Augusta Bagiennorum

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Augusta Bagiennorum
Resti del teatro romano
Resti del teatro romano
Civiltà Bagienni; Romani
Utilizzo città
Epoca I secolo a.C./IV secolo d.C.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Bene Vagienna
Dimensioni
Superficie 210000
Scavi
Date scavi fine ottocento/1925; ulteriori scavi negli anni seguenti
Archeologo Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie
Visitabile
Riserva speciale di Benevagienna
Tipo di area Riserva Naturale Speciale
Codifica EUAP EUAP0363
Stati Italia Italia
Regioni Piemonte Piemonte
Province Cuneo Cuneo
Superficie a terra 243,00 ha
Provvedimenti istitutivi L.R. 32, 23.06.93
Gestore Ente di gestione del Parco naturale del Marguareis

Augusta Bagiennorum è il nome dato dai Romani all'antica città corrispondente all'odierna Bene Vagienna, oppidum del popolo dei Liguri[1] Bagienni, i quali occupavano il territorio compreso tra il Po e il Tanaro, corrispondente a circa i due terzi dell'attuale provincia di Cuneo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città antica era situata a circa 2 km da quella odierna e sorgeva nell'odierna frazione di Roncaglia, una zona pianeggiante delimitata a sud-est dalla valle del torrente Mondalavia, affluente del Tanaro, e a nord-ovest dalle colline che delimitano più oltre la valle della Stura di Demonte.

L'area archeologica della città è sottoposta a tutela fin dal 1933[senza fonte]. Nel 1993 vi è stata inoltre creata una riserva speciale di 243 ha[2][3], attualmente gestita dall'Ente di gestione del Parco naturale del Marguareis [4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Bagienni [5] avevano come capitale la zona della città che, ai tempi dei Romani, fu chiamata Julia Augusta Bagiennorum (ora Bene Vagienna). Cacciati dalle popolazioni celtiche, e in particolar modo dai Boi, che distrussero il centro ligure, si spinsero nella Val Trebbia in Emilia-Romagna nella zona di Bobbio dove fondarono un loro centro (si sono trovati reperti in zona). Furono conquistati dai Romani verso la metà del II secolo a.C. e poi inglobati nell'impero romano.

In epoca romana quindi, si ebbe la rinascita del centro che fu caposaldo dell'urbanizzazione e dello sfruttamento agricolo del territorio insieme ai centri di Pollentia (Pollenzo) e di Alba Pompeia (Alba), collocati ai vertici di un triangolo e lungo i tracciati viari più importanti. La fondazione romana, non sorta su un precedente insediamento, risale probabilmente all'epoca di Augusto, alla fine del I secolo a.C., insieme a quella di Augusta Taurinorum (Torino) e di Augusta Praetoria (Aosta). Nell'anno 2000 il Comune di Bene Vagienna festeggiò il bimillenario dell'antica colonia romana di Augusta Bagiennorum, poiché la fondazione ufficiale fu fissata, per convenzione, proprio all'inizio del I secolo d.C.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I limiti della città erano segnati da torri situate agli angoli e alle porte di ingresso, mentre la cinta muraria doveva essere costituita da un semplice fossato (vallum) su tre lati, essendo il quarto, a sud-est, già difeso dal ripido pendio verso il torrente Mondalavia. Della città romana è noto a grandi linee l'impianto urbano (il sentiero che oggi percorre l'area sembra seguire il tracciato dell'antico decumano massimo) e resti di terme e abitazioni, oltre ad una parte del Foro cittadino[6]. Il Foro aveva portici con botteghe dalle pareti intonacate sui due lati lunghi; su uno dei lati corti sorgeva una basilica civile a tre navate, mentre su quello opposto si apriva un secondo spazio porticato sui tre lati, dominato da un tempio su alto podio e ha permesso di riconoscere più fasi costruttive tra il I e il IV secolo. Davanti al tempio è stato rinvenuto un altare, ancora in ciottoli e malta, e resti di sepolture a inumazione di epoca altomedioevale, successive all'abbandono.

A sud-est del Foro sono presenti un teatro con annesso quadriportico, al cui centro sono i resti di un basamento templare: sul podio fu edificata una piccola basilica paleocristiana con tre absidi (V-VI secolo), in seguito rimaneggiata (VII-VIII secolo).

Fuori dalla città si trovava un anfiteatro, non ancora scavato: una parziale indagine ha permesso di riconoscere il muro perimetrale esterno, muri radiali, avancorpi ad U con tracce di scale che dovevano salire ai piani superiori, e un corridoio voltato che portava direttamente all'arena. La tecnica di costruzione in opus incertum con ricorsi in laterizi suggerisce una datazione entro la prima metà del I secolo d.C.

Oltre l'attuale strada comunale per Roncaglia si conservano resti di una possibile struttura produttiva, costituita da più ambienti affacciati su una corte centrale, pavimentati in cocciopesto e canalette e scarichi di fornace (I-II secolo d.C.). Emergono dal terreno anche le strutture dell'antico acquedotto, a cui si addossa una chiesetta campestre, e di un monumento funerario quadrangolare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La città è citata da Plinio il Vecchio (Naturalis historia, III, 47 e 49) come oppidum ligure.
  2. ^ Legge regionale n.32 del 1993.
  3. ^ Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Elenco Ufficiale delle Aree Naturali Protette - 5º Aggiornamento 2003.
  4. ^ Legge regionale 29 giugno 2009, n. 19.
  5. ^ Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi 1983 - Bruna Boccaccia Bobbio Città d'Europa - Ed. Pontegobbo 2000 ISBN 88-86754-33-7 pag.8-9.
  6. ^ Il Foro e le torri ai limiti della città furono individuate dai benesi Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta, che tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo rimisero in luce numerose strutture affittando i terreni dai proprietari e poi le reinterrarono.[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]