Martini & Rossi

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Martini & Rossi
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Stato Italia Italia
Fondazione 1863 a Torino
Fondata da Alessandro Martini e Teofilo Sola
Sede principale Pessione (TO)
Gruppo Bacardi-Martini
Settore Bevande
Sito web www.martinierossi.it
Un bicchiere con il marchio Martini.

Martini & Rossi è una multinazionale di origine italiana attiva principalmente nella produzione e distribuzione di bevande, celebre principalmente per il marchio Martini e per le sponsorizzazioni sportive e culturali. Grazie alla fusione con il Gruppo Bacardi nel 1993, con il quale forma ora un'unica grande entità produttiva, commerciale e distributiva, attualmente il Gruppo Bacardi-Martini è al terzo posto nel mondo nella graduatoria dei produttori di bevande alcoliche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia dell'azienda[modifica | modifica wikitesto]

Gli eventi che preannunciano la nascita di Martini & Rossi risalgono al 1º luglio del 1847. In quella data, quattro commercianti piemontesi, Clemente Michel, Carlo Re, Carlo Agnelli ed Eligio Baudino, scelsero di costituire a Torino una Distilleria Nazionale da spirito di vino all’uso di Francia denominata Michel Re Agnelli e Baudino, la più diretta antenata di Martini & Rossi. Alla sede torinese e alla distilleria ubicata a San Salvatore Monferrato, ben presto si affiancano un magazzino a Genova Sampierdarena, una fabbrica di birra ad Alessandria e case di rappresentanza a Béziers e a Narbonne. Sin dai primi anni, appaiono in organico Teofilo Sola e Alessandro Martini, la cui intraprendenza gli consente di acquisire dal 1851 una compartecipazione agli utili della "Michel Re Agnelli e Baudino".

Nel 1863 la società si ristruttura e prende il nome di Martini, Sola e C.ia: vi compare un terzo socio, il liquorista Luigi Rossi, che già collaborava con la precedente gestione.

Nel 1864 la sede produttiva è trasferita a Pessione, piccola frazione di Chieri: i soci vi acquistano una palazzina dotata di cantine e circondata da una estensione di terreno ove saranno successivamente edificati i nuovi reparti aziendali. Dopo le prime onorificenze ottenute alle Esposizioni Internazionali di Dublino (1865) e Parigi (1878), prende il via una sequenza di riconoscimenti che da tutto il mondo vanno ad arricchire il medagliere della Società, la quale nel corso della sua storia potrà fregiarsi del titolo di fornitore ufficiale di molte Case Reali in Europa e nel 1922 persino dell’Imperatore del Giappone.

Dal 1879, con la morte del socio Teofilo Sola, la ragione sociale diventa definitivamente Martini & Rossi, anche se la dicitura "successori Martini, Sola e C.ia" sopravvivrà fino agli anni Cinquanta del Novecento.

Nel 1887 gli uffici della Direzione generale si insediano nel palazzo di corso Vittorio Emanuele II a Torino.

Con l’avvento del nuovo secolo i ruoli direttivi passano nelle mani dei figli di Luigi: Teofilo e Cesare, e successivamente Enrico ed Ernesto, la cui strategia persegue il potenziamento dei rapporti con l’estero attraverso la creazione di succursali amministrative, distributive e produttive.

Nel 1911, per meriti sociali e politici, la famiglia è insignita da Vittorio Emanuele III del titolo nobiliare di Conti di Montelera.

Nei primi anni del Novecento la Martini & Rossi compie un balzo in avanti, distaccando a grandi passi molte aziende dell’epoca, per merito degli uomini che la dirigono e in particolare di Teofilo Rossi. Mentre Teofilo e Cesare ricoprono cariche istituzionali e portano a compimento le rispettive carriere politiche, Enrico ed Ernesto Rossi coordinano la produzione del polo di Pessione e della nuova distilleria a vapore costruita a Montechiaro d'Asti (1901), nonché delle succursali e depositi di Buenos Aires (1884), Ginevra (1886) e così via, fino a raggiungere ogni parte del mondo.

