Vermut

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Vermut
Tre diversi tipi di vermut
Tre diversi tipi di vermut
Origini
Luogo d'origine Italia Italia
Regione Piemonte
Diffusione Mondiale
Zona di produzione Torino e l'intera regione del Piemonte
Dettagli
Categoria bevanda
Riconoscimento P.A.T.
Settore bevande analcoliche, distillati e liquori
 

Il vermut[1][2] o vermutte[3] oppure, con grafia francese, vermouth[3], è un vino liquoroso aromatizzato ideato nel 1786 a Torino. È un prodotto agroalimentare tradizionale italiano ed un ingrediente primario di numerosi cocktail.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La sua gradazione e composizione è regolamentata dalla legge italiana che definisce vermut un prodotto di gradazione alcolica non inferiore al 14,5% e non superiore al 21% in volume, composto da almeno il 75% di vino bianco dolcificato ed aromatizzato. Anche la percentuale di zucchero è regolamentata, ma varia, come la gradazione alcolica, a seconda del tipo di vermut. Il vermut bianco e rosso devono esprimere una gradazione alcolica non inferiore ai 14,5% gradi e un tenore zuccherino minimo del 14%; il vermut secco, invece, deve avere una gradazione alcolica minima di 18 gradi e il 12% massimo di zuccheri.[4] Il vermut viene ottenuto da vini bianchi zuccherini dal sapore neutro e delicato (bianco secco), da alcol a 95–96°, da zucchero (saccarosio) e da piante aromatiche, delle quali la più importante è l'assenzio maggiore (Artemisia absinthium L.) una pianta della famiglia delle Asteraceae.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il vermut fu inventato nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano a Torino, che scelse questo nome riadattando il termine Wermut, con il quale viene chiamata, in lingua tedesca, l'artemisia maggiore.[5].

Precedenti storici[modifica | modifica sorgente]

In seguito alla guerra di successione spagnola, iniziata nel 1701, che vide contrapporsi la Francia e l'Inghilterra, quest'ultima si trovò a dover superare i problemi derivanti dall'impossibilità di ricevere le normali forniture di vino francese. Per tale motivo, nel 1703 venne stipulato, tra l'Inghilterra e il Portogallo, il trattato di Methuen che prevedeva vari accordi di tipo politico, militare e commerciale, con particolare riguardo all'importazione in Inghilterra di pregiati vini liquorosi portoghesi, a fronte dell'esportazione in Portogallo di pregiati tessuti inglesi.

Fortemente diffuso dai mercanti inglesi che, di fatto, ne avevano assunto il monopolio commerciale, il vino liquoroso ebbe un grande successo in tutta Europa, sia per il gradimento delle dame verso il gusto dolce, sia per l'intrinseco significato antifrancese che tale consumo comportava.

Questo nuovo scenario aprì le porte sia a prodotti già diffusi localmente, come il Marsala, prodotto della Sicilia che aveva metodi di vinificazione e invecchiamento simili a quelli portoghesi, sia a nuovi esperimenti: come il vermut.

Il Vermut ebbe il merito di permettere l'utilizzo di vini giovani ad alta gradazione, surrogando le sapidità tipiche dell'invecchiamento attraverso l'aggiunta d'una particolare miscela di erbe aromatizzanti. La mistura registrò una grande diffusione, sia per la gradevolezza del gusto, sia per l'inferiore costo di produzione, e venne immediatamente adottata in gran parte dell'Europa.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Per legge (n. 224 del 25 gennaio 1934) il termine vermut[6] è riservato ad un prodotto ottenuto da vino di produzione nazionale addizionato di sostanze aromatiche e amaricanti permesse.
La gradazione alcolica non deve essere inferiore al 16% in volume e il contenuto in zuccheri complessivi, espressi come zucchero invertito, non inferiore a 14 grammi per 100 ml. Nei vermut indicati come secchi o dry il contenuto alcolico minimo è del 18% e gli zuccheri non possono eccedere i 14 grammi.

Gli aromi derivano da:[7]

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Il vermut si beve specialmente come aperitivo ed entra nella composizione di molti cocktail, tra quali famoso è il Martini ma può anche essere usato per cucinare carni. Ci sono vari stili di vermut, generalmente distinti per colore (rosso, bianco e rosato) e per gusto (dolce, secco, extra secco e chinato). L'uso del caramello come dolcificante e colorante è riservato al vermut rosso

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

La Regione Piemonte ha ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il riconoscimento del vermut tra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I prodotti agroalimentari tradizionali del Piemonte a quota 370. URL consultato il 21 luglio 2011.
  2. ^ Vini e liquori, L'Esperto, 1971, p. 161.
  3. ^ a b Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini; Pietro Fiorelli, Il DOP - Dizionario d'ortografia e di pronunzia, 2ª ed., Roma, ERI, 1981.
  4. ^ storia e descrizione del vermut. URL consultato il 22 maggio 2013.
  5. ^ Storia del vermouth sul sito ufficiale del Comune di Torino
  6. ^ Leggi 17889–20611. URL consultato il 21 luglio 2011.
  7. ^ Vittorio Villavecchia, Gino Eigenmann, Nuovo dizionario di merceologia e chimica applicata - Vol 7° Tabacco - Zucchero, Milano, Hoepli, 1974. ISBN 88-203-0529-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]