Moneglia

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Moneglia
comune
Moneglia – Stemma
Panorama di Moneglia
Panorama di Moneglia
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Sindaco Claudio Magro (Lista civica di Centro-destra "Il faro") dal 07/06/2009
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°14′19.03″N 9°29′24.99″E / 44.238619°N 9.490275°E44.238619; 9.490275 (Moneglia)Coordinate: 44°14′19.03″N 9°29′24.99″E / 44.238619°N 9.490275°E44.238619; 9.490275 (Moneglia)
Altitudine 4 m s.l.m.
Superficie 15,4 km²
Abitanti 2 884[1] (31-12-2011)
Densità 187,27 ab./km²
Frazioni Bracco, Casale, Camposoprano, Comeglio, Crova, Facciù, Lemeglio, Littorno, San Lorenzo, San Saturnino, Tessi
Comuni confinanti Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Deiva Marina (SP), Sestri Levante
Altre informazioni
Cod. postale 16030
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010037
Cod. catastale F354
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 547 GG[2]
Nome abitanti monegliesi
Patrono Esaltazione della Santa Croce
Giorno festivo 14 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Moneglia
Posizione del comune di Moneglia nella provincia di Genova
Posizione del comune di Moneglia nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Monèglia (IPA: [mo'nɛʎa], Munéga[3] o Monegia[4] in ligure) è un comune italiano di 2.884 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria. Il comune è stato inserito nel 2012 nella lista dei borghi più belli d'Italia.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Panorama del comprensorio

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Moneglia è situato sulla Riviera di Levante, allo sbocco della val Petronio, a circa 56 km ad est di Genova, di cui è l'ultimo comune orientale della provincia, e a circa 30 km dalla Spezia.

Il paese si trova all'interno di un'ampia baia delimitata da due promontori, entrambi ricchi di vegetazione mediterranea e pinete: ad ovest si estende il promontorio di Punta Moneglia e ad est quello di Punta Rospo. Mentre il primo è interamente selvaggio e raggiungibile solo mediante sentieri, il secondo presenta diverse zone residenziali fino all'abitato di Lemeglio.

Il territorio monegliese è attraversato principalmente da due corsi d'acqua a carattere torrentizio, spesso in secca o con scarsa portata nei mesi più caldi, e da numerosi ruscelli che scendono dalle colline attorno al paese. Nella parte occidentale del borgo scorre il torrente San Lorenzo, coperto nel suo tratto finale ed adibito a strada e parcheggio, mentre a levante scorre il torrente Bisagno.

Il territorio comunale comprende, oltre al nucleo principale, le frazioni di Bracco, Casale, Camposoprano, Comeglio, Crova, Facciù, Lemeglio, Littorno, San Lorenzo, San Saturnino e Tessi per un totale di 15,4 km2[6].

Confina a nord con il comune di Castiglione Chiavarese, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Casarza Ligure e Sestri Levante e ad est con Deiva Marina in provincia della Spezia.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è tipico mediterraneo, privo, salvo rare occasioni, di eccessi termici in estate e di episodi di gelo in inverno. Tuttavia, le precipitazioni possono essere abbondanti, specialmente durante l'autunno e la primavera, a causa dell'orografia della riviera di Levante.

Dal punto di vista legislativo Moneglia ricade nella Classificazione climatica D in quanto i Gradi giorno della città sono 1547, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 12 ore giornaliere dal 1 novembre al 15 aprile[7].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Alcuni anelli della catena del porto di Pisa donati da Genova alla comunità di Moneglia per aver partecipato alla vittoriosa Battaglia della Meloria

L'antico toponimo di Moneglia (ad Monilia) appare nella Tavola Peutingeriana[8], copia della carta militare dell'Impero romano (XI - XII secolo) conservata presso la Biblioteca Nazionale di Vienna, scoperto dall'antiquario di Augusta, Corrado Peutinger, nel Cinquecento.

