Testico

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Testico
comune
Testico – Stemma
Panorama di Testico dalla borgata di Dani
Panorama di Testico dalla borgata di Dani
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Romolo Laureri (Lista civica di Centro-destra "Tradizione e futuro di Testico") dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°00′18.84″N 8°01′49.14″E / 44.005233°N 8.030317°E44.005233; 8.030317 (Testico)Coordinate: 44°00′18.84″N 8°01′49.14″E / 44.005233°N 8.030317°E44.005233; 8.030317 (Testico)
Altitudine 473 m s.l.m.
Superficie 10,15 km²
Abitanti 209[1] (31-12-2011)
Densità 20,59 ab./km²
Frazioni Ginestro, Poggio Bottaro
Comuni confinanti Casanova Lerrone, Cesio (IM), Chiusanico (IM), Stellanello
Altre informazioni
Cod. postale 17020
Prefisso 0182
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009060
Cod. catastale L152
Targa SV
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 414 GG[2]
Nome abitanti testicesi
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Testico
Posizione del comune di Testico nella provincia di Savona
Posizione del comune di Testico nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Tèstico (Testegu[3] o Testego[4] in ligure) è un comune italiano di 209 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Testico è situato nei pressi della dorsale che divide le due valli dei torrenti Merula e Lerrone.

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle frazioni di Ginestro e Poggio Bottaro per una superficie territoriale di 10,15 km²[5]. Fanno altresì parte del capoluogo comunale le borgate storiche di Cà del Rosso, Caselle, Dani e Roggio e le località di Pezzuolo, Praello e San Sebastiano; a Ginestro, le borgate di Poggio, Case e Costa.

Confina a nord con il comune di Casanova Lerrone, a sud con Stellanello, ad ovest con Cesio (IM) e Chiusanico (IM) e ad est con Casanova Lerrone e Stellanello. Dista circa 61 km a sudovest di Savona e 111 km ad ovest di Genova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Percorso storico[modifica | modifica sorgente]

Panorama del territorio dalla SP 18

L'origine del toponimo Testico deriverebbe dal nome Testagus[6] che gli stessi Romani diedero al colle dove successivamente si svilupperà il primo castrum Testagi[6], un insediamento considerato strategico e prettamente ad uso militare - difensivo lungo il crinale tra le valli Merula e Lerrone. Alla dominazione romana seguì l'opera di evangelizzazione intrapresa dai monaci benedettini, che ribattezzeranno il luogo con il toponimo di San Pietro del Testico[6].

Parte del Contado di Albenga[6], così come riportato nella carta di re Ludovico II, datata al 869[6], il territorio di San Pietro del Testico rientrò in un periodo tra il XII e il XIII secolo[6] tra i possedimenti della Castellania di Montarosio, quindi unito ad altri paesi e "castelli" della valle di Oneglia, ma soggetto alla giurisdizione civile e criminale della diocesi di Albenga quale "feudo ecclesiastico"[6].

Fu dal 30 gennaio 1298[6] che questa zona del ponente savonese, dopo il benestare di una bolla papale di Bonifacio VIII[6], venne venduta dal vescovo albenganese Nicolò Vascone alla famiglia Doria, nel particolare nelle dirette mani di Nicolò e Federico Doria[6].

Luogo di rifugio collinare durante le periodiche incursioni dei pirati[6] per tutto il medioevo, la diretta proprietà delle valli superiori ed inferiori di Oneglia passarono dal 30 aprile 1576[6] alle dipendenze del duca Emanuele Filiberto di Savoia; tuttavia, i feudi di Cesio e Testico rimasero tra i possedimenti personali del signore Gian Gerolamo Doria del principato onegliese[6].

Circa due secoli dopo - nel 1738[6] - un decreto reale di Carlo Emanuele III di Savoia aggregò infine i restanti due territori al Regno di Sardegna, sotto la temporanea giurisdizione[6] del marchese Doria di Ciriè.

