Cogoleto

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Cogoleto
comune
Cogoleto – Stemma
Panorama aereo da Strada Romana
Panorama aereo da Strada Romana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Anita Venturi (lista civica di centro-sinistra Uniti per Cogoleto) dal 16/05/2011
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°23′22.44″N 8°38′46.26″E / 44.389567°N 8.646183°E44.389567; 8.646183 (Cogoleto)Coordinate: 44°23′22.44″N 8°38′46.26″E / 44.389567°N 8.646183°E44.389567; 8.646183 (Cogoleto)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 20,36 km²
Abitanti 9 137[1] (31-12-2011)
Densità 448,77 ab./km²
Frazioni Lerca, Sciarborasca, Pratozanino
Comuni confinanti Arenzano, Sassello (SV), Varazze (SV)
Altre informazioni
Cod. postale 16016
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010017
Cod. catastale C823
Targa GE
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 517 GG[2]
Nome abitanti cogoletesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cogoleto
Posizione del comune di Cogoleto nella provincia di Genova
Posizione del comune di Cogoleto nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Cogoleto (IPA: [kogoˈleto][3][4], Cogoêuo o Coghêuo in ligure[5]) è un comune italiano di 9.137 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Situato nel ponente della riviera ligure, è il nono comune della provincia per numero di abitanti[6].

Antico borgo di pescatori, navigatori e marinai[7][8][9], è oggi un centro turistico a vocazione balneare. In passato è stato sede di industrie chimiche e siderurgiche, tra le quali la Tubi Ghisa SpA e la Luigi Stoppani SpA, e di fornaci per la produzione di calce[7][8][10][11][12]. In tempi più recenti ha dirottato la sua economia dall'industria al turismo[8][12][13][14].

Secondo la tradizione locale, sostenuta anche da alcuni storici, il borgo diede i natali al celebre navigatore Cristoforo Colombo[8][10][11].

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Liguria.
Panorama costiero

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Cogoleto si trova lungo la costa della riviera ligure di ponente, a circa 28 km ad ovest di Genova, mentre le frazioni di Lerca, Sciarborasca e Pratozanino sono situate all'interno verso le montagne per un totale di 20,36 km2. Confina a nord con Sassello (SV), a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Varazze (SV) e ad est con Arenzano[15].

Alcuni piccoli torrenti attraversano il comune; i maggiori sono: il Lerone, il Rumaro e l'Arrestra. Nel territorio del comune si trova la vetta del monte Rama.

Il territorio comunale è compreso nel parco naturale regionale del Beigua[16].

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Le formazioni geologiche di Cogoleto appartengono all'unità paleografico-strutturale della zona Piemontese e fanno parte del complesso geologico denominato Gruppo di Voltri[17]. Nel territorio comunale sono presenti principalmente rocce effusive più o meno metamorfosate, composte in prevalenza da ofioliti a metamorfismo di tipo alpino[12]. Troviamo infatti serpentiniti, prasiniti e metagabbri, di origine vulcanica, e calcescisti[12]. A nord sono presenti anche dolomie e calcari dolomitici con intercanalazioni di calcari cristallini color bruno-nocciola[12]. A nord di Lerca sono presenti sedimenti trasgressivi del Pliocene, in prevalenza marne, marne argillose e conglomerati[12]. Inoltre si trovano anche depositi sabbiosi e ciottolosi terrazzati, anch'essi trasgressivi[12].

Il geologo Arturo Issel[18] evidenzia lo Scoglio, una roccia di breccia ofiolitica che riposa su scisto cristallino, situato in prossimità di villa Durazzo. Lo scoglio dà il nome alla località omonima, situata nella parte orientale del paese, sulla costa.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Varazze e Stazione meteorologica di Genova-Sestri Ponente.

Cogoleto, protetta dall'appennino ligure, è al contempo bagnata dal mar Ligure. Perciò gode di un clima particolarmente mite. Le temperature estive non sono eccessivamente alte e quelle invernali non sono affatto rigide. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990 della stazione meteorologica di Varazze, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,5 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +22,9 °C. La temperatura media annuale è pari a +15 °C. Da notare però che a Varazze le temperature sono leggermente superiori, con 1499 gradi giorno contro i 1517 di Cogoleto. Cogoleto appartiene alla zona climatica D[19].

VARAZZE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,0 11,5 13,9 17,3 20,9 24,4 27,2 27,0 24,5 20,3 15,2 12,6 11,7 17,4 26,2 20,0 18,8
T. mediaC) 7,5 8,0 10,4 13,5 16,9 20,4 22,9 22,8 20,3 16,2 11,7 9,1 8,2 13,6 22,0 16,1 15,0
T. min. mediaC) 4,0 4,6 6,8 9,7 12,9 16,3 18,6 18,5 16,1 12,2 8,2 5,6 4,7 9,8 17,8 12,2 11,1
T. max. assolutaC) 16,5 16,8 19,4 24,0 27,9 31,0 32,5 31,5 29,5 25,8 20,0 17,4 17,4 27,9 32,5 29,5 32,5
T. min. assolutaC) -2,6 -1,9 0,5 5,0 8,0 11,5 14,8 14,1 11,2 7,0 2,9 0,0 -2,6 0,5 11,5 2,9 -2,6

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Liguria.

Il toponimo[modifica | modifica sorgente]

Fornaci Loreto e Poggi per la calce

Nel documento più antico la località è menzionata con il nome Codoledo[10].

Per la derivazione del toponimo sono state avanzate alcune ipotesi.

  • Codoledo, luogo della mela cotogna (la coltivazione prevalente molti anni fa), sostenuta dalla professoressa Giulia Petracco Siccardi, dal professor Tiziano Mannoni, e dal dottor Nicola Rossi, studioso di storia locale[20].
  • Cogoreo, frase greco-latina che significherebbe in capo al fiume, con riferimento alla foce del fiume Arrestra. L'ipotesi è sostenuta da don Carraro, illustre studioso di toponomastica[8].
  • Altre teorie sono legate al concetto di "pietra", "roccia", dal latino cos, cotis[21][22][23].
  • L'ipotesi tradizionale farebbe invece derivare questo dalla contrazione della verbo latino coquere (cuocere) con il sostantivo greco lithos (pietra): coquere-lithos (cuocere la pietra), per la produzione di calce che veniva cotta nelle fornaci locali[7][11]. Questa ipotesi, di tradizione locale, è sostenuta dal dizionario toponomastico e dal cavalier Pietro Rocca[24].

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Hasta, cioè l'Arestra di Cogoleto secondo il cavalier Rocca, sulla tavola peutingeriana.

Nella Tavola Peutingeriana la zona di Cogoleto viene denominata Hasta: secondo gli studi e i sopralluoghi eseguiti dal cavalier Pietro Rocca[24] essa coinciderebbe con l'attuale Arrestra, la parte occidentale del paese confinante con Varazze, presso la quale i Romani avevano situato una stazione. Essa infatti dista esattamente 20 miglia, tappa ordinaria delle legioni, da Genova, e 7 miglia dalla vicina Ad Navalia, identificata con Varazze. Hasta sembrerebbe la traduzione romana del nome del torrente[8][11]. Hasta fungeva inoltre da crocevia, poiché si poteva proseguire per il Campo di Marte situato a nord di Varazze e quindi risalire verso Sassello, oppure scendere verso Ad Navalia, lungo la costa varazzina e proseguire verso Savona[11].

Nell'Hasta sorgeva un ponte romano[8] demolito dai bombardamenti del 21 giugno 1944 ed una cappella dedicata a santa Maria Maddalena, anch'essa non più presente[12].

La strada romana, identificata dal cavalier Rocca durante un sopralluogo che fece nel 1870, passava da Arenzano a Lerca, Sciarborasca, Hasta e, dopo il ponte, Varazze[8][11].

Periodo medioevale: testimonianze[modifica | modifica sorgente]

Il reperto storico più antico è un pluteo marmoreo bizantino con chrismon e croce (collocabile in un periodo compreso tra la fine del VI secolo e gli inizi del VII), rinvenuto nel 1878 nella zona dell'Hasta, utilizzato come palio d'altare. Secondo la storica Colette Dufour Bozzo[25], il pluteo venne anche riutilizzato in epoche successive e più vicine a noi in cui "l'iconografia cristiana viene privilegiata". Infatti è stato ritrovato nei luoghi dove sorgeva la cappella di santa Maria Maddalena[12]. Essa venne distrutta attorno al 1850 per ampliare gli opifici esistenti sulla riva sinistra dell'Arrestra[12]. Ora il pluteo è conservato nel palazzo comunale, esposto nella sala di rappresentanza[26].

