Portofino

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Portofino
comune
Portofino – Stemma Portofino – Bandiera
Panorama di Portofino
Panorama di Portofino
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Sindaco Giorgio D'Alia (Lista civica "Tutti insieme") dal 16/05/2011
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°18′15.27″N 9°12′25.78″E / 44.304242°N 9.207161°E44.304242; 9.207161 (Portofino)Coordinate: 44°18′15.27″N 9°12′25.78″E / 44.304242°N 9.207161°E44.304242; 9.207161 (Portofino)
Altitudine 5 m s.l.m.
Superficie 2,56 km²
Abitanti 439[1] (31-12-2011)
Densità 171,48 ab./km²
Comuni confinanti Camogli, Santa Margherita Ligure
Altre informazioni
Cod. postale 16034
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010044
Cod. catastale G913
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 414 GG[2]
Nome abitanti portofinesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo prima domenica di aprile
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Portofino
Posizione del comune di Portofino nella provincia di Genova
Posizione del comune di Portofino nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Portofino (Pòrtofin /pɔrtuˈfiŋ/ in ligure[3]) è un comune italiano di 439 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria. Per la sua estensione amministrativa, è il territorio comunale più piccolo della provincia.

È considerato uno dei più caratteristici e pittoreschi borghi marinari del mondo.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune è situato nella parte occidentale del Golfo del Tigullio, in una baia ai piedi dell'omonimo promontorio, a circa 36 km ad est di Genova, segnando di fatto il confine geografico tra il Golfo Paradiso e il Tigullio.

Confina a nord con il comune di Santa Margherita Ligure, ad ovest con Camogli, e a sud e ad est è bagnato dal mar Ligure.

L'intero territorio comunale è compreso nel Parco naturale regionale di Portofino[4] e nell'Area naturale marina protetta Portofino.[5]

Il modo migliore per apprezzare le meraviglie del parco è quello di percorrere in sicurezza i suoi sentieri più caratteristici ed affascinanti, tutti adeguatamente segnalabili. Attraversandone la fitta rete di oltre 60 km, è possibile scoprire la ricchezza e la varietà degli ambienti naturali, dei panorami e dei complessi monumenti del promontorio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il borgo e il promontorio in una foto di Alfred Noack databile al 1865

Secondo Plinio il Vecchio, il borgo di Portofino fu fondato durante l'Impero romano col nome di Portus Delphini[6] dovuto, forse, per la grande popolazione di questi animali (i delfini) nel Golfo del Tigullio.

Fin dall'epoca longobarda nel territorio operavano i monaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio; essi in Liguria avevano sede oltre che a Genova anche nel levante, in zona si erano espansi da Pieve Ligure fino a Moneglia, con varie abbazie, monasteri e celle, fra le quali quella di Comorga nei pressi di Carasco e di San Fruttuoso di Capodimonte.

Il villaggio viene citato in un diploma del 986 di Adelaide del Sacro Romano Impero, moglie di Lotario II d'Italia, nella quale veniva ufficializzata la donazione del villaggio alla vicina abbazia colombaniana di San Fruttuoso (ora nel territorio comunale di Camogli). Un documento degli annali di Bernardo Marangone, del 1072, cita il fallimentare assalto della flotta navale di Pisa, atto contrastato vittoriosamente dagli stessi abitanti portofinesi.

Nel 1175 il piccolo borgo marinaro fu sottoposto al controllo amministrativo, assieme all'attigua Santa Margherita Ligure, del libero comune di Rapallo che acquistò i diritti sul borgo per 70 lire genovesi per conto dei consoli rapallesi.

A partire dal 1229 divenne parte integrante della Repubblica di Genova, così come l'intero territorio rapallese, ora sede della locale podesteria, divenendo quasi rifugio della marina mercantile genovese grazie al suo porto naturale.

Nel 1409, dopo l'allontanamento da Genova dell'imperatore Carlo VI di Francia, quest'ultimo vendette il borgo a Firenze, ma saranno gli stessi Fiorentini a restituire il territorio alla repubblica genovese.

