Balestrino

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Balestrino
comune
Balestrino – Stemma Balestrino – Bandiera
Scorcio del borgo vecchio di Balestrino
Scorcio del borgo vecchio di Balestrino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Gabriella Ismarro (Lista civica "Un futuro per Balestrino") dal 16/05/2011
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°07′29.48″N 8°10′28.1″E / 44.124856°N 8.174472°E44.124856; 8.174472 (Balestrino)Coordinate: 44°07′29.48″N 8°10′28.1″E / 44.124856°N 8.174472°E44.124856; 8.174472 (Balestrino)
Altitudine 371 m s.l.m.
Superficie 11,27 km²
Abitanti 607[1] (31-12-2011)
Densità 53,86 ab./km²
Frazioni Bergalla, Borgo, Cuneo, Poggio
Comuni confinanti Castelvecchio di Rocca Barbena, Ceriale, Cisano sul Neva, Toirano, Zuccarello
Altre informazioni
Cod. postale 17020
Prefisso 0182
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009008
Cod. catastale A593
Targa SV
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 190 GG[2]
Nome abitanti balestrinesi
Patrono sant'Andrea
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Balestrino
Posizione del comune di Balestrino nella provincia di Savona
Posizione del comune di Balestrino nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Balestrino (Bârestìn[3] o Balestrin[4] in ligure) è un comune italiano di 607 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Balestrino è situato nella valle del torrente Barescione, nell'entroterra di Loano-Borghetto Santo Spirito, a circa 7 km dalla costa della Riviera delle Palme.

Il territorio comunale è costituito dalla quattro frazioni di Bergalla, Borgo (sede comunale), Cuneo e Poggio per una superficie territoriale di 11,27 km²[5]; fanno altresì parte della circoscrizione le località di Cà de Brenna, Cascina, Caselle, Costigliole, Fossato, Pezzin, Sabain, Sambuco, Tovo e Vallone storicamente riconosciute dalla comunità balestrinese.

Confina a nord con i comuni di Castelvecchio di Rocca Barbena e Toirano, a sud con Zuccarello, Cisano sul Neva e Ceriale, ad ovest con Castelvecchio di Rocca Barbena e Zuccarello e ad est con Toirano. Dista circa 39 km a sudovest di Savona e 89 km ad ovest di Genova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I ruderi del borgo vecchio

I primi insediamenti umani, risalenti già al paleolitico, si stanziarono presso la valle del torrente Barescione (presso il rio Ponte), provenienti dalla vicina val Varatella. L'esercito romano dovette più volte scontrarsi con le popolazioni locali per il dominio sul territorio, costruendo sulle rocche circostanti torrioni e fortificazioni. Una di queste fu il torrione roccioso attorno al quale nacque il Burgus Plebis di Balestrino: a testimonianza della dominazione romana, adiacente al borgo sono state rinvenute numerose monete dell'epoca, trovate sull'antica mulattiera.

Nell'Alto Medioevo le popolazioni si spostarono gradatamente verso le valli circostanti, formando nuovi borghi e villaggi e costituendo il primo vero nucleo abitativo di Bergalla, sede delle prime signorie del luogo. Si perfezionò lo sfruttamento dei terreni, spostando le coltivazioni di ulivi, legumi e cereali lungo le pendici montane grazie alla tecnica delle terrazze, tipiche di molti paesi della Liguria. Divenuto possesso, nel IX secolo, dell'abbazia benedettina toiranese di San Pietro dei Monti[6], passò sotto il controllo di Bonifacio del Vasto nel 1091[6].

I piemontesi Bava divennero[6], in epoca feudale, i primi signori del feudo di Balestrino e dell'intera vallata costruendo alle pendici della rocca Curaira il primo castello. Il feudo passò poi in possesso dei marchesi Del Carretto del ramo di Finale (XII secolo[6]) che vi innalzarono il castello intorno alla metà del XVI secolo, tutt'oggi esistente. Il maniero venne dato alle fiamme nello stesso secolo dagli abitanti del borgo, a causa delle incomprensioni scatenatesi tra i signori carretteschi con i Balestrinesi. Unito al Marchesato di Zuccarello nel 1545[6], per via ereditaria passò al marchese Pirro II Del Carretto che diede vita ad un nuovo e autonomo ramo familiare (i Del Carretto di Balestrino[6]) e sottoponendo il borgo balestrinese tra i feudi imperiali del Sacro Romano Impero[6]. Una rivolta degli abitanti balestrinesi portò all'uccisione nel 1561[7] del marchese e della consorte. Per prevenire nuove rivolte paesane fu suo figlio ad istituire nuove leggi ed erigendo un tribunale apposito con strumenti di tortura.

Il castello dei Del Carretto e l'ex chiesa di Sant'Andrea

Nonostante i dissapori tra i marchesi e il suo feudo, Balestrino conobbe un'epoca di espansione economica, supportata dalla costruzione di mulini, frantoi, fornaci e saponifici. Il borgo divenne così capitale economica dell'intera valle, rimanendo quasi indipendente dalla Repubblica di Genova, nuova possedente delle terre circostanti.

Nel corso del 1735[6] la sovranità del feudo balestrinese fu trasferita dall'imperatore alle dipendenze del Regno di Sardegna che, per decreto reale del 1749[6], assoggettò Balestrino nella provincia di Oneglia; alla famiglia Del Carretto rimase il godimento dei residui diritti feudali. Nelle fasi cruciali della battaglia di Loano (1795) il castello e il territorio di Balestrino furono teatro di drammatici eventi tra la popolazione e l'esercito francese: la vittoria dei soldati napoleonici aprì la strada a Napoleone Bonaparte nell'Italia nordoccidentale.