Nel 1925, in conseguenza delle nuove leggi italiane, la Società a nome collettivo diviene Società Anonima Martini & Rossi. La terza generazione dei Rossi di Montelera, rappresentata dai cugini Lando, Metello, Napoleone e Theo, eredita l’azienda negli anni Trenta. Sono gli anni della realizzazione di opere sociali a favore dei lavoratori, ma anche della maggiore espansione e potenziamento dello stabilimento di Pessione.

Durante la seconda guerra mondiale la direzione della Martini & Rossi sfolla da Torino a Pessione. Alcuni stabilimenti internazionali, come quello in Germania, subiscono gravi danni: nonostante questo l'azienda decide di mantenere la piena occupazione per tutelare i dipendenti durante il periodo bellico. Si può parlare di ripresa già dal 1945: nel dicembre di quello stesso anno la radio torna a trasmettere i celebri concerti Martini, lanciati con successo nel 1936 e sospesi nel 1943. I concerti proseguiranno sino al 1964 e contribuiranno a far conoscere in Italia l’astro nascente di Maria Callas. Gli anni ’50 segnano il rilancio della Martini & Rossi, che si trasforma in Società per Azioni. In questi anni alle celebri firme della cartellonistica Martini & Rossi si affiancano nomi come Armando Testa, Mario Rossi, Attanasio Soldati, Andy Warhol.

Successivamente la società comincia a sperimentare le iniziative di comunicazione e di immagine che l'hanno resa nota nel mondo, a cominciare dalle Terrazze Martini (aperte tra il 1948 e il 1965 a Parigi, Milano, Londra, Bruxelles, Barcellona, San Paolo del Brasile e Genova). Nel 1961 si inaugura a Pessione il Museo Martini di Storia dell’Enologia. Nel 1970 nasce il Martini Racing Team, fiore all’occhiello della sponsorizzazione sportiva automobilistica Martini & Rossi. Gli anni ’70 e ’80 si caratterizzano anche per le grandi campagne di comunicazione internazionale e per il mecenatismo artistico.

I fondatori[modifica | modifica wikitesto]

Teofilo Sola (1831-1879): nato a Carmagnola, svolge la professione di contabile presso la Distilleria Nazionale. Sarà proprio lui, insieme all’amico Alessandro Martini, a rilevare l’impresa e a dare inizio, nel 1863, alla nuova Martini, Sola e C.ia. Muore a 48 anni e nessuno dei suoi tre figli, Ernesto, Guido e Maria, proseguirà l’attività paterna.

Alessandro Martini (1824-1905): originario di Firenze, Alessandro Martini risiede a Torino dove lavora come venditore della Distilleria Nazionale: rilevandone le quote societarie nel 1863, fonda con Teofilo Sola quella che sarebbe presto diventata una delle più importanti società di vini e liquori in Piemonte, con il nome di Martini, Sola e C.ia. La cura degli aspetti commerciali e l’introduzione dei prodotti sui più lontani mercati del mondo continueranno ad essere le sue principali occupazioni professionali.

Luigi Rossi (1828-1892): erborista e liquorista di talento, Luigi Rossi nasce a Valdellatorre, in Val di Susa. Trasferitosi a Torino da giovane, vi apre una bottega nel centro storico, molto rinomata per le erbe aromatiche e per il vermouth. Nasce così un fitto rapporto con la Distilleria Nazionale, per la quale Rossi prepara estratti e vini aromatizzati. Nel 1863, viene coinvolto come terzo socio da Martini e Sola. Dal 1864 fisserà la residenza a Pessione, seguendo personalmente la produzione della neonata Martini, Sola e C.ia.