La "piazzetta" in una fotografia di fine Ottocento

Durante il XV secolo subì diversi passaggi di amministrazione delle più potenti famiglie feudali del tempo; nel 1425 divenne possedimento della famiglia Fregoso - nella persona specifica di Tomaso Fregoso, già doge della Repubblica di Genova e signore di Sarzana - infeudando il borgo per cinque anni. Dal 1430 furono gli Spinola i signori del feudo, alla guida di Francesco Spinola, ottenendo il governo del paese per ben quindici anni. Nel 1445 Portofino fu sottratto agli Spinola da Giovanni Antonio Fieschi, secondo gli storici per puro atto dimostrativo, poiché fu lo stesso Fieschi a riconsegnare in tempi brevi il borgo ai Genovesi.

Fu ancora un discendente della famiglia Fregoso, Pietro, ad ottenere dal 1459 un breve periodo di governo del paese.

L'alleanza politica e soprattutto militare tra gli Adorno e i Fieschi con il duca di Milano Francesco Sforza porteranno, nel 1513, ad un vero e proprio assedio del borgo. Prontamente la repubblica genovese, con un contingente di circa 4.000 unità, riuscì a riportare la supremazia genovese in paese sconfiggendo, tra l'altro, gli uomini dell'ammiraglio Andrea Doria corsi in aiuto via mare al castellano Filippino Fieschi.

Dopo la congiura dei Fieschi del 1547 il territorio fu preso da Andrea Doria. Dal 1608 venne inserito nei territori del capitaneato di Rapallo.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Portofino rientrò nel III cantone, capoluogo Santa Margherita, della Giurisdizione del Tigullio e dal 1803 centro principale del II cantone del Golfo del Tigullio nella Giurisdizione dell'Entella. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel V mandamento di Rapallo del Circondario di Chiavari della provincia di Genova.

Durante la seconda guerra mondiale nella vicina località detta "Olivetta" furono fucilati, nella notte del 2 e 3 dicembre del 1944, venti partigiani dai soldati fascisti, comandati da Siegfried Engel; tale evento è ricordato dagli storici come "L'eccidio dell'Olivetta".[7]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Portofino-Stemma.png
Portofino-Gonfalone.png
« Castello in mattoni grigi con sfondo di azzurro chiaro come cielo ed azzurro intenso come mare alla base del castello, con delfino che nuota, il tutto contornato da rami di pino e pigne sormontato da una corona grigia »
(Descrizione araldica dello stemma[8])
« Drappo partito di azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma, castello grigio con sfondo bianco e mare azzurro alla base con un delfino che nuota, con l'iscrizione in giallo centrata in alto: COMUNE DI PORTOFINO. Cordoni dorati in basso, ed un delfino grigio nella parte in basso a sinistra »
(Descrizione araldica del gonfalone[8])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Eremo o romitorio di Sant'Antonio di Niasca nell'omonima località. Ubicato all'interno della valletta del Niasca tra la località di Paraggi e Portofino, raggiungibile solo attraverso un sentiero boschivo, fu costruito nel XIII secolo ed in seguito ampliato nel corso del XIX secolo; il sito è citato in un documento del 1318[9]. Nel 2010 è nuovamente visitabile dopo un restauro curato, tra gli altri enti, dall'Ente Parco di Portofino.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale di Portofino è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale e geologico. Il sito è collocato tra i fondali dei comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure dove è segnalato un particolare habitat formato da praterie di posidonia oceanica, formazioni coralline e grotte semi oscure. Tra le specie animali sono presenti i pesci Epinephelus marginatus, Gobius luteus, Sciaena umbra, Sciaena mediterraneus, Sciaena ocellatus, Thalassoma pavo; le gorgonie Paramuricea clavata ed Eunicella verrucosa; i poriferi Spongia agaricina e Spongia officinalis; il mollusco Spondylus gaederopus e il corallo rosso Corallium rubrum.[10]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[12] i cittadini stranieri residenti a Portofino sono 35, pari al 7,97% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, ma con scarsi risultati al 2010. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Portofino[13] 12.4% 12.3% 11.3% 12.3% 12.4% 12.64%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Casa decorata in stile genovese nella celebre "piazzetta" del borgo

Media[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel golfo del Tigullio e a Portofino in particolare sono state girate negli anni novanta diverse pellicole cinematografiche italiane e straniere. Nel 1992 il borgo è stato il set per alcune scene del film Un incantevole aprile - ambientato negli anni venti - del regista Mike Newell con protagonisti diversi attori quali Miranda Richardson.

