Rialto (Italia)

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Rialto
comune
Rialto – Stemma
Veduta del territorio di Rialto
Veduta del territorio di Rialto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Silvio Casanova (Lista civica "Uniti per Rialto") dal 27/05/2013
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°13′28.4″N 8°15′49.15″E / 44.224556°N 8.263653°E44.224556; 8.263653 (Rialto)Coordinate: 44°13′28.4″N 8°15′49.15″E / 44.224556°N 8.263653°E44.224556; 8.263653 (Rialto)
Altitudine 376 m s.l.m.
Superficie 19,6 km²
Abitanti 566[1] (31-12-2011)
Densità 28,88 ab./km²
Frazioni Annunziata, Berea, Bianchi, Calvi, Cheirano, Chiazzari, Mulino, Piazza Vecchia, Vene, Villa
Comuni confinanti Bormida, Calice Ligure, Calizzano, Magliolo, Osiglia, Tovo San Giacomo
Altre informazioni
Cod. postale 17020
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009053
Cod. catastale H266
Targa SV
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 238 GG[2]
Nome abitanti rialtesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rialto
Posizione del comune di Rialto nella provincia di Savona
Posizione del comune di Rialto nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Rialto (Riätu in ligure[3]) è un comune sparso italiano di 566 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il torrente Pora

Il comune è situato nell'entroterra di Finale Ligure, nell'alta valle del torrente Pora. Le borgate di mezzacosta sono disposte sul versante orografico sinistro, circondate da una campagna prevalentemente coltivata a uliveto e a vigneto[4]. A quote superiori il territorio di Rialto è ricoperto da ampie zone boschive, che raggiungono e superano il crinale. Tra le vette della zona il Bric Gettina (1.025 m s.l.m.) ove anticamente si aprivano le miniere (ora abbandonate) di galena argentifera: le miniere del Porrino (Purin nel dialetto locale), già sfruttate nel periodo feudale dai marchesi Del Carretto per ricavarne l'argento[4].

Sempre nell'area rialtese, a Pian dei Corsi, è presente un vivaio forestale regionale inizialmente gestito dall'ex comunità montana Pollupice. Esteso per circa 5 ettari, ubicato presso la vetta omonima a 855 m s.l.m., è gestito provvisoriamente dall'ente comunale[5].

Il territorio del comune sparso è costituita dai principali nuclei abitati di Annunziata, Berea, Bianchi, Calvi, Cheirano, Chiazzari, Mulino, Piazza Vecchia, Vene e Villa per una superficie territoriale di 19,6 km2[6].

Confina a nord con i comuni di Bormida e Calice Ligure, a sud con Magliolo, Tovo San Giacomo e Calice Ligure, ad ovest con Bormida e Magliolo, ad est con Calice Ligure.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Secondo alcuni studi il toponimo deriverebbe dal nome Riatu o ancora da Rialtus, ossia torrente che nasce dall'alto, forse in riferimento al torrente Pora che qui scorre[4].

Il paese appartenne a Bonifacio del Vasto nel 1091[4] e venne successivamente ereditato dalla famiglia feudale Del Carretto[4], divenendo territorio del marchesato di Finale[4].

Ne seguì quindi le vicende storiche del marchesato finalese[4] e quindi fu sotto il dominio della Spagna dal 1601 al 1707[4] e, dopo una breve parentesi come feudo del Sacro Romano Impero[4], dal 1713 territorio della Repubblica di Genova[4] sotto giurisdizione della podesteria finalese.

Con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte il territorio di Rialto rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del I Cantone, capoluogo Finale, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Rialto fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilirà il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Finalborgo del Circondario di Albenga facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Settantadue furono i soldati rialtesi partiti per il fronte nella prima guerra mondiale[7], mentre nelle fasi conclusive del secondo conflitto bellico anche questo piccolo comune montano dovette subire rastrellamenti (il primo è datato al 13 luglio 1944[7]) da parte dei soldati tedeschi e fascisti per i sempre più numerosi movimenti partigiani in loco (Distaccamento "Rabagliati" al comando di Genesio Rosolino, un pescatore di Oneglia[7]) e nella valle. Un fatto relativo di nota e tragico accadde il 2 febbraio del 1945[7] quando due colonne della controbanda fascista, favoriti dalla neve, piombarono in piena notte nell'accampamento partigiano di Pian dei Corsi sparando all'impazzata tra le tende: si contarono 11 vittime, uno degli episodi più gravi dell'intera valle[7].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana Pollupice e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[8], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Ponente Savonese, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[9] e in vigore dal 1º maggio 2011[10].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Rialto (Italia)-Stemma.png
« Lo stemma del Comune di Rialto è rappresentato da un albero di olivo con una pianta di vite che si arrampica su di esso, avvolgendolo »
(Descrizione dello stemma dallo statuto comunale[11])

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il reale decreto n° 652 datato al 1934[12].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Pietro a Rialto