Espansione mondiale[modifica | modifica wikitesto]

« Sono ormai stanco di dover rimanere qui legato tutto il giorno in Dogana…il vermouth ai capitani marittimi non si può vendere come si farebbe a un liquorista. Bisogna aspettare che vi sia il Capitano di partenza per l’America, che intenda di commerciare in vermouth, che lo assaggi e che se conviene lo comperi… Domani o tutt’al più mercoledì mattina sarò a Torino. Addio di cuore, vostro affezionatissimo »
(Teofilo Sola, Genova, 1º febbraio 1864)

Nel 1912 si esplicita la dimensione ormai mondiale dell’azienda: fittissimo è l’elenco delle filiali e depositi principali, e ad esso segue quello, ancora più nutrito, delle agenzie con depositi. La società dimostra di possedere una vocazione internazionale grazie anche all’intraprendenza di coloro che la dirigono. Essi apriranno, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, succursali nei mercati più favorevoli. La prima nascerà nel 1883 a Buenos Aires; a quella farà poi seguito l’apertura delle sedi di Ginevra (1886), di Barcellona (1893), di Londra (1900), di Parigi (1906) e di Bruxelles (1907), seguite da New York, Hong Kong, Costantinopoli, Bucarest, Yokohama ed altre. Il consolidamento dell'internazionalizzazione passa, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, anche attraverso l'acquisizione di prestigiosi marchi come Saint Raphael, William Lawson's, Offley Forrester, Gaston de Lagrange, Noilly Prat, Bénédictine, Otard, secondo una politica di diversificazione che spinge a puntare sui cosiddetti "prodotti complementari".

Nel 1977 l'esigenza di imprimere la massima coordinazione alle strategie produttive, pubblicitarie e commerciali delle varie Società porta alla costituzione in Lussemburgo della holding GBC (General Beverage Corporation) e a Ginevra della GBM (General Beverage Management): la GBC raggiunge ben presto un posto di rilievo tra i produttori e i distributori di bevande alcoliche, con quasi 33 milioni di casse vendute in ogni parte del mondo. Nel 1987 il Gruppo Martini incontra un altro grande Gruppo multinazionale di matrice americana, la Bacardi Limited, cui affida attraverso la Bacardi Imports di Miami la distribuzione dei suoi prodotti negli Stati Uniti. Si instaura così un rapporto di fiducia e reciproca stima professionale che condurrà alla creazione di importanti joint-ventures di distribuzione: la Westbay Distributions a Southampton e la United Wines & Spirits a Copenhagen. È di sei anni più tardi la fusione dei due Gruppi in un'unica grande entità produttiva, commerciale e distributiva, il Gruppo Bacardi-Martini.

Premi e riconoscimenti internazionali[modifica | modifica wikitesto]

La Martini & Rossi negli anni ha conseguito molte onorificenze in occasione delle numerose Esposizioni commerciali internazionali: allestite nelle maggiori città d’Europa e d’oltre oceano, esse rappresentavano per le industrie preziose occasioni in cui presentare i prodotti.

Il diploma conseguito all’Esposizione Internazionale di Dublino del 1865 è uno dei primi importanti riconoscimenti che la Martini, Sola e C.ia consegue per “l’eccellente qualità di liquori”. L'immagine della Vittoria, che orna il documento, viene introdotta sulle etichette, al fine di dare risalto al prestigioso risultato raggiunto. Alcuni anni dopo, nel 1878, l’azienda sarà premiata all’Esposizione Internazionale di Parigi con una medaglia d’oro. E sarà proprio l’immagine che ne decora un verso, la Fama alata, a sostituire stabilmente la Vittoria sulle etichette del vermouth. Di seguito un elenco dei principali premi conseguiti. 1865, Dublino - Esposizione Internazionale: Medaglia a "Sola Martini & C." per "excellent quality of liqueurs"

1868 - Concessione dello Stemma Reale Sabaudo

1878, Parigi - Esposizione Universale, Diploma e Medaglia d'oro

1881, Milano - Esposizione Nazionale: Diploma di Medaglia d'oro

1882, Bordeaux - Esposizione Universale dei vini spirituosi, liquori e bevande fermentate: Diploma di medaglia d'oro per il Vermouth

1885, Anversa - Esposizione Universale: Diploma di Medaglia d'oro

1904, Saint Louis (Louisiana) - Esposizione Universale: Gran Premio per il Vermouth

1909, Quito - Esposizione Nazionale: Gran Premio e Medaglia d'oro per Vermouth, Liquori e Vini Spumanti