La testimonianza scritta più antica relativa a Cogoleto è più tarda di qualche secolo al pluteo. Il primo documento inerente Cogoleto risaliva all'anno 1023, ma il testo giunto fino a noi è contenuto in un atto dell'anno 1039, redatto su pergamena[7]. In esso di parla di una donazione di terreni situati nella zona di Cogoleto, compiuta da due coniugi a favore della basilica di san Siro di Genova[7].

Scorcio di piazza del Fornaxin[7]

Nel 950 Berengario II fece appartenere Cogoleto al suo regno, che diede inizio alla costruzione del castello[11]. Il borgo fu compreso nella Marca della Liguria Occidentale e dal 1091 nel Marchesato di Savona di Bonifacio del Vasto. Nel 1096 alcuni cogoletesi diedero il loro apporto assieme ai savonesi alla prima crociata lanciata da papa Urbano II che fu vinta[11]. Dal XII secolo divenne feudo della famiglia di Bosco e di Ponzone sotto il controllo della podesteria di Varazze ed in seguito alla divisione interna rientrò nel Marchesato di Ponzone. Tra il 1241 e il 1242 nella confusione generale visse uno dei momenti più difficili. Infatti subì i giochi di Federico II, con Savona dalla propria parte, nemico di Genova, alleata del Papa[11]. Il confine tra le due potenze era il Lerone, ma Cogoleto lasciò entrare le truppe genovesi da Arenzano. Federico II contrattaccò, saccheggiando, depredando e dando fuoco alle case di Cogoleto[11]. Alla fine decise di ripristinare il confine naturale del Lerone[11]. Dal 1343 passò sotto la Repubblica di Genova che fece appartenere il paese nella podesteria di Voltri e in seguito nel 1570 nel capitaneato di Voltri[8].

Dal Seicento all'oggi[modifica | modifica sorgente]

Cogoleto in una incisione ottocentesca di William Brockedon

Nel 1638 ad Amsterdam veniva stampato da Gerardi Marcatoris Atlas Novus Mercator, (l'atlante ufficiale dell'epoca). La città di Cogoleto ha l'onore di essere identificata come Coguretto Christophori Columbi patria, la patria di Cristoforo Colombo[8]. Tra il 1700 e il 1797 appartenne al capitaneato di Voltri.

Con l'avvento della dominazione napoleonica - che causò la caduta della Repubblica di Genova - il territorio di Cogoleto rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento della Cerusa, con capoluogo Voltri, all'interno della Repubblica Ligure; dal 28 aprile 1798 divenne il capoluogo dell'VIII cantone della Giurisdizione di Colombo (cioè sotto Savona[8]) e dal 1803 centro principale del I cantone di Colombo nella Giurisdizione di Colombo. Durante l'invasione francese nell'aprile 1800 subì i violenti scontri tra l'esercito d'oltralpe e quello austriaco nella Battaglia di Cogoleto[11][27].

Soppressa la repubblica e annessa al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 il territorio di Cogoleto fu inserito nel Dipartimento di Montenotte[8] sotto la giurisdizione del circondario di Savona. Venne stabilito l'utilizzo della lingua francese per i documenti ufficiali e furono confiscati tutti i registri dall'autorità civile; per questo motivo molti di questi sono andati perduti. Sorse un albero della libertà presso la sede dell'autorità, il Palazzo Nazionale, nell'attuale piazza dei Bianchi[27].

Con la caduta di Napoleone Bonaparte il territorio fu inglobato nel Regno di Sardegna - così come stabilì il Congresso di Vienna - e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 Cogoleto fu compreso nel V mandamento di Varazze del Circondario di Savona della provincia di Genova. Nel 1927 il comune passò nella neo costituita provincia di Savona, ma il decreto reale n. 365 del 13 aprile 1933, firmato dal re Vittorio Emanuele III di Savoia, stabilì il definitivo passaggio di Cogoleto in provincia di Genova.

Il 30 ottobre 1943 dalle 12:25 subì un pesante bombardamento americano nel contesto della seconda guerra mondiale, nel quale persero la vita quindici persone[12], con età compresa tra i quattro e i settantadue anni[8].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Argentea, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[28] e in vigore dal 1º gennaio 2009.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Cogoleto-Stemma.png

Con la deliberazione del Consiglio Comunale datata 9 ottobre 1887, Cogoleto si è dotato di un proprio stemma[10][23]. Nel provvedimento di adozione lo stemma viene così descritto[29]:

Lo scudo propriamente detto è contornato da una striscia d'argento. Nella parte superiore dello scudo è segnata la Croce rossa in campo bianco essendo della città di Genova della cui Repubblica sempre fece parte questo Comune. Il campo dello scudo è di color verde essendo di eguale colore quello della Città di Varazze, della cui Podesteria fece parte questo Comune ai tempi della Genovese Repubblica. Nella parte inferiore dello scudo è segnato il mare, sulla cui riva è formato questo Paese di Cogoleto. Nel mezzo del campo dello scudo si eleva un castello d'antica costruzione in memoria di quello che già si ergeva su questo lido e da Ottone II di Germania nel mille duecento donato alla famiglia Colombo di questa terra. Sul Castello si posa una Colomba che porta nel suo becco l'anagramma XP° Ferens col quale si soleva segnare il divinatore del nuovo mondo, epperciò i due emblemi si riferiscono al ricordo di Cristoforo Colombo, dal quale questo Cogoleto per irrefragabili documenti a ragione è detto sua patria. Lo stemma viene coronato da una corona torrita, quale si conviene a un Comune composto di un numero di abitanti inferiore ai tremila. Tutto lo stemma è contornato da due rami d'alloro. In calce sono segnati i colori del Vessillo Nazionale, e su questi il nome del Comune.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di Santa Maria Maggiore. Risalente al 1877, è situata nei pressi dell'omonimo lungomare di Cogoleto[8][10][12] ed è dedicata alla Natività di Santa Maria Santissima. Fu progettata dall'architetto Maurizio Dufour, il quale svolse il suo incarico senza essere retribuito; alla sua costruzione partecipò attivamente tutta la popolazione[30].
  • Oratorio di San Lorenzo. Edificio molto antico, sorto probabilmente nel XIII secolo, è ubicato presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore[8][10][12]. Il ruolo dell'oratorio fu molto importante per la popolazione cogoletese grazie anche alla presenza della Confraternita di San Lorenzo, quest'ultima, fondata presumibilmente attorno al 1300.
  • Chiesa di San Sebastiano. Risalente alla metà del XVI secolo fu eretta dagli abitanti stessi a seguito, secondo la tradizione locale, della presunta scomparsa della pestilenza ad opera del santo[8]. Nel 1835 l'ente comunale adibì tali locali come sede del lazzaretto locale, a causa della violenta malattia del colera che flagellò la vicina Genova; al termine di tale epidemia la cappella, adibita ad una provvisoria struttura sanitaria, fu chiusa e di fatto abbandonata[8]. Nel 1912 l'edificio fu completamente demolito e, grazie all'interessamento dell'allora parroco locale e dell'intera cittadinanza, ricostruito ex novo così come si presenta oggi[8][12]. I lavori di riedificazione si conclusero nel 1915 e, nonostante i fragori della prima guerra mondiale, una solenne cerimonia il 10 agosto inaugurò la nuova chiesetta[8]. Gli affreschi sono opera del professor Ettore Mazzini[8].
  • Cappella di Santa Maria Maddalena. Fu distrutta attorno al 1850 per ampliare gli opifici esistenti sulla riva sinistra dell'Arrestra[10][12].
  • Cappella di San Rocco. Fu costruita nel 1680 e distrutta nel 1810 per la costruzione della strada provinciale Genova-Savona presso il torrente Lerone. Poiché Cogoleto fu preservata dalle epidemie di peste levantina del 1756-1757 e del 1835 e, secondo i contemporanei, ciò avvenne grazie all'intercessione di Maria Santissima e di san Rocco, il 15 novembre 1885 venne ordinata dal sindaco Bianchi la ricostruzione della cappella[8][11][23][31]. I cogoletesi fecero voto solenne di visitarla in processione ogni 21 novembre, ma ora non è più presente.
L'antica cappella di San Sebastiano in una fotografia del 1908[12]
  • Monastero di San Pietro. Di esso si è persa ogni traccia visibile. È citato in una pergamena molto deteriorata e quasi illeggibile datata 1356[7]. Probabilmente sorgeva nella zona di Villa Bianchi[13], al largo della quale vi è una secca molto pescosa, denominata di San Pietro.
  • Cappella della Madonnina. Edificio di piccole dimensioni, restaurato ed ampliato nel corso del XX secolo, situato nella località omonima compresa tra lo Scoglio e il fiume Lerone[12].
  • Cappella di Villa Nasturzio. Piccola cappella non più esistente collocata nei pressi di Villa Nasturzio[12].
  • Chiesa di San Bernardo. È la chiesa parrocchiale della frazione di Lerca[8]. Fu ricostruita nel 1924[11] ed è dedicata a san Bernardo, patrono della località.
  • Cappella di Sant'Anna. È situata a Lerca, nel Poggio omonimo[11].
  • Chiesa di Sant'Ermete. È la chiesa parrocchiale della frazione di Sciarborasca[8]. Danneggiata gravemente durante la seconda guerra mondiale, venne completamente ricostruita negli anni sessanta per opera del parroco don Francesco Pastorino grazie al contributo dei compaesani emigrati in America[8].
  • Chiesa di Santa Maria Addolorata. Ubicata presso l'ex ospedale psichiatrico di Pratozanino[32], è ispirata allo stile gotico[12]. Fu benedetta il 12 ottobre 1934[12] ed è stata affrescata da Gino Grimaldi. Gli affreschi, a causa di una scarsa manutenzione, sono stati parzialmente deteriorati dall'umidità.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Casa Nazionale, antica sede della municipalità.