Patì negli anni delle campagne napoleoniche in Italia il passaggio delle truppe d'oltralpe che, nel 1796[6], valicato il passo del Ginestro, giunsero a Testico dove spogliarono di ogni bene prezioso la locale parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, razzie nel paese e la sfigurazione dell'antico stemma nobiliare doriesco presso il portale della chiesa[6].

Annessa alla Repubblica Ligure dal 1801, la municipalità di Testico fece parte dal 1803 del V cantone del Capo Mele nella Giurisdizione degli Ulivi, salvo poi essere soppressa dal 1804 in favore dell'unica municipalità di Stellanello, inserita dal 13 giugno 1805 al 1814 nel Dipartimento di Montenotte del Primo Impero francese.

Ricostituito nel 1815 il comune di Testico e ceduta da Stellanello la frazione di Poggio Bottaro (1818), fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento di Andora del Circondario di Albenga facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Con il Regio Decreto n. 774 del 28 marzo 1929[7] a Testico fu aggregata la frazione di Ginestro dal soppresso comune di Vellego che, in parte, confluì sotto la municipalità di Casanova Lerrone[7].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana Ingauna e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[8], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità Montana Ponente Savonese, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[9] e in vigore dal 1º maggio 2011[10].

L'eccidio del 15 aprile 1945[modifica | modifica sorgente]

Nella domenica del 15 aprile 1945[11] avvenne un fatto che è tra i più significativi della storia recente della comunità di Testico. Durante il periodo dell'invasione tedesca, la collettività si mostrò molto mite, senza che nessuno mostrasse idee politiche e senza che ci fossero partigiani conosciuti appartenenti alla comunità: nel territorio testicese non risultano soldati tedeschi catturati né uccisi.

Alla mattina presto una pattuglia di tedeschi - guidata dal Maresciallo, soprannominato "Maryling" - partì dalla vicina Cesio; erano le 6 di mattina quando altre due colonne si misero in movimento da Vellego e da Cesio. Alle 7 la frazione di Ginestro era circondata ed avvenne un rastrellamento casa per casa: la ventina di residenti vennero raccolti e trasportati al capoluogo di Testico; i civili arrestati, vennero immediatamente legati con corde da basto prese dai soldati nelle stalle. Costantino Vairo, una giovane di 14 anni che stava pascolando gli animali, vide da distante la colonna, e si mise a correre verso il paese, ma non riuscì ad arrivare in tempo e nemmeno venne ascoltato dai pochi che incontrò: venne catturato. Durante il tragitto i tedeschi uccisero Bruno Angelo che era sul ciglio della strada con una scarica di mitra, mentre i mezzi erano in movimento; questa morte - senza motivo - è giustificabile con la probabile paura che egli potesse avvertire gli altri o potesse fuggire.

Mentre si stava celebrando la messa della domenica, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo venne circondata, i due chierichetti riuscirono ad essere messi in salvo dal prete tra il tetto e la falsa volta in canniccio. Gli abitanti, uniti a quelli già arrestati a Ginestro, vennero raggruppati su un muro esterno alla chiesa, sotto la sorveglianza di un militare armato di mitra. Gli altri erano in giro per il paese proseguendo il rastrellamento casa per casa. Alcuni abitanti riuscirono a nascondersi, altri a fuggire ed avvertire i partigiani nascosti sui monti attorno alla località. Alle 9:00 di mattina alcuni spari vennero fatti in direzione dei soldati tedeschi. Il soldato della Wehrmacht che col suo mitra sorvegliava gli abitanti fuori dalla chiesa fu costretto a ripararsi all'interno del vicino oratorio di Sant'Antonio Eremita e l'occasione fu opportuna per il giovane Costantino Vairo che riuscì a scappare, assieme ad altri due, e a cui i militari provarono a sparare ma senza successo. I partigiani provarono a liberare i prigionieri, ma i tedeschi usarono i civili come scudi umani.