1910, Bruxelles - Esposizione Universale: Gran Premio per l'Italia e Medaglia

1911, Torino - Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro: Diploma di Gran Premio

1934, San Paolo - Feira de Amostras: Gran Premio e Medaglia d'oro per il Vermouth

1937, Valparaiso - Esposizione dell'industria e del Commercio: Diploma di Medaglia d'oro per il Vermouth

1969, Pardubice - Grand Prix: Medaglia d'oro per il Vermouth

1980, Lipsia - Fiera Internazionale: Diploma di Medaglia d'Oro al Vermouth Martini Rosso per l'eccellenza nella qualità del prodotto.

La comunicazione pubblicitaria[modifica | modifica wikitesto]

Le Terrazze Martini[modifica | modifica wikitesto]

Fiorite tra la fine degli anni Cinquanta e la prima metà dei Sessanta, le Terrazze Martini sono l’emblema dell'originale modo di comunicare della Martini & Rossi. Grazie ad un’azienda pienamente inserita nella vita sociale e ad uno spiccato interesse per la cultura, le Terrazze Martini sono passate alla storia come un punto di riferimento per i protagonisti del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica. Entro la fine degli anni sessanta furono aperte otto sedi con questo nome, sette in Europa e una in Sud America. Oggi l’attività prosegue a Milano e Pessione.

L’idea delle Terrazze Martini nasce nel 1948 a Parigi, nella sede al numero 52 degli Champs Elysèes, quando i dirigenti della società francese di Martini&Rossi decidono di aprire uno spazio di rappresentanza all’ultimo piano del palazzo pensato allora quale scenario ideale per accogliere ospiti di rilievo. La sua attività si caratterizzerà soprattutto per le presenze legate al mondo del cinema e della moda.

La sede adatta per la Terrazza Martini di Barcellona fu individuata nel palazzo della centralissima Plaça de Catalunya, da sempre uno dei più alti della città, che ospitava fin dal 1940 la società spagnola. A disegnare gli arredi dell’attico venne chiamato nel 1960 l’architetto italiano Tomaso Buzzi che due anni prima aveva già progettato la Terrazza Martini di Milano e, dopo Barcellona, lavorerà ancora a quelle di Londra e Genova.

La formula delle Terrazze Martini interpreta il clima sociale degli anni Sessanta che segna una crescita del benessere ed è ricco di fermenti culturali. Nel 1961 a Bruxelles, allora recente sede del nuovo Mercato Comune, si inaugura la terza Terrazza fuori d’Italia, all’ultimo piano di un grattacielo in Place Rogier, con ampie vetrate che guardano sulla città.

Il 1964 è l’anno della Terrazza Martini di Londra, all’ultimo piano della New Zealand House di Haymarket, con vista su alcuni luoghi-simbolo della Gran Bretagna tra cui Trafalgar Square, il Parlamento, Buckingham Palace e il Big Ben. Pur confermando il design già utilizzato a Milano e Barcellona, l’architetto Buzzi optò qui per una dimensione più intima, ispirata al modello del club inglese.

La prima ed unica Terrazza Martini extraeuropea, venne aperta nel 1963 a San Paolo del Brasile. San Paolo, con la sua impetuosa crescita urbanistica, pare quasi una sintesi del nuovo corso economico brasiliano. Disegnata in stile razionale, la Terrazza si insediò in cima all’edificio del “Conjunto Nacional” e vide passare i molti nomi noti della vita culturale e sportiva del continente sud americano.

Ultima nata tra le Terrazze Martini, quella di Genova fu inaugurata nel 1965, al 31esimo piano del grattacielo di Piazza Dante. Commissionata all’ormai fidato Tomaso Buzzi, essa si distingueva per la scenografica originalità degli interni. Tra questi, inserita tra il salone e il terrazzo vero e proprio, spiccava la prua di un vascello. La veduta abbracciava l’intero golfo. La scelta di Genova simboleggiava un legame storico: nel porto arrivavano tra Ottocento e Novecento i prodotti di Pessione, che venivano imbarcati per i Paesi più lontani.