Il centro storico è costituito essenzialmente da una via interna (via Rati e via Cristoforo Colombo) lungo la quale sono visibili molti edifici serrati tra loro e distanziati da vicoli e piazzette che si affacciavano sul mare, chiamate scali, che consentivano ai marinai di salpare e di tirare in secco le imbarcazioni[10]. Gli edifici più antichi, che si potrebbero far risalire al X secolo[11], sono situati tra il rivo Terroso (Terrusso), che scorre sotto piazza Antonio Giusti[12], e la chiesa di Santa Maria Maggiore.

  • Sede municipale. Sorto al posto del palazzo Rati del XIX secolo, la sede municipale fu progettata da Piero Gambacciani negli anni settanta del Novecento[14].
  • Casa Nazionale. Antica sede dell'autorità, presso l'attuale piazza dei Bianchi, fu costruita tra il 1695 e il 1722[27]. Sul lato che si affaccia sul lungomare Santa Maria vi è una lapide in memoria del bombardamento della marina inglese con una palla di cannone dell'11 aprile 1800 nella battaglia di Cogoleto[27].
  • Casa di Cristoforo Colombo. Si trova in via Rati[10]. Il decoro della facciata fu realizzato a partire dal 1650 su commissione del sacerdote Antonio Colombo, discendente della famiglia[10] Fu visitata da molti personaggi illustri quali i principi di Savoia (nel 1857), poeti e scrittori, anche stranieri[8][10].
  • Villa Nasturzio. Un tempo casa colonica, in località Arestra, era sede di una fabbrica di cioccolato. All'esterno, nel giardino, vi era una piccola cappella. Attualmente è la sede della biblioteca civica "Edoardo Firpo", della banda musicale "Città di Cogoleto" e di due associazioni[10]. Antistante la villa sono presenti giardini pubblici.
Villa Bianchi
  • Villa Giuseppa Rossello. Un tempo villa Biamonti della seconda metà del XIX secolo fatta costruire dall'omonima famiglia di imprenditori locali[13], dopo essere stata residenza di alcune Suore della Misericordia[12][13], è stata venduta a privati. Il parco invece è pubblico[10].
  • Villa Durazzo. Storica ed artistica villa dell'omonima famiglia, che la fece costruire nel XVII secolo[33]. Si trova nella zona dello Scoglio[14].
  • Villa Divin Redentore. Edificio fatto costruire vicino alla foce del fiume Arrestra nella seconda metà del XIX secolo dagli imprenditori Sbertoli che davano il nome alla villa[13]. Ribattezzata villa Divin Redentore, ospita attualmente un pensionato gestito da alcune suore carmelitane[13].
  • Villa Bianchi. Villa del XIX secolo costruita dalla ricca famiglia omonima locale[13], è situata in località Isorella, a levante rispetto al centro abitato, prima di villa Durazzo[13]. Il 4 giugno 1944 fu bombardata da otto bombe[34].
  • Villa Centurione. Antica villa patrizia dei marchesi Centurione-Scotto nascosta dalla vegetazione situata vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore. Il piccolo parco ottocentesco con alberi secolari e folto sottobosco costituisce una zona di rara bellezza[35]. Attualmente ospita l'Hotel Sereno[36].
  • Villa Baglietto. A ponente del torrente Rumaro, fu la residenza principale del benefattore locale cavalier Nino Baglietto che, per sua volontà, divenne casa di riposo per anziani[8][13].
  • Ospedale civile Marina Rati. La patrizia Marina Rati, sposata con il savonese Carlo Pico, il 10 maggio 1832 lasciò tutti i suoi beni per la creazione di uno spedale d'infermi e di convalescenti nel Comune di Cogoleto[11]. Temporaneamente il primo ricovero per ammalati continuò a essere il palazzo Rati, residenza ottocentesca della famiglia, dove in precedenza un parente di Marina, il chirurgo Gian Luigi Rati, aveva prestato il suo servizio[11]. Il progetto dell'ingegner Alessandro Bianchi, sindaco di Cogoleto, approvato nel 1884[11], fu realizzato nel 1895[14]. Attualmente è adibito in parte a poliambulatorio ed in parte a residenza popolare.
  • Beuka cottage. Cottage in stile inglese fatto costruire nella fine del XIX secolo dal benefattore locale cavalier Nino Baglietto[12], ricco signore che aveva acquistato l'intera collina del Beuca[13] nel quale era solito ricevere personaggi dell'epoca e politici importanti, tra i quali Paolo Boselli e l'ammiraglio Giovanni Bettolo[12]. Al servizio del cottage c'erano 15 persone[12].

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

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Torre del Parasco
Torre di difesa fatta costruire dalla famiglia Ansaldo
Torre del Solaro, un tempo Torre Giare.

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento a Cristoforo Colombo. È situato in piazza Giusti[10]. Il busto marmoreo è stato presentato al municipio dallo scultore Domenico Vassallo nel 1864[8]. Ricevuta l'approvazione municipale, gli venne commissionata l'esecuzione di un basamento secondo il progetto dello scultore stesso. Si costituirono due commissioni, una a Cogoleto e una a Buenos Aires, nella quale vivevano molti emigrati cogoletesi, con lo scopo di raccogliere i fondi necessari per le spese[8]. Il monumento fu inaugurato il 26 agosto 1888[8]. Attualmente è composto da una gradinata in serpentino estratta lungo l'Arrestra e da un basamento in granito di Baveno di circa 90 centimetri sulla quale posa una colonna a base quadrata in marmo che sostiene il busto di Cristoforo Colombo, anch'esso in marmo[8]. Sono presenti inoltre due cavalli marini alati a fianco alla colonna ed alcuni emblemi marini che decorano il monumento[8].
Monumento ai caduti
  • Monumento ai caduti. In largo della Pace, il monumento ricorda i cittadini militari e civili caduti e dispersi nella guerra 1940-45, la seconda guerra mondiale[27].
  • Monumento ai caduti del mare. Inaugurato il 25 ottobre 2008, si trova nei giardini di piazza Giovanni XXIII e ricorda i caduti in mare[10].

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amoco Milford Haven.
Verde pubblico in località Arestra

Cogoleto è stato un paese prevalentemente industriale. Alcune fabbriche presenti hanno inquinato il territorio, ma i danni ora sono abbastanza ridotti. Grazie ad una coscienza ambientale più diffusa tra i cittadini, in questi anni le cose stanno cambiando.

All'estremo levante di Cogoleto, su un fondale di circa 80 m si trova il relitto della superpetroliera Haven affondata il 14 aprile 1991 ormai trasformata in rifugio per un ricco ecosistema, oggetto di numerose escursioni subacquee e meta di pescatori dilettanti. Vi è sulla Haven un'esposizione al MU.VI.TA (Museo vivo delle tecnologie per l'ambiente) della vicina Terralba, frazione di Arenzano.

Il tratto di mare a ponente della cittadina presenta un fondale a posidonia sopravvissuto alle avversità ambientali del passato, che permette attività di snorkeling già a partire da pochi passi dalla battigia.

Cogoleto è collegata al contiguo comune di Arenzano con un'unica passeggiata dotata di pista ciclabile e realizzata sul tracciato della vecchia ferrovia. Il lungomare è intitolato al cantautore genovese Fabrizio De André ed è stato inaugurato il 15 aprile 2006.

La passeggiata prosegue anche a ponente fino all'inizio della passeggiata Europa di Varazze anch'essa sul vecchio tracciato della ferrovia Genova-Ventimiglia.

Nel percorso si possono ammirare tratti rocciosi a macchia mediterranea dominati da pini d'Aleppo, che danno un'idea di quale fosse l'aspetto originario della regione prima dell'intervento dell'uomo. La vegetazione è a picco sul mare e le rocce sono serpentinoscisti (rocce metamorfiche di colore verde scuro), che hanno assunto un colore nero in seguito all'esposizione agli agenti atmosferici. Nei fondali delle piccole baie rocciose che si trovano al disotto della passeggiata vivono molte specie animali tra cui ricci marini, polpi, gamberetti, pomodori di mare, paguri.