Sempre nel 1992, la famosa località ligure compare in alcune scene iniziali di Sognando la California, film dei fratelli Vanzina, con Maurizio Ferrini, Antonello Fassari, Nino Frassica e Massimo Boldi.

Nel 1995 i registi Michelangelo Antonioni e Wim Wenders scelsero il borgo rivierasco come sfondo del film erotico-sentimentale Al di là delle nuvole con John Malkovich e Sophie Marceau. Portofino ha inoltre ospitato negli anni duemila i cast della soap opera americana Beautiful e di quella italiana CentoVetrine girando alcuni episodi delle serie televisive.

Una "Portofino" è stata "ricreata" negli Stati Uniti al Portofino Bay Resort degli Universal Studios di Orlando, in Florida.

Il borgo di Portofino e altri scorci della rivera ligure hanno ispirato i creatori del film d'animazione della Pixar - Cars 2 - quale scenario animato della tappa italiana di "Porto Corsa".

Nel 2013 Portofino è stata il set per alcune scene del film The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese.[14]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Scorcio del molo e della scogliera

Ospita importanti manifestazioni turistiche e culturali che vedono la partecipazione di importanti personalità del mondo della cultura e dello spettacolo.

Persone legate a Portofino[modifica | modifica sorgente]

« Portofino

Un piccolo villaggio che si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino... »

(Guy de Maupassant - Stralcio di una dedica al borgo del 1889)

Economia[modifica | modifica sorgente]

Dal tempo del grande afflusso di ospiti stranieri - dapprima britannici e quindi tedeschi - nei primi anni del Novecento l'economia di Portofino è strettamente legata al turismo. La locale "Piazzetta" sulla quale si affacciano i locali pubblici di ristoro, negozi, boutique e altre attività commerciali è stata nel luglio del 2012 riconosciuta come Locale storico d'Italia[16], primo e unico attestato rilasciato dall'omonima associazione, per il suo valore storico e culturale.

Il comune e i suoi dintorni sono un'importante meta turistica, soprattutto per i flussi stranieri che segnalano la località per essere una fra le più gradevoli fra i porti del Mar Mediterraneo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La scogliera a picco sul mare del promontorio portofinese

Strade[modifica | modifica sorgente]

A Portofino ha termine la strada provinciale 227 che permette l'unico collegamento carrabile con la vicina Santa Margherita Ligure. Un antico percorso pedonale, sulle alture, percorre il tragitto in forma non carrabile e permette inoltre il collegamento con vari comuni limitrofi tramite ramificazioni.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Santa Margherita Ligure-Portofino è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Ferrovia Genova-Pisa.

Linee marittime[modifica | modifica sorgente]