Nell'osteria del paese arrestarono tre uomini più il titolare. Un militare chiese da mangiare e da bere all'oste che, una volta serviti, ne approfittò per scappare dalla finestra aperta dileguandosi in una vigna: il militare concentrato sul panino non reagì. In questa occasione avvenne un fatto particolare, degno di nota: lo stesso soldato uscendo dall'osteria incontrò un uomo che si era nascosto nella cantina sottostante all'osteria. All'uomo che non si mosse atterrito dalla paura, il soldato disse: "Via, via presto. Questa sera caput!", frase che annunciò ciò che successe in seguito. Alla popolazione riunita nella piazza della chiesa, vennero aggiunti gli abitanti della frazione di Poggio Bottaro. Si misero in marcia e passarono vicino alla frazione di Zerbini, dove vennero rastrellate altre persone. Tornarono davanti alla chiesa della frazione di Ginestro, dove tra i militari tedeschi scoppiò un alterco.

La colonna di militari e prigionieri procedette verso Cesio, fermandosi al poggio di Costa Binella, dove i prigionieri vennero fatti sedere. Tre giovani vengono liberati e fatti allontanare, mentre quattro donne e altre quattro ragazze furono mandate al carcere di Imperia per essere successivamente sottoposte ad interrogatorio. Vennero legati i polsi formando delle coppie, schiena contro schiena, uomini con uomini, donne con donne. Gli uomini messi sulla destra vennero fucilati da una distanza ravvicinata, mentre le donne vennero prima violentate, seviziate ed infine uccise con la baionetta. I tedeschi tornarono per la strada di Cesio andandosene di fretta.

I civili nascosti lasciarono passare diverse ore prima di uscire, ed andare a cercare i propri compaesani. Di fronte al tragico eccidio, con dei carri trainati da buoi, portarono i corpi esamini nell'oratorio; qui vennero distesi sulla paglia e coperti. Furono istanti di particolare terrore e dolore, i cadaveri erano irriconoscibili, con i volti ed i corpi tumefatti. Alcuni riuscirono a conoscere i familiari solo dagli indumenti.

Venne scavata una fossa, dove trovarono momentaneo riposo alcuni corpi. Vennero trucidate 29 persone in tutto: 25 di Testico e delle sue frazioni, 3 di Torria (frazione di Chiusanico) e 1 di Alassio. Bisogna altresì considerare che il paese contava all'epoca meno di 300 abitanti.

Le motivazioni[modifica | modifica sorgente]

Non si conosce una verità storica riguardo alle motivazioni che portarono i tedeschi a compiere l'eccidio. Ma i testimoni parlano di una guida, una spia che era stata prima con i partigiani, e questa persona fa riferimento a due figuri. Uno potrebbe essere austriaco, "Carlo", fuggito ai partigiani dopo essere stato con loro per qualche tempo come infermiere, per questo soprannominato megu, che in dialetto ligure vuol dire medico, ma che è stata la spia e la guida dei militari tedeschi. Secondo altri era un soldato tedesco, conosciuto a Testico col nome di Franz, che era stato coi partigiani dopo aver finto la diserzione dai tedeschi. Venne accolto tra le fila dei partigiani sotto la guida di Massimo Gismondi detto "Mancen", e successivamente rientrato nelle file dell’esercito tedesco.

Secondo ricostruzioni, i partigiani trovarono rifugio nel paese, ed assieme ad alcuni abitanti avviarono la costruzione di un bunker che sarebbe servito come postazione radiotrasmittente e rifugio militare per gli alleati comandati dal capitano Bentley.

Il ricordo[modifica | modifica sorgente]

