Chieri

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Chieri
comune
Chieri – Stemma
Chieri – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Francesco Lancione (Lista civica di centrodestra "Per Chieri") dal 25/06/2009
Territorio
Coordinate 45°01′00″N 7°49′00″E / 45.016667°N 7.816667°E45.016667; 7.816667 (Chieri)Coordinate: 45°01′00″N 7°49′00″E / 45.016667°N 7.816667°E45.016667; 7.816667 (Chieri)
Altitudine 305 m s.l.m.
Superficie 54,30 km²
Abitanti 36 300[1] (31-07-2011)
Densità 668,51 ab./km²
Frazioni Madonna della Scala, Pessione, Airali, Fontaneto, Mosi, Mosetti, Borgata Falcettini, Tetti Fasano, Canarone, Cascina Monza, Tetti Borri, Tetti Cochis, Livorna
Comuni confinanti Andezeno, Arignano, Baldissero Torinese, Cambiano, Montaldo Torinese, Pavarolo, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Poirino, Riva presso Chieri, Santena
Altre informazioni
Cod. postale 10023
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001078
Cod. catastale C627
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti chieresi
Patrono santa Maria delle Grazie Il Patrono di Chieri è: san Giorgio Martire.
Giorno festivo Il secondo Lunedì di settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Chieri
Localizzazione del Comune di Chieri nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Chieri nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Chieri (Cher in piemontese) è un comune italiano di 36.300 abitanti della provincia di Torino, collocato tra la parte orientale della collina di Torino e le ultime propaggini del Monferrato a circa 15 km dal capoluogo.

Conosciuta in epoca medievale come la città delle cento torri delle famiglie nobili (oggi quasi tutte abbattute, mozzate o inglobate negli edifici), divenne famosa a livello europeo per la produzione del fustagno e la coltivazione del gualdo che imprimeva alle stoffe una caratteristica colorazione azzurra. A partire dall'Ottocento si specializzò decisamente nell'industria tessile, che divenne il "cuore" pulsante della sua economia arrivando ad impiegare oltre metà dei suoi abitanti.

Negli ultimi decenni il tessile ha subìto un drastico ridimensionamento e la città, con la dismissione delle fabbriche, ha conosciuto un notevole sviluppo residenziale, favorito anche dalla sua felice posizione geografica, che ne ha raddoppiato la popolazione e potenziato i servizi.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La cittadina è situata ai piedi della collina torinese, ad est del capoluogo, sul margine meridionale delle colline del Po. Idrograficamente il territorio comunale ricade nei due bacini contigui del Banna e del Tepice. Quest'ultimo corso d'acqua attraversa la città, in parte ad alveo coperto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Chieri.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome di Chieri è stata oggetto di varie supposizioni e congetture. Una leggenda locale racconta che il nome sarebbe derivato da una battuta fatta nel 1154 da Federico I Barbarossa (trattasi assolutamente di storiella simpatica quanto fantasiosa): dopo aver distrutto la città, avrebbe detto, rivolto alle rovine: "E tu, chi eri ?", Il nome però sembra derivare da Carrea Potentia.[2]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Chieri e Chiesa di San Giorgio (Chieri).
La facciata del Duomo di Chieri
La Chiesa di San Giorgio sorge sulla rocca dove nel 1037 ebbe vita il primo nucleo medievale di Chieri. Fu ristrutturata in epoca barocca da Bernardo Vittone
Esterno della chiesa di san Domenico
La chiesa barocca dei santi Bernardino e Rocco sovrasta la centrale piazza Cavour
  • Il Duomo è l'edificio religioso più antico ed importante della città, risalente al V secolo.
  • La chiesa di San Giorgio, situata in una posizione dominante in cima all'omonimo colle,[3] sorge sulle rovine di un antico castello del X secolo.[4] All'inizio del XII fu eretta una chiesa in stile gotico, poi distrutta da un incendio nel 1412. La nuova chiesa venne ricostruita rivolta verso la città ed è affiancata da un campanile a pagoda. L'attuale facciata risale al 1752 ed è opera di Bernardo Antonio Vittone.
Ripresa dall'alto della "chiocciola" di San Giorgio (in alto a dx il colle San Giorgio con l'omonima Chiesa). Dalla rocca di San Giorgio si dipartono a cerchi concentrici le contrade corrispondenti agli ampliamenti successivi delle cinte murarie
  • La chiesa di San Domenico, risalente al XIV secolo e unita al vicino convento. Inizialmente era una chiesa architettura gotica a tre navate, ma nel corso del XIV secolo vennero costruite ai suoi fianchi numerose cappelle patrizie, se si osserva la facciata si può notare come non è lineare e piatta ma segue l'andamento delle antiche mura di protezione della città. La chiesa conserva diversi antichi tesori, tra cui pregiate opere del Moncalvo, la Resurrezione di Lazzaro e della Moltiplicazione dei pani, al quale fu affidata nel 1614 la decorazione del coro. Vi sono inoltre presenti opere dello Spanzotti. Di pregevole interesse è "la madonna del latte" affrescata sulla prima colonna di sinistra, rappresenta l'allattamento del bambino da parte della Madonna.
  • La chiesa di San Guglielmo risale al XIII, in cui nel 1328 si riunì il Consiglio di Credenza, l'organo più importante della Repubblica Chierese.
  • La chiesa di San Leonardo Nuovo, costruita nel Quattrocento, a tre navate con volta retta da colonne piriformi. Venduta durante l'occupazione francese, nell'Ottocento venne trasformata in officina, cappella inizialmente eretta dall'ordine dei cavalieri Templari come centro di assistenza ai pellegrini, successivamente dopo il 1313 (con la disfatta dell'ordine Templare) la cappella venne utilizzata dai cavalieri di Gerusalemme nati ai tempi della terza crociata con il compito di difendere i pellegrini nella città santa. In seguito a recenti restauri è possibile osservare, all'interno della cappella, la rappresentazione della passione di Cristo dipinta lungo le volte da autore ignoto.