Il borgo, già abitato dalla popolazione dei Liguri Lapicini[8], fu un centro molto importante in epoca romana[8] grazie alla sua posizione strategica sull'antica Via Aurelia. Menzionata in una carta dell'Impero dell'anno 14[8] e nella "tabula alimentaria" del 117[8] (in quest'ultimo documento si cita espressamente la zona di Lemmelius[8], l'attuale frazione di Lemeglio), l'importanza storica del territorio monegliese viene ulteriormente testimoniata e risaltata dallo storico Agostino Giustiniani nei Castigatissimi Annali della Repubblica di Genova del 1537.

Nel corso del VII secolo, in epoca longobarda, la Liguria venne conquistata dal re Rotari[9] e successivamente il re longobardo Liutprando favorì la diffusione del monachesimo con i monaci di Bobbio che scesero fino alla zona di Moneglia e nel Levante ligure dai possedimenti della val d'Aveto, Sturla e Fontanabuona. Essi svilupparono il territorio con numerose aziende agricole e celle monastiche.[10]

Carlo Magno con il diploma imperiale del 5 giugno 774[11] donò il territorio ed il porto ai monaci colombaniani ed all'abbazia di San Colombano di Bobbio fondata da san Colombano nel 614; assieme agli altri possedimenti liguri favorirono il commercio e l'agricoltura con i collegamenti verso la pianura Padana. L'ordine monastico possedeva direttamente il porto, l'Alpe Adra, con la val Petronio, il monte San Nicolao, la costa fra Sestri Levante, la cittadina e la Punta di Moneglia e Deiva Marina ed inoltre tutto il territorio fino alla selva di Montelungo di Pontremoli.

Nel Medioevo subì come altri paesi costieri del levante ligure l'invasione dei pirati Saraceni[9] che saccheggiarono la cittadina; nel particolare, una diffusa leggenda locale, afferma che l'odierno abitato collinare di Lemeglio fu preso d'assalto nell'XI secolo[9] dai pirati con l'uccisione di quasi tutti gli abitanti e il rapimento di oltre venti tra fanciulle e donne[9].

Il feudo monegliese fu amministrato fino al 1153 dai conti Fieschi di Lavagna e a partire da tale periodo divenne territorio della Repubblica di Genova[9]. La repubblica eresse, nel 1173[9], la fortificazione di Monleone, i cui resti sono ancora presenti; già nel 1174 o nel 1176 quest'ultima venne assediata dai circa 3000 fanti e 150 cavalieri dell'alleanza militare tra Obizzo Malaspina[9] con i Fieschi e i conti Da Passano[9].

Moneglia, così come gli altri feudi fedeli a Genova, partecipò a fianco di essa nel 1284[9], con proprie navi, alla celebre e vittoriosa Battaglia della Meloria e a quella di Porto Pisano contro la rivale Pisa per il dominio commerciale sui mari[9]; secondo la tradizione Genova, in gesto di riconoscenza, donò alla comunità del piccolo borgo alcuni anelli della catena che serviva a chiudere le bocche del Porto Pisano, quest'ultimi ancora oggi incastonati nella parete esterna della chiesa di Santa Croce[9].

Nel 1397 l'alleanza tra le famiglie Bertolotti del borgo di Levanto, i Malaspina e i ghibellini del feudo porteranno ad un nuovo assalto alla fortezza di Monleone che, dopo un estenuante assedio, dovette cedere ai conquistatori[9]. Stessa sorte subì il borgo tra assalti e incendi, nonostante una coraggiosa rivolta popolare costrinse gli assalitori ad asserragliarsi nel neo conquistato castello. Durante la dedizione di Genova verso il Ducato di Milano, nel 1425, l'ex doge repubblicano Tomaso Fregoso, signore di Sarzana, assoggettò Moneglia nel proprio dominio feudale[9]. Negli scontri che ne seguirono fu distrutto il campanile della pieve monegliese[9]. Una presunta alleanza o patteggiamento della comunità monegliese verso la famiglia Fieschi portò, nel 1477, ad una sorta di "spedizione punitiva" genovese, dominata in quel periodo dagli Sforza di Milano, con saccheggi e lo sborsamento di un'ammenda di duemila scudi[9].