Milano è stata ed è la Terrazza Martini per antonomasia, oltre che uno dei simboli della città meneghina e un pezzo di storia del costume italiano. Il 15esimo piano di Piazza Diaz ha visto come protagonisti le figure di maggior spicco delle cronache culturali, mondane, sportive o politiche dagli anni Sessanta in avanti. Nata nel 1958 e affidata come di consueto alla creatività di Tomaso Buzzi, la Terrazza domina il centro storico di Milano e offre lo straordinario colpo d’occhio delle guglie del Duomo. Il grande cinema è stato per decenni al centro della sua attività, con presentazioni di star internazionali e anteprime di film che hanno segnato un’epoca. Atipica per collocazione, poiché non sovrasta i tetti di nessuna città, è la Terrazza Martini di Pessione. Attiva dal 1961 fino ad oggi, la Terrazza si è caratterizzata, negli anni Novanta, per la particolare attenzione rivolta al mondo della letteratura internazionale. Tra le numerose presenze di rilievo anche i nomi dei premi Nobel Günter Grass, José Saramago, Kenzaburo Oe, Vidiadhur S. Naipaul e Derek Walcott.

La scelta della cultura: musica e letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Sposare la cultura alta è stata un’altra scelta di fondo della comunicazione Martini, un impegno che nel corso del Novecento si è espresso nel campo della musica, dell’arte, della letteratura. La prima iniziativa, che divenne molto popolare, fu quella di lanciare nel 1936 i “Grandi Concerti Martini & Rossi”, trasmissioni radiofoniche dal vivo messe in onda il lunedì. L’accoglienza calorosa del grande pubblico trasformerà la trasmissione in un successo assai longevo: in due cicli - dal 1936 al 1943 e poi dal 1945 al 1964 - i Concerti Martini (noti anche come “Concerti del lunedì”) saranno oltre 350 e contribuiranno a divulgare in Italia, la grande musica e i suoi interpreti più prestigiosi. Tra le innumerevoli voci accompagnate dall’orchestra dell’EIAR, quelle di tenori come Gigli, Lauri Volpi e Del Monaco e di soprano come Dal Monte, Callas e Tebaldi.

Sul volgere degli anni Ottanta, decennio che più di altri vide impegnata la Martini & Rossi a sponsorizzare la cultura alta, coraggiosamente la società decise di imboccare una strada nuova: un ciclo triennale di concerti, dal 1988 al 1990, dedicati a Wolfgang A. Mozart e realizzati in coproduzione con RAI Uno. L’operazione non passò sotto silenzio anche per l’eccellenza degli esecutori, tra cui spiccava la presenza fissa del violinista Salvatore Accardo.

All’inizio degli anni Ottanta l'attenzione si sposta anche sulla grande arte figurativa. È il tempo delle mostre-evento dedicate ai maestri del Novecento o del passato. La Martini & Rossi sarà sponsor unico di tre esposizioni di tutto rilievo, dedicate a Pablo Picasso, a Giorgio De Chirico e alla pittura napoletana da Caravaggio a Luca Giordano. Si parte nel 1981 e la sede è il veneziano Palazzo Grassi: in esposizione la collezione di Marina Picasso, curata da Giovanni Carandente. Nel 1982 i capolavori di De Chirico sono ospitati dal Moma (Museum of Modern Art) di New York, mentre le tele dei pittori barocchi sono esposte alla Royal Academy of Arts di Londra, al Museo di Capodimonte di Napoli e al Palazzo Reale di Torino.

Lo sport: dal ciclismo al Martini Racing[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Martini Racing.

Nei primi decenni del secolo scorso il ciclismo aveva un seguito molto vasto. La Martini & Rossi intuì subito la forza comunicativa di quello sport e decise allora di sponsorizzarne le gare più importanti. Un’azione cominciata a Torino nel 1925 con la “Gran Coppa Martini & Rossi” e arrivata al suo apice con i Giri d’Italia del 1934 e del 1936. Durante il primo, la società abbinerà il suo nome ai classici “Gran Premi della Montagna” e affiancherà alla corsa due singolari “carri pubblicitari”, ideati apposta per l’Elixir China e per il Vermouth Martini; per il secondo preparerà invece una lussuosa Isotta Fraschini 8 cilindri, che con la grande sagoma di una bottiglia di China montata sul bagagliaio percorrerà le strade al seguito degli atleti.

