Bardineto

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Bardineto
comune
Bardineto – Stemma
Il municipio
Il municipio
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Sindaco Franca Mattiauda (Lista civica "Idee per Bardineto") dal 07/06/2009
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°11′31.52″N 8°07′44.91″E / 44.192089°N 8.129142°E44.192089; 8.129142 (Bardineto)Coordinate: 44°11′31.52″N 8°07′44.91″E / 44.192089°N 8.129142°E44.192089; 8.129142 (Bardineto)
Altitudine 711 m s.l.m.
Superficie 29,60 km²
Abitanti 695[1] (31-12-2011)
Densità 23,48 ab./km²
Comuni confinanti Boissano, Calizzano, Castelvecchio di Rocca Barbena, Garessio (CN), Giustenice, Loano, Magliolo, Pietra Ligure, Toirano
Altre informazioni
Cod. postale 17057
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009009
Cod. catastale A647
Targa SV
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 072 GG[2]
Nome abitanti bardinetesi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bardineto
Posizione del comune di Bardineto nella provincia di Savona
Posizione del comune di Bardineto nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Bardinéto (Bardinëo in ligure[3]) è un comune italiano di 695 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune è situato in val Bormida, sulla sponda destra del fiume Bormida di Millesimo, nella barriera montuosa formata dalla Rocca Barbena, dal monte Lingo e dal monte Carmo di Loano per un'area complessiva di quasi tremila ettari. Il borgo è sito su di un altopiano boschivo formato da alberi di pini, abeti, faggi e betulle. Nel territorio bardinetese frequenti sono le formazioni calcaree e di dolomie, con vasti fenomeni carsici di superficie e sotterranei con la presenza di quasi ottanta grotte. Tra le cavità più conosciute, dette "buranche", vi sono quelle di Bardineto (oltre 2 km di cunicoli), Balbiseulo (1,2 km), Rampiun (1 km) e Pagliarina (430 m).

Il territorio comunale è costituito solamente dal capoluogo Bardineto per una superficie territoriale di 29,60 km².[4]

Confina a nord con il comune di Calizzano, a sud con Erli, Castelvecchio di Rocca Barbena, Toirano e Boissano, ad ovest con Garessio, ad est con Magliolo, Giustenice, Pietra Ligure e Loano. Dista circa 52 km a sudovest di Savona e 102 km ad ovest di Genova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Raffigurazione, in piastrelle di ceramica, della battaglia tra le tribù dei Liguri Epanteri ed Ingauni.

La presenza di numerose grotte e ripari favorì lo stanziamento di una primitiva presenza umana già nel Paleolitico[5], seguita dalla tribù dei Liguri Epanteri[5], rivali dei Liguri Ingauni sulla costa. Occupato dal re Rotari[5] e quindi dai Longobardi[5] - che ne fecero un baluardo, a cui deriverebbe il toponimo[5], approfondendo e arricchendo la conoscenza degli scambi commerciali - il borgo fu conquistato dall'esercito di Carlo Magno nel 775[5] e donato ai monaci dell'abbazia di San Pietro in Varatella presso Toirano[5][6]. Quest'ultimi accrebbero lo sviluppo economico del paese, dando inizio alla fortunata attività della lavorazione del ferro, importato grezzo dalle cave dell'Isola d'Elba e quindi lavorato nelle numerose ferriere lungo la valle della Bormida[5].

Dominio dal 1091 di Bonifacio del Vasto[5], alla morte di questi la divisione dell'eredità portarono, nel 1142[5], il possedimento di Bardineto verso Enrico I Del Carretto[5][6]. Dal 1185 la successione del feudo carrettesco, e della val Bormida, fu affidata al figlio Enrico II[5]. Accorpato al ramo feudale dei Del Carretto di Balestrino[5], Bardineto fu base della guerra tra il Marchesato del Finale e la Repubblica di Genova, combattuta dal 1447 al 1452, culminante con la successiva dominazione del marchesato finalese sotto la protezione del regno spagnolo[5]. Possedimento della repubblica genovese dal 1713[5][6] fu quindi assegnato, dal 1735 con il trattato di Vienna[5][6], a Carlo Emanuele III di Savoia del Regno di Sardegna[5][6].

Sul finire del XVIII secolo la sua piana fu teatro di scontri, tra il 22 e il 23 novembre 1795, tra gli eserciti austro-sardi e quello francese; la sconfitta austriaca, con ben quattromila morti e cinquemila prigionieri, aprì di fatto la strada a Napoleone Bonaparte nel Finalese, Savonese e nel resto della regione ligure[5].

Con la dominazione francese il territorio di Bardineto rientrò dal 1802 nel cantone di Ceva del Dipartimento della Stura[6] e con il Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814, inserito nel Dipartimento di Montenotte sotto la giurisdizione del cantone di Calizzano nel circondario di Ceva[6].

Con la caduta di Napoleone Bardineto fu inglobato nuovamente nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento di Calizzano del Circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona[6].