Alternativa può essere il battello con partenze quasi ogni ora dalla passeggiata a mare di Rapallo con scalo a Santa Margherita Ligure. Qui effettua una piccola sosta necessaria allo sbarco e imbarco dei passeggeri per poi proseguire verso il borgo. Vi sono inoltre collegamenti anche con Camogli, la baia e relativa abbazia di San Fruttuoso e Genova.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Dal comune di Santa Margherita Ligure un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Portofino.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1975 1980 Roberto D'Alessandro Sindaco
1980 1985 Roberto D'Alessandro Sindaco
1985 1990 Augusto Gazzolo Sindaco
1990 1995 Giovanni Artioli Lista civica "Portus Delphyni" Sindaco
1995 1999 Giovanni Artioli Lista civica "Portus Delphyni" Sindaco
1999 2004 Giovanni Artioli Lista civica "Portus Delphyni" Sindaco
2004 2009 Giorgio Devoto Lista civica "Portus Delphyni" Sindaco
2009 26 ottobre 2009 Giorgio D'Alia Lista civica "Portofino tutti insieme" Sindaco [17]
27 ottobre 2009 16 maggio 2011 Gabriella Bruzzone Commissario prefettizio [18]
2011 in carica Giorgio D'Alia Lista civica "Tutti insieme" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Portofino è gemellata con:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Uno dei Boeing 747-243B Alitalia, con la sigla identificativa I-DEMF, era denominato Portofino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Approfondimenti sul sito del Parco naturale regionale di Portofino.
  5. ^ Approfondimenti sul sito dell'Area Marina Protetta di Portofino
  6. ^ Fonte dal sito del Comune di Portofino - Storia
  7. ^ Approfondimenti sul sito dell'Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea
  8. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Fonte dal sito del Parco naturale regionale di Portofino. URL consultato il 9 dicembre 2011.
  10. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  13. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  14. ^ La troupe di Martin Scorsese a Chiavari http://portofinonews.it/, 14 giugno 2013
  15. ^ a b c http://www.portofino.it/magazine/la-storia-e-le-leggende/quando-gli-inglesi-arrivarono-a-portofino.html Fonte dal sito Portofino.it
  16. ^ La Piazzetta di Portofino locale storico d'Italia. URL consultato il 10 luglio 2013.
  17. ^ Su ricorso del secondo candidato, Roberto D'Alessandro, per presunte irregolarità di voto, il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto la richiesta di annullamento delle votazioni del 6 e 7 giugno 2009 con sentenza del 22 ottobre e depositata il 24 ottobre
  18. ^ Sciolta la giunta comunale il 26 ottobre, il giorno successivo è stato nominato il commissario prefettizio Gabriella Bruzzone dalla prefettura di Genova, evento amministrativo mai accaduto nella storia comunale del borgo. Il commissario guiderà l'ente comunale fino alle elezioni amministrative del 2011

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Il teatrino
L'eremo di Sant'Antonio di Niasca
  • Bertollo Alfredo, Amore inglese a Portofino. I Brown nel Tigullio: la diplomazia, la nobiltà, la cultura, l'alta borghesia tra fine 19° e inizi XX secolo, 1994.
  • Delpino Marco, Il monte di Portofino, patrimonio dell'uomo per l'umanità: le sue origini, la sua storia.
  • Rotta Alessandra, Per una ricognizione dei beni culturali del monte di Portofino: l'abbazia di S.Fruttuoso e il suo territorio dal XVI al XIX secolo, 1987.
  • Rotta Alessandra, I mulini dell'Acquaviva: sul monte di Portofino, 1988.
  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio
  • Anonimo (ma Da Prato C.). Saggio storico civile-religioso del Comune di Portofino nella Riviera Ligure Orientale dedicato a sua Ecc. Reverendissima Monsignor Salvatore Magnasco Arcivescovo di Genova. Tip. delle Letture Cattoliche, Genova, 1876.
  • Bariletti A.N., Medri G. Il monte di Portofino. SAGEP Ed. Genova, 1972
  • Bazzoni R. e Magnifico M. (a cura di). Le guide FAI. San Fruttuoso di Capodimonte. L’ambiente, il monumento. Electa, Milano, 1990.
  • Fedferrari (a cura di). La fortezza di S. Giorgio. Notizie storiche a cura di F.. Ed. Azienda Auton. di Sogg. Portofino. Tip. AGIS Stringa, Genova, 1966.
  • Giacobbe C. (a cura di). S. Nicolò di Capodimonte. Tip. Moderna, Chiavari, s.d.
  • Gotta S. Portofino. Cenni storici di S.G.. Ed. La Gritta, Portofino, 1964.
  • Garroni Carbonara V. Portofino e la costa da Nervi a Zoagli. SAGEP Ed., Genova, 1979
  • Dioli F. e Leali Rizzi T. Un monastero, una storia: San Fruttuoso di Capodimonte dalle origini al XV secolo. Genova, 1985
  • Dioli F. e Leali Rizzi T. Storie di pirati e di fortezze: i Doria e San Fruttuoso dal XVI al XIX secolo con note archeologiche. Genova, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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