Campomorone

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Campomorone
Panorama di Campomorone
Campomorone - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Liguria
Provincia: stemma Genova
Coordinate: 44°30′24.12″N 8°53′32.21″E / 44.5067, 8.8922806Coordinate: 44°30′24.12″N 8°53′32.21″E / 44.5067, 8.8922806
Altitudine: 118 m s.l.m.
Superficie: 26,2 km²
Abitanti:
7.471 31-12-2008 (fonte Istat)
Densità: 285 ab./km²
Frazioni: Cravasco, Gallaneto, Gazzolo, Isoverde, Langasco, Pietralavezzara, Santo Stefano di Larvego 
Comuni contigui: Bosio (AL), Ceranesi, Fraconalto (AL), Genova, Mignanego, Voltaggio (AL)
CAP: 16014
Pref. telefonico: 010
Codice ISTAT: 010009
Codice catasto: B551 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Class. climatica: zona D, 1867 GG
Nome abitanti: campomoronesi 
Santo patrono: San Bernardo 
Giorno festivo: 24 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Campomorone (Campumón o Campumarún in ligure) è un comune italiano di 7.471 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Campomorone è situato in val Verde, valle minore della val Polcevera, e dista 17 chilometri da Genova. Il comune è composto dalle frazioni di Cravasco, Gallaneto, Gazzolo, Isoverde, Langasco, Pietralavezzara, Santo Stefano di Larvego storicamente riconosciute dallo statuto comunale.[2]

Il territorio comunale ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Polcevera fino al 1° gennaio 2009 quando con legge regionale n° 24 del 4 luglio 2008[3] il territorio campomoronese è stato confluito nella nuova Comunità Montana Valli Genovesi a seguito del riordino delle comunità montane.

[modifica] Storia

I numerosi ritrovamenti di manufatti di varia natura, risalenti all'età del ferro, segnano la presenza dell'uomo in queste valli già in epoca preistorica.

In epoca romana, precisamente nel 148 a.C., fu costruita la Via Postumia ad opera del console dell'Impero Romano Postumio Albino. Già in epoca romana contese tra i Liguri Genuates e i Veiturii Langenses (abitanti dell'alta Val Polcevera) dominavano per queste valli, tanto da ricorrere nel 117 a.C. ad un intervento diretto del Senato di Roma.

Nel III secolo le prime incursioni barbariche portarono allo spopolamento del paese verso Genova, ma in seguito si ricominciò a ripopolare la zona facendo rifiorire l'attività agricola e riattivando le vie di comunicazione. Nel dominio bizantino sulla Liguria (intorno al 537) i paesi sulla via Postumia, quindi anche Campomorone, divennero presidi politico-militari. Purtroppo non esistono fonti storiche riguardo il Medioevo, lasciando nella storia del paese poche e sporadiche notizie, tra i quali le invasioni dei Saraceni nel IX e X secolo.

Nel 1163 in un documento scritto viene citato il toponimo Campomorone relativo alla vendita di terre e campi ad un console di Genova.

Nel XVI secolo Campomorone cominciò ad acquistare maggiore importanza sia politica, ma soprattutto economica. La Repubblica di Genova, divenuta nuova proprietaria del villaggio già dal XII secolo, rese carreggiabile il percorso di fondovalle del Polcevera fino al passo della Bocchetta, inaugurando la nuova strada il 5 dicembre del 1583. In seguito fu costruito il Palazzo Pinelli, ora Palazzo Balbi e sede del municipio, mentre verso la fine del secolo era già operante l'attività estrattiva del marmo verde di Pietralavezzara. Nei locali della parrocchia di Santo Stefano di Larvego esiste un reperto antichissimo che contrasta con la credenza che l'estrazione del marmo (verde Polcevera) di Pietralavezzara, iniziò in epoca rinascimentale. Si tratta di un battistero in marmo verde ricavato da un blocco di alcuni quintali risalente all'XI secolo.

Nel XVII secolo fu costruita la Cappella di san Bernardo ampliando la preesistente Cappella di santa Caterina. L'edificio divenne punto di riferimento degli abitanti assorbendo parte degli uffici parrocchiali della pieve di Langasco. Nel 1702 si inaugurò la Cappella di Nostra Signora della Misericordia ampliandone l'edificio.

