Vado Ligure

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Vado Ligure
comune
Vado Ligure – Stemma
Panorama del litorale vadese dal forte San Giacomo
Panorama del litorale vadese dal forte San Giacomo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Monica Giuliano (Lista civica di Centro-sinistra "Lavoriamo con i vadesi") dal 26/05/2014
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°16′09.03″N 8°26′09.85″E / 44.269175°N 8.436069°E44.269175; 8.436069 (Vado Ligure)Coordinate: 44°16′09.03″N 8°26′09.85″E / 44.269175°N 8.436069°E44.269175; 8.436069 (Vado Ligure)
Altitudine 12 m s.l.m.
Superficie 23,79 km²
Abitanti 8 170[1] (31-12-2011)
Densità 343,42 ab./km²
Frazioni Porto Vado, Sant'Ermete, San Genesio, Segno, Valle di Vado
Comuni confinanti Bergeggi, Quiliano, Savona, Spotorno, Vezzi Portio
Altre informazioni
Cod. postale 17047
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009064
Cod. catastale L528
Targa SV
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 463 GG[2]
Nome abitanti vadesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vado Ligure
Posizione del comune di Vado Ligure nella provincia di Savona
Posizione del comune di Vado Ligure nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Vado Ligure (Voæ in ligure[3]) è un comune italiano di 8.170 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria. È il decimo comune della provincia per numero di abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato sulla costa della Riviera di Ponente, adiacente al capoluogo di provincia tramite il confine naturale del torrente Quiliano.

Il territorio comunale è costituito - oltre il capoluogo - dalle cinque frazioni di Segno (che comprende le località di Ponte Isola, Ritano, Contrada, Cundan, Cunio, Marroni, Piano, San Bernardo, Bricco, Carpeneta, Bassi, Gatti, Campo Ferrato, Verma, Suenghe), Sant'Ermete (località di Ne Pessen, Carpineta, Bellandi, Bosco), Valle di Vado (località di Ne Cascine, Ne Ferrè, Coghi, Ne Vaè, Ne Viglietta, Bossarino), San Genesio e Porto Vado (località di Griffi e Murate in periferia di Vado Centro) per una superficie territoriale di 23,79 km2[4].

Confina a nord con i comuni di Quiliano e Savona, a sud con Bergeggi, Spotorno e Vezzi Portio, ad ovest con Quiliano e Vezzi Portio, ad est con Bergeggi e il mar Ligure. Dista circa 4 km a sudovest di Savona e 56 km a sudovest di Genova.

Le due frazioni di Sant'Ermete e Segno sono a monte del paese, lungo la valle percorsa dal torrente Segno sul versante meridionale della Rocca dei Corvi a 792 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La via Emilia Scauri terminava a Vada Sabatia

L'antico villaggio di Vado, chiamato in epoca romana Vada Sabatia[5], si sviluppò nel II secolo a.C. intorno ad un campo militare dell'Impero romano, uno dei primi della colonizzazione romana in Liguria. Divenne quindi municipio dell'impero di Roma[5] e importante nodo viario e commerciale anche grazie all'imponente bonifica delle paludi effettuate dai Romani[5]. Il suo nome è citato in vari documenti descrittivi di importanti personaggi romani, tra i quali in una lettera del I secolo a.C. di Bruto a Cicerone (Vada); dello storico e geografo greco Strabone (Vada Sabatium); di Plinio il Vecchio come Portus Vadorum Sabatium e del geografo Pomponio Mela nel I secolo[5].

Nel 109 a.C. Vado venne collegata con il centro levantino di Luni e Roma dalla Via Emilia Scauri[5], che valicava gli appennini liguri per mezzo del passo di Cadibona per poi scendere verso il passo della Cisa nello spezzino. Al 641[5] risale la nuova dominazione dei Longobardi nel territorio ligure, la quale causò devastazione e distruzione di alcuni centri del comprensorio vadese. La stessa Savona fu soggiogata al dominio del re Rotari, ma non Vado e forse per tali motivi il vescovo della diocesi di Savona spostò provvisoriamente la sede vescovile nel territorio vadese dal VII al IX secolo[5].

