Rhinolophus hipposideros

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Ferro di cavallo minore
Bat(20070605).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Rhinolophidae
Genere Rhinolophus
Specie R.hipposideros
Nomenclatura binomiale
Rhinolophus hipposideros
Bechstein, 1800
Sinonimi

R.alpinus, R.anomalus, R.bifer, R.bihastatus, R.billanyani, R.eggenhoeffner, R.helvetica, R.intermedius, R.kisnyiresiensis, R.minor, R.minuta, R.moravicus, R.pallidus, R.phasma, R.trogophilus, R.typicus, R.typus, R.vespa

Areale

██ R.h.hipposideros

██ R.h.escalerae

██ R.h.majori

██ R.h.midas

██ R.h.minimus

██ R.h.minutus

Il ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros Bechstein, 1800) è un pipistrello della famiglia dei Rinolofidi diffuso nell'Ecozona paleartica.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 38 e 48 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 35,9 e 42,5 mm, la lunghezza della coda tra 22 e 33 mm, la lunghezza del piede tra 6,9 e 9 mm, la lunghezza delle orecchie tra 12 e 19 mm, un'apertura alare fino a 25,4 cm e un peso fino a 9 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è lunga, soffice e lanuginosa. Le parti dorsali variano dal bruno-grigiastro al marrone, mentre le parti ventrali sono più chiare, grigiastre o bianco-grigiastre. Le orecchie sono di dimensioni normali. La foglia nasale presenta una lancetta triangolare, con i bordi leggermente concavi e l'estremità appuntita, un processo connettivo basso, leggermente arrotondato e talvolta appiattito, una sella priva di peli, lunga, stretta, cuneiforme, con l'estremità appuntita curvata in avanti e verso il basso. La porzione anteriore è stretta ma copre interamente il muso ee è provvista di un profondo incavo centrale alla base. Il labbro inferiore ha un solo solco longitudinale. Le membrane alari sono marroni o marroni scure. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il primo premolare superiore è relativamente grande e situato lungo la linea alveolare.

Ecolocazione[modifica | modifica sorgente]

Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro con impulsi di lunga durata a frequenza costante di 105-113 kHz e con massima energia sulla seconda armonica.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Colonia in un eremo abbandonato

In estate si rifugia in colonie numerose all'interno degli edifici nelle zone più settentrionali dell'areale, grotte e gallerie minerarie in quelle più meridionali. In questo periodo forma vivai costituiti da diverse centinaia di femmine ed alcuni maschi. In inverno entra in ibernazione solitariamente all'interno di grotte, gallerie minerarie e cantine, con temperature di 4-12 °C ed elevata umidità relativa. Rimane aggrappato alle pareti o alle volte con i soli piedi. L'attività predatoria inizia al tramonto. Il volo è agile, altamente manovrato ed effettuato fino a 5 metri dal suolo. È una specie sedentaria, con spostamenti massimi fino a 153 kM.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si nutre di insetti, particolarmente ditteri, lepidotteri, neurotteri e tricotteri catturati sul terreno o sui rami nei boschi, parchi, boscaglie e cespugli.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Danno alla luce un piccolo alla volta nella seconda metà di giugno. Il nascituro apre gli occhi dopo 10 giorni di vita, è in grado di volare dopo un mese ed è completamente indipendente dopo altre 2 settimane. Gli accoppiamenti avvengono in autunno e più raramente in inverno. Entrambi i sessi diventano maturi dopo 1-2 anni di vita. L'aspettativa di vita massima è di 21 anni.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Questa specie è diffusa nell'Ecozona paleartica, dall'Europa occidentale, Africa nord-occidentale, Vicino oriente attraverso il Caucaso e l'Iran fino al Kashmir. In Italia è presente su tutto il territorio, isole comprese.

Vive nei boschi e nelle vicinanze di insediamenti umani fino a 2.000 metri di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Sono state riconosciute 6 sottospecie:

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, l'abbondanza e la stabilità almeno in alcune zone, classifica R.hipposideros come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Jacobs, D., Cotterill, F.P.D., Taylor, P.J., Aulagnier, S., Juste, J., Spitzenberger, F. & Hutson, A.M. 2008, Rhinolophus hipposideros in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Rhinolophus hipposideros in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Aulagnier & Al., 2011, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  • Stephan Aulagnier & Al., Guide des mammiferes d'Europe, d'Afrique du Nord et du Moyen-Orient, Delachaux & Niestlé SA, Parigi, 2011, ISBN 9788889999707.
  • Meredith & David C.D.Happold, Mammals of Africa. Volume IV-Hedgehogs, Shrews and Bats, Bloomsbury, 2013. ISBN 9781408122549

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Mammiferi in Italia

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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