Onzo

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Onzo
comune
Onzo – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Liguria – stemma Liguria
Provincia Savona – stemma Savona
Sindaco Marina Casa (Lista civica "Per il nostro paese") dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 44°04′12.37″N 8°03′17.81″E / 44.0701028°N 8.0549472°E / 44.0701028; 8.0549472 (Onzo)Coordinate: 44°04′12.37″N 8°03′17.81″E / 44.0701028°N 8.0549472°E / 44.0701028; 8.0549472 (Onzo)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 8,23 km²
Abitanti 233[1] (31-12-2010)
Densità 28,31 ab./km²
Frazioni Capitolo, Costa, Menezzo, Solaio, Varavo Inferiore, Varavo Superiore
Comuni confinanti Aquila di Arroscia (IM), Casanova Lerrone, Castelbianco, Nasino, Ortovero, Ranzo (IM), Vendone
Altre informazioni
Cod. postale 17030
Prefisso 0182
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009043
Cod. catastale G076
Targa SV
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 229 GG[2]
Nome abitanti onzesi
Patrono san Martino di Tours
Giorno festivo 11 novembre
Localizzazione
Onzo è posizionata in Italia
Onzo
Posizione del comune di Onzo nella provincia di Savona
Posizione del comune di Onzo nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Onzo (Onsu in ligure[3]) è un comune italiano di 233 abitanti[4] della provincia di Savona in Liguria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il comune è situato nell'alta Valle Arroscia a circa 400 metri sul livello del mare sul versante meridionale del monte Catell'Ermo, conosciuto anche come Peso Grande (1092 m). La frazione di Capitolo è situata sulla dorsale tra le valli del rio Cornareo e del Paraone.

Dista dal capoluogo circa 64 km e a circa 20 km da Albenga.

[modifica] Storia

Le prime notizie certe su Onzo risalgono all'anno 1000 quando il luogo fu denominato Onze, derivante dall'undicesimo comune del Contado dei Clavesana. Divenuto dominio di Bonifacio del Vasto nel 1091 ed ereditato dai Clavesana nel XII secolo, fu da quest'ultimi ceduto alla Repubblica di Genova nel 1393.

Nel 1402 divenne feudo del Marchesato di Finale Ligure e della famiglia Del Carretto.

Nel 1581 cessò il domino feudale per ritornare alla Repubblica di Genova che lo sottopose sotto il Capitanato di Pieve di Teco; il 4 settembre dello stesso anno Onzo diviene, con uno Statuto, libero comune affrancandosi dalla Repubblica di Genova mediante il pagamento di 5000 scudi d'oro. A questo proposito la leggenda narra che essendosi sposata una bellissima giovane il feudatario (Scipione Del Carretto) intendesse esercitare lo jus primae noctis; la popolazione esasperata da questo affronto attaccò nottetempo il castello costringendo alla fuga il signore e saccheggiando il maniero, addirittura questo venne in parte demolito per recuperare materiale da costruzione. Il feudatario vendette per paura il territorio di Onzo alla Repubblica di Genova dalla quale la popolazione ricomprò tutto il paese ed i terreni.

Negli Statuti di Onzo si trovano, divise in quattro libri, norme di diritto amministrativo, civile e penale.

Diverrà parte del Regno di Sardegna e nel successivo Regno d'Italia nel 1861.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana Ingauna e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[5], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Ponente Savonese, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[6] e in vigore dal 1º maggio 2011[7].

[modifica] Simboli

Onzo-Stemma.png
« Partito: nel PRIMO, in alto una croce rossa in campo grigio, al centro diagonali rosse in campo giallo, in basso banda blu in campo giallo; nel SECONDO, di bianco, al ramoscello d'ulivo »
(Descrizione araldica dello stemma[8])

Lo stemma riprende gli stemmi e blasoni della Repubblica di Genova, del Marchesato di Finale e il giallo-blu del Comune di Onzo. La raffigurazione di un ramo d'olivo è da ricercare nella nota attività principale del territorio.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa parrocchiale di San Martino

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti ad Onzo sono 15, pari al 6,44% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[9]

[modifica] Cultura

Il municipio

[modifica] Eventi

[modifica] Economia

Si basa principalmente sull'attività agricola, specie nella produzione di olio di oliva e vino. Nel territorio inoltre è diffuso l'allevamento del bestiame, da cui si ricavano latticini e altri prodotti caseari, oltre che la raccolta di castagne.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Onzo è situata lungo la Strada Provinciale 453 della Valle Arroscia la quale collega Albenga con Vessalico. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Albenga sull'Autostrada A10 è l’uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

[modifica] Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Albenga sulla linea ferroviaria VentimigliaGenova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Marina Casa (Lista civica "Per il nostro paese") dal 07/06/2009

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Stefano Chiappe Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Sandro Piccardo Lista civica Sindaco
1995 1999 Sandro Piccardo Lista civica Sindaco
1999 2004 Gianfilippo Sassi Lista civica Sindaco
2004 2009 Gianfilippo Sassi Lista civica Sindaco
2009 in carica Marina Casa Lista civica "Per il nostro paese" Sindaco



[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  5. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  6. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  7. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  8. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 06-11-2011.
  9. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato il 03-10-2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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