L’interesse per il mondo dello sport si sviluppa con la generazione dei quattro cugini Rossi di Montelera, per i quali le competizioni rappresenteranno una passione personale. Sportivi per eccellenza furono soprattutto Theo, in gioventù campione mondiale di motonautica e olimpionico di bob, e Metello, al quale si deve la fondazione, nel 1958 a Londra, del Martini International Club. Nato per patrocinare “ogni settore della cultura, della scienza, dell’arte e dello sport”, il sodalizio opererà innanzitutto a favore di quest’ultimo ambito, “con una particolare attenzione verso l’automobilismo, il motociclismo, tutti gli sports invernali, gli sports nautici, l’equitazione, il golf, il tennis e la scherma”. Le manifestazioni organizzate in tutto il mondo furono innumerevoli.

La Martini & Rossi si avvicina al mondo delle corse automobilistiche nel secondo dopoguerra. I primi approcci sono da sponsor esterno, esponendo il logo sui ponti pubblicitari o lungo le transenne che delimitano mi circuiti. Sono i contatti iniziali di un rapporto destinato a trasformarsi in un attivo coinvolgimento nel 1968, con l’avvento del Martini Racing Team. La sua vocazione è squisitamente motoristica: il team parteciperà alle principali competizioni internazionali nelle maggiori scuderie automobilistiche. La sua avventura comincia nel 1971 nella categoria Endurance, ossia nelle gare di durata su pista. Il debutto avviene con la Porsche 917, che vince in quell’anno due classiche come la 12 Ore di Sebring e la 24 Ore di Le Mans. Quello tra Porsche e Martini Racing sarà un binomio di successo, che culminerà con i titoli mondiali del 1976 e del ’77, una lunga e fruttuosa collaborazione che si chiuderà nel 1980. Il nuovo capitolo si chiama Lancia: nel 1981 la Lancia Beta Montecarlo diventa campione mondiale con i colori del Martini Racing.

Il debutto in Formula 1 risale al 1972, con una piccola scuderia italiana, la Tecno. Dopo quella prima esperienza, il Martini Racing Team nel 1975 sigla l’accordo con la Brabham di Bernie Ecclestone, che punta ad inserirsi nella lotta tra i primi. Le monoposto sono guidate da Carlos Pace e Carlos Reutemann, che in quell’anno metteranno a segno una vittoria a testa. La Brabham Martini correrà sino al 1978. L’anno successivo, il Martini Racing sarà insieme allo Lotus del neo campione del mondo Mario Andretti. Contro ogni previsione, la stagione si rivelerà più che sfortunata e a quel punto il team abbandonerà la Formula 1, concentrando il suo impegno sui rally. Il marchio Martini tornerà al grande motorismo nel 2006-2008: come sponsor della scuderia Ferrari, ma anche con una comunicazione di grande visibilità lungo le piste dei circuiti.

Martini Racing scriverà pagine importanti nell’ambito del rallismo internazionale. Nell’arco di dieci anni, tra il 1982 e il 1992, in coppia con la Lancia si imporrà addirittura per sei stagioni consecutive (1987-1992). Gli sterrati vedranno protagonista inizialmente la Lancia 037 e poi, dal 1985, le successive versioni della Lancia Delta. Al volante, piloti famosi della categoria: Röhrl e Alen, Kankkunen, Biasion ed e altri. Chiusosi quel ciclo, tra il 1994 e il 1996 la Ford Escort Martini Racing dominerà con Franco Cunico il campionato italiano. L’ultimo atto dell’avventura nel rally si situa tra il 1999 e il 2002, quando il team si ripropone sulla scena mondiale con la Ford Focus, ingaggiando Sainz e McRae.

Dal 2014 Martini è lo sponsor principale del team di F1 Williams.

