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[9] i cittadini stranieri residenti a Davagna sono 46, pari al 2,39% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di Nostra Signora delle Vittorie

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Davagna, tra il 2004 al 2006, ha ospitato le Route di Pasqua della Comunità Scout di Soviore.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune si trova, nella valle omonima, la frazione di Canate[10], costituita da una cinquantina di case e totalmente abbandonata per anni. Può essere raggiunta dal ponte di Cavassolo o percorrendo una mulattiera che inizia dalla località di Marsiglia e conduce a San Martino di Struppa.

Questa frazione, risalente al XII secolo, fu teatro, nel 1944, di un incendio per rappresaglia dei nazi-fascisti, come ricorda una lapide apposta dalla "Brigata volante Severino" della Divisione garibaldina Cichero.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La galleria del passo dello Scoffera sulla SS 45

L'economia del comune si basa principalmente sulla produzioni agricola e su quella industriale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Davagna è attraversato principalmente dalla strada provinciale 14 di Davagna che gli permette il collegamento stradale con Genova a sud ovest. Nei pressi del bivio tra la strada provinciale 226 e la strada statale 45 un'altra provinciale, la SP 62 "Franco Rolandi", permette il collegamento tra Davagna e Torriglia.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dal quartiere genovese di Prato un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Davagna e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Ernesto Drago Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Ernesto Drago Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Giovanni Battista Cravino Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Candido Claudio Cevasco Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Davagna" Sindaco
2004 2009 Candido Claudio Cevasco Lista civica di Centro-sinistra "Insieme per Davagna" Sindaco
2009 2014 Valter Ricci Lista civica "Davagna di tutti" Sindaco
2014 in carica Romildo Malatesta Lista civica "Davagna di tutti" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Davagna 1979 che milita nel girone A del campionato di Terza Categoria. È nata nel 1979 e i colori sociali sono il bianco ed il rosso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  5. ^ Regio decreto-legge 26 marzo 1891, n.
  6. ^ Testo della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008
  7. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  10. ^ Approfondimenti sulla frazione di Canate

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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