Casa della Miniera

A Varazze, in località Portigliolo, alla foce del rio Arenon, era presente un borgo medioevale, dove i marinai si andavano a rifornire di gallette (biscotti), e del quale resta solamente qualche edificio in rovina[12]. In questo territorio si trovava un campeggio, abbandonato in seguito a una devastante alluvione nel 2002, di cui erano rimasti numerosi relitti; il 4 ottobre 2010 a seguito di precipitazioni eccezionali, il rio ha innalzato di parecchi metri il suo letto e trascinato in mare ciò che ancora era presente, lesionando anche la sede della passeggiata a mare.

Oltre la frazione di Sciarborasca si estende una zona di alto interesse naturalistico facente parte del massiccio del monte Beigua (1287 m s.l.m.). Sull'ampia spianata della vetta, che ricade nel comune di Varazze sono stati edificati nel 1925 una chiesetta intitolata alla Madonna Regina della pace e nel 1959 i ripetitori radiotelefonici, il punto più elevato del comune di Cogoleto è il rifugio Prato Rotondo 1108m s.l.m., in dialetto "Prà Riondo" posto di tappa n°19 dell'Alta Via dei Monti Liguri, poco lontano, sempre sull'Alta Via in direzione Passo del Faiallo sorge in loc. Terrin a quota 1078m s.l.m. la "Casa della Miniera" un riparo ristrutturato dalla Comunità Montana dell'Argentea con la collaborazione del Gruppo Alpini di Cogoleto e dove ogni anno alla terza domenica di luglio si svolge la festa degli Alpini. Inoltre vicino al museo contadino di Sciarborasca sorge l'ecomuseo, percorso-museo pedonale, allestito dall'ex Comunità montana Argentea con pannelli esplicativi per scoprire gli antichi mestieri contadini.

Sulla collina della località Beuca sorge l'orto botanico Villa Beuca che, con i suoi trentaquattromila metri quadrati, accoglie rare e pregiate piante mediterranee e specie a rischio d'estinzione[10].

Nel territorio comunale di Cogoleto è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale e geologico. Il sito è collocato tra i fondali delle province di Genova e Savona - condiviso tra i comuni di Arenzano, Cogoleto e Varazze - dove è segnalato un particolare habitat formato da praterie di posidonia oceanica. Tra le specie animali marine sono presenti: Hippocampus ramulosus, Nerophis maculatus, Nerophis ophidion, Symphodus cinereus, Symphodus doderleini, Symphodus melanocercus, Symphodus tinca, Syngnathus acus e Syngnathus typhle[38].

Società[modifica | modifica sorgente]

Antica fotografia di Cogoleto
Villa Sbertoli

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[39]

Tra il 1839 e il 1869 furono rilasciati 608 passaporti, prevalentemente per l'espatrio verso le Americhe[13]. In particolare molti cogoletesi si trasferirono per quanto riguarda quella del Sud, a Montevideo e Buenos Aires e quella del Nord a New Orleans, New York e Boston[13].

Allo sviluppo industriale di Cogoleto, tra la fine del 1800 e i primi del 1900, è seguito lo sviluppo occupazionale, la crescita degli insediamenti edilizi e l'aumento della popolazione[13]. La crescita rapida di questi tre parametri ha avuto solo una breve fase di stallo durante la seconda guerra mondiale ed è proseguita negli anni del boom economico[13]. Il censimento del 1981 rilevò il picco di 3319 addetti che lavoravano nel comune[13]. Nei due censimenti successivi, tuttavia, per la chiusura di molte industrie e dell'ospedale psichiatrico di Pratozanino, si sono persi circa 1500 posti di lavoro[13]. Conseguentemente si può riscontrare una, seppur lieve, decrescita del numero di abitanti[13].

Al 31-12-2009 gli abitanti risultavano distribuiti in 4631 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 1,97 componenti[40].

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Villa Giuseppa Rossello, ex Villa Biamonti

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[41] i cittadini stranieri residenti a Cogoleto sono 280, pari al 3,06% della popolazione comunale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 2004 il Comune di Cogoleto ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001[10].

Raccolta differenziata[modifica | modifica sorgente]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Cogoleto[42] 17.8% 16.6% 19.2% 20.1% 25.1% 39.45% 40.5%

Nella primavera del 2014 è stata decisa la riapertura della discarica di rifiuti pericolosi del Molinetto. Nel sito, dove per anni sono stati depositati materiali provenienti dall'ex stabilimento chimico della Stoppani, arriveranno secondo alcune stime altri 100.000 m2 di rifiuti[43].

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua Ligure e Dialetto savonese.

Oltre alla lingua italiana, a Cogoleto è parlato da parte della popolazione il dialetto locale, una variante della lingua ligure. Vi sono però alcune differenze dal dialetto parlato a Genova città, essendo la località di Cogoleto influenzata dalle parlate locali della vicina provincia di Savona[44].

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Savona-Noli.

La religione maggiormente praticata a Cogoleto è, come per l'Italia, quella cattolica. Cogoleto, pur essendo in provincia di Genova, fa parte della diocesi di Savona-Noli[45].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Ciambelle della Domenica delle Palme
CiambellePalme-Cogoleto.JPG
Sono vendute nei forni di Cogoleto in occasione della Domenica delle Palme. È tradizione che i più piccoli leghino la ciambella alla palma da benedire.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

L'idea di una scuola infantile è da attribuire all'allora parroco Reverendo Arciprete Giuseppe Scarrone che nel 1861 la propose alla comunità[23]. Re Vittorio Emanuele II il 3 maggio 1833 ne decretò l'erezione in corpo morale, stabilendo delle regole, tra le quali l'intitolazione a "Cristoforo Colombo"[23].

Istituto Comprensivo di Cogoleto[modifica | modifica sorgente]

Vincitore del Label Europeo 2005 (riconoscimento europeo per progetti innovativi nel campo dell'insegnamento-apprendimento delle lingue)[46].

Dell'Istituto Comprensivo di Cogoleto[47] fanno parte:

  • Scuola dell'Infanzia "Cristoforo Colombo";
  • Scuola Primaria "Antonio Giusti";
  • Scuola Secondaria di primo grado "Enea Silvio Recagno";
  • Scuola Primaria "Giacomo Grattarola" a Sciarborasca;
  • Scuola Primaria di Lerca.

Paritarie[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

L'ex ospedale civile Marina Rati, ora poliambulatorio e abitazioni private
Monumento a Cristoforo Colombo

Museo Contadino[modifica | modifica sorgente]

A Sciarborasca presso edificio rurale di antica costruzione è situato il museo contadino, il quale espone molti oggetti ed attrezzi del mondo contadino[10].

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Associazione CogoletoLive dedicata a Elvo Casagni fondatore di TeleCogoleto.
  • A.C.C.O. Associazione Culturale Cogoleto Otto.
  • Associazione Nazionale Alpini - Gruppo di Cogoleto "Giacomo Tarigo"[51].
  • Croce d'Oro Sciarborasca[52].
  • Croce Rossa Italiana - Comitato Locale di Cogoleto.
  • Associazione culturale "Coquolithos".
  • Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Sezione di Cogoleto.
  • Associazione "Viaggiatori nel tempo".
  • Associazione Fornace Bianchi[53].
  • P.A.L. Proposte Artistiche Liguri.
  • Banda Musicale "Città di Cogoleto".
  • G.A.L.A. Gruppo Artistico L'Approdo.
  • Lega Italiana Protezione Uccelli.
  • Associazione Amici Museo Contadino.
  • UNITRE Arenzano-Cogoleto[54].
  • A.V.O. Cogoleto.
  • AGESCI.
  • Associazione Fibrosi Cistica.
  • Associazione Italiana Genitori.
  • Associazione "Marco Rossi".
  • Volontari Antincendio Boschivo, Protezione Civile "F.Ferro".
  • AUSER.
  • AVIS Cogoleto.
  • Centro Sociale, Ricreativo, Culturale 3a Età.
  • C.I.F. Centro Italiano Femminile Cogoleto.
  • Circolo ACLI - Sezione "Helder Camara".
  • Circolo ARCI "Mario Merlo".
  • Comitato "Lerca Viva".
  • Associazione Pratozanino[32].
  • Confraternita di San Lorenzo.
  • Confraternita SS. Sacramento 1850 (Sciarborasca)[55]
  • Confraternita del SS. Rosario (Lerca).

Media[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Dal 1981 al 2009 è stata attiva l'emittente televisiva locale Telecogoleto con la trasmissione di consigli comunali, cronache locali, sagre in diretta, telecronache di calcio dilettantistico e svariate rubriche. Cedette il passo a Telepace dopo una serie di tragedie che colpirono la famiglia Casagni proprietaria da sempre del canale, tra cui la morte del fondatore Elvo.