Con il successivo regno dei Franchi di Carlo Magno la comunità di Vado acquisì anni di prosperità e soprattutto di importanza politica nel panorama del ponente ligure[5] grazie, oltre alla sede diocesana, anche alla nomina elettiva di comitato della circoscrizione dell'impero carolingio. Durante il possedimento degli Aleramici di Bonifacio del Vasto, dove si verificò una lenta decadenza nelle ultime fasi del periodo feudale, seguirono i primi tentativi di accorpamento del territorio verso il sempre più crescente potere del Comune di Savona e tale evento si verificò alla fine del XII secolo durante il possedimento dei marchesi Del Carretto, nella persona di Ottone, con la cessione dei diritti feudali su Vado e parte di Quiliano al comune e al vescovo savonese[5].

Fontana in una piazza del centro storico vadese

La rapida espansione territoriale e politica del comune savonese attirò le attenzioni di Genova che, per contrastare ed arginare i possedimenti savonesi nella riviera di ponente, diede inizio ad una trattativa "diplomatica" cercando l'appoggio del papato e con l'acquisto, ove possibile, delle terre costiere[5]. La sempre più accrescente pressione genovese, che in alcuni casi portò pure all'uso della forza, convinsero nel 1385 il pontefice Urbano VI a cedere un ampio territorio del Savonese ai Genovesi[5].

Divenuto quindi possedimento della Repubblica di Genova, il territorio di Vado fu eretto in podesteria[5] e si diede inizio alla costruzione di fortini e torri per la difesa della costa e della stessa comunità. La dominazione genovese incrementò lo sviluppo commerciale del porto, facendo di Vado uno dei maggiori centri portuali della riviera di ponente[5].

Con la caduta della Repubblica di Genova (1797), sull'onda della rivoluzione francese e a seguito della prima campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte, il territorio di Vado rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrerà nel IV Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Colombo e dal 1803 centro principale del I Cantone di Savona nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Savona del Circondario di Savona facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale vadese passò sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Storicamente e fino ai primi del Novecento il comune di Quiliano ebbe una striscia di terreno comunicante con il mare adiacente al torrente Quiliano - nota come località Murate - al fine di poter accedere alla produzione del sale ed al commercio locale senza la necessità di pagare i dazi comunali vigenti all'epoca. Successivamente alla costruzione della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia tale località fu compresa nel comune di Vado Ligure che, tra l'altro, assunse tale denominazione dal 1908[5] per regio decreto. Risale invece al 1929 la soppressione e l'accorpamento dell'allora comune di Segno nell'odierno comune vadese[5].

Nel XX secolo Vado conobbe uno sviluppo prevalentemente industriale. Durante gli anni cinquanta e sessanta si installarono in zona diverse fabbriche tra cui la centrale termoelettrica Enel, caratterizzata dalle due ciminiere cilindriche, alte circa 200 metri[5].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana del Giovo, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[6] e in vigore dal 1º maggio 2011[7].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Vado Ligure-Stemma.png
« Scudo azzurro con due aquile romane in basso, d'oro, al volo abbassato sulle aste d'argento, il capo di rosso caricato di due spade antiche d'acciaio con guardia e impugnatura d'oro, passate in croce di Sant'Andrea, le punte in basso, col motto Non armis sed foedere ultra Vada Sabatia posto in faccia sotto lo scudo e intrecciate di due fronde una sinistra di quercia e l'altra destra di alloro »
(Descrizione araldica dello stemma[8])
« Drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma del Comune con l'iscrizione in argento: Comune di Vado Ligure. Esso si compone di un'asta verticale ricoperta di velluto azzurro, di nastri tricolorati di colori nazionali frangiati d'argento e bullette argentate poste a spirale »
(Descrizione araldica del gonfalone[8])