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nel capoluogo di Rialto. L'opera di costruzione originaria è risalente, secondo alcuni ritrovamenti, allo stile romanico[13]; tuttavia la sua prima citazione ufficiale risalirebbe al 1356[13]. All'interno è conservata una pregiata statua tardogotica. La struttura fu riedificata nel corso del XIV secolo[13].
  • Oratorio dei Santi Carlo e San Sebastiano nel capoluogo di Rialto, riedificato nel 1754[13] su un precedente edificio religioso.
  • Cappella di San Sebastiano nella località di Cà de Cain.
  • Cappella di San Bernardo nella località di Cheirano.
  • Cappella del Santissimo Nome di Maria (già di Santa Maria delle Rocche[13]) nella località di Chiazzari.
  • Cappella di San Giovanni Evangelista nella località di Fugardi.
  • Cappella della Madonna della Neve nella località di Melogno, del XVII secolo[13].
  • Cappella di Nostra Signora della Consolazione (già di San Sebastiano[13]) nella località di Piazza Calvi.
  • Cappella dell'Annunziata nella località di Scotti.
  • Cappella del Santissimo Nome di Maria (già di San Bernardo[13]) nella località di Taglieto.
  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nella località di Vene.
  • Oratorio di San Bernardo nella località di Vene, del 1727[13].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Tra i territori comunali di Rialto, Bardineto, Bormida, Boissano, Calizzano, Castelvecchio di Rocca Barbena, Giustenice, Loano, Magliolo, Osiglia, Pietra Ligure e Toirano è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavità di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggi, pini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric dell'Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula marginata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l'arnica montana (Arnica montana). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni rinolofi della specie dei chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus euryale, Rhinolophus hipposideros)[14].

Società[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Lorenzo a Vene

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[16] i cittadini stranieri residenti a Rialto sono 10, pari all'1,77% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Rialto ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001[17].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio di San Bernardo

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo della civiltà contadina.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa di san Lorenzo, il 10 agosto, nella località di Vene.
  • Festa di san Bernardo, il 4 novembre, nella località di Vene.
  • Castagnata, la penultima domenica di ottobre.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune basa la sua principale risorsa economica sull'attività agricola, specie nella produzione di olio di oliva e vino. Altre attività sono la vendita di legname e la pastorizia.

Presso la località di Pian dei Corsi - già sede di un vivaio forestale regionale - è stato inaugurato il 30 ottobre 2010[18] un parco eolico (intitolato ad Andrea Quaglia, sindaco di Rialto scomparso nel 2007 e primo promotore dell'iniziativa ambientale) costituito da tre aerogeneratori da 800 kw ciascuno, montati su torri di 60 m, con pale del diametro di 52 m, per una produzione media annua stimata di 5304 MWh, pari al consumo di circa 1650 famiglie.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Rialto è raggiungibile dalla strada provinciale 17 che permette il collegamento viario con Calice Ligure; la stessa località diparte la provinciale 23 che, dopo aver attraversato a nord il comune rialtese, si innesta con la strada provinciale 490 del Colle del Melogno nell'omonima località.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Rialto è servito dalla TPL che con i suoi autobus effettua un percorso ad anello nel paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Marisa Brunetto Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Marisa Brunetto Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Marisa Brunetto Lista civica Sindaco
1999 2004 Andrea Quaglia Lista civica "Rialto verso il 2000" Sindaco
2004 7 maggio 2007 Andrea Quaglia Lista civica "Uniti per Rialto" Sindaco [19]
24 luglio 2007 14 aprile 2008 Silvio Casanova Lista civica "Uniti per Rialto" Vicesindaco [20]
2008 2013 Silvio Casanova Lista civica "Uniti per Rialto" Sindaco
2013 in carica Silvio Casanova Lista civica "Uniti per Rialto" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Rialto è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  5. ^ Il vivaio forestale regionale di Pian dei Corsi sul sito del comune di Rialto. URL consultato il 30 ottobre 2012.
  6. ^ Fonte dallo statuto comunale di Rialto. URL consultato il 30 ottobre 2012.
  7. ^ a b c d e Comune di Rialto-Cenni storici. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  8. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  9. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  10. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  11. ^ Fonte dal sito del comune di Rialto-Lo stemma. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  12. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  13. ^ a b c d e f g h i Fonte dal sito del comune di Rialto-Storia. URL consultato il 3 novembre 2012.
  14. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 16 novembre 2012.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  17. ^ Fonte dal sito del comune di Rialto-Certificazione ambientale. URL consultato il 3 novembre 2012.
  18. ^ Fonte dal sito del comune di Rialto-Parco eolico "Andrea Quaglia". URL consultato il 3 novembre 2012.
  19. ^ Deceduto durante la carica amministrativa
  20. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 2007 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 183 dell'8 agosto 2007
  21. ^ Fonte dal sito del comune di Rialto-Gemellaggio. URL consultato il 3 novembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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