Isotta Fraschini

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Isotta Fraschini
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Nazione bandiera Italia
Fondazione 1900 a Milano

Fondata da

Chiusura 1949

Settore

casa automobilistica

Prodotti

automobili e motori automobilistici, marini e per l'aviazione

Isotta Fraschini è un marchio italiano storicamente noto soprattutto per la produzione di automobili tra le più lussuose e prestigiose della storia. Fu fondata a Milano nel 1900 ad opera di Cesare Isotta e dei fratelli Vincenzo, Oreste e Antonio Fraschini.

Indice

[modifica] Storia

Isotta Fraschini Torpedo 35/45 HP mod. 1911 con trasmissione a catena.

Le prime automobili prodotte dalla casa milanese nacquero nel 1902: una con un motore Aster di 699 cm3, una a due cilindri di 2251 cm3 ed infine una con un motore De Dion-Bouton di 785 cm3. Nel 1903 l'azienda produsse una vettura equipaggiata con motore autocostruito della potenza di 24 CV.

Il motore V6 che equipaggiava i Caproni Ca.45

Nel 1905 l'ingegnere Giustino Cattaneo diventò direttore tecnico del marchio milanese e ad esso rimarrà legato fino al 1933. Nel 1907,in seguito ad un accordo che prevedeva anche la partecipazione dei francesi al capitale azionario della azienda, De Dietrich acquisì i diritti per la produzione di 500 autotelai Isotta Fraschini. Questo fatto, unito anche ai successi nelle competizioni sportive, ebbe un grande effetto positivo sul prestigio della Casa. Un altro successo di Isotta Fraschini avvenne nel 1908, quando negli USA una vettura appartenente alla Casa milanese stabilì un record di velocità media: 105 km/h. Sempre nel 1908 venne progettata la Tipo FE, un'auto dalle caratteristiche tecniche molto avanzate per l'epoca che suscitò grande interesse, così come ne destò la Tipo KM, un'auto sportiva prodotta dal 1911 al 1914, equipaggiata con un motore di ben 10.618 cm3. Nel 1911 la fabbrica, prima in Italia (ed una tra le prime al mondo), inserì sui suoi modelli i freni anche alle ruote anteriori.[1] Intanto, a partire dallo stesso anno i motori Isotta Fraschini iniziarono ad equipaggiare ogni mezzo a motore, destinati sia all'impiego militare che sportivo: motori per aerei, dirigibili, MAS. Durante la prima guerra mondiale l'azienda milanese produsse camion e rimorchi per il trasporto delle truppe.

Isotta Fraschini Tipo 8A S LeBaron Boattail Roadster all' Imperial Palace Auto Collections di Las Vegas

Dopo la guerra Isotta Fraschini si trovò in gravi difficoltà economiche, come molte altre case automobilistiche. Durante questo periodo entrò in azienda il conte Ludovico Mazzotti, che ebbe in seguito una grandissima importanza per l'Isotta Fraschini. In questo periodo la Casa milanese insisté nella realizzazione di una automobile di fascia molto alta, destinata ad una clientela internazionale. Nacque così nel 1919 la Tipo 8, che fu la prima auto ad avere un motore ad otto cilindri costruito in serie. La tipo 8 divenne quindi la massima espressione di eleganza in fatto di automobili, divenne l'auto più desiderata al mondo. Costava circa 150.000 lire e trovò mercato specialmente negli Stati Uniti. Nei primi anni venti l'Isotta Fraschini veniva guidata da personalità come Rodolfo Valentino o Gabriele d'Annunzio, ed il suo valore di status symbol è citato in film come Viale del tramonto.

Alla morte di Oreste Fraschini, i suoi fratelli e l'avvocato Isotta lasciarono l'azienda, che passò quindi nelle mani del conte Mazzotti (presidente) e di Cattaneo (amministratore delegato). Isotta Fraschini avviò degli accordi per una collaborazione con la Ford che prevedeva l'apertura di uno stabilimento della casa americana in Italia. Il governo italiano negò però l'autorizzazione per il timore che suscitava l'ingresso della forte economia USA nel mercato italiano. Il 1929, anno del crollo della borsa di New York, vide la crisi della Isotta Fraschini, che fu costretta a svalutare il proprio capitale fino 9 milioni di lire, quando nel 1924 era di 60 milioni. Nel 1932 entrò in azienda l'ingegner Giovanni Battista "Gianni" Caproni, che decise di cessare la produzione della seconda versione della tipo 8 e di aumentare quella dei motori diesel su licenza MAN. La Isotta Fraschini entrò così a far parte del Gruppo Caproni. Nel frattempo Cattaneo fu sostituito da Merosi, che aveva lavorato in precedenza in Alfa Romeo e Bianchi.

