Rhinolophus hipposideros

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Ferro di cavallo minore[1]
Bat(20070605).jpg
Rhinolophus hipposideros
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Chiroptera
Famiglia Rhinolophidae
Genere Rhinolophus
Specie R. hipposideros
Nomenclatura binomiale
Rhinolophus hipposideros
(Bechstein, 1800)
Areale

Rhinolophus hipposiderosMap.png

Il ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros Bechstein, 1800) è una specie di pipistrello europeo strettamente imparentato, ma di dimensioni più piccole, con il ferro di cavallo maggiore. La specie deve il nome al caratteristico naso a forma, appunto, di ferro di cavallo.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Sono riconosciute sette sottospecie:

In Italia troviamo solamente le sottospecie minimus e majori.

Descrizione fisica[modifica | modifica sorgente]

È una tra le specie di Chirotteri più piccole al mondo: la sua lunghezza complessiva arriva appena a 6 cm e l'apertura delle ali è di 22 cm; pesa tra i 5 e i 9 grammi. Il pelo è piuttosto chiaro, bianco grigiastro, un po' più scuro nella parte superiore del corpo che non nella parte inferiore.

La dentatura dei ferri di cavallo si compone di 32 denti, vale a dire di 2 incisivi rudimentali, divisi da una lacuna, nella mascella, 4 incisivi ravvicinati nella mandibola, 1 canino robusto per parte, sopra e sotto, 1 molare piccolissimo e 4 molari più grossi nella mascella superiore e 6 molari da ogni parte della mascella inferiore. Il secondo di questi ultimi molari sporge oltre la serie dei denti ed è piccolissimo come il primo della mascella superiore; spesso non è neppure visibile ad occhio nudo; qualche rara volta questi due denti cadono. L'appendice nasale completa si compone di tre parti, che sono: il ferro di cavallo, la cresta longitudinale o foglia e la lancetta. Il ferro di cavallo incomincia anteriormente sulla punta del muso; circonda le narici che si trovano sul dorso del naso, in una ripiegatura della pelle, e finisce dinanzi agli occhi, diviso in due rami laterali. La cresta longitudinale s'innalza nel mezzo del ferro di cavallo, dietro le narici; anteriormente ha una superficie trasversale, allargata, e dietro la medesima una infossatura foggiata a guisa di sella in cui finisce la cresta longitudinale, formando una punta sporgente all'innanzi. La lancetta cutanea collocata trasversalmente alla fronte s'innalza in mezzo agli occhi, sotto l'estremità posteriore dei rami del ferro di cavallo, e d'ambo le parti della sua linea medesima, sollevata, presenta tre infossature in forma di celle, le quali sono separate da apposite membrane trasversali. L'orecchio è molto più semplice; non esiste alcuna sorta di trago ben sviluppato. I ferri di cavallo sono provvisti di membrane alari larghe, relativamente corte; di conseguenza battono le ali con un movimento oscillatorio ed hanno un volo meno agile.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Vive dall'Irlanda e dall'Europa settentrionale fino alla Penisola Iberica e al Marocco, dall'Europa meridionale e dal Nordafrica al Kirghizistan e al Kashmir; si trova inoltre in Bulgaria, Israele e Giordania, Arabia, Sudan, Etiopia e Gibuti. In Italia la specie è comune in quasi tutte le regioni[3].

Il ferro di cavallo minore vive nelle più calde regioni delle colline e degli altopiani, soprattutto in aree boschive o calcaree. D'estate si spingono fino a 1160 m sul livello del mare, ma d'inverno possono raggiungere altezze anche di 2000 m; la nursery più elevata mai ritrovata era situata a 950 m. Questa specie è sedentaria e i ripari estivi e invernali distano tra di loro tra 5 e 10 chilometri, nonostante lo spostamento più lungo mai registrato sia risultato di 153 chilometri.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di piccoli insetti, ma le sue prede preferite sono mosche, falene e ragni.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

I ferri di cavallo minori si accoppiano d'autunno. Le femmine partoriscono un solo piccolo, generalmente tra metà giugno e i primi di luglio. Questo pesa alla nascita intorno agli 1,8 grammi; apre gli occhi dopo circa dieci giorni e diviene indipendente a sei o sette mesi. Durante i mesi invernali questi pipistrelli vanno in letargo, riparandosi in profonde caverne, miniere, vecchi edifici e, talvolta, in cantine.

Le femmine divengono sessualmente mature entro il primo anno di vita; uno studio svoltosi in Cecoslovacchia ha mostrato che circa il 15% di esse partorisce ad un anno di età. Alcuni esemplari sono stati visti inoltre in procinto di accoppiarsi, con il maschio che trattiene da dietro la femmina mentre la copre.

Le nursery vengono spesso condivise con altre specie di pipistrelli, come il ferro di cavallo maggiore, ma gli esemplari delle varie specie non si mischiano mai tra loro. I ferri di cavallo minori si spostano verso le nursery da aprile in poi; ognuna di queste è composta da 10-100 femmine e da 2-20 maschi. Circa i due terzi delle femmine di una nursery partoriscono tra metà giugno e metà luglio.

Ecolocazione[modifica | modifica sorgente]

Le frequenze utilizzate da questa specie di pipistrello per l'ecolocazione sono situate tra 93 e 111 kHz, hanno maggiore energia a 110 kHz e una durata media di 31,7 millisecondi[4][5]. A causa della frequenza dei richiami, le sue emissioni si sovrappongono a quelle del ferro di cavallo mediterraneo e del ferro di cavallo di Mehely.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Il numero di questi animali sta diminuendo grandemente a causa di un certo numero di fattori, tra cui la distruzione dei rifugi, i cambiamenti nelle pratiche agricole (come l'incessante aumento degli insetticidi, che riducono la disponibilità di prede) e la perdita di habitat favorevoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Rhinolophus hipposideros in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Hutson, A.M., Racey, P.A. (Chiroptera Red List Authority) & Temple, H. (Global Mammal Assessment Team) 2008, Rhinolophus hipposideros in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  3. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  4. ^ Parsons, S. and Jones, G, Acoustic identification of twelve species of echolocating bat by discriminant function analysis and artificial neural networks in J Exp Biol 2000; 203: 2641-2656.
  5. ^ Obrist, M.K., Boesch, R. and Flückiger, P.F, Variability in echolocation call design of 26 Swiss bat species: Consequences, limits and options for automated field identification with a synergic pattern recognition approach in Mammalia 2004; 68(4): 307-32.

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