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[7] e in vigore dal 1º maggio 2011[8].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Bardineto-Stemma.png
« Di verde al castello torricellato di due pezzi, merlati alla guelfa, fondato su un monte, il tutto al naturale; il castello sormontato dalla scritta: "IN CAMPIS VITA" in argento. Ornamenti esteriori da Comune »
(Descrizione araldica dello stemma[9])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Edificata nel 1720, presenta una struttura in stile barocco piemontese.
  • Chiesa di San Nicolò. Eretta intorno al XII secolo, in stile romanico, ha nel suo interno pregiati affreschi del Quattrocento. Nel corso dei secoli sono state apportate modifiche alla struttura, modificandone quasi l'aspetto originale.
  • Oratorio dell'Assunta, vicino alla parrocchiale, fu edificato nel 1650 e fu sede della locale confraternita oltreché della primaria sede della parrocchia di Bardineto.
  • Cappella dell'Annunziata in località Strada.
  • Cappella di San Bernardo.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castrum longobardo. Nei pressi della romanica chiesa di San Nicolò si possono osservare i resti dell'antico castrum, eretto dai Longobardi nel VII secolo.
  • Castello feudale. Costruito nel XIII secolo dalla famiglia Del Carretto, a pianta poligonale, (ossia a sedici lati), molto probabilmente sulle fondamenta di un preesistente castrum romano, ne rimane ad oggi soltanto qualche rudere, come la preesistente cinta muraria.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Tra i territori comunali di Bardineto, Boissano, Bormida, Calizzano, Castelvecchio di Rocca Barbena, Giustenice, Loano, Magliolo, Osiglia, Pietra Ligure, Rialto e Toirano è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavità di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggi, pini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric dell'Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula marginata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l'arnica montana (Arnica montana). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni rinolofi della specie dei chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus euryale, Rhinolophus hipposideros)[10].

Società[modifica | modifica sorgente]

I resti del duecentesco castello dei Del Carretto

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

L'oratorio dell'Assunta, già parrocchiale del borgo.

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[12] i cittadini stranieri residenti a Bardineto sono 50, pari al 7,19% della popolazione comunale.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Associazione culturale "Varchi".
  • Associazione "Bardineto vacanze", fondata nel 2005, promuove lo sviluppo del territorio, del patrimonio storico, culturale e paesaggistico.
  • Gruppo storico "Il castello dei 16 lati", fondato nel 2003.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

« Bardineto sei bella, con la Val Bormida in fiore, hai le figlie che sono più belle del sole... »
(Antico canto popolare)

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • "Balla Coi Cinghiali - Festival Musicale indipendente", ogni anno ad agosto, una tre giorni di musica e gastronomia a cura dell'associazione omonima[13]. La manifestazione si svolge a partire dal 2002. È saltata per motivi logistici l'edizione 2012[14], così come, per ragioni di "organizzazione interna"[15], quella 2013[15].
  • Festa di san Giovanni Battista, il 24 giugno.
  • Festa patronale di san Rocco, il 16 agosto, in ricordo della scampata pestilenza del 1650.
  • "Festa del fungo d'oro", la seconda o terza domenica di settembre.

Persone legate a Bardineto[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Di recente Bardineto ha sviluppato una propensione al turismo, anche straniero; le principali risorse economiche rimangono l'agricoltura (coltivazione di cereali e patate), l'allevamento del bestiame e la silvicultura; una significativa produzione di latte e di prodotti caseari con pregiati formaggi; di notevole importanza anche la lavorazione del legno (segherie) e la raccolta di lamponi e di funghi (zona particolarmente ricca e pregiata per la raccolta dei funghi).

In località San Nicolò è presente una sorgente d'acqua minerale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del centro storico bardinetese

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Bardineto è attraversato principalmente dalla strada provinciale 60 che gli permette il collegamento viario con Toirano, a sud, e Calizzano, verso nord, innestandosi con la provinciale 52; quest'ultima permette inoltre il raggiungimento stradale del comune bardinetese con Castelvecchio di Rocca Barbena, a sud.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
n.p. n.p. Secondo Olimpio Democrazia Cristiana Sindaco
n.p. n.p. Giuseppe Balbis Democrazia Cristiana Sindaco
1976 1981 Enrico Mozzoni Democrazia Cristiana Sindaco
1981 1985 Enrico Mozzoni Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1990 Enrico Mozzoni Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Enrico Mozzoni Lista civica Sindaco
1995 1999 Enrico Mozzoni Lista civica Sindaco
1999 2004 Bruno Ferrecchi Lista civica Sindaco
2004 2009 Silvana Frascheri Lista civica Sindaco
2009 in carica Franca Mattiauda Lista civica "Idee per Bardineto" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

Monumento ai caduti di Bardineto
  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo statuto comunale di Bardineto. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Fonte dal sito ufficiale del comune di Bardineto-Storia. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  6. ^ a b c d e f g h Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  7. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  8. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  9. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 16 novembre 2012.
  11. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  13. ^ Sito dell'associazione Balla Coi Cinghiali
  14. ^ Balla coi cinghiali non si fa. Salta l'undicesima edizione, mentelocale.it
  15. ^ a b Balla coi Cinghiali 2013: annullato il festival di Bardineto, mentelocale.it
  16. ^ a b Fonte dal sito ufficiale del comune di Bardineto-Personaggi storici. URL consultato il 25 febbraio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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