Con l'assestamento dei poteri autonomi della Repubblica, intorno al XVI secolo, Genova elesse Moneglia come capoluogo della locale podesteria con giurisdizione sull'intero territorio circostante, sulle odierne frazioni e località del comune e sulla confinante Deiva Marina (Lemeglio, Deiva, Mezzema Agnora, Littorno, Scaro, Stozio, Comeglio, Camposoprano Camposottano, San Saturnino Tessi, Borghetto Bracco, Casale, Vallecalda, San Lorenzo e Crova)[9]. Risale al 1549[12] la richiesta al senato genovese per la costruzione di una nuova torre di difesa e avvistamento nella fortezza di Villafranca. Nel 1637 con l'elezione di Levanto a locale capitaneato della repubblica, le fu sottoposta anche la giurisdizione della podesteria monegliese[12] fino alla dominazione napoleonica di fine Settecento. Durante la guerra di successione austriaca del 1747[12] è testimoniata nel borgo di Moneglia la presenza degli Spagnoli: risale infatti al 1745 un atto di morte di un soldato ispanico depositato nell'archivio parrocchiale di Santa Croce[12]; al 1748 risale invece la successiva occupazione dei Francesi[12].

L'odierna villa (a sinistra) nei pressi dei ruderi della torre di Villafranca (a destra).

Con la dominazione francese rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento dell'Entella, con capoluogo Chiavari, all'interno della Repubblica Ligure[12]. Dal 28 aprile 1798 la municipalità di Moneglia e le frazioni di Lemeglio e San Saturnino rientrarono nel VII cantone, come capoluogo, della Giurisdizione del Gromolo e Vara e dal 1803 centro principale del VII cantone del Gromolo nella Giurisdizione dell'Entella[12]. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini[12]. L'11 luglio 1809 è documentato il passaggio per il Passo del Bracco del pontefice Pio VII, prigioniero dei soldati francesi, in viaggio da Roma diretto in terra d'oltralpe[12].

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III° mandamento di Sestri Levante del Circondario di Chiavari facente parte della provincia di Genova[12].

Dopo la perdita di 37 cittadini nella Grande Guerra del 1915-1918[13], la comunità monegliese ebbe da subire diversi e luttuosi bombardamenti aerei (14 giugno, 29 giugno e 1 novembre 1944[13]) durante le fasi cruciali e finali della seconda guerra mondiale, mirati alla distruzione del sovrastante ponte ferroviario lungo la linea Genova-La Spezia spostata, nel 1924[13], più a monte dell'originale tracciato a ridosso della scogliera. Furono proprio le ex gallerie della precedente linea ferrata a fare da rifugio alla popolazione[13], oggi convertita in strada di collegamento tra Sestri Levante e Moneglia[13].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Val Petronio.

Il 10 agosto 2012[14] un gruppo di subacquei genovesi, a circa 150 m di profondità, ha avvistato il relitto del piroscafo Enrichetta, un'imbarcazione carica di materiale ferroviario e che fu affondata da un sommergibile della Marina imperiale tedesca il 30 giugno del 1917[14]. Risulta ancora non ritrovato e disperso, invece, il relitto del cacciatorpediniere Gioberti[14] affondato il 9 agosto del 1943 dal sommergibile Simoom della Marina militare britannica nei pressi di Punta Mesco.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Moneglia-Stemma.png
« Di rosso, al castello al naturale di pietra, con cinque merli alla ghibellina e con una torre centrale con tre merli, sovrastato da un leone rampante d'oro »
(Descrizione araldica dello stemma[15])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Lemeglio

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Il castello novecentesco in stile liberty "De Fornari", edificato all'interno della preesistente fortezza di Monleone.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

La frazione di San Saturnino vista da Moneglia

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[17] i cittadini stranieri residenti a Moneglia sono 173, pari al 6% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Il 29 novembre del 2005 il Comune di Moneglia ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001[18]. Il 30 dicembre 2011 l'ente ha ottenuto la certificazione ISO 50001[19] relativa alla gestione energetica del patrimonio immobiliare comunale, della pubblica illuminazione e della pianificazione e regolamentazione del territorio; il riconoscimento, rilasciato dal Registro Italiano Navale (RINA), è uno dei primi attestati e certificati concessi in tutto il territorio nazionale.

