Teucrium chamaedrys

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Camedrio comune
Teucrium chamaedrys ENBLA01.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteride
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Teucrium
Specie T. chamaedrys
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi I
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Nomenclatura binomiale
Teucrium chamaedrys
L., 1753
Sinonimi

Teucrium veronicifolium(Salisb.)
Teucrium albarracini(Pau.)
Teucrium fagetorum (Klokov (1960)
Teucrium officinalis (Lam.) (1779)
Teucrium pinnatifidum Sennen (1928)
Teucrium pseudochamaedrys Wenderoth
Teucrium pulchrius Juz.
Teucrium stevenianum Klokov.

Nomi comuni

Erba querciola
Calamandrea
Erba viva
Calandrina

Il Camedrio comune (nome scientifico Teucrium chamaedrys L.) è un piccolo arbusto suffruticoso, sempreverde perenne dai delicati fiori profumati e colorati di rosa appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Si dice che il nome del genere della pianta derivi da Teucro, mitico re di Troia figlio di Scamandro (divinità fluviale) e della Ninfa Idea, che per primo sperimentò le proprietà medicinali di alcuni vegetali tra cui la nostra pianta. In realtà la pianta in questione, secondo Dioscoride, è “Teukrion”, ma è Linneo che riprese tale nome cambiandolo in “Teucrium”.
Nell'Italiano volgare questo nome venne tradotto in “Teucrio”, poi sostituito dal nome attuale: “Camedrio”.
Il nome specifico (in latino) si riferisce ad una specie di quercia le cui foglie hanno una forma simile a quelle della nostra pianta.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La forma di crescita della pianta è suffruticosa, mentre la forma biologica è camefita fruticosa (Ch suffr): sono piante perenni con fusti legnosi alla base ma erbacei nella parte aerea, ma sempre di modeste dimensioni.

Radici[modifica | modifica sorgente]

L'apparato radicale possiede un gracile rizoma con molte radichette. Inoltre la parte ipogea del fusto (essendo lignificata ed avendo perso le foglie più basse) radica facilmente con l'emissione di radici avventizie.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Il fusto è peloso e legnoso alla base con portamento ascendente. La pianta è cespitosa quindi nel suo insieme presenta numerosi fusti semplici. Altezza massima della pianta: 30 cm.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie sono pubescenti e sono in disposizione opposta (inserite sul fusto a 2 a 2) ed hanno la forma ovata - spatolata oppure oblungo - cuneata (si restringe a cuneo alla base) con i margini crenati – dentati (5 – 8 denti o lobuli per lato). Le foglie inferiori sono brevemente picciolate (3 – 6 mm), mentre quelle superiori sono sessili ed intere. La pagina superiore della foglia è di colore verde brillante, lucido ed è nervata mentre quella inferiore è più pallida. Inoltre le foglie se stropicciate (sono lievemente coriacee) emettono un delicato aroma di aglio. Dimensione delle foglie: larghezza 7 – 10 mm; lunghezza 13 – 25 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Infiorescenza terminale

L'infiorescenza è un denso spicastro composto da fiori disposti unilateralmente e da brattee lunghe quanto i fiori stessi ma più piccole delle foglie sottostanti. I fiori sono numerosi (da 2 a 6) in densi verticillastri e sono posizionati all'ascella delle foglie superiori (brattee) con brevi peduncoli.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

Fiore bilabiato

I fiori sono ermafroditi.

  • Calice: il calice è tubuloso (attinomorfo e gamosepalo ), spesso è arrossato, appena bilabiato, pentadentato (a 5 denti) e peloso: i denti sono molto uguali tra loro e di forma lanceolata - triangolare. Lunghezza totale del calice: da 6 a 8 mm; quella dei denti è circa 2/3 del tubo.
  • Corolla: la corolla (zigomorfa e gamopetala ) è tubulare e di colore roseo – porporino (in alcune varianti è giallo pallida quasi biancastra, ma raramente); è lunga da 1 a 1,5 cm ed è bilabiata, ma mentre il labbro inferiore è molto evidente (ed è vagamente trilobato, o più esattamente crenato - ondulato), quello superiore (con 2 lobi laterali ripiegati verso il basso e 2 verso l'alto) è appena visibile. I nettarii sono molto ricchi di zucchero e sono disposti in circolo tutto intorno all'ovario in modo irregolare.
  • Androceo: gli stami sono 4 e sporgenti dalla corolla e didinami (il paio posteriore è più breve degli altri); le antere sono biloculari.
  • Gineceo: l'ovario è semi – infero, mentre lo stigma è bifido a lacinie quasi uguali e divergenti;
  • Fioritura: da giugno ad settembre
  • Impollinazione: tramite api, è una pianta mielifera.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 acheni ovoidali (tetrachenio) racchiusi nel calice che è persistente. La superficie del frutto è papillosa.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Geoelemento: l'origine corologica della pianta è definita come Euri.-Medit. : si tratta di un areale centrato fondamentalmente sulle coste mediterranee, ma con propaggini che possono arrivare verso nord (Europa centrale) e verso est (paesi slavi).
  • Diffusione: si trova in buona parte dell'Europa, in Asia minore e Africa settentrionale. In Italia è diffusa su tutto il territorio e può essere considerata una pianta spontanea della nostra flora.
  • Habitat: prati aridi, boschi radi (di pino e di quercia – leccete e quercete xerofile) e pendii rocciosi (sfasciumi di roccia). Vegeta principalmente su suolo calcareo.
  • Diffusione altitudinale: dal piano a 1700 m s.l.m..