Periodo barocco[modifica | modifica sorgente]

  • Il santuario dell'Annunziata risale al secondo Seicento. Sorge sul luogo occupato in precedenza da una cappella quattrocentesca, costruita attorno ad un affresco raffigurante l'Annunciazione alla quale si attribuirono virtù miracolose, quando nel 1651 un giovane sordomuto riacquistò la parola dopo aver pregato di fronte ad esso. Grazie a questo episodio si decise la costruzione del moderno santuario, tra il 1651 ed il 1655 su progetto di Andrea Costaguta, architetto di Madama Reale Maria Cristina.
  • La chiesa di San Filippo risale anch'essa all'epoca barocca; costruita tra il 1664 ed il 1673 su disegni dell'architetto di Lugano Antonio Bettini. La facciata invece è risalente al secolo XVIII, non fu realizzata dal chierese Mario Ludovico Quarini, come si legge presso alcuni autori. La chiesa è ad una sola navata con quattro cappelle laterali; la decorazione a stucco è di Pietro Somazzi[5]. Nella prima si trova una tela di Claudio Beaumont,[6] raffigurante San Francesco di Sales che prega la Vergine.
  • La chiesa dei Santi Bernardino e Rocco realizzata tra il 1675 e 1683 ed ampliata nel 1694 su progetto di Bernardino Quadri, il quale morì prima di completare i lavori. Vennero ripresi solo nel 1740 quando Bernardo Antonio Vittone eresse la cupola, terminando i lavori nel 1792 con la facciata del Quarini. Nella chiesa sono conservate diverse opere del Moncalvo tra cui una Incoronazione della Madonna, nella quale il pittore ha raffigurato sullo sfondo Chieri, così come appariva alla fine del Cinquecento.

Fra le altre chiese realizzate nel periodo barocco troviamo la chiesa di Santa Margherita, terminata nel 1671 su progetto di Francesco Lanfranchi e la chiesa di Santa Maria della Pace terminata attorno al 1660.

XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Sant'Antonio Abate, venne edificata sul sito di una precedente chiesa gotica. Il progetto venne affidato prima al Juvarra,[7] ma a causa delle scarse risorse economiche venne rimandato al 1767 e commissionata all'architetto Giuseppe Giacinto Bays, al quale si pose la condizione di rispettare il progetto juvarriano. La chiesa è a navata unica con cappelle laterali, la volta ornata con stucchi e centro dipinta con la Gloria di Sant'Antonio, opera del pittore Vittorio Blanseri, un allievo del Beaumont.

La chiesa di Sant'Andrea, era considerata dallo stesso Juvarra uno dei suoi capolavori. Venne costruita tra il 1728 ed il 1733 accanto all'omonimo convento. Durante l'occupazione francese venne adibita a cotonificio. Fu distrutta nel 1811[8] per evitare che fosse nuovamente adibita al culto.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Tra i più importanti palazzi, archi, ville d'epoca possiamo annoverare:

  • Palazzo Mercadillo costruito nel Quattrocento, poi palazzo comunale, infine asilo Sant'Anna.
  • Palazzo Opesso, trasformato in carcere nel 1750 fino al 1960.
  • Palazzo Valfre.
  • Palazzo Biglione.
  • Palazzo Costa.
  • Palazzo Buschetti, detto il medioevale costruito nel XV secolo e restaurato nel Seicento.
  • Palazzo Visca, d'epoca rinascimentale
  • Palazzo Broglia, tanto sontuoso da ospitare nel 1310 l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo. L'edificio non esiste più.
  • Palazzo Tana, di aspetto tardo gotico, ma ampiamente rimaneggiato nel XVI secolo.
  • Palazzo Robbio, costruito nel 1615.
  • Palazzo Benso.
  • Palazzo Pamparato, di cui è notevole il bel portale scolpito.
  • Torre di casa Ferrero, sita nei pressi dell'incrocio tra la centralissima via vittorio emanuele e piazza cavour, è l'unica torre delle "centotorri" integralmente sopravvissuta sino ai giorni nostri
  • Ospedale Maggiore di Santa Maria della Scala.
  • Museo di antichità aperto nel 1961 nel Municipio, l'antico convento di San Francesco.
  • Villa passatempo.
  • La Moglia, uno dei più notevoli esempi di villa settecentesca costruita nel Piemonte dal Chevalley
  • Il Cipresso, villa collinare rimaneggiata da Bernardo Vittone nel Settecento.

L'arco di piazza Umberto I[modifica | modifica sorgente]

È una delle più note e tipiche costruzioni della città, conoscendo nei secoli diverse modificazioni. Eretto nel 1580, in onore di Emanuele Filiberto, il quale morì quando ancora l'arco non era terminato. Nel 1586, per la nascita di Filippo Emanuele, primogenito di Carlo Emanuele I, l'arco subì i primi restauri. Nel 1761 un nuovo crollo rese necessario un consistente rifacimento affidato al Vittone. Nel 1837, venne sottoposto ad un nuovo restauro e nel 1876 vi venne posto un orologio.

Il museo enologico[modifica | modifica sorgente]

A Chieri, nella frazione Pessione ha sede il Museo "Martini" di storia dell'Enologia, creato da Lando Rossi di Montelera proprietario della Martini & Rossi, noto stabilimento famoso nel mondo per la produzione di Vermouth. Diviso in 16 sale i reperti sono organizzati in modo da permettere al visitatore di prendere visione delle forme e dei modi assunti dalla cultura del vino nelle diverse civiltà succedutesi dall'antichità ad oggi, per un arco di tempo di venticinque secoli.

La comunità ebraica di Chieri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Chieri.

Chieri fu sede, tra il XV e il XX secolo, di una delle più fiorenti comunità ebraiche del Piemonte. A testimonianza della presenza ebraica a Chieri rimangono, oltre all'edificio del ghetto, tre cimiteri (in vicolo Santo Stefano in più antico, poi quello di via Nostra Signora della Scala, che affacciava sulla strada statale n. 10 e quello contemporaneo nel Cimitero generale).[9]

Media[modifica | modifica sorgente]

La città e il suo circondario dispongono di un bisettimanale, il Corriere di Chieri e dintorni, fondato nel 1945 che alterna notizia di cronaca e cultura locali.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

In città sono presenti tre scuole superiori:

  • Il liceo Augusto Monti, con indirizzi classico, scientifico e linguistico
  • L'istituto tecnico professionale Bernardo Vittone
  • Il Liceo Blaise Pascal.

Biblioteca[modifica | modifica sorgente]

La città è sede della biblioteca civica "Nicolò e Paola Francone". L'incarico di progettazione per la ristrutturazione dell'edificio e per l'arredamento, è stato affidato all'arch. Gianfranco Franchini, di Genova, esperto in biblioteche, che ha rinnovato tutti gli arredi con criteri di funzionalità, considerando di primaria importanza caratterizzare l'allestimento interno della Biblioteca con manufatti integrati con lo stile “anni cinquanta” tipico dell'ex-cotonificio Tabasso. [3]

Persone legate a Chieri[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Uno stabilimento industriale in riva al Tepice

Secondo il Censimento Istat del 2001, nel comune di Chieri sono presenti: 804 attività industriali con 4.231 addetti pari al 37,71 % del totale della forza lavoro, 1424 attività di servizio pari al 37,07% e 166 attività amministrative con 2.830 addetti pari al 25,22%. Complessivamente sono occupati 11.220 persone, pari al 34,140 % del numero totale degli abitanti.

Sarebbe proprio Chieri la città ad aver dato i natali al blue jeans: infatti già nel XV secolo in città si produceva un tipo di fustagno di colore blu che veniva esportato attraverso il porto di Genova, dove questo tipo di tela blu era usata per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto; il nome inglese deriverebbe, secondo alcuni, dal termine blue de Genes, ovvero blu di Genova.[senza fonte]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La squadra locale di pallavolo femminile, il Chieri Volley, è nella serie A1 del campionato professionistico nazionale[11][12]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Chieri Calcio 1955. Dopo avere sempre militato nelle serie minori ha raggiunto per la prima volta l'Interregionale nel 1960-1961 militandovi per qualche anno. Ci ritornò nel 1989-1990, salvandosi l'anno dopo e arrivando ultima nel 1992 in un girone che comprendeva anche la Pro Vercelli e la Pro Patria. Nel corso degli anni novanta il Chieri disputò alcuni campionati di Eccellenza, sfiorando la promozione in Serie D nella stagione 1997-1998 dopo uno spareggio perso contro l'Acqui.