Nel 1801 fu unito alla Repubblica Ligure[6] come centro principale del VI cantone della Maremola nella Giurisdizione di Colombo (1803). Annesso al Primo Impero francese, il territorio di Balestrino dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VII mandamento di Loano del Circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana Pollupice e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[8], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Ponente Savonese, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[9] e in vigore dal 1º maggio 2011[10].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Balestrino-Stemma.png
Balestrino-Gonfalone.png


« Spaccato: il primo d'argento al leone di nero, tenente una balestra azzurra; nel secondo di rosso, al castello con due torri merlate alla guelfa, aperto, finestrato e murato di nero, con le torri riunite dalla cortina di muro priva di merli »
(Descrizione araldica dello stemma[11])
« Drappo troncato di rosso e di bianco... »
(Descrizione araldica del gonfalone)

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 4 aprile del 1991[11].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea presso il Poggio

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Ex chiesa di Sant'Andrea nella frazione-capoluogo di Borgo. L'edificio di culto venne edificato sui resti di una preesistente cappella tra il 1594 e il 1624[7] anche grazie ai finanziamenti elargiti dalla famiglia balestrinese dei Di Negri, emigrata in Spagna.
  • Oratorio della Madonna di Marzo nella frazione-capoluogo di Borgo. Risalente al 1483[7], fu la sede della Confraternita di San Carlo.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea nella frazione di Poggio. Costruita in stile moderno, in sostituzione della precedente parrocchiale non più aperta al pubblico, presenta l'altare marmoreo del 1641[7] - opera dello scultore Giovanni Orsolino[7] - e un pulpito in marmo con stemmi nobiliari dei Del Carretto datato al 1702[7] e qui trasferiti dal precedente luogo di culto del Borgo.
  • Chiesa campestre di San Giorgio nella frazione di Poggio, all'interno del cimitero comunale. Di origine antica, probabilmente medievale[7], fu riedificata nel 1340[7] in stile romanico e semplice. Al suo interno custodisce alcuni cicli di affreschi del XV secolo[7] raffiguranti santi, scene della Bibbia e una natività nell'abside a pianta quadrata con volte a crociera. L'attiguo campanile è risalente al XII secolo[7].
  • Cappella di Sant'Apollonia nella frazione di Bergalla. L'edificio fu edificato sulle fondamenta di un preesistente luogo di culto intitolato a san Calocero[7].
  • Santuario della Riconciliazione e della Pace presso il monte Croce (756 m), costruito dopo le apparizioni mariane (138 accertate[7]) verificatesi tra il 4 ottobre 1949 e il 5 novembre 1986 a Caterina Richero[7], un'abitante di Bergalla.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Il castello alla sommità del "paese fantasma".
  • Castello dei Del Carretto. Imponente edificio medievale, sovrasta il borgo abbandonato sottostante. Il complesso venne edificato tra il 1515 e il 1559[7] dal marchese Pirro II Del Carretto e rivisto architettonicamente tra il 1812 e il 1820[7] da un suo discendente, Domenico Del Carretto. L'opera di ristrutturazione ha visto[7] l'eliminazione delle merlature ghibelline del mastio in favore di una nuova copertura e una scalinata in sostituzione dell'antico ponte levatoio.
  • Ruderi del castello della famiglia Bava nella frazione di Bergalla.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[13] i cittadini stranieri residenti a Balestrino sono 30, pari al 4,94% della popolazione comunale.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

L'abitato più moderno di Balestrino

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel borgo vecchio di Balestrino sono state girate alcune scene del film Inkheart - La leggenda di cuore d'inchiostro del 2008 di Iain Softley e con protagonisti Brendan Fraser, Andy Serkis e Helen Mirren.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Vecchi Mestieri nel mese di luglio.
  • Palio degli asini dei Quattro Borghi nel mese di luglio.
  • "Cinque giorni a Balestrino" nel mese di agosto.
  • Castagnata ad ottobre.
  • Festa patronale di san Martino, il 30 novembre.
  • Festa di san Mauro, il 15 gennaio.
  • Festa di san Giuseppe, il 19 marzo, con la tradizionale processione e falò.
  • Fiera dell'antiquariato nel mese di luglio.
  • Festa della Madonna della Guardia il 29 agosto.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Prevalentemente agricola, nel territorio comunale prevalgono le coltivazioni dell'ulivo e della frutta. Produzione e vendita di pesche, albicocche e patate.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Balestrino è attraversato principalmente dalla strada provinciale 34 - che permette il collegamento stradale con Toirano ad est - e dalla provinciale 44 per Castelvecchio di Rocca Barbena ad ovest.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1993 Pietro Beccaria Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1997 Carlo Ismarro Democrazia Cristiana Sindaco
1997 2001 Carlo Ismarro Partito Popolare Italiano Sindaco
2001 2006 Ubaldo Pastorino Lista civica Sindaco
2006 2011 Italo Panizza Lista civica Sindaco
2011 in carica Gabriella Ismarro Lista civica "Un futuro per Balestrino" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 67.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dallo statuto comunale di Balestrino. URL consultato il 24 aprile 2014.
  6. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche. URL consultato il 24 aprile 2013.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  8. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  9. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  10. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  11. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  12. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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