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito Decreto Reale datato all'8 febbraio 1927; il gonfalone è stato concesso con il decreto reale del 2 settembre 1932[4].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Eretta nel XVIII secolo è una ricostruzione in stile barocco, ad unica navata e sormontata dalla cupola. L'edificio, restaurato dopo la seconda guerra mondiale, presenta una facciata ornata da alcune statue del XIX secolo di Antonio Brilla.
  • Chiesa di Nostra Signora della Neve nella località di Bossarino. La chiesa conserva un affresco della Madonna con Bambino del XVI secolo e la pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino, san Giovanni Evangelista e Paolo eremita.
  • Cappella di San Filippo Neri nella località di Bossarino, del 1732.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Visitazione nella frazione di Porto Vado. L'edificio fu edificato nel 1952 sul luogo dove già nel 1634 vi era la presenza di una cappella intitolata alle Grazie. Dell'antica cappella è proprio la campana e il marmo della Madonna col Bambino.
  • Chiesa parrocchiale di San Maurizio nella frazione di Segno.
  • Oratorio di Santa Margherita nella frazione di Segno.
  • Cappella di San Bernardo nella frazione di Segno.
  • Chiesa di San Genesio nella frazione omonima. Antico monastero femminile fondato nel XII secolo, la struttura si presenta a due navate a pianta quadrata e con abside semi circolare. L'edificio fu rivisto del 1734.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Ermete nella frazione omonima. Eretta nel Medioevo, si presenta con struttura a due navate.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora Regina della Pace, costruita in epoca recente, nella frazione di Valle di Vado.
  • Cappella di Nostra Signora del Carmine.
  • Cappella dei Santi Giacomo e Filippo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte Filippo Maria Visconti (Punte de Pria nel linguaggio locale, "Ponte di Pietra" in lingua italiana), del 1434, che collega Savona a Vado Ligure sul torrente Quiliano.
  • Fornaci da calce di Sant'Ermete. Secondo le fonti storiche la conosciuta attività delle fornaci è databile a parte dal tardo medioevo e importante fu per lo sviluppo edilizio del territorio del vadese e di Savona.
  • Antico frantoio Vigliola azionato ad acqua adiacente al torrente Segno nella borgata Ponte dell'Isola.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Maurizio a Segno
  • Forti San Lorenzo e Santo Stefano. Edificati nel Seicento dalla Repubblica di Genova, furono demoliti già nel 1649. Si optò per la costruzione di una nuova fortezza, il nuovo forte di San Lorenzo, nel 1669 presso la foce del torrente Segno.
  • Forte San Giacomo - già San Lorenzo - fu edificato a partire dal 1757 sulle rovine del precedente forte di San Lorenzo esistente sul Capo di Vado e demolito nel 1658. I lavori per la sua riedificazione furono affidati inizialmente all'architetto militare e maresciallo di campo Antonio Federico Flobert; successivamente subentrò, nel 1758, il colonnello ingegnere Decotte. Per la sua posizione strategica fu utilizzato dai soldati francesi di Napoleone Bonaparte durante la Guerra delle Alpi e la Prima Campagna d'Italia tra il 1792 e il 1797.
  • Bastione San Giovanni. L'edificazione del bastione, chiamato poi di San Giovanni e ubicato lungo l'arenile di Vado, ebbe inizio nella seconda metà del XVIII secolo sui resti del preesistente forte di San Lorenzo eretto dalla Repubblica di Genova nella seconda metà del Seicento. Dall'unico bastione presente, ciò che rimaneva dallo smantellamento effettuato dalla stessa repubblica verso la fine del XVII secolo, si intrapresero nel 1757 i lavori della nuova edificazione. Affidati inizialmente al colonnello Flobert, con la collaborazione dal 15 giugno del collega Matteo Vinzoni e suo figlio Panfilio, per varie problematiche la direzione dei lavori fu affidata all'ingegnere Decotte che ricalcolò le spese di costruzione intorno alle 20.000 lire genovesi.
  • Presso la frazione di Segno sono visibili i ruderi del castello eretto nel Medioevo dai marchesi Del Carretto. Sulla cima del colle della frazione di San Genesio sono stati rinvenuti i ritrovamenti del castello, detto "tomba del Re" per la presenza di alcuni scavi rettangolari, e i ruderi di un bastione di avvistamento di epoca romana o precedente.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il lungomare
  • Monumento ai caduti, opera realizzata nel 1926 dallo scultore Arturo Martini.
  • Monumento ad Arturo Martini, opera bronzea realizzata da suo genero e allievo Roberto Bertagnin, su un bozzetto stilizzato dallo stesso Martini per un monumento all'aviatore Arturo Ferrarin.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Resti della casa del console romano Pertinace tra la frazione di Sant'Ermete e la borgata Ponte dell'Isola.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Tra i territori comunali di Vado Ligure, Bergeggi, Noli, Spotorno, Quiliano e Vezzi Portio è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva tra il monte Mao, Rocca dei Corni e monte Mortou in cui insistono macchia mediterranea, aree erbose e coltivazioni agricole. Oltre ad alcune faggete, sugherete e lembi di calluneto (Calluna vulgaris), sono segnalate le presenze della campanula di Savona (Campanula sabatia), il convolvolo di Savona (Convolvulus sabatius) e il fiordaliso a pigna (Leuzea conifera), quest'ultimo a rischio di estinzione allo stato spontaneo. Tra le specie animali gli anfibi pelodite (Pelodytes punctatus) - molto raro - e il geotritone (Speleomantes strinatii)[9].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[11] i cittadini stranieri residenti a Vado Ligure sono 358, pari al 4,38% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai caduti di Arturo Martini, del 1926.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Civico di Villa Groppallo. Il museo, inaugurato nel 1982 e riallestito nel 1999, raccoglie materiale risalente all'Impero romano e del Medioevo. I reperti romani sono stati rinvenuti nella zona archeologica denominata Vada Sabatia, mentre dell'epoca medievale sono una ricca collezione di monete antiche databili tra il II e il V secolo. Vi è inoltre una sezione dedicata all'arte contemporanea e agli artisti locali e internazionali che hanno partecipato al "Premio Vado", quest'ultimo istituito dal 1951.
  • Civico Museo archeologico "Cesare Queirolo". Aperto dal 1960 ma mai se non eccezionalmente aperto al pubblico e sito nella piazza della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, raccoglie i reperti archeologici della città romana di Vada Sabatia rinvenuti durante la costruzione dell'odierno palazzo comunale nella medesima piazza. Tra le opere esposte vi sono epigrafi, suppellettili, corredi sepolcrali e un medagliere con la presenza di oltre quattrocento monete databili tra il II secolo e l'inizio del V secolo.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona di Porto Vado sono state girate alcune scene del film Mark il poliziotto spara per primo, pellicola del 1975 e diretta dal regista Stelvio Massi.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 giugno si festeggia san Giovanni Battista, patrono di Vado Ligure. La festa inizia il 23 giugno con un tradizionale spettacolo pirotecnico serale su uno dei pontili sul mare, continuando il giorno dopo con il mercato sul lungomare e la processione, durante la quale viene trascinato il carro raffigurante il Santo lungo le principali vie cittadine.