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il genere Teucrium si compone di un centinaio e più di specie, una quindicina delle quali vive in Italia. Nelle classificazioni più vecchie la famiglia del genere Teucrium è chiamata Labiatae.
T. chamaedrys è soggetta a presentare dei caratteri morfologici differenti a seconda della zona di ubicazione. In particolare la polimorfia si evidenzia nel tomento e la lobatura delle foglie. Le foglie ad esempio nella pagina superiore possono essere glabre o tomentose; i denti possono variare di forma (arrotondati o acuti), numero e lunghezza.
In riferimento all'habitat se le piante crescono in zone aride e molto soleggiate le foglie hanno una forma più vicina a quelle delle pennatosette, mentre se il luogo di crescita è ombroso, poco soleggiato e umido, la lamina fogliare si sviluppa più largamente e presenta dei denti appena visibili. Mentre nei soggetti che vegetano a quote alte (zone montane) i fusti sono molto pelosi con peli quasi ghiandolari.

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

Sono note le seguenti sottospecie:

  • T. chamaedrys subsp. albarracini (Pau) Rechinger fil. (1941)
  • T. chamaedrys subsp. chamaedrys
  • T. chamaedrys subsp. germanicum (F. Hermann) Rechinger fil. (1941)
  • T. chamaedrys subsp. illyricum (Borbàs & Bornm.) Degen (1937) (sinonimo = T. chamaedrys subsp. chamaedrys)
  • T. chamaedrys subsp. parviflorum Formànek (1895) (sinonimo = T. chamaedrys subsp. chamaedrys)
  • T. chamaedrys subsp. pectinatum Rechinger fil. (1941): foglie con 7 – 9 denti acuti per lato disposti a 90° rispetto al nervo centrale.
  • T. chamaedrys subsp. pinnatifidum (Sennen) Rechinger fil. (1941): le foglie sono pennatosette.

Ibridi[modifica | modifica sorgente]

Nell'elenco che segue sono indicati alcuni ibridi intraspecifici:

  • Teucrium x foucaudii Guilhot (1899): ibrido tra T. chamaedrys e Teucrium polium.
  • Teucrium x ruthenense Coste & Souliè (1894): ibrido tra T. chamaedrys subsp. germanicum e Teucrium rouyanum.

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

T. chamaedrys può essere chiamata con nomi diversi. L'elenco che segue comprende i sinonimi più frequenti:

  • Teucrium albarracini Pau (1887) ( = T. chamaedrys subsp. albarracini)
  • Teucrium fagetorum Klokov (1960) ( = T. chamaedrys subsp. germanicum)
  • Teucrium officinalis (Lam.) (1779) ( = T. chamaedrys subsp. chamaedrys)
  • Teucrium pinnatifidum Sennen (1928) ( = T. chamaedrys subsp. pinnatifidu)
  • Teucrium pseudochamaedrys Wenderoth (1826) ( = T. chamaedrys subsp. chamaedrys)
  • Teucrium pulchrius Juz.
  • Teucrium stevenianum Klokov
  • Teucrium veronicifolium Salisb. (1796) ( = T. chamaedrys subsp. chamaedrys)

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

  • Sostanze presenti: teucrioresina, scutellarina, colina, tannino. La pianta fornisce inoltre una essenza con una buona resa (0,6%) di colore giallo ed un particolare e caratteristico odore che contiene varie sostanze: pinene, canfene, borneolo, cariofillene.
  • Proprietà curative: in passato questa pianta veniva usata per le sue proprietà lassative (regola blandamente le funzioni intestinali), o carminative, o ancora digestive e stomachiche. Esternamente ad esempio si usava come astringente nella piorrea e nelle gengiviti (mucose orali infiammate). Tutti benefici comunque mai provati definitivamente mentre risulta essere una pianta epatotossica, ed il suo uso in qualunque forma è proibito dallo stesso Ministero della Salute (Firenzuoli, 2008).

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La nostra pianta veniva molto usata per la preparazione di liquori stomachichi a fondo amaro o nell'industria del vermouth e bevande in genere. Ora non più per una riconosciuta e comprovata tossicità di alcuni suoi componenti (diterpeni neoclerodanici) che possono provocare epatiti di vario tipo (disturbi al parenchima epatico).

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Il Camedrio è molto indicato per ornare la varie zone, sempre soleggiate, dei giardini rocciosi (scarpate, pendii sassosi o bordure). La moltiplicazione di questa pianta è abbastanza facilitata in quanto può avvenire sia per seme che per divisione dei cespi (in Primavera).

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Wolfgang Lippert Dieter Podlech, Fiori, TN Tuttonatura, 1980.
  • F. Bianchini A. C. Piantano, Tutto verde, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998.
  • Roberto Chej, Piante medicinali, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1982.
  • Maria Teresa della Beffa, Fiori di campo, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2002.
  • F. Firenzuoli. Fitoterapia. Elsevier Masson 4ª Ed., Milano, 2008
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 825.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 444, ISBN 88-506-2449-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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