Durante la seconda guerra mondiale la Isotta Fraschini produsse autocarri (la cui cabina era stata progettata dalla Zagato) e motori aeronautici.

Terminata la seconda guerra mondiale, l'azienda milanese decise di ricominciare a produrre modelli di autovetture di lusso. Per questo motivo Fabio Luigi Rapi, designer di automobili ed ingegnere, assume insieme ad Alessandro Baj l'incarico di progettare un nuovo modello dell'Isotta Fraschini. Alla progettazione meccanica ci pensò Aurelio Lampredi, appena uscito dalla Ferrari, alla quale ritornerà nel 1948. Venne realizzata una nuova macchina ad otto cilindri, chiamata 8C Monterosa. Questo modello nacque purtroppo in un periodo in cui la Isotta Fraschini era in grande crisi: le ordinazioni aeronautiche erano inesistenti anche se i motori prodotti erano di grande qualità e mancavano i finanziamenti per cominciare la produzione della 8C Monterosa.

Il 25 febbraio 1948 l'azienda fu messa in amministrazione controllata dal Fondo per il Finanziamento dell'Industria Meccanica, principale creditore della Isotta Fraschini ed il 24 settembre 1949 fu nominato il liquidatore giudiziale. Nel corso del 1949 l'azienda aveva stipulato con la brasiliana F.N.M. un accordo per costruire gli autocarri della Casa milanese, ma in seguito al fallimento dell'Isotta Fraschini l'industria brasiliana stipulò nel 1952 un nuovo accordo con l'Alfa Romeo con cui la FNM acquisiva la licenza per costruire gli autocarri della Casa del Biscione.

[modifica] La rinascita breve (1996-1999)

A San Ferdinando (RC) si è cercato con un ambizioso piano di far resuscitare il marchio automobilistico, dopo che la Carrozzeria Fissore lo aveva rilevato nel 1993 da Finmeccanica; grazie a contributi statali si decise di produrre una vettura di alta classe e grandi prestazioni da destinare ai mercati stranieri dove Isotta Fraschini godeva ancora di buona fama.

Verranno prodotti 2 modelli di auto: la prima fu la T8 (derivata dalla Audi A8 e che riprende il nome di un'auto gloriosa della Isotta del 1919) con motore anteriore 8 cilindri a V da 4172 cc, 300 cv a 6000 giri al minuto, 4 marce+retromarcia, freni a disco e sospensioni a ruote indipendenti e velocità massima autolimitata a 250 km/h.

La carrozzeria in alluminio era disegnata da Tom Tjaarda (autore anche della De Tomaso Pantera), e la vettura fu presentata ufficialmente al salone di Parigi del 1998.

Ne furono però prodotti solo 4 esemplari: 2 col motore Audi (una rossa e una gialla) e 2 col motore Ford Mustang (una bianca e l'altra blu).

L'altro modello, la T12, prodotta in esemplare unico, era una berlinetta a 4 posti dotata del motore Audi 12 cilindri e venne esposta insieme alla T8 al salone di Parigi del 1998 come esemplare statico.

Nel 1998 Audi acquistò però la Lamborghini e abbandonò il progetto comune con la Fissore; nel 1999 venne definitivamente abbandonato.

[modifica] Il marchio Isotta Fraschini

Il marchio Isotta Fraschini è stato in seguito rappresentato dalle seguenti realtà economico-sociali:

  • Isotta Fraschini Motori S.p.A., con sede legale a Bari, attiva in campo motoristico, con la produzione di motori marini.
  • Isotta Fraschini Milano s.r.l., con sede legale a Milano, attiva nel settore dei veicoli (escluso motori), nonché produzione e commercializzazione di beni di lusso.
  • The Isotta Fraschini Foundation, denominata Intrepida Fides dall'acronimo coniato da Gabriele D'Annunzio, con sede legale a Milano. Fondazione di partecipazione, costituita dalla Isotta Fraschini Milano s.r.l.

[modifica] Veicoli

Automobili da strada

Automobili da competizione

Autocarri

Filobus

[modifica] Note

  1. ^ Dessì F., Canestrini G., Pagano M., Storia illustrata dell’auto italiana, Vol I, Milano, Giumar di Pietro De Martino e C. 1961

[modifica] Bibliografia

  • Dessì F., Canestrini G., Pagano M., Storia illustrata dell’auto italiana, Vol I e II, Milano, Giumar di Pietro De Martino e C. 1961 - 1962

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • Sito ufficiale della Isotta Fraschini Milano S.r.l. e della Fondazione Culturale Isotta Fraschini
  • Sito ufficiale della Isotta Fraschini Motori S.p.A.
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