Persone legate a Vado Ligure[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La centrale termoelettrica "Tirreno Power".

Vado Ligure è un comune molto industrializzato, in esso sorgono numerosi stabilimenti industriali ed aziende.

Da oltre 100 anni Vado Ligure ospita un grande stabilimento ferroviario dove si producono locomotori elettrici, venne inaugurato nel 1905 con la creazione della Westinghouse. Importante fu in quell'epoca pioneristica, la collaborazione con l'ingegnere ungherese Kálmán Kandó, il padre della motorizzazione ferroviaria con corrente trifase, che chiamò un centinaio di tecnici, anch'essi ungheresi. Con l'entrata in guerra dell'Italia durante la prima guerra mondiale tale collaborazione venne troncata. Lo stabilimento venne acquisito dalla Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri, (T. I.B.B) che ne rimarrà proprietaria fino alla fine degli anni ottanta quando avverrà la fusione tra Asea e Brown Boveri con la conseguente nascita dell'ABB. Lo stabilimento diventa una filiale della "ABB Trazione" fino a metà anni novanta quando con una collaborazione tra ABB e AEG (acquisita poco dopo da Daimler-Benz) si darà vita alla nuova società AdTranz. AdTranz venne ceduta nel 2001 al colosso dei trasporti canadese Bombardier.

Nell'impianto di Vado sono prodotte le locomotive elettriche a 3 kV per convogli regionali E464 e locomotive per trasporti merci della categoria TRAXX.

Inoltre è sede di una centrale termoelettrica, ex Enel ora Tirreno Power, pensata e realizzata negli anni sessanta le cui due ciminiere alte circa 200 metri e altre due di circa una settantina di metri dominano la vallata e anche buona parte della costa.