Venne eretto un monumento a perituro ricordo, ed ogni anno, in occasione delle strage viene celebrata una messa. Il Consiglio Comunale di Testico, l'11 giugno 2003, rivolse la richiesta a Carlo Azelio Ciampi, allora Presidente della Repubblica Italiana, richiedendo il riconoscimento della medaglia al valor civile per il gonfalone di Testico perché le generazioni che verranno non dimentichino. Domenica 17 aprile 2005, in occasione del sessantesimo anniversario dell'eccidio, venne conferita la medaglia al valore al gonfalone comunale da parte del Prefetto, Nicoletta Frediano[12][13][14].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Testico-Stemma.png
« D'azzurro al castello d'argento, con torre centrale, merlato alla guelfa, aperto sul campo, poggiante su di una campagna verde e sostenuto ai lati da due leoni d'oro, controrampanti »
(Descrizione araldica dello stemma[15])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 29 ottobre del 1949.[16]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Merito Civile
«Piccolo paese dell'entroterra ligure di appena duecento abitanti fu oggetto di un efferato episodio di guerra: ventisette suoi concittadini furono presi in ostaggio e barbaramente trucidati per rappresaglia da truppe naziste. Due donne presenti nel gruppo vennero prima violentate e poi sventrate con i moschetti d'ordinanza. Nobile esempio di spirito di sacrificio e di elette virtù civiche[17]»
— Testico, 15 aprile 1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Testico Ricostruita nel XVII secolo in stile barocco, conserva al suo interno una pregiata pala di Lazzaro Tavarone del XVI secolo ed affreschi settecenteschi sul battistero e sulla volta.
  • Oratorio di Sant'Antonio Eremita a Testico, posto di fronte alla parrocchiale.
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo nella frazione di Ginestro, risalente al XVIII secolo.
  • Cappella di Santa Libera nella frazione di Ginestro.
  • Oratorio di Santa Maria delle Grazie nella frazione di Ginestro.
  • Cappella della Presentazione di Maria al tempio nella frazione di Ginestro. L'ultimo restauro risale al 1998.
  • Cappella dei Santi Rocco e Lucia nella frazione di Poggio Bottaro.
  • Cappella di San Sebastiano nell'omonima località.
  • Cappella di San Mauro.
  • Cappella dell'Assunzione. Sita sulla strada che collega Vellego (frazione di Casanova Lerrone) con il passo del Ginestro si trova nel punto in cui il rio Grande, congiungendosi con il rio Vaglie, forma il torrente Lerrone.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello di Testico. Dell'antico maniero difensivo, costruito dalla famiglia genovese Doria nel XIII secolo, rimangono ad oggi solo qualche rudere sul monte Arosio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[19] i cittadini stranieri residenti a Testico sono 22, pari al 10,53% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Il 13 ottobre 2005 il Comune di Testico ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001[20].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festa patronale dei santi Pietro e Paolo, a Testico, il 29 giugno.
  • Fiera zootecnica, alla fine di agosto.
  • Sagra delle frittelle, la prima metà di luglio.
  • Sagra delle castagne, la prima domenica di ottobre.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Basa principalmente la sua attività economica sull'allevamento del bestiame, grazie ai vasti pascoli di ovini e bovini, seppur ad oggi molto limitato.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Testico è attraversato principalmente dalla strada provinciale 18 che permette il collegamento stradale con Stellanello, ad est. Altra arteria del territorio testicese è la SP 13 collegante i comuni di Stellanello, a sud, e Casanova Lerrone e Cesio verso nord-ovest.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1993 Franco Vairo Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1997 Silvio Aicardi Democrazia Cristiana Sindaco
1997 2001 Silvio Aicardi Partito Popolare Italiano Sindaco
2001 2006 Fulvio Ricci Centro Cristiano Democratico, poi Unione dei Democratici Cristiani e di Centro Sindaco
2006 2011 Sandro Livio Gagliolo Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, poi Unione di Centro Sindaco
2011 in carica Romolo Laureri Lista civica di Centro-destra "Tradizione e futuro di Testico" Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 652.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dallo statuto comunale di Testico|accesso = 23 luglio 2014}}
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Fonte dal sito istituzionale del Comune di Testico-Cenni storici. URL consultato il 23 luglio 2014.
  7. ^ a b Storia dei Comuni - Variazioni Amministrative dall'Unità d'Italia. URL consultato il 23 luglio 2014.
  8. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  9. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  10. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  11. ^ L'eccidio di Testico dal sito istituzionale del Comune di Testico. URL consultato il 27 luglio 2014.
  12. ^ La strage di Testico
  13. ^ Storia sul sito del comune
  14. ^ Ginestro, 60 anni dopo
  15. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  16. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  17. ^ Presidenza della Repubblica, 8 novembre 2004
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  19. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  20. ^ Certificazione del sistema di gestione ambientale dal sito del comune di Testico. URL consultato il 3 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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