Nel 2009 arriva 13º in Eccellenza e retrocede, ma acquista il titolo sportivo della Rivarolese. Ritorna dopo 17 anni in Serie D militando nel Girone A.

Oltre a questa società di calcio vi è anche un'altra società che milita in una categoria minore: l'A.S.D. Sangiacomo Chieri, nata nel 1985 all'interno della parrocchia di San Giacomo. Quest'altra squadra, partendo dalla Terza Categoria, è cresciuta di anno in anno fino a conquistare nel 2008 la vittoria della Coppa Piemonte di Prima Categoria. Grazie a questo risultato è passata a giocare di diritto in Promozione. L'A.S.D. Sangiacomo Chieri ha anche un folto settore giovanile e una Scuola Calcio.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

  • Autobus: La città è quasi del tutto servita da autobus GTT che arrivano anche a Torino (Linea 30).
  • Aereo: Gli aeroporti più vicini sono quelli di Cuneo-Levaldigi e Torino-Caselle.
  • Autostrade: Collegata tramite le uscite di Santena e Villanova d'Asti della tangenziale sud di Torino. È anche in progetto una tangenziale est.
  • Strade: La città è attraversata dalla Strada statale 10 Padana Inferiore, tra Torino e Asti.
  • Ferrovie: Il comune dispone di due stazioni: una a Chieri (zona Campo Archero) che la collega con Trofarello; l'altra nella frazione di Pessione che fa parte della ferrovia Torino-Asti-Genova.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1951 Giuseppe Franco Democrazia cristiana Sindaco
1951 1956 Secondo Caselle Democrazia cristiana Sindaco
1956 1965 Giuseppe Manolino Democrazia Cristiana Sindaco
1965 1969 Secondo Caselle Democrazia cristiana Sindaco
1969 1975 Egidio Olia Democrazia cristiana Sindaco
1976 1981 Egidio Olia Democrazia cristiana Sindaco
1982 1983 Giulio Rocco Partito Liberale Sindaco
1983 1984 Germano Patrito Partito Socialista Italiano, Pentapartito Sindaco
1984 1995 Giuseppe Berruto Democrazia cristiana, Pentapartito Sindaco
1995 1999 Aldo Vergnano L'Ulivo Sindaco
1999 2004 Agostino Gay L'Ulivo Sindaco
2004 2009 Agostino Gay centrosinistra Sindaco
2009 2010 Francesco Lancione PdL, Lega Nord, Liste Civiche, UDC Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Chieri ha realizzato tre gemellaggi:

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[13] Romania Romania 2.035 - 5,61%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2011.
  2. ^ (Fonte Plinio il Vecchio "Naturalis Historia", libro III cap 49: "49 ab altero eius latere ad Padum amnem Italiae ditissimum omnia nobilibus oppidis nitent, Libarna, Dertona colonia, Iria, Vardacate, Industria, Pollentia, Carrea quod Potentia cognominatur, Foro Fulvi quod Valentinum, Augusta Bagiennorum, Alba Pompeia, Hasta, Aquis Statiellorum. haec regio ex discriptione Augusti nona est. patet ora Liguriae inter amnes Varum et Macram CCXI p.")
  3. ^ l'antica "Cher" celtica
  4. ^ all'interno del quale già esisteva una cappella dedicata al santo
  5. ^ Bolandrini, 2011,l 399.
  6. ^ Pittore torinese al quale si deve gran parte della decorazione di Palazzo Reale
  7. ^ che probabilmente realizzò anche il palazzo Balbiano di Colcavagno
  8. ^ Il campanile fu distrutto solo nel 1821
  9. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova, 1986
  10. ^ bisettimanale Corriere di Chieri del 23/09/2011
  11. ^ .[1] sito Ufficiale della squadra
  12. ^ [2] Sito della Lega di Serie A femminile
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Il Piemonte paese per paese - Ed. Bonechi - 1993
  • I Castelli del Piemonte Gribaudo-Lorenzo Fornaca Editore Asti 1999/2005
  • I Castelli della provincia di Torino-Sabina Fornaca-Gribaudo L.Fornaca editore Asti 2005.
  • Beatrice Bolandrini, I Somasso e i Papa. Due dinastie di stuccatori a Torino nel Sei e nel Settecento, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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