Nel giugno 2008 è stata conferita alla cittadina la Green Key[20], il marchio ambientale internazionale promosso da FEE International con lo scopo di promuovere lo sviluppo di un turismo eco-sostenibile.

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia il conferimento della Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge[21] nel 2013. Assieme al comune friulano di Grado detiene il record Italiano di aggiudicazione delle Bandiere Blu ininterrottamente dal 1990, ben 24 in 27 edizioni![22]

Dati sulla percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Moneglia[23] 25.1% 30.4% 33.5% 38.8% 35.1% 39.58%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Vista da levante con la chiesa di Santa Croce
Il campanile e la frazione di San Saturnino

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Principale prodotto di questo lembo di terra ligure è l'olio d'oliva, che ha ottenuto negli anni scorsi la DOP "Riviera Ligure di Levante". L'olio di Moneglia si accompagna bene con piatti di pesce e della dieta mediterranea, di cui la cucina ligure ne è forse la massima espressione.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Moneglia[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

La costa rocciosa di Moneglia

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Molto importante è il turismo, Moneglia offre ai propri turisti una molteplicità di attrattive. È dotata di ampie spiagge sabbiose (libere, a pagamento e attrezzate), di numerose spiaggette rocciose e di un gran numero di calette raggiungibili esclusivamente via mare. Numerosissimi sono gli itinerari naturalistici sulle colline intorno al paese. La costa rocciosa di Moneglia è famosa per la presenza, in determinate zone, di pareti attrezzate per arrampicate. I fondali marini offrono inoltre molteplici attrattive agli appassionati di subacquea, specie lungo le coste rocciose.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

La coltivazione dell'ulivo è molto diffusa sulle colline del paese e ha permesso, nel corso degli ultimi decenni, la nascita di diversi frantoi ove la produzione, soprattutto a carattere familiare, è ormai ampiamente diffusa. Molto coltivata è anche la vite, in particolare sulle colline fra San Saturnino e Lemeglio, da cui si ottiene il vino "Bianco di Moneglia".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Le gallerie di Moneglia

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Moneglia è attraversato dalla strada litoranea "delle Gallerie", che permette il collegamento stradale del paese ad ovest con Sestri Levante passando per Riva Trigoso, e ad est con Deiva Marina in provincia della Spezia.

Da Moneglia hanno inizio le strade provinciali 55 di Moneglia e 68 del Facciù. Entrambe si collegano poi sulle colline retrostanti il paese con la SS1 Via Aurelia.

Sia provenendo da Sestri Levante che da Deiva Marina si utilizza la strada litoranea ricavata dalle vecchie gallerie della ferrovia. Queste gallerie sono a senso unico alternato e l'accesso è regolato da semafori a tempo, poiché la larghezza assai ridotta dei tunnel non consente il passaggio di due auto in ambo i sensi contemporaneamente. Molto suggestive, anche se non comodissime, le vecchie gallerie sono più uniche che rare, se si pensa che fino agli anni venti del Novecento erano ancora utilizzate dai treni, prima che la linea venisse spostata più a monte. A causa della loro conformazione il transito nelle gallerie è vietato alle biciclette, ai pedoni e ai caravan.