Tra il 1746 e il 1747 il territorio subì l'invasione degli austriaci e molte frazioni di Campomorone vennero abbandonate dagli abitanti, tra cui Cravasco dove gli invasori saccheggiarono la chiesa portando via la campana, gli arredi, bruciando le carte e i documenti dell'archivio. Tra le varie distruzioni compiute dall'esercito austriaco si ricorda inoltre la devastazione della chiesa romanica di santo Stefano, dove fu lasciato in piedi soltanto il campanile.

Nel 1815 verrà inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della Repubblica Ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Fino all'Ottocento il comune aveva il nome di Larvego, ed aveva sede nella omonima frazione; assunse il nome attuale con il suo trasferimento nel 1871 nell'attuale capoluogo. Durante la Seconda guerra mondiale tanti furono i partigiani di queste valli che contribuirono con il loro sacrificio alla liberazione d'Italia.

[modifica] Simboli

Descrizione araldica dello stemma:

D'argento, alla torre rossa, mattonata di nero con finestrella centrale e sette merli alla ghibellina, poggiante su di un prato verde, da dove sale e si attorciglia un tralcio di vite al naturale da cui pendono tre grappoli d'uva[4]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di San Bartolomeo presso Cravasco.

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Architetture civili

[modifica] Palazzi

"La Saliera"

La costruzione di palazzo Balbi è risalente tra il 1590 e il 1595 ad opera del marchese Costantino Pinelli. Nel territorio di Campomorone erano già presenti alcune ville dei più accreditati nobili genovesi che qui crearono dei veri e propri traffici commerciali grazie a investimenti specie nell'entroterra. L'edificio, a pianta irregolare, presenta al piano terreno ambienti a volta mentre un ampio scalone permette di raggiungere il piano nobile dello stabile. Nel XVII secolo divenne proprietà del marchese Giacomo Antonio Balbi che nel 1777 fece costruire un altro edificio, chiamato localmente Cabanun, dove nel piano inferiore accoglieva fontane e piccole grotte. Nel palazzo soggiornò il pontefice Pio VII nel 1815 dove dalla finestra più elevata impartì la benedizione alla popolazione; l'evento è testimoniato in una lapide murata all'ingresso posta nel 1923. Ceduta dal Balbi fu acquistata dalla famiglia Spinola e in seguito dal nativo Luigi delle Piane che nel 1942 convertì lo stabile in casa di soggiorno per anziani. Dal 1861, dopo l'acquisto da parte del comune, è diventato sede del Municipio cittadino. Prima di quella data il Municipio si trovava a Larvego. Poco distante da esso, in località Paxu, una sorta di tribunale celebrava i processi civili e penali.

[modifica] La saliera

Costruito nel XVII secolo dalla famiglia D'Amico come deposito del sale, da cui deriverebbe la denominazione "La Saliera", si presenta in un edificio quadrangolare a corte su due piani. Il sale fu molto importante per l'economia di Campomorone, ma soprattutto per la Repubblica di Genova della quale aveva il monopolio. Il deposito fu anche usato come magazzino per merci varie. Il torrione della saliera, chiamata nel gergo locale sáia, è sicuramente la testimonianza di un edificio già esistente costruito con forma irregolare in pietra di fiume. Il piano superiore era destinato per la sosta e il riposo del personale del deposito, detti in loco stapulieri. Essendo un bene prezioso sia per il comune sia per l'antica Repubblica genovese la saliera era dotata di due guardiole per la difesa e controllo dell'edificio.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Enti e Associazioni

A Campomorone sono presenti diverse realtà associative culturali eterogenee tra le quali l'Associazione Culturale Other Theatre - "Le arti si fanno palcoscenico"[5] L'associazione è un in gruppo di professionisti che hanno collaborato per anni alla realizzazione di diversi progetti in ambito educativo, pedagogico, riabilitativo utilizzando quali strumenti le arti e la teatroterapia. Scopi dell'Associazione sono la pratica, la diffusione e la promozione dell'attività e della cultura teatrale e di quella legata alle arti figurative e grafico-pittoriche e del teatro di ricerca, finalizzati all'approfondimento della conoscenza del Sé, come percorso di crescita e di benessere interiore e come strumento educativo in ambito sociale. L'associazione si occupa dell'allestimento di spettacoli teatrali, dell'organizzazione di laboratori, corsi e stages di aggiornamento, della promozione di iniziative di ricerca e divulgazione della cultura teatrale, anche mediante l'organizzazione di convegni, manifestazioni, concorsi a carattere locale, regionale, nazionale ed internazionale e della promozione di attività di animazione e di aggregazione rivolta a bambini e a ragazzi.