Intensa è l'attività portuale nel porto di Savona-Vado infatti oltre ai tanti traghetti che collegano il comune alla Corsica, alla Sardegna e alla Spagna, attraccano navi merci, porta-container e soprattutto numerose petroliere facendo del porto di Vado il primo porto italiano assieme a quello di Trieste per quanto riguarda il petrolio e i suoi derivati, infatti sono presenti: uno dei più moderni e sofisticati impianti per la produzione di additivi per lubrificanti del gruppo Infineum, con una capacità di oltre 100.000 tonnellate l'anno, un impianto per la produzione di lubrificanti del gruppo ExxonMobil e un deposito per la movimentazione dei carburanti del gruppo Eni. In passato un apposito pontile era attrezzato per lo scarico di acido solforico trasportato via tubo allo stabilimento di fertilizzanti dell'Agrimont.

La tradizione industriale di questo comune ha radici situate durante il boom economico dove Vado visse una forte crescita economica diventando successivamente per un lungo periodo il paese a maggior concentrazione industriale d'Europa, che si contrapponeva alla vicina e più grande Savona che nello stesso periodo veniva considerata unanimemente la piccola Manchester per via della sua forte industria anch'essa una delle più floride di tutta Europa. Il comune di Vado Ligure è parte fondamentale dell'economia savonese e pur mantenendo la sua indipendenza dal capoluogo è completamente asservito agli interessi della vicina Savona, tanto che il suo bacino portuale è gestito dall'Autorità Portuale di Savona.

È in corso la costruzione della Piattaforma Maersk, progetto che prevede la realizzazione di una piattaforma di 210.000 m2 nella rada di Vado che è sede di un porto petroli, commerciale e traghetti.

Nel 2008, ci fu un referendum che fu indetto dalla maggioranza consiliare[13] , per sondare l'opportunità di costruire la predetta opera. Il referendum vide la vittoria dei no, però non si raggiunse il quorum del 50% degli aventi diritto al voto e quindi il risultato, comunque in nessun modo giuridicamente vincolante, non fu valido.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Vado Ligure è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che permette il collegamento stradale con Savona, a nord, e Bergeggi a sud.

Inoltre è raggiungibile anche grazie al casello autostradale di Savona-Vado sull'autostrada A10.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La località è servita dalla stazione di Quiliano-Vado che serve anche Quiliano, sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, posta sul confine dei due comuni. Tale impianto è servito dai treni regionali svolti anch'essi da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Liguria.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti urbani e suburbani sono svolti mediante autoservizi gestiti dalla società TP Linea.

Dal 1912 al 1948 era attiva la tranvia Savona-Vado Ligure, un collegamento extraurbano che comprendeva un'intensificazione urbana all'interno di Savona e aveva a Vado Ligure il proprio capolinea occidentale; una delle fermate tranviarie era posta nelle adiacenze della allora stazione di Vado Ligure, in seguito declassata a impianto merci in conseguenza dell'attivazione del raddoppio a monte della linea ferroviaria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1964 Pasquale Borra Partito Comunista Italiano Sindaco
1964 1976 Pietro Moracchioli Partito Comunista Italiano Sindaco
1977 1990 Pierino Ricino Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Roberto Peluffo Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Roberto Peluffo Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1999 2004 Roberto Peluffo Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2009 Carlo Giacobbe Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2009 2014 Attilio Caviglia Lista civica "Con Caviglia Vado Viva" Sindaco
2014 in carica Monica Giuliano Lista civica di Centro-sinistra "Lavoriamo con i vadesi" Sindaco [14]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio di Santa Margherita nella frazione di Segno

Vado Ligure è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Qui nacque Valerio Bacigalupo, celebre portiere del Grande Torino, morto nella tragedia di Superga il 4 maggio 1949.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S. Sabazia, società di pallavolo rifondata nel 2004, militante nella Serie e già promossa in Serie C per la stagione 2014/2015.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b Fonte dallo statuto comunale di Vado Ligure. URL consultato l'8 ottobre 2012.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Fonte dal sito del comune di Vado Ligure-Storia. URL consultato l'8 ottobre 2012.
  6. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  7. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  8. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 16 novembre 2012.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  12. ^ "Storia di Felice Levratto", di Maria Angela Levratto, pg 16
  13. ^ Fonte dal sito de Il Secolo XIX
  14. ^ Il 14 ottobre 2014 viene eletta presidente della Provincia di Savona nelle prime consultazioni a suffragio ristretto

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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