Tra i tanti premi sportivi promossi dal Martini International Club sono molti i trofei che, negli Stati Uniti, venivano consegnati annualmente ai migliori atleti di varie discipline, tra cui la vela, la motonautica, l’automobilismo, la scherma, il tennis e l’ippica, ai quali si aggiungeva un riconoscimento riservato ai “giornalisti e commentatori sportivi”. I premi furono realizzati dalla celebre gioielleria Tiffany di New York, che per Martini creò delle opere di notevole valore artistico.

La pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Parlare di storia Martini significa parlare di molte storie. Di storia del vino, di storia dell’Italia e di storia della pubblicità. L’attenzione verso i molteplici linguaggi della comunicazione contraddistingue la Martini & Rossi sin dai suoi esordi. La società utilizza volta per volta gli strumenti più consoni per parlare con il mondo e, insieme, per costruire un’immagine internazionale.

Il primo passo fu la cartellonistica d’autore, in cui si coglie un percorso continuo e coerente dalla fine del XIX secolo sino agli anni Sessanta del Novecento. Le opere commissionate dall’azienda alle più grandi firme dell’illustrazioni pubblicitaria dell’epoca, segnano l’affermazione del marchio sui mercati del mondo.

Marcello Dudovich, tra i maggiori illustratori italiani del Novecento, firma nel 1918 per la Martini & Rossi uno dei suoi lavori più conosciuti, “la Dama Bianca”. Tra i grandi illustratori della cartellonistica Martini si annoverano anche Giorgio Muggiani, che nel primo dopoguerra, nel 1921, realizza per la Martini&Rossi un manifesto litografico in parte ispirato al futurismo: in una scia luminosa, un’atleta serra tra le mani una bottiglia di Martini e pare quasi lanciato verso lo spazio.

E' Armando Testa il nome più noto legato alla comunicazione pubblicitaria di Martini&Rossi. È sua l'illustrazione del "Gran Spumante Riserva Montelera", un'immagine in cui protagonista è una bottiglia "vestita" con cappa di seta e papillon. Testa fu anche autore di numerosi bozzetti, tra i quali il gallo realizzato con un collage di etichette a simboleggiare gli ingredienti dei cocktail.

Anche Andy Warhol lavorò come pubblicitario alla fine degli anni Cinquanta, quando ancora non aveva raggiunto la notorietà. Tra i suoi committenti c’era anche Martini & Rossi, che si affidò a lui per una campagna destinata al mercato americano, con disegni dedicati al mercato americano. Nei colori guida del rosso (per il Martini sweet – com’era denominato negli USA il Martini classico) e del verde (per il Martini dry), Warhol elaborò quattro tavole, uscite sulle principali riviste dell’epoca.

La potenzialità della pubblicità televisiva fu colta subito da Martini&Rossi: nel famoso Carosello che debuttò il 3 febbraio 1957, tra i primi quattro filmati c’era anche quello della China Martini, interpretato dagli attori Ernesto Calindri e Franco Volpi. Anche negli anni Ottanta Martini firma spot di successo: la pattinatrice che percorre le vie di Beverly Hills con un Martini sul vassoio si fisserà nella memoria del pubblico. Tra gli anni Novanta e l’inizio del Duemila la storia televisiva dell’azienda è segnata dalle più grandi star americane: da Charlize Theron a Sharon Stone, da Gwyneth Paltrow a George Clooney.

Nel 2011 la Martini & Rossi ha lanciato una campagna pubblicitaria denominata "Luck Is An Attitude" che si identifica con i valori fondamentali e il patrimonio culturale dell’azienda. È un invito a vivere la vita al massimo e a osare mettendosi in gioco con un pizzico di ironia. Per trovare il suo nuovo volto, Martini ha lanciato il "Kisser Casting", un contest di talenti condotto su Facebook, volto a ricercare il testimonial dello spot della nuova campagna mondiale “Luck Is An Attitude”.

Nella primavera del 2012 Martini ha lanciato una nuova campagna internazionale, con lo stilista Christian Louboutin in qualità di giudice d’onore, per trovare la protagonista femminile dei suoi spot televisivi.