[modifica] Cultura

Palazzo Balbi sede del municipio e di musei.

[modifica] Istruzione

[modifica] Musei

  • Museo della Croce Rossa Italiana. Aperto al pubblico nel 1986 presso la locale sede della stessa raccoglie oggetti, attrezzi e mezzi di trasporto storici della croce rossa di Campomorone.
  • Museo Civico di Paleontologia e Mineralogia[6]. Il museo fu inaugurato nel 1980 nelle sale dell'ultimo piano di palazzo Balbi, sede del comune. All'interno sono ospitati reperti fossili e mineralogici oltre che a laboratori didattici e sale per conferenze o proiezioni.
  • Museo delle Marionette[7]. Inaugurato nel 1996 è anch'esso ubicato presso il palazzo comunale Balbi. La collezione è completa di diversi campioni di marionette, nonché attrezzi e copioni per le scene donati dal concittadino Angelo Cenderelli al Centro Assistenza Infantile di Campora. Acquisiti dal comune nel 1980 sono ora esposti presso il museo.
  • la Biblioteca civica "Balbi"[8].

[modifica] Cucina

La specialità alimentare di Campomorone è il Panmorone, una variante del pandolce genovese a base di farina di castagne contenente pezzetti di cioccolato.

[modifica] Personalità legate a Campomorone

[modifica] Eventi

[modifica] Economia

Panorama di Isoverde.

Si basa principalmente sull'attività agricola e sul turismo. Anticamente oltre alle decine di mulini, pastifici ed officine metallurgiche poste ai margini del torrente Verde si possono ricordare nella frazione di Isoverde le cave di gesso. Inoltre erano presenti piccole aziende, per lo più gestite da famiglie, impiegate nella lavorazione della juta e del cotone.

In località Galata (Campora) era attiva una tintoria dove a cavallo tra il 1800 e il 1900 si tingeva di blu, da una sola faccia, il tessuto in cotone prodotto dai cotonifici locali. Il tessuto così trattato veniva spedito negli Stati Uniti d'America e serviva per confezionare i celebri Blue-jeans. Ancora oggi numerose sono le piccole e medie industrie sparse sul territorio del comune di Campomorone.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Campomorone è situata lungo la Strada Provinciale 5 della Bocchetta la quale collega il comune con la Strada Statale 35 dei Giovi. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Genova Bolzaneto sull'Autostrada A7 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

[modifica] Ferrovie

La stazione di Genova Pontedecimo è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Torino-Genova a circa 2 km dal centro di Campomorone.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giancarlo Campora (Lista civica di Centro-sinistra "Solidarietà e Progresso") dal 07/06/2009 (2º mandato)
Indirizzo: Via Antonio Gavino, 144
Centralino del comune: 010 722411 - Fax: 010 7224345
Posta elettronica: info@comune.campomorone.ge.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Giancarlo Campora Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2009 in carica Giancarlo Campora Lista civica di Centro-sinistra "Solidarietà e Progresso" Sindaco

[modifica] Sport

È, assieme a Mignanego, una delle località della Val Polcevera in cui si pratica il calcio anormale (calcio misto maschile-femminile).

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat al 31/12/2008
  2. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  3. ^ Testo della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  4. ^ Fonte dal sito Comuni-Italiani.it
  5. ^ Approfondimenti sul sito teatroinespresso.com
  6. ^ Approfondimenti sul sito Campomoronecultura.it/Museo di Paleontologia e Mineralogia
  7. ^ Approfondimenti sul sito Campomoronecultura.it/Museo delle Marionette
  8. ^ Approfondimenti sul sito Campomoronecultura.it/Biblioteca civica Balbi

[modifica] Bibliografia

  • Carlo Traverso, Campomorone nel 120° anno di fondazione della S. O. C. M. S. S. Giuseppe, Genova, 1999, ed.. .

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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