Nel 2011 nasce la web-tv locale CogoletoLive, senza scopo di lucro e "custode" dell'archivio di Telecogoleto[56].

Musica[modifica | modifica sorgente]

Già nei primi anni del Novecento a Cogoleto è attestata la presenza di un corpo bandistico che si dissolse nel secondo dopoguerra. Negli anni novanta, su spinta dell'amministrazione comunale, si decise di ricostituire una nuova realtà musicale cittadina: nasce la "Filarmonica Città di Cogoleto". Anche grazie al supporto logistico e all'esperienza musicale della scuola e Banda Musicale "Carlo Colombi" di Genova Pra' nel 1997 si diede vita alla nuova Banda Musicale "Città di Cogoleto" con sede all'interno di Villa Nasturzio.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Spettacolo pirotecnico durante le festività patronali di san Lorenzo nel 2008.
  • Percorso della calce, realizzato nel 2004 da ceramisti locali. Esso si articola in quindici tappe che alternano rappresentazioni di scali, cave, fornaci e contrade, collocate nelle vie e piazze del centro storico[10].
  • Sul percorso fronte mare Varazze-Arenzano si svolge ogni anno in primavera il "Trofeo Fantozzi", (coppa del mondo per corridori ipodotati).
  • Da ottobre 2006, ogni mese lungo le vie di Cogoleto si svolge il mercatino dei prodotti artigianali locali.
  • Kermesse non periodiche di musica, arte, libri, sport, film, teatro dialettale e cultura. Tra fine settembre e ottobre le manifestazioni rientrano nelle "Settimane della Cultura" del comune.

Ogni anno si svolgono feste e processioni per i santi patroni di Cogoleto e delle sue frazioni. La maggior parte di queste sono in agosto:

  • Il 10 agosto si tiene per san Lorenzo, il santo patrono di Cogoleto, una processione con i tipici cristi nelle vie di Cogoleto[7], seguita da uno spettacolo pirotecnico[10]. Lungo la passeggiata vengono allestite bancarelle con vari oggetti e dolciumi. Invece, davanti all'oratorio, nei giorni della festa vendono preparati piatti tipici e la focaccia;
  • Manifestazioni relative ai santi patroni delle due frazioni di Sciarborasca il 28 agosto e Lerca il 20 agosto.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina ligure.

La cucina di Cogoleto è tipica della riviera ligure. È legata a tradizioni marinare e al legame culinario con le zone vicine, soprattutto con la cucina genovese. Alcuni piatti caratteristici sono la focaccia genovese, le trenette al pesto, le trofiette ed il brandacujun[57].

Persone legate a Cogoleto[modifica | modifica sorgente]

I Colombo a Cogoleto
Casa di Colombo a Cogoleto

L'immagine ritrae la presunta casa natale di Cristoforo Colombo a Cogoleto (sul reale luogo di nascita del navigatore sono state fatte numerose ipotesi) con l'affresco su cui il Reverendo Antonio Colombo, discendente della famiglia, nel 1650 fece dipingere un'effigie del grande navigatore con un'epigrafe:

« Con generoso ardir dall'Arca all'onde
Ubbidiente il vol Colomba prende
Corre, s'aggira, terren scuopre e fronde
D'olivo in segno al gran Noè ne rende.
L'imita in ciò Colombo, ne s'asconde
E da sua Patria il mar solcando fende:
Terreno alfin scuoprendo diede fondo
Offrendo all'Ispano un nuovo Mondo.
Li 2 dicembre 1650.
Prete Antonio Colombo
 »
(LA)
« Hospes siste gradum: fuit HIClux prima Columbi

Orbe viro majori; Heu! Nimis arcta Domus.
Unus erat Mundus; Duo sunt, ait Iste: fuere »

(IT)
« Qui, o, passeggier nacque Colombo, ahi Tetto!

Pel maggior degli Eroi troppo ristretto!
Uno era il mondo: due disse costui. E due furono »

Cronaca[modifica | modifica sorgente]

Cogoleto ha fatto da sfondo a due vicende di cronaca:

  • Il 29 marzo 1998 il serial killer Donato Bilancia uccise Evelin Tessy Edsohe, prostituta nigeriana di 27 anni.
  • Nel 2007 il caso del mancato rimpatrio della bambina bielorussa Vika-Maria ha scosso l'opinione pubblica[60]. Vika, assieme ad altri bambini bielorussi, soggiornava durante le vacanze in Italia in seguito al Disastro di Černobyl'. Una coppia di coniugi cogoletesi trattenne e nascose la bambina a lei affidata con l'aiuto del parroco al termine del soggiorno estivo nel convento di Saint-Oyen in Valle d'Aosta per venti giorni. In questo modo intendevano sottrarla a presunti abusi subiti in patria nell'orfanotrofio di Vilejka. La vicenda ha diviso l'opinione pubblica, da un lato con consiglio comunale e parroco schierati in prima linea in difesa dei coniugi Giusto, dall'altro la Bielorussia e le associazioni di genitori affidatari di bambini bielorussi. Tale vicenda, sottoposta a eccezionale attenzione mediatica, si concluse con il rimpatrio forzato della minore e con la pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che in data 15 maggio 2007 riconosce la correttezza e la legittimità dell'azione del Governo Italiano. Tutti i personaggi coinvolti nella vicenda e accusati per sottrazione di minore, dopo essere stati assolti il 18 febbraio 2009[61] ritenendo che il fatto non costituisca reato, avendo agito in stato di necessità, il 18 febbraio 2010 sono stati condannati in appello ad otto mesi ciascuno[62].

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

« Il Comune di Cogoleto comprende il Centro Capoluogo, Lerca, Sciarborasca e Pratozanino. »
(Statuto del Comune di Cogoleto)

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

La chiesa e la torre di Lerca, in un affresco nella chiesa di San Bernardo

Le frazioni del comune sono tre:

  • Lerca, antico borgo situato sulle alture orientali di Cogoleto con una torre medievale[8]. Dal 1700 al 1799 faceva comune a sé e contava un numero di abitanti pari a oltre un terzo di quello di Cogoleto[8]. Feudo del marchese Gian Carlo Di Negro, nel quale era solito invitare illustri personaggi del Risorgimento, tra i quali si menzionano Silvio Pellico, Giuseppe Mazzini e Piero Maroncelli[8]. Nel 1857 passò in proprietà del marchese Massimiliano Spinola dopo che ebbe sposato la figlia Laura del marchese Di Negro[8].
  • Sciarborasca, frazione sulle alture occidentali di Cogoleto. Terra di emigranti[11], è cresciuta piuttosto recentemente come zona residenziale[8]. Ricca di corsi d'acqua[8], era luogo di transito per il trasporto del legname proveniente dall'Alta Valle del torrente Orba diretto ai cantieri navali siti in riviera. Da Sciarborasca partono numerosi sentieri escursionistici[8].
  • Pratozanino, frazione alle spalle di Cogoleto nota in particolar modo per aver ospitato l'ospedale psichiatrico provinciale. Esso, sorto nel 1910, ospitava duemila ammalati[8].

Economia[modifica | modifica sorgente]

In passato fu un piccolo borgo dove l'attività prevalente era la pesca e la produzione di calce, utilizzata anche per la costruzione del Palazzo Ducale di Genova. Nelle piane, a levante e a ponente del centro abitato e nella retrostante bassa collina era largamente praticata l'attività agricola, in particolare si coltivavano l'ulivo, la vite e i cereali; presso la foce del torrente Lerone funzionava il mulino di San Rocco.

Per lunghi anni sede di importanti industrie, ha ora abbandonato la vocazione produttiva, se non per una piccola componente agricola, puntando al turismo[8].

Le fornaci per la cottura della calce erano una decina, delle quali alcune a fuoco continuo. Si possono vedere ancora i segni degli scavi per l'estrazione della calce nelle colline, in particolare nei pressi del campo sportivo "Marco Pala". Le attività connesse con la calce erano fondamentali per l'economia del paese[7]. Si racconta che una centinaia di anni fa le acque antistanti al paese fossero addirittura bianco-latte per i residui di calce sospesi sulla superficie marina. Ciò avveniva perché gli scarti delle fornaci venivano gettati direttamente in mare[20]. La produzione di calce, in decrescita già a partire dalla metà dell'Ottocento a motivo della concorrenza con le fornaci di Sestri e Spotorno, è terminata definitivamente nel 1964, con la chiusura della Fornace Vallarino[12].