Le sedi produttive[modifica | modifica wikitesto]

Stabilimenti enologici a Pessione

Lo stabilimento di Pessione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1847 viene fondata la torinese "Distilleria Nazionale di Spririto da Vino", da cui deriverà la Martini & Rossi. Il primo intreccio con Pessione è datato 1852: in quell'anno Clemente Rovere, un funzionario sabaudo che gira il Piemonte con taccuino e matita, schizza sulla carta uno scorcio della stazione di Pessione, e nel disegno include anche la prima illustrazione del futuro stabilimento, che allora era la dimora del conte Viale.

Torino, nel momento di fulgore della monarchia sabauda e grazie alla politica liberista di Cavour, cominciò ad ospitare un sempre maggior numero di aziende e opifici industriali, tra cui ebbero un posto di rilievo anche la produzione di vino, liquori e vermouth. Nel contempo, viene realizzata la linea ferroviaria fra Torino e il porto di Genova: tutto questo porta nel 1864 alla scelta di Pessione, localmente strategica, come sede centrale dello stabilimento produttivo della distilleria, sotto la guida creativa di Luigi Rossi. La palazzina , inizialmente affittata, verrà presto acquistata: è infatti strategicamente collocata sulla linea ferroviaria Torino-Asti-Genova, che la collega con le colline del Monferrato, da cui provengono i vini, e con la città marittima, porta aperta verso i mercati del mondo. Pochi decenni dopo gli esordi, Martini è un nome ormai affermato a livello internazionale.

Un decisivo punto di svolta si situa infine sullo scorcio del Novecento: nel 1993 la Martini & Rossi entra nel gruppo Bacardi,il terzo gruppo al mondo – nel settore beverage – per volume di affari, presente in 150 Paesi. Inserita in questo contesto, l’azienda di Pessione vive oggi due realtà complementari; la dimensione globale della produzione e quella locale dei rapporti con il territorio d’origine, rimasti vivi nonostante la radicale trasformazione avvenuta nel tessuto economico, sociale e culturale dell’Italia intera.

Lo stabilimento di Santo Stefano Belbo e l'Osservatorio Martini & Rossi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento Martini di Santo Stefano Belbo è situato nella bassa Langa, nel cuore dell’area vocata per la coltivazione dell’uva Moscato Bianco, da cui si ottiene l’Asti Martini. La sua storia è relativamente recente, essendo subentrato allo stabilimento di Montechiaro d'Asti nel 1959: da allora è qui che i viticoltori confe¬renti della Martini & Rossi recano il risultato delle loro produzioni. Per l’azienda questo luogo rappresenta il punto di congiunzione con la realtà viticola: una sede in cui incontrare gli uomini che lavorano la terra, il luogo dove affrontare insieme i problemi connessi all’attività agricola. Esteso su un’area di 12.000 metri quadrati, lo stabilimento è dotato di tecnologie d’avanguardia che, nel periodo di vendemmia, consentono di pigiare oltre 100.000 quintali di uva. Attualmente lo stabilimento Martini di Santo Stefano Belbo è il centro di vinificazione delle uve Moscato Bianco per la produzione di Asti Martini D.O.C.G.

L'Osservatorio Martini & Rossi è l'espressione degli stretti legami di lavoro tra l'azienda e i suoi viticoltori: manifesta l'impegno ad operare in modo congiunto con gli obiettivi di proteggere e valorizzare il territorio di produzione e la qualità dell'uva moscato. Dal 1989 l'Osservatorio Martini e Rossi per il miglioramento dell'uva Moscato opera per conoscere, interagire ed eventualmente assecondare i cambiamenti in atto sul territorio, attraverso la realizzazione delle più opportune attività per salvaguardare e ancora potenziare il buon livello qualitativo delle produzioni. La sede dell'Osservatorio, presso lo stabilimento di Santo Stefano, è un punto d'incontro per i viticoltori che si riuniscono al fine di confrontare le loro esperienze ed osservazioni. Da qui, le informazioni e i nuovi apprendimenti sono poi divulgati a tutti i viticoltori del territorio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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