Gli orari dei semaforo sono i seguenti:

  • Riva Trigoso - Moneglia: semaforo verde ai minuti 15, 35 e 55 di ogni ora
  • Moneglia - Riva Trigoso: semaforo verde ai minuti 05, 25 e 45 di ogni ora
  • Deiva Marina - Moneglia: semaforo verde ai minuti 00, 10, 20, 30, 40, 50 di ogni ora
  • Moneglia - Deiva Marina: semaforo verde ai minuti 05, 15, 25, 35, 45 e 55 di ogni ora

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La fermata di Moneglia è situata sulla linea Genova-Pisa ed è servita dai collegamenti ferroviari con le vicine Cinque Terre svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Liguria.

Linee marittime[modifica | modifica sorgente]

Durante la stagione estiva è attivo un servizio di battelli turistici che, partendo dal molo del paese, collega Moneglia con Portofino, San Fruttuoso di Camogli, Porto Venere e le Cinque Terre.

Porti[modifica | modifica sorgente]

È presente un centro di rimessaggio ed alaggio per barche di piccole dimensioni, ricavato da una porzione di spiaggia ad esso dedicata e dallo specchio acqueo antistante, all'interno della diga frangiflutti.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dal comune di Sestri Levante un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Moneglia e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1964 1995 Renato Migliaro Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Giovanni Vernengo Lista civica di Centro-sinistra "Panorama di Moneglia" Sindaco
1999 2004 Giovanni Vernengo Lista civica di Centro-sinistra "Panorama di Moneglia" Sindaco
2004 2009 Eugenio Basso Lista civica di Centro-destra "Il faro" Sindaco
2009 in carica Claudio Magro Lista civica di Centro-destra "Il faro" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Moneglia è gemellato con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il 29 settembre 2002 Gianluca Genoni, apneista italiano, stabilisce nelle acque di Moneglia il record mondiale (-132 mt) in Assetto Variabile Regolamentato[26].

Nel calcio la squadra principale di Moneglia è l'A.C.D. Moneglia calcio 1988 (Seconda categoria), l'altra è l'A.S. Monilia (Terza Categoria). Esse giocano le loro partite casalinghe presso il campo sportivo "La Secca" di Moneglia.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 404.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dal sito de I borghi più belli d'Italia
  6. ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Moneglia
  7. ^ Fonte dal sito Confedilizia.it
  8. ^ a b c d e f Fonte dal sito ufficiale del Comune di Moneglia-Le origini. URL consultato il 13-10-2013.
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Fonte dal sito ufficiale del Comune di Moneglia-Moneglia nel medioevo. URL consultato il 13-10-2013.
  10. ^ Valeria Polonio, Tra universalismo e localismo: costruzione di un sistema, in Il cammino della Chiesa genovese dalle origini ai nostri giorni, a cura di D.Puncuh, Genova 1999, pag. 118 e ss.
  11. ^ M.Chiappe, Il Tigulio e il suo entroterra, cit., pagg. 126-135
  12. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal sito ufficiale del Comune di Moneglia-L'età moderna. URL consultato il 13-10-2013.
  13. ^ a b c d e Fonte dal sito ufficiale del Comune di Moneglia-Il Novecento. URL consultato il 13-10-2013.
  14. ^ a b c Moneglia, trovato relitto del '17. URL consultato il 03-09-2012.
  15. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 06-11-2011.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'08-01-2014.
  18. ^ Fonte dal sito del Comune di Moneglia-ISO 14000
  19. ^ Fonte dal sito del Comune di Moneglia-ISO 50001
  20. ^ Fonte e approfondimenti sul sito del Comune di Moneglia
  21. ^ Bandiere blu spiagge dell'anno 2013. URL consultato il 04-06-2013.
  22. ^ Fonte dal sito del Comune di Moneglia - Bandiera Blu
  23. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  24. ^ Sito ufficiale Doppio Giallo
  25. ^ Fonte e informazione sul gemellaggio dal sito del Comune di Moneglia-Gemellaggio
  26. ^ Fonte sul sito Nautica.it

Biografia[modifica | modifica sorgente]

  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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