A Cogoleto vi erano due cartiere, una in località Molinetto (cartiera Carlo Ghigliotti) e l'altra a Lerca (cartiera F.lli Tixe). La prima, situata presso il torrente Arrestra in un edificio del XVI secolo della famiglia Ansaldo, produceva carta che veniva trasportata nelle repubbliche sudamericane dai velieri locali[8]. La famiglia Ghigliotti fece affrescare dal pittore Luigi De Servi il catino absidale della chiesa parrocchiale. La seconda cartiera, invece, dava lavoro ad una ventina di operai e la sua carta raggiungeva molte città sudamericane quali Rio de Janeiro, Montevideo e Buenos Aires[63].

Dal 22 maggio 1883 l'insediamento delle industrie nel territorio fu particolarmente agevolato dalla deliberazione comunale di esenzione daziaria sui combustibili e sulle materie prime, che contribuì ad un sensibile incremento degli insediamenti industriali[13][64].

Nella frazione di Pratozanino l'Ospedale Psichiatrico Provinciale, sorto nel 1907 con 10 padiglioni e 4 edifici per servizi e alloggio impiegati dava lavoro all'ingente numero di 3500 dipendenti nel primo dopoguerra. Venne chiuso negli anni novanta.

Cogoleto era sede di:

  • Fonderia per la produzione di proiettili per il regio servizio in località Arestra, presso l'antico Ponte Romano, circa 70 addetti.
  • Fabbrica di chiodi all'uso di Francia e molle d'acciaio Pommer e Reningaus, con circa 100 operai, che produceva le punte di Parigi, ossia bullette-spille cilindriche di fil di ferro[8].
  • Fabbrica di mattoni.
  • Fabbrica di pallini da caccia all'uso di Francia Fll.i Sasso nella torre presso l'attuale Piazza Martiri della Libertà[12][13][14].
  • Filanda di cotone Lottero Luigi, presso la foce del torrente Lerone, nell'edificio che era stato l'antico mulino di San Rocco[12][13][14]. Bruciata da un incendio nel 1880, dava lavoro a circa 400 operai[8].
  • Fonderie piombo e argento Henfrey in località Arestra[13][14].
  • Fabbrica privilegiata di Maglierie Biamonti e C., con un centinaio di operaie che confezionavano calze di ogni tipo[12][13][14].
  • Fabbrica di caffè e malto ad Arestra[13].
  • Fabbrica di filati cucirini con annessa tintoria[13].
  • Vetreria con fornace da vetri per la produzione di bottiglie e damigiane vicino alla Casa di Colombo dal 1711[13][23].
  • Filanda di cotone in Via Molino della Rocca, occupava circa 100 addetti[12][13][14].
  • Fabbrica di cioccolato nella casa colonica di Villa Nasturzio[12][13][14].
  • Trafilerie Ferrari, fondate da una famiglia di Bergamo nel 1890 in località Loaga. Rilevata nel 1900 dal signor Fava, ampliata in località Cian Maxin, trasferita dai suoi figli in val Lerone ed in seguito nel 1914 a Ceranesi[8].
  • Trafilerie Bianchi, fondate dal Cav. Uff. Ernesto Bianchi nel 1921, ubicate in parte sul vecchio cimitero di Cogoleto (cimitero di San Michele, costruito nel 1837)[8][12].
  • Fil Plastic S.R.L., fabbrica di cestelli plastificati fondata nel 1971 dal Dott. Pio Umberto Bianchi che ora ha sede nella zona industriale di Arenzano.
  • Fabbrica di acidi Sclopis, in seguito di proprietà del gruppo Montecatini[12][13].
  • Società M.I.T.A. in Via della Pace[8].
  • Bianchi serramenti del dottor Gianfranco Bianchi, che fabbricava finestre in lega leggera anodizzata[8].
  • Fabbrica biacche e colori Augusto Sbertoli, fondata nel 1884 e situata in località Arestra. Passata in gestione Spangher ed infine Stoppani, la fabbrica, che lavorava minio, litargirio e vernici sottomarine, fu un importante colorificio con più di 400 dipendenti. Essa veniva illuminata a gas prodotto in proprio[12].
  • Cantieri Navali di Cogoleto, conosciuti come Bianchi e Cecchi, fondati nel 1941[8][13][14]. La barche Flying Dutchman, costruite a Cogoleto, hanno vinto oro e argento alle Olimpiadi di Mosca del 1980 e la medaglia d'oro nei mondiali di specialità[12].

Le ultime due industrie - la metallurgica, Tubi Ghisa SpA e la chimica, Luigi Stoppani SpA - hanno però lasciato una pesante eredità di inquinamento, anche se i danni permanenti non sono attualmente valutabili.

Luigi Stoppani SpA[modifica | modifica sorgente]

Fabbrica Luigi Stoppani (in bonifica), località Lerone.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luigi Stoppani SpA.

La Luigi Stoppani SpA, fabbrica di sodio, potassio, cromo e derivati, è stata di grande impatto ambientale, come riportato nella relazione del professor Paolo Prati dell'Università di Genova, cui è stata affidata la perizia del processo Stoppani, che vede imputati per disastro ambientale cinque persone. Nel terreno dell'area industriale i valori di cromo esavalente riscontrati sono 25 000 parti per milione quando i limiti di legge sono di 15 ppm. Nei sedimenti marini il valore è di 10 000 ppm mentre non dovrebbe superare i 1350 ppm. Prima del 2003, anno nel quale è entrata in funzione una barriera idraulica, le concentrazioni di cromo esavalente nelle acque sotterranee erano di ben 100 000 volte eccedenti il limite. Per quanto riguarda la falda acquifera sottostante il torrente Lerone si è riscontrata una presenza seimila volte superiore ai limiti. Prati sottolinea inoltre che la situazione è mutata dopo il commissariamento dell'area, e riconosce che sarà possibile accertare l'entità del fenomeno solamente con un monitoraggio prolungato nel tempo[65]. Nel corso di alcune indagini comunque è emerso [66]

Dopo la chiusura, l'azienda ha cambiato nome in Immobiliare val Lerone, in quanto intenzionata a gestire lo sfruttamento immobiliare della zona dopo la bonifica. Ora la zona si sta ripopolando di specie faunistiche (ad esempio cigni e germani reali) e il mare, da verde com'era (principalmente a causa del cromo), è tornato al suo colore originario.

Dopo il fallimento sancito nel giugno 2007 dal tribunale, è stato delegato un commissario per la bonifica dell'area. I lavori sono iniziati il 1º dicembre 2008 con la prima fase di bonifica da amianto e da cromo in superficie. Si procederà quindi con la demolizione degli stabili e in seguito con la bonifica del sottosuolo. Il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto ha escluso speculazioni edilizie nell'area, le quali costituirebbero anch'esse un danno ambientale e ha sottolineato l'importanza di un'attenta pianificazione territoriale, impegnandosi a verificare la conformità del Piano Urbanistico Comunale al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale[67][68].

Tubi Ghisa SpA[modifica | modifica sorgente]

Area Tubi Ghisa

È in corso un processo di riqualificazione territoriale anche per la Tubi Ghisa SpA, in seguito Saint-Gobain condotte, fondata nel 1906 dai fratelli Balleydier[8][12][13][14], soprannominata il "Pane di Cogoleto", perché dava lavoro a molte famiglie cogoletesi. Inizialmente produceva tubi in lamiera di acciaio saldati a gas d'acqua per condotte forzate ad alta pressione. Con la nascita della Società Italiana di fonderia in ghisa e costruzioni meccaniche viene aggiunta la produzione di tubi in ghisa per acquedotti con i relativi raccordi. Nel 1913, la Società Tubi Togni acquistò la produzione di tubi in lamiera saldati, al contempo la società Industriale di meccanica e fonderia di Milano, decise l'acquisto della produzione di tubi in ghisa. Quest'ultima, rilevata nel 1924 dalla Società ILVA Alti Forni del Acciaierie d'Italia, la fabbrica conobbe negli anni un costante sviluppo che la portò nel 1950 alla collaborazione con Pont-à-Mousson SA, azienda produttrice di tubi in ghisa sferoidale. Diventata nell'ottobre 1964 Tubi Ghisa SpA per la politica Finsider[8], nel 1993 entrò a far parte del gruppo Saint-Gobain-Pont-à-Mousson.

Ora l'area, messa in vendita dalla Saint-Gobain-Pont-à-Mousson, è stata acquistata dalla Geo srl, con la probabile intenzione ad un'operazione immobiliare. Nel 2008 sul sito internet del Gruppo Geo, società madre del colosso immobiliare ligure, creato dall'imprenditore di Albenga Andrea Nucera, è comparso un progetto per la costruzione di un grattacielo di oltre 20 piani, 800 nuovi alloggi e 1 200 parcheggi su un'area complessiva di 75 000 metri quadrati. Il Comune di Cogoleto, venuto a sapere dell'esistenza del progetto, ha immediatamente protestato, non gradendo in particolar modo la dicitura che definiva l'area residenziale, commerciale, turistica. Una precedente seppur ridotta porzione dell'area era stata acquistata in precedenza dall'imprenditore locale Pietro Pesce, costruttore coinvolto nell'inchiesta Bancopoli su Giampiero Fiorani.[69][70] Il comune, prima di prendere decisioni sul futuro dell'area, è intenzionato ad ascoltare le proposte della cittadinanza con assemblee pubbliche, la prima delle quali svoltasi il 17 aprile 2009[10].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

L'autostrada A10 nel tratto di Cogoleto

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il centro di Cogoleto è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che gli permette il collegamento stradale con Varazze, ad ovest, e con Arenzano ad est. Il territorio comunale è altresì attraversato dalla strada provinciale 78 di Lerca e dalla strada provinciale 66 di Sciarborasca per raggiungere le rispettive frazioni comunali.

Il comune è raggiungibile dall'autostrada A10, tramite il casello autostradale di Arenzano provenendo da levante e tramite il casello autostradale di Varazze provenendo da ponente[10].

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Cogoleto.

Cogoleto è dotata di una propria stazione ferroviaria sulla linea Ventimiglia - Genova nel tratto locale compreso tra Savona e Genova[10]. I binari sono quattro.

Esempio di architettura razionalista della seconda metà degli anni trenta[14]. Per consentire la movimentazione delle merci delle locali industrie si dotò di un grande parco binari[14]; il fabbricato viaggiatori fu costruito nel 1943 su progetto dell'arch. Roberto Narducci.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Piazza Antonio Giusti e palazzo Rati, sede del comune.
L'odierno palazzo municipale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1 gennaio 1900 12 aprile 1900 Enrico Lorenzo Centurione Sindaco [71]
3 maggio 1900 19 giugno 1900 Michele Giusti Sindaco [71]
16 giugno 1900 marzo 1901 Saverio Biamonti Sindaco [72]
aprile 1901 settembre 1901 Saporiti Commissario prefettizio
3 ottobre 1901 13 luglio 1902 Bernardo Poggi Sindaco [73]
13 luglio 1902 dicembre 1902 Luigi Biamonti Assessore anziano [74]
27 dicembre 1902 29 settembre 1905 Luigi Biamonti Sindaco
16 ottobre 1905 luglio 1907 Luigi Biamonti Sindaco [75]
11 agosto 1907 28 gennaio 1908 Luigi Biamonti Sindaco [76]
7 febbraio 1908 gennaio 1909 Michele Alfonso Giusti Sindaco [77]
gennaio 1909 27 febbraio 1909 Tomaso Delfino Assessore anziano [74]
27 febbraio 1909 marzo 1909 Tomaso Delfino Sindaco
17 ottobre 1909 12 settembre 1912 Lorenzo Gio Batta Giusti Sindaco [71]
3 ottobre 1912 luglio 1914 Arcangelo Morasso Sindaco
8 agosto 1914 16 settembre 1918 Armando Biamonti Sindaco
16 settembre 1918 19 febbraio 1919 A. Damonte Prosindaco [78]
19 febbraio 1919 2 luglio 1919 Armando Biamonti Sindaco [71]
2 luglio 1919 novembre 1920 Milanto Commissario prefettizio
novembre 1920 settembre 1925 Antonio Giusti Sindaco [79]
16 settembre 1925 20 aprile 1927 Franchini Commissario prefettizio
25 aprile 1927 1945 Tito Nasturzio Partito Nazionale Fascista Podestà
25 aprile 1945 1946 Fosco Maggetti Sindaco [80]
1946 1951 Luigi Poggi Sindaco
1951 1956 Luigi Poggi Sindaco
1956 1960 Luigi Poggi Sindaco
1960 1965 Luigi Poggi Sindaco
1965 1970 Visconti Prasca Giuliano Sindaco
1970 1971 Enrico Mauri Sindaco
1971 1972 Francesco Berlingieri Commissario prefettizio
1972 1972 Paolo Guglielmi Commissario prefettizio
1972 1978 Giacomo Grattarola Sindaco
1978 1983 Mino Daccomi Partito Comunista Italiano-Partito Socialista Italiano Sindaco
1983 1988 Giacomo Grattarola Partito Comunista Italiano-Partito Socialista Italiano Sindaco
1988 1990 Mario Giusti Democrazia Cristiana-Partito Socialista Italiano Sindaco
1990 1991 Giacomo Grattarola Democrazia Cristiana-Partito Socialista Italiano Sindaco
1991 1993 Federico Bruzzone Democrazia Cristiana-Partito Socialista Italiano Sindaco
1993 1997 Luigi Cola Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
1997 16 aprile 2000 Luigi Cola Lista civica di Centro-sinistra Sindaco [81]
16 aprile 2000 2001 Attilio Zanetti Lista civica di Centro-sinistra Vice sindaco [82]
2001 2006 Attilio Zanetti Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2006 2011 Attilio Zanetti Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2011 in carica Anita Venturi Lista civica di Centro-sinistra "Uniti per Cogoleto" Sindaco

A Cogoleto inoltre è attiva dal 2010 una Consulta Giovanile, che dal 2012 al 2014 ha coordinato le Consulte Giovanili del Nord Italia[83]; dal 2012 è presente una Consulta Anziani e nel 2014 è in fase di costituzione una Consulta delle Attività Produttive.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Cogoleto è gemellata con:[10][84]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Campo sportivo "Marco Pala"

Cogoleto è denominata Città dell'Olimpismo e dello Sport, anche perché gemellata con Olimpia, dove sono nate le Olimpiadi[10].

A Cogoleto vi è il Centro di Formazione Fisico-Sportiva (CFFS), che dirige e coordina l'attività di molti gruppi sportivi, tra i quali atletica leggera[85], pallavolo[86], pallacanestro[87] e rugby[88].

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. C.F.F.S. Cogoleto Calcio, fondata nel 1983, che milita nel campionato di Promozione Ligure girone A.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale sono presenti i seguenti impianti sportivi:

  • In località Molinetto:
    • Campo sportivo "Marco Calcagno" per rugby. Ospita incontri, allenamenti e raduni delle Selezioni liguri ed interregionali. Dal 1975, anno in cui la storica società sportiva ligure CFFS Cogoleto Rugby partecipò al suo primo campionato, la squadra raggiunse notevoli risultati, arrivando a giocare il campionato di serie B.
    • Centro sportivo "Giovanni Maggio": campo sportivo per calcio in erba sintetica.
  • Impianto per il gioco delle bocce al giardino della Tubi Ghisa.
  • Campo di calcetto a Capieso in erba sintetica.
  • Centro ippico in località Molinetto.
  • Campo da bocce a Lerca.
  • Campi da calcio in via Falcone a Sciarborasca in erba sintetica.
  • Campi da tennis in località Molinetto.
  • Percorso golfistico a 18 buche "Sant'Anna", nella tra Lerca e Sciarborasca.
  • In fase di progettazione il "Genoa Village", centro sportivo per l'allenamento dell'omonima squadra calcistica[89]. Il presidente Enrico Preziosi ha raggiunto un accordo con la Pietro Pesce SpA (di un noto costruttore locale coinvolto in vicende giudiziarie legate all'evasione fiscale[90]) per l'acquisto di un'area di 70 000 metri quadrati in località Bonaparte, meglio nota come Balledoro, sopra via della Madonnina. Il centro prevederebbe la realizzazione di due campi di calcio a 11 regolamentari, un altro campo di dimensioni inferiori, spogliatoi, sauna, centro benessere e foresteria[91].

Tra le associazioni più longeve vi è il Club Velico di Cogoleto, sorto il 15 marzo 1948, con nuova sede inaugurata nel 2005.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cogoleto, RAI – Radiotelevisione ItalianaDizionario d'ortografia e di pronunzia. URL consultato il 23 ottobre 2011.
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 16 marzo 2013.
  5. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  6. ^ Comuni italiani.it - Elenco comuni della Provincia di Genova. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  7. ^ a b c d e f g h i j k Anna Maria Salone, Cogoleto. Vedi Bibliografia su Cogoleto
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf Luigi Nicolò Poggi. Cogoleto. Vedi Bibliografia su Cogoleto.
  9. ^ Anna Maria Salone; Antonio Calcagno, Navi e Marinai di Cogoleto fra XV e XIX secolo, vedi Bibliografia su Cogoleto
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z sito ufficiale del comune. URL consultato il 9-9-2009.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Eugenio Ghilarducci, Storia di Cogoleto, Vedi Bibliografia su Cogoleto.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al Giuseppe Parodi, Cogoleto, ieri. Vedi Bibliografia su Cogoleto.
  13. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad Comune di Cogoleto in collaborazione con Associazione Marco Rossi, documenti del Millenario di Cogoleto, Atti del seminario di studi, Residenza e industria tra 1800 e 1900
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Comune di Cogoleto in collaborazione con Associazione Marco Rossi, documenti del Millenario di Cogoleto, Atti presentazione mostra, La forma di Cogoleto tra 1800 e 1900
  15. ^ Cogoleto: comuni limitrofi, www.comuni-italiani.it. URL consultato il 16 ottobre 2011.
  16. ^ Parco Naturale Regionale del Beigua. URL consultato il 9 settembre 2009.
  17. ^ Carta geologica d'Italia scala 1:100.000 - foglio 82 - Genova. URL consultato il 9 settembre 2009.
  18. ^ Arturo Issel, Liguria geologica e preistorica, Genova 1892 voll.2
  19. ^ Comuni italiani.it - Clima di Cogoleto. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  20. ^ a b Nicola Rossi, storico cogoletese, curatore del coordinamento del gruppo di lavoro di ricerche storiche dell'Associazione Marco Rossi ed ex assessore comunale[senza fonte].
  21. ^ Antonio Calcagno, Anna Maria Salone, "Un nome, una storia, una spiaggia di ciottoli" Cogoleto News 2000 n°76 febbraio 2006, pag. 31- 39.
  22. ^ Anna Maria Salone; Antonio Calcagno; G. Ottonello, COGOLETO nove secoli di storia, pag.17. Vedi Bibliografia su Cogoleto
  23. ^ a b c d e f A. Calcagno, Block Notes, vedi Bibliografia su Cogoleto
  24. ^ a b Pietro Rocca, Giustificazione della Tavola Peutingeriana circa l'andamento della via litoranea che da Genova metteva ai Vadi Sabazi costrutta dal console Emilio Scauro 100 anni avanti G.C., Vedi Bibliografia su Cogoleto.
  25. ^ Colette Dufour Bozzo, La scultura a Genova e in Liguria dalle origini al Cinquecento, Genova 1987, pag.24
  26. ^ Foto del pluteo. URL consultato il 9 settembre 2009.
  27. ^ a b c d e Comune di Cogoleto in collaborazione con Associazione Marco Rossi, documenti del Millenario di Cogoleto, Atti incontro culturale in Piazza della Chiesa, La Battaglia di Cogoleto dell'aprile 1800
  28. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  29. ^ Stemma del Comune.
  30. ^ Antonio Giusti, Cenno storico sulla chiesa nuova parrocchiale di Santa Maria Maggiore in Cogoleto per un Cogoletano, Savona 1906
  31. ^ Archivio Storico Civico Cogoleto
  32. ^ a b Associazione Pratozanino. URL consultato il 9 settembre 2009.
  33. ^ Cogoleto su Riviera Ligure.it. URL consultato il 9-9-2009.
  34. ^ Dal diario di Padre Girolamo Salvatico Giuseppe Rogero;Lorenzo Giacchero, DIES IRAE - Tempi di guerra (PDF), 2001. URL consultato il 9 settembre 2009.
  35. ^ Regione Liguria, Vincoli Architettonici, Archeologici e Paesaggistici. URL consultato il 9 settembre 2009.
  36. ^ Hotel Sereno su Paginegialle.it. URL consultato il 9-9-2009.
  37. ^ Le torri. URL consultato il 9-9-2009.
  38. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria. URL consultato il 5 febbraio 2011.
  39. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  40. ^ Dato Istat al 31-12-2010. URL consultato il 12 agosto 2010.
  41. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  42. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  43. ^ Cogoleto, via libera ai rifiuti pericolosi in Il Secolo XIX, 12 marzo 2014. URL consultato l'8 agosto 2014.
  44. ^ F. Toso, Storia linguistica della Liguria dalle origini al 1528, Recco, Le Mani, 1995.
  45. ^ Diocesi di Savona Noli. URL consultato il 14 ottobre 2011.
  46. ^ Dettagli sul progetto Label Europeo 2005. URL consultato il 9 settembre 2009.
  47. ^ Sito ufficiale dell'Istituto Comprensivo di Cogoleto. URL consultato il 9-9-2009.
  48. ^ Scuola Don Mario Bosco, Anagrafe Nazionale delle Scuole Paritarie. URL consultato il 9 settembre 2009.
  49. ^ Scuola Don Milani, Anagrafe Nazionale delle Scuole Paritarie.
  50. ^ Scuola Gianni Rodari, Anagrafe Nazionale delle Scuole Paritarie.
  51. ^ sito web A.N.A. Cogoleto
  52. ^ sito web Croce d'Oro
  53. ^ sito web Associazione Fornace Bianchi
  54. ^ sito web UNITRE
  55. ^ sito web Confraternita Santissimo Sacramento
  56. ^ www.cogoletolive.it
  57. ^ Vincenzo Gueglio, Guida ai misteri della cucineria ligure: racconti, ricette, cucina, erotismo, allegria, Genova.
  58. ^ ospedale per infermi poveri attesoché in allora il paese di Cogoleto non forniva alcun soccorso all'umanità sofferente.
  59. ^ ENNIO REMONDINO DIFENDE I CORRISPONDENTI RAI. URL consultato il 19-12-2009.
  60. ^ Maria riportata in Bielorussia con un blitz. I Giusto: "Hanno giocato con la sua vita" in La Repubblica.it, 1º ottobre 2006. URL consultato il 9 settembre 2009.
  61. ^ Tutti assolti per il caso di Maria-Vika, 18 febbraio 2009. URL consultato il 9 settembre 2009.
  62. ^ Adozioni: Vika, i coniugi Giusto condannati in appello, 18 marzo 2010. URL consultato il 19 marzo 2010.
  63. ^ Giovanni Bono Ferrari, L'epoca eroica della vela, Genova 1941.
  64. ^ Deliberazione del Consiglio Comunale 22 maggio 1883, n.996, in materia di "Dazio Comunale Esonero per le industrie"
  65. ^ Marco Preve, Stoppani, il dossier della vergogna "Così hanno avvelenato Cogoleto" in la Repubblica. URL consultato il 10 marzo 2013.
  66. ^ Marco Grasso, Stangata alla cricca del mattone in Il Secolo XIX, 19 gennaio 2013. URL consultato il 10 marzo 2013.
  67. ^ Ambiente:Liguria;Burlando,bonifica Stoppani rimanga pubblica in ANSA, 1° dicembre 2008. URL consultato il 6 aprile 2009.
  68. ^ Stoppani: il presidente della Provincia scrive al blog. “Verificheremo la conformità del puc di Cogoleto”. URL consultato il 19-3-2009.
  69. ^ Marco Preve, Grattacieli e ottocento alloggi a Cogoleto progetto con giallo in la Repubblica, 8 ottobre 2008, p. 2 sez.Genova. URL consultato il 6 aprile 2009.
  70. ^ Il giallo della Cogoleto Coast. URL consultato il 6-4-2009.
  71. ^ a b c d Si dimette dalla carica amministrativa
  72. ^ Si scioglie l'intero Consiglio Comunale
  73. ^ Si dimette dalla carica amministrativa il 24 maggio. Le dimissioni verranno accettate dal Consiglio Comunale il 25 settembre 1902
  74. ^ a b Sostituisce il sindaco
  75. ^ Vince le elezioni parziali
  76. ^ Riconfermato ulteriormente alle elezioni generali, si dimette il 28 gennaio 1908
  77. ^ Deceduto durante la carica amministrativa
  78. ^ Regge il comune in quanto il primo cittadino è sotto le armi
  79. ^ Il più giovane sindaco della Liguria, antifascista, dopo essere stato deportato muore a Hersbruck nel campo di concentramento di Flossenbürg nel 1944
  80. ^ Sindaco della Liberazione
  81. ^ Eletto consigliere di minoranza dei Democratici di Sinistra nel Consiglio Regionale della Liguria, si dimette dalla carica amministrativa
  82. ^ Vice sindaco, subentra in qualità di sindaco facente funzioni fino alle elezioni amministrative del 2001
  83. ^ dal sito web della Consulta Giovanile di Cogoleto
  84. ^ Sito dell'Ass. Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa.
  85. ^ Sito del C.F.F.S. Atletica Cogoleto. URL consultato il 9 settembre 2009.
  86. ^ Sito del CFFS Cogoleto Volley.
  87. ^ Sito del CFFS Cogoleto Basket. URL consultato il 9-9-2009.
  88. ^ Sito del CFFS Cogoleto Rugby. URL consultato il 9-9-2009.
  89. ^ Il Genoa lascia il Signorini e si sposta a Cogoleto in Città di Genova, 03 marzo 2010. URL consultato il 10 marzo 2013.
  90. ^ Evasione fiscale, Pietro Pesce ammette: "case vendute in nero" in Babboleo.it, 19 giugno 2011. URL consultato il 10 marzo 2013.
  91. ^ Andrea Schiappapietra, Super impianto, ora c'è l'accordo. Preziosi: "Così il Genoa cresce" in Il Secolo XIX, 13 marzo 2010. URL consultato il